<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Erre come… Rosarno</title>
	<atom:link href="http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 17 Dec 2023 19:20:58 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Di: maria</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/#comment-263</link>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 18:51:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=293#comment-263</guid>
		<description><![CDATA[Grazie per il commento e le precisazioni. Le manovre xenofobe , che attecchiscono come la mala erba, sono  ancora più gravi se dettate dall&#039;intento di sbarazzarsi dei lavoratori.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il commento e le precisazioni. Le manovre xenofobe , che attecchiscono come la mala erba, sono  ancora più gravi se dettate dall&#8217;intento di sbarazzarsi dei lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Can-C Eye Drops</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/#comment-262</link>
		<dc:creator><![CDATA[Can-C Eye Drops]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 13:24:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=293#comment-262</guid>
		<description><![CDATA[Fondazione Ismu ; a cura di Vincenzo Cesareo Quindicesimo Rapporto sulle migrazioni 2009 Franco Angeli, c2010 , Milano Il Rapporto analizza, come di consueto, alcuni ambiti di particolare rilievo in riferimento all&#039;immigrazione: il lavoro, la scuola, la situazione abitativa, la sanità. Specifici approfondimenti, che esaminano fenomeni come i consumi degli immigrati o le rimesse verso la madre patria, testimoniano un costante radicamento nel nostro paese. La crisi economica, quale evento planetario, rappresenta invece il filo conduttore nell&#039;analisi delle politiche migratorie attuate in alcuni paesi europei ed extra europei, in particolare Gran Bretagna, Germania, Spagna e Australia. Un&#039;attenzione particolare viene riservata per la prima volta al tema del co-sviluppo, inteso anche come modalità di coinvolgimento attivo degli immigrati nel promuovere la crescita dei loro paesi di origine.Collocazione Centro Studi: 06R13Angela De Lorenzo Rosarno, xenofobia montata ad arte in Narcomafie : legalità - diritti - cittadinanza n. 1 (gen. 2010) pp. 49-52 Si tratta dell&#039;analisi di un fatto di cronaca accaduto nel gennaio 2010 a Rosarno, in Calabria, dove i lavoratori stagionali &quot;neri&quot;, presenti nel territorio per la raccolta degli agrumi, sono stati cacciati dalla popolazione in rivolta, a causa, è stato detto, della xenofobia dilagante. Grazie all&#039;incontro con alcune delle persone cacciate, l&#039;autrice è potuta pervenire ad un&#039;interpretazione diversa: i lavoratori sono stati mandati via al termine della stagione per non doverli più pagare e perché non serviranno più, visto che la raccolta degli agrumi sta diventando sempre meno redditizia. Il clima di intolleranza razziale è stato creato ad arte dalle associazioni mafiose che controllano il settore.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fondazione Ismu ; a cura di Vincenzo Cesareo Quindicesimo Rapporto sulle migrazioni 2009 Franco Angeli, c2010 , Milano Il Rapporto analizza, come di consueto, alcuni ambiti di particolare rilievo in riferimento all&#8217;immigrazione: il lavoro, la scuola, la situazione abitativa, la sanità. Specifici approfondimenti, che esaminano fenomeni come i consumi degli immigrati o le rimesse verso la madre patria, testimoniano un costante radicamento nel nostro paese. La crisi economica, quale evento planetario, rappresenta invece il filo conduttore nell&#8217;analisi delle politiche migratorie attuate in alcuni paesi europei ed extra europei, in particolare Gran Bretagna, Germania, Spagna e Australia. Un&#8217;attenzione particolare viene riservata per la prima volta al tema del co-sviluppo, inteso anche come modalità di coinvolgimento attivo degli immigrati nel promuovere la crescita dei loro paesi di origine.Collocazione Centro Studi: 06R13Angela De Lorenzo Rosarno, xenofobia montata ad arte in Narcomafie : legalità &#8211; diritti &#8211; cittadinanza n. 1 (gen. 2010) pp. 49-52 Si tratta dell&#8217;analisi di un fatto di cronaca accaduto nel gennaio 2010 a Rosarno, in Calabria, dove i lavoratori stagionali &#8220;neri&#8221;, presenti nel territorio per la raccolta degli agrumi, sono stati cacciati dalla popolazione in rivolta, a causa, è stato detto, della xenofobia dilagante. Grazie all&#8217;incontro con alcune delle persone cacciate, l&#8217;autrice è potuta pervenire ad un&#8217;interpretazione diversa: i lavoratori sono stati mandati via al termine della stagione per non doverli più pagare e perché non serviranno più, visto che la raccolta degli agrumi sta diventando sempre meno redditizia. Il clima di intolleranza razziale è stato creato ad arte dalle associazioni mafiose che controllano il settore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maria</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/#comment-252</link>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 19:45:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=293#comment-252</guid>
		<description><![CDATA[@Adriano Maini: grazie. Hai notato i bottoncini di condivisione?Il webmastro ha provveduto grazie alla tua richiesta  :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Adriano Maini: grazie. Hai notato i bottoncini di condivisione?Il webmastro ha provveduto grazie alla tua richiesta  <img src="http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Adriano Maini</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/#comment-248</link>
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Maini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 19:12:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=293#comment-248</guid>
		<description><![CDATA[Gran degna memoria/testimonianza, la tua!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran degna memoria/testimonianza, la tua!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maria</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/#comment-246</link>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 12:58:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=293#comment-246</guid>
		<description><![CDATA[@Transit: non a caso il lavoro si chiama &#039;a fatica,...
 dà dignità e identità sociale, è un diritto della persona e dovere sociale.
Morire sul lavoro è cadere con onore sul fronte di una quotidianità che appartiene a tutti .
La morte bianca assolve nel martirio ma  ci condanna a un intimo dolore.

E non dobbiamo mai dimenticare e subire.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Transit: non a caso il lavoro si chiama &#8216;a fatica,&#8230;<br />
 dà dignità e identità sociale, è un diritto della persona e dovere sociale.<br />
Morire sul lavoro è cadere con onore sul fronte di una quotidianità che appartiene a tutti .<br />
La morte bianca assolve nel martirio ma  ci condanna a un intimo dolore.</p>
<p>E non dobbiamo mai dimenticare e subire.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Transit</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/01/07/erre-come-rosarno/#comment-245</link>
		<dc:creator><![CDATA[Transit]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 07:41:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=293#comment-245</guid>
		<description><![CDATA[Scontrosa la Erre di rivolta dei ribelli a rivelare risultante risalto il comodo potere dello sfruttamento dentro la carne viva degli ultimi. Ma gli ultimi, dice qualcuno, saranno i primi. Bella soddisfazione la ricreazione paesaggistica del parcheggio Paradiso con panorama.

* * *

Ieri mattina, a proposito della mattanza delle cosiddette morti bianche, ho scritto il seguente commento nel blog Precari United, titolo del post:

&quot;LA GUERRA DEL LAVORO. BILANCIO DELLE VITTIME 2012&quot;

Le pagine letterarie, la narrativa fatta di pezzi di carne quali racconti e romanzi, e più ancora la poesia, anche quella più surreale e lontana dalla vita quotidiana di chi ha avuto in dono la vita come castigo per le condizioni materiali in cui è costretta a subire e a vivere, dovrebbe trattare questi fatti, cioè la perdita della vita di un lavoratore sul luogo di lavoro come autentici lutti nazionali da cui trarre insegnamenti d&#039;ogni genere;ma innanzitutto quello che la vita di un essere vivente viene prima di ogni altra cosa ed è, per forza di cose, contro ogni tipo di sfruttamento e asservimento materiale, etico e morale. La letteratura e la poesia di una piccola finestra quale il magazine domenicale di un blog quale Precari United non può prescindere, ma anzi è innervata da tali fatti così immensamente dolorosi. E punitivi. Per come si stanno mettendo le cose nel mondo del lavoro, quando un lavoratore muore sul luogo del lavoro assume su di sé un detto usato dalle mie parti: Cornuto e mazziato. Dopo il danno la beffa; ovvero, dopo la perdita umana, la famiglia del lavoratore si ritroverà materialmente, per quanto possa essere indennizzata, cosa sempre più difficile, affettivamente e umanamente più povera e disastrata di prima. Ma cosa volete che sia una vita di un lavoratore in meno, per quanto preziosa, l&#039;importante che sia stata fatta la volontà di nostro signore, dirà qualcuno. E, poi non disperate: c&#039;è sempre il paradiso ad accoglierci nella buona e nella cattiva sorte. In fondo il paradiso è il deposito dove vanno i corpi del tutto scassati e sgarrupati dei lavoratori: precipitano, si sfracellati, vengono fulminati o scaraventati nei cantieri di lavoro; hanno contratti sulla parola, cioè a nero e glorificano, senza volerlo, le strade del progresso; è l&#039;altra faccia della medaglia; e, li chiamano luoghi di lavoro. Ma c&#039;è il premio finale. Quanto basta per mettersi il cuore in pace. E rassegnarsi alla volontà del Padrone, del Manager, del Sindacato giallo e del loro dio con la lettera maiuscola. Sono solo i morti di una lista, per la precisione, più o meno, mille e passa lavoratori ...

06 gennaio 2013 10:11

Le varie rivolte degli ultimi, cioè i proletari d&#039;ogni colore, ossia quelli più scassati e sgarrupati, e lotte di operai, disoccupati, licenziati, donne discriminate e uccise da una cultura che ha in sé i germi della violenza e della sopraffazione, hanno necessità di prendersi per mano e camminare e guardare la strada, l&#039;orizzonte.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scontrosa la Erre di rivolta dei ribelli a rivelare risultante risalto il comodo potere dello sfruttamento dentro la carne viva degli ultimi. Ma gli ultimi, dice qualcuno, saranno i primi. Bella soddisfazione la ricreazione paesaggistica del parcheggio Paradiso con panorama.</p>
<p>* * *</p>
<p>Ieri mattina, a proposito della mattanza delle cosiddette morti bianche, ho scritto il seguente commento nel blog Precari United, titolo del post:</p>
<p>&#8220;LA GUERRA DEL LAVORO. BILANCIO DELLE VITTIME 2012&#8243;</p>
<p>Le pagine letterarie, la narrativa fatta di pezzi di carne quali racconti e romanzi, e più ancora la poesia, anche quella più surreale e lontana dalla vita quotidiana di chi ha avuto in dono la vita come castigo per le condizioni materiali in cui è costretta a subire e a vivere, dovrebbe trattare questi fatti, cioè la perdita della vita di un lavoratore sul luogo di lavoro come autentici lutti nazionali da cui trarre insegnamenti d&#8217;ogni genere;ma innanzitutto quello che la vita di un essere vivente viene prima di ogni altra cosa ed è, per forza di cose, contro ogni tipo di sfruttamento e asservimento materiale, etico e morale. La letteratura e la poesia di una piccola finestra quale il magazine domenicale di un blog quale Precari United non può prescindere, ma anzi è innervata da tali fatti così immensamente dolorosi. E punitivi. Per come si stanno mettendo le cose nel mondo del lavoro, quando un lavoratore muore sul luogo del lavoro assume su di sé un detto usato dalle mie parti: Cornuto e mazziato. Dopo il danno la beffa; ovvero, dopo la perdita umana, la famiglia del lavoratore si ritroverà materialmente, per quanto possa essere indennizzata, cosa sempre più difficile, affettivamente e umanamente più povera e disastrata di prima. Ma cosa volete che sia una vita di un lavoratore in meno, per quanto preziosa, l&#8217;importante che sia stata fatta la volontà di nostro signore, dirà qualcuno. E, poi non disperate: c&#8217;è sempre il paradiso ad accoglierci nella buona e nella cattiva sorte. In fondo il paradiso è il deposito dove vanno i corpi del tutto scassati e sgarrupati dei lavoratori: precipitano, si sfracellati, vengono fulminati o scaraventati nei cantieri di lavoro; hanno contratti sulla parola, cioè a nero e glorificano, senza volerlo, le strade del progresso; è l&#8217;altra faccia della medaglia; e, li chiamano luoghi di lavoro. Ma c&#8217;è il premio finale. Quanto basta per mettersi il cuore in pace. E rassegnarsi alla volontà del Padrone, del Manager, del Sindacato giallo e del loro dio con la lettera maiuscola. Sono solo i morti di una lista, per la precisione, più o meno, mille e passa lavoratori &#8230;</p>
<p>06 gennaio 2013 10:11</p>
<p>Le varie rivolte degli ultimi, cioè i proletari d&#8217;ogni colore, ossia quelli più scassati e sgarrupati, e lotte di operai, disoccupati, licenziati, donne discriminate e uccise da una cultura che ha in sé i germi della violenza e della sopraffazione, hanno necessità di prendersi per mano e camminare e guardare la strada, l&#8217;orizzonte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
