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	<title>Skip blog &#187; curiosità</title>
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	<description>Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo...</description>
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		<title>Il regno della teletta in “Fascino muliebre” di Matilde Serao</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 23:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre ero a spasso per il mercato domenicale di Porta Portese, su una bancarella di stampe, manifesti pubblicitari e giornali  ho scorto la scritta “ Matilde  Serao” su un libretto nascosto tra vecchie  etichette e cartoline. Il nome della scrittrice è già di per sé garanzia di uno  stile ridondante in cui le descrizioni si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<h3><img class="alignleft size-medium wp-image-5174" title="fascino muliebre- matilde serao" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/fascino-muliebre-matilde-serao-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /> <span style="color: #000000;">Mentre ero a spasso per il mercato domenicale di Porta Portese, su una bancarella di stampe, manifesti pubblicitari e giornali  ho scorto la scritta “ <a title="Matilde Serao in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matilde_Serao">Matilde  Serao</a>” su un libretto nascosto tra vecchie  etichette e cartoline. Il nome della scrittrice è già di per sé garanzia di uno  stile ridondante in cui le descrizioni si snodano  dall’esterno per intrecciarsi  nella mente  del lettore , inconfondibile per le sfumature  lessicali e – cosa straordinaria delle grandi penne- per  le   riflessioni sempre attuali, forse perché attingono dall’animo umano e da un’intelligenza vivace. Il titolo del libricino è “Fascino Muliebre” e sinceramente credevo riservasse  argute frecciate alle dame dei salotti  che amavano spettegolare sull’anticonformismo della scrittrice. L’ho letto d’un fiato e ho scoperto che i vari capitoli esplorano  l’universo  della bellezza femminile attraverso immagini storiche e mitologiche, osannano l’acqua , l’idroterapia e i rituali del regno della teletta, suprema arte feminea, svelano consigli e  segreti per esibire  belle mani, bei piedi nel capitolo intitolato “La bellezza di Cenerentola”, una splendida capigliatura in “ La chioma di Berenice”, il profumo di belle labbra. Da riferimenti storico letterari di partenza la Serao arriva a reclamizzare &#8211; qui la sorpresa-  prodotti chimico-farmaceutico- igienici della società A Bertelli di Milano , e in particolare modo  della linea di profumeria igienica Venus (acqua, estratti, brillantina, lozioni, olio, profumi, saponi, pomate) elencati in un prezzario nelle ultime pagine.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Peccato che sul libretto non sia indicato l’anno di stampa . Presumo che fosse annesso a qualche altra pubblicazione, forse di un giornale </span><span style="color: #000000;">dell’epoca?</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">Eccone uno stralcio tratto dal capitolo  “Nel regno della teletta”</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/nel-regno-della-teletta-matilde-serao1.jpg"><img class="size-full wp-image-5176 aligncenter" title="nel regno della teletta- matilde serao" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/nel-regno-della-teletta-matilde-serao1.jpg" alt="" width="425" height="326" /></a></span></span><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">“La parola <em>toilette</em>- dicono i ricercatori delle origini delle parole- trasse la sua fortuna da un movente assai esiguo, come accade di quasi tutte le cose destinate ad una grande popolarità. Essa viene  da <em>toile</em>, tela, giacchè al principio del </span><span style="color: #000000;">diciassettesimo secolo, le signore solevano portare in viaggio, in un sacchetto </span><span style="color: #000000;">di tela, esternamente assai lavorato e leggiadramente adorno, gli oggetti per </span><span style="color: #000000;">l’abbellimento del volto e dei capelli; il sacchetto era fatto per modo che, </span><span style="color: #000000;">aprendolo, si distendeva come una tovaglietta, una piccola tela, una <em>toilette</em>, sovra un tavolino da lavoro, che si collocava avanti alla specchiera, e lì la signora, la sua camerista, la sua pettinatrice o l’azzimato parrucchiere dalla mano lieve <em>comme des pattes de papillons</em>, compivano quella mirabile opera di architettura, di polverizzazione, d’incipriamento, di miniatura, di ritocco e di dipintura minuziosa che assurse poi agli onori della massima illustrazione, un secolo dopo, sotto lo scettro di Madame de Pompadour, di Maria Antonietta e della principessa di Metternich.</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Alcuni filologi hanno invocato anche l’origine dalla parola </span><span style="color: #000000;">provenzale e italiana tavoletta, taoletta ,e quindi anche tailetta, toilette, teletta.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Che cosa diventò, poi, la teletta! Ve ne erano, per le dame francesi, due, e non più di tela, ma fisse avanti all’enorme specchio,che le </span><br />
<span style="color: #000000;">avviluppava tutte nella sua ampiezza indiscreta: una era per la preparazione intima, la teletta privata, raccolta, discreta, l’altra, vero poema di merletti e di rabeschi, era per l’adornamento sontuoso, che la dama si faceva completare in presenza dei cortigiani e dei corteggiatori, in un  salone dorato e rabescato. Questo era il salotto- <em>boudoir</em>- dalla tradizionale spinetta che accompagnava il passo molle e carezzoso del minuetto; ivi si compiva l’incipriamento, la postura dei nèi finti, si dava l’ultimo tocco di minio, si appuntava l’<em>aigrette</em>, fra le lodi sussurrate e le ciance dolci e banali. Oh, cari, spirituali, frivoli e pur affascinanti <em>boudoirs</em>, ritratti dal pennello di Watteau, ove aleggiava la poesia sottile come la cipria e colorita come una tortuosa pavana! Ancora, ancora da quelle figure di donne per le quali il supremo studio della vita era l’arte di piacere, di ammaliare, l’arte d’ingentilire in un’onda d’incanti la loro bellezza, ancora come da esseri viventi e gorgheggianti si sprigiona un caldo sapore di vita, un’onda di armonie che raramente possono ritrovarsi ai giorni nostri!</span></h3>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">Che cosa vi era, allora, su la teletta tutta avorii, ori e argenti della signora elegante, dove i più celebri miniaturisti, orafi, argentieri, </span><span style="color: #000000;">incisori e scultori annidavano le carezze della loro arte delicata, tutta leggiadrie e profumi? Chiedetelo a gli scrittori che ricostruirono quel mondo così gaio e così interessante: ai Goncourt, che ne penetrarono l’anima; a Théophile Gautier, che ne dipinse con pennellate nobilissime la merlettata esteriorità. Erano arsenali di ninnoli, di fiale, di cofanetti, di boccette, di ordegni, di ampolle, il contenuto dei quali era una immensa varietà sortita di fantasie sempre fertili, sempre tormentate dall’idea fissa dell’originalità.</span><br />
<span style="color: #000000;">Oggi, la moda, il gusto diverso, i ritrovati nuovi hanno semplificato ogni cosa; ma il piccolo arsenale della teletta di una signora </span><span style="color: #000000;">elegante, che segua le norme dell’igiene con la stessa scrupolosità con cui cura la sua bellezza, non è meno interessante. Il tipo è unico, e la donna d’altronde è conservatrice per eccellenza, anche quando sembra subire qualche evoluzione…”</span></h3>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">Seguono citazioni di prodotti Venus  , acqua da teletta, vellutina, brillantina, glicerina, lozione, crema cosmetici antisettici ricciolina, essenze profumate al gelsomino, mughetto, violetta rosata, rosa thea, ylang-ylang … Usi, costumi e atmosfera di altri tempi, ma il piccolo arsenale, fisso e mobile, della  teletta esiste ancora, a ogni età e non solo per le donne. Una ragione in più per </span> <span style="color: #000000;">difendere a spada tratta  dalle critiche e dai tentativi di espropriazione o di sfratto le creme e le cremine idratanti, emollienti, struccanti,nutrienti, rigeneranti, antirughe, antistress, rassodanti, snellenti ecc…ben schierate  nei mobiletti e sulle mensole </span> <span style="color: #000000;">del bagno. <img src='http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </span></h3>
<h3></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></span></h3>
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<div></div>
<div><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/nel-regno-della-teletta-matilde-serao1.jpg"></a></span></div>
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		<title>Girovagando a Porta Portese</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 20:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non ha ma sentito parlare del mercato romano di Porta Portese? Se non altro ricorderà il ritornello dell’omonima canzone di Claudio Baglioni. Il mercato di porta Portese si snoda per circa due chilometri  fuori dalla porta Portuensis, lungo via Portuense e dintorni, parallelamente a viale Trastevere. Nato nel secondo dopoguerra, quando per necessità si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4960" title="antica cartoleria" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><span style="color: #000000;">Chi non ha ma sentito parlare del mercato romano di <a title="Porta Portese in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Portese">Porta Portese</a>? Se non altro ricorderà il ritornello dell’omonima canzone di Claudio Baglioni. Il mercato di porta Portese si snoda per circa due chilometri  fuori dalla porta Portuensis, lungo via Portuense</span><br />
<span style="color: #000000;">e dintorni, parallelamente a viale Trastevere. Nato nel secondo dopoguerra, quando per necessità si vendeva qualsiasi cosa pur di racimolare soldi, oggi è una meta fissa per venditori ed acquirenti, curiosi e collezionisti, romani e vacanzieri.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ogni domenica venditori ambulanti, italiani e non, espongono roba nuova ed usata su centinaia di bancarelle: capi di abbigliamento, dall’intimo alle pellicce, scarpe e borse, lenzuola e d asciugamani ricamati di antichi corredi, passamaneria e  merletti, mobili e </span><span style="color: #000000;">soprammobili, stampe e cornici, lampadari e quadri, prodotti di artigianato locale ed estero, libri e dischi, cartoline e  francobolli, monete e medaglie, trenini ed automobiline, orologi, macchine fotografiche e da scrivere… cose che affollano tanti mercatini dell’antiquariato e che ricordo nelle case della mia infanzia.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4961" title="antica cartoleria 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-1-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-1.jpg"></a></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Al mercato di Porta Portese ho scoperto “L’antica Cartoleria”, una bancarella piena di tanti piccoli articoli di cancelleria, alcuni quasi introvabili, come le matite rosse e  blu che la maestra usava per correggere i compiti, segnando di rosso gli errori lievi e di blu quelli gravi (almeno così mi ricordo  J ), oppure i pennini usati dai miei genitori, che mi raccontavano le loro acrobazie per non fare sbavare l’inchiostro. </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Non oso immaginare cosa avrei combinato con un pennino, visto che con una semplice bic riuscivo a produrre pasticci grafici che invogliavano gli zero a scappare (e ad insediarsi stabilmente) sui miei quaderni.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4963" title="antica cartoleria 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-3-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4964" title="antica cartoleria 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-4-100x95.jpg" alt="" width="100" height="95" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-6.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4965" title="antica cartoleria 6" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/antica-cartoleria-6-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-da-ritagliare-4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4966" title="bamboline da ritagliare 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-da-ritagliare-4-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a> Tra squadre di legno, acquerelli, modellini e anche cartoline osè degli anni </span><span style="color: #000000;">20 ho scovato un album di bamboline. Ricordo che mi piacevano tanto le </span><span style="color: #000000;">bamboline con i vestiti di carta da ritagliare, leggermente  vellutati e coloratissimi, adatti per ogni occasione e corredati di borse, fiocchi e cappelli. Peccato che si rovinassero a furia di piegare le linguette di carta. Più tardi ebbi in regalo una “vera” bambola, di nome Bettina , che nel suo guardaroba vantava qualche vestito di stoffa, cucito dalla nonna, e fazzoletti a fiorellini che scovavo nei cassetti e avvolgevo sulla bambola a mo’ di pareo o sari indiano. Bambole con le fattezze di bambina, non di un’adulta in miniatura, che ben presto abbandonai in una cassapanca per  giocare con le costruzioni e con i gatti, non di peluche però.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-da-ritagliare1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4967" title="bamboline da ritagliare1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-da-ritagliare1-100x74.jpg" alt="" width="100" height="74" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-da-ritagliare-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4968" title="bamboline da ritagliare 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-da-ritagliare-2-100x68.jpg" alt="" width="100" height="68" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-d-ritagliare1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4970" title="bamboline d ritagliare" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/bamboline-d-ritagliare1-100x76.jpg" alt="" width="100" height="76" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">Di tanto in tanto pubblicherò qualche angolo di Porta Portese.</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">E a voi piace frequentare i cosiddetti mercati delle pulci?</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Un ariete così così ad agosto</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 21:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[agosto]]></category>
		<category><![CDATA[ariete]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Oggi mi sono concessa uno zapping tra gli oroscopi del mese, in verità ne ho spulciati un paio per curiosità ( in virgilio.it  e oroscopi.com) e via, sono partiti a raffica i miei commenti. &#8220;Grande energia è il dono degli astri per questo mese (Ovomaltina docet). Non solo il Sole ti supporta ( bontà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Ari_bode_edit2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4687" title="Ari_bode_edit2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Ari_bode_edit2-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Oggi mi sono concessa uno zapping tra gli oroscopi del mese, in verità ne ho spulciati un paio per curiosità ( in virgilio.it  e oroscopi.com) e via, sono partiti a raffica i miei commenti.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3>&#8220;<span style="color: #000000;">Grande energia è il dono degli astri per questo mese (<span style="color: #0000ff;">Ovomaltina docet</span>). Non solo il Sole ti supporta ( <span style="color: #0000ff;">bontà sua, pardon avevo letto “ti sopporta…”</span> ), ma anche Mercurio ti rende amabile, simpatico ( <span style="color: #0000ff;">chissà che mi racconta </span>). </span><br />
<span style="color: #000000;"> Dal ventinove luglio all&#8217;otto agosto il pianeta della comunicazione cammina in Vergine ( <span style="color: #ff6600;">ehhh?</span>): nello sport sei vincente ( <span style="color: #ff6600;">lo dirò alla mia dolente spalla sinistra</span>). Il nove agosto l&#8217;astro alato retrocede in Leone (<span style="color: #ff6600;"> sciò sciò</span>): brio, efficacia, lungimiranza, simpatia, sono le doti che illumina Mercurio ( <span style="color: #ff6600;">papabile ‘sto Mercurio</span>).</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3>
<span style="color: #000000;"> I rapporti interpersonali sono minacciati dal transito di Venere in quarta casa ( <span style="color: #0000ff;">e io la sfratto</span>). In famiglia scoppia una polemica ( <span style="color: #ff0000;">allarme rosso!</span>), col partner il litigio è dietro l&#8217;angolo ( <span style="color: #0000ff;">ma poi facciamo pace, dai</span>). Non darti per vinto ( <span style="color: #0000ff;">giammai!</span>): dal ventinove luglio Madama Fortuna ( <span style="color: #0000ff;">quanto mi sta simpatica questa signora</span>) entra in trigono ( <span style="color: #0000ff;">in trigoche?</span>). Col compagno torna a splendere la serenità ( <span style="color: #0000ff;">te l’avevo detto</span>), i single fanno grandi conquiste ( <span style="color: #0000ff;">buon per loro</span>). Puoi progettare un futuro importante con la tua dolce metà ( <span style="color: #ff0000;">sisssissì</span>). </span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;"> Fino al tre agosto, Marte sprigiona la tua simpatia, esalta il tuo erotismo ( <span style="color: #ff6600;">eroismo semmai</span> <img src='http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ): dal quattro, invece, la situazione si complica perché il pianeta rosso entra in quadratura ( <span style="color: #ff0000;">con l’allarme rosso?</span>). Emergono nervosismi tra le mura domestiche (<span style="color: #993366;">nata vota = un’altra volta</span>), problemi relativi all&#8217;abitazione affittata per le vacanze ( <span style="color: #993366;">non è per me, meno male</span>) . </span><br />
<span style="color: #000000;"> Giove ( <span style="color: #993366;">pure lui ci si mette</span>), dal canto suo, ti rassicura, rendendoti accattivante ( <span style="color: #993366;">e cattiva, se è il Giove che penso io</span>), piacevole.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3>
<span style="color: #000000;"> Con Saturno nemico ( <span style="color: #ff0000;">altolà</span>), poni più attenzione ai rapporti con i parenti di una certa età ( <span style="color: #008000;">jamm’ bell sii preciso: età del primo, secondo, terzo giro di boa? Qui siamo abbastanza stagionati</span>): possono emergere complicazioni ( <span style="color: #0000ff;">ma una cosa più tranquilla no, vero?</span>) .</span><br />
<span style="color: #000000;"> Urano ( <span style="color: #000080;">questo mi mette soggezione</span>) ti rende dinamico, pimpante ( <span style="color: #800080;">alla faccia della mia spalla sinistra</span>). Dal sei agosto, Nettuno in Acquario ( <span style="color: #008000;">finalmente un po’ di fresco</span>) ti aiuta ad ampliare le conoscenze ( <span style="color: #339966;">gastronomiche sicuramente</span>) : le vacanze sono al bacio ( <span style="color: #800080;">ussignùr&#8230; ma lo sanno pure gli astri? E la nocciola ve la siete dimenticata?</span>). Ferragosto al massimo: parola delle stelle ( <span style="color: #ff6600;">e se vi siete sbagliate che facciamo?</span>) </span>&#8220;<span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Questo sembra proprio per me. </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3>&#8220;<span style="color: #000000;"> Cerchi una svolta professionale? ( <span style="color: #0000ff;">uhm…nì</span>). Ad agosto ricevi una chiamata che inaugura un periodo importante (<span style="color: #ff6600;">assegnaziò, assegnaziò&#8230; paraponziponzipò</span>). Arriva un momento di rinascita (<span style="color: #ff0000;">evvai</span>): il nuovo impiego ti regala molte soddisfazioni ( <span style="color: #0000ff;">non mi dici una bugia , vero?</span>) </span><br />
<span style="color: #000000;"> Dal ventidue, con Venere in sesta casa ( <span style="color: #ff6600;">ma come fa a pulire tutte queste case?</span>) la routine procede al meglio. Il portafoglio si ingrossa ( <span style="color: #0000ff;">sì, di scontrini</span>), ma occhio allo stress (<span style="color: #0000ff;">eggià</span>)</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Venere, in aspetto sontuoso, vi rende speciali e calorosi (<span style="color: #0000ff;">si dice caldanosi</span>). Nel mese del solleone, la vostra forza si sprigionerà con tutto l&#8217;entusiasmo e l&#8217;energia di cui siete capaci, rendendovi irresistibili ( <span style="color: #0000ff;">quante lusinghe… passiamo oltre</span> ) .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Sarete in forma, grazie a Venere ( <span style="color: #800080;">la dea delle case</span>), ma con un cielo che invita al tempo stesso a non essere esosi ( <span style="color: #ff6600;">aspetta che rileggo la frase</span>). Potreste infatti somatizzare qualche tensione sull&#8217;apparato digerente ( <span style="color: #800080;">storia vecchia</span>), o essere soggetti a strappi ( <span style="color: #800080;">turna, la spalla</span> ), qualora doveste chiedere troppo al vostro corpo (<span style="color: #0000ff;">Io? È lui che è un insubordinato!</span>).</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ritagliatevi pause rilassanti ( <span style="color: #0000ff;">sì</span>), magari immagazzinando le energie solari in riva al mare ( <span style="color: #ff6600;">finalmente concordo</span>).</span>&#8220;</h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Beh, tutto sommato non è male. Quasi quasi ci credo. Poi vi racconto…</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">E voi leggete l’oroscopo?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articolo correlato:</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><a title="un ariete così così in skipblog" href="http://www.skipblog.it/2009/08/05/un-ariete-cosi-cosi/"><span style="color: #ff6600;"><strong>Un ariete così così</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><br />
</strong></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2011/08/02/un-ariete-cosi-cosi-ad-agosto/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Di che pasta siete?</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2011/07/19/di-che-pasta-siete/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina e dintorni]]></category>
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		<category><![CDATA[curiosità storiche]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; … fra questo ceto c’è il maccheroncino, Riccio di foretana e tagliarello Cannarone di prete e fidelino Cappelluccio, spaghetto e vermicello; Lingua di passero e paternostrino Di prete orecchio e scorza di nocello, Lagana, tagliolino e stivaletto Lasagna grossa e piccola, e anelletto: Poscia le punte d’aghi, le stelline, Che van più di mille [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">… fra questo ceto c’è il maccheroncino,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Riccio di foretana e tagliarello</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Cannarone di prete e fidelino</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Cappelluccio, spaghetto e vermicello;</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Lingua di passero e paternostrino</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Di prete orecchio e scorza di nocello,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Lagana, tagliolino e stivaletto</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Lasagna grossa e piccola, e anelletto:</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Poscia le punte d’aghi, le stelline,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Che van più di mille in un boccone,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">E le grate a mangiar rose marine</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Li ditali e semenze di mellone,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Li tacchi e di scarola le semine,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Lo gnocchetto e di zita il maccherone</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Acinetti di pepe e laganelle,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Seme di peparoli e tagliarelle.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ma però, come diss’io, il primo vanto</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Porta fra tutti quanti il maccherone.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><em><span style="color: #000000;">(Antonio Viviani,  “ Li maccheroni di Napoli”- 1824)</span></em></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Ebbene sì, lo confesso: dopo aver letto questi versi, in piena notte fortissimamente resistetti  alla tentazione di preparare  un piatto di pasta… mi sarei accontentata anche di  un po’ di pastina, sciuè sciuè.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Quante curiosità sulla storia della pasta !</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">I pastai producevano un nuovo formato di pasta in onore di  re, regine, nobili e personaggi illustri che andavano a Gragnano per visitare i pastifici.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Nel luglio del 1845 re  Ferdinando II con moglie, figli e corte al seguito, scortati da ben 40 cavalieri, visitò gli opifici di paste lunghe e  gradì molto i maccheroni, così dispose che durante il suo soggiorno nel Real sito di Quisisana (presso Castellammare di Stabia)  i pastai di Gragnano gli fornissero la pasta, che per l’occasione fu detta  “  i maccheroni del Re”</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Nel 1885 il re Umberto I di Savoia e la Regina Margherita inaugurarono una  linea ferroviaria che avrebbe agevolato l’esportazione  della pasta collegando Gragnano con Castellammare di Stabia, quindi con Napoli e Caserta. Per l’occasione i pastai di Gragnano crearono le margherite ( pasta minuta) e  le tagliatelle  smerlate di diversa larghezza dette mafalde e mafaldine .</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/07/formati-di-pasta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4587" title="formati di pasta" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/07/formati-di-pasta.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">I vari formati di pasta hanno nomi di curiosa derivazione  che rispecchiano l’inesauribile  fantasia  dei pastai .</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Orecchiette, linguine, gomiti, occhi, capellini, ricci richiamano il corpo umano.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Oggetti di uso comune hanno dato origine a ruote e rotelline, anelli, crocette, quadretti,  puntine, penne (lisce e rigate), spaghetti e candele, mentre il coltello è indirettamente ricordato nei maltagliati, tagliatelle e tagliolini. L’abbigliamento ha ispirato il nome di fettucce, trenette, maniche e mezze maniche ( mancano gli scamiciati), nocchette, creste, stivaletti, perline, fiocchi, pennacchi, fibbie, guanti e  cappelletti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Dal cilindro o dall’idraulica sono derivati i tubetti, i tubettoni e  i cannelloni,  dalla forma attorcigliata le eliche, i fusilli, gli stortini,i tortiglioni. I solchi esterni hanno dato il nome alla famiglia di  rigatoni, rigatoncelli  e millerighe.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Fatti storici sono ricordati in tripoline, assabesi, bengasini, mentre la famiglia Savoia  fu onorata con le succitate  mafalde,  mafaldine e margherite.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Paternostri e  avemarie furono prodotti per i devoti  in quanto il loro  tempo di cottura bastava  giusto giusto per recitare una preghiera. I fidelini non s’ispirarono alla fede, bensì al verbo arabo fâd che significa crescere.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Flora e fauna si sono riversate in tanti formati di pasta. Basti pensare alle lumache, farfalle, galletti,  conchiglie, corallini,  calamarata, occhi di lupo, di elefante e di pernice ( da non confondere coi calli), acini di pepe, semi di melone e di mela, risi e risoni, gramigna, sedani.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Della lasagna , dei vermicelli e  degli ziti o maccheroni della zita, cioè della sposa,  ne avevo parlato <a title=" sulla storia della pasta in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2011/07/15/sulla-storia-della-pasta/">qui</a>. Mi fa sorridere l’etimologia  dei <a title="Paccheri in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paccheri">paccheri</a>,  che sono maccheroni giganti. In napoletano i  paccheri indicano  i sonanti  schiaffoni a mano aperta ( pare che il nome derivi dal greco “ pan” e  “keir” , cioè tutto e mano) . Per alcuni  il rumore prodotto da un solenne ceffone  richiama quello dei paccheri gustosamente “schiaffeggiati” dalla salsa quando sono rimescolati nella zuppiera, per altri  i paccheri , ben  conditi e magari pure farciti di ricotta, stordiscono  i sensi.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<blockquote>
<h3><span style="color: #000000;">Dopo questa indigestione di pasta lunga, corta e minuta, <span style="color: #0000ff;">vorreste aggiungere qualche altro formato di pasta? E quale  preferite?</span></span></h3>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Sulla storia della pasta</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2011/07/15/sulla-storia-della-pasta/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 07:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[Pulcinella]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; La pasta ha origini  remote e si può fare risalire a  quando l’uomo riuscì a  mantenere compatto nell’acqua bollente l’impasto di acqua e farina; inizialmente la pasta, strappata in piccoli pezzi, veniva aggiunta a minestre di legumi e verdure, poi  iniziò ad essere modellata con le dita. Nel I sec a. C.  si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">La pasta ha origini  remote e si può fare risalire a  quando l’uomo riuscì a  mantenere compatto nell’acqua bollente l’impasto di acqua e farina; inizialmente la pasta, strappata in piccoli pezzi, veniva aggiunta a minestre di legumi e verdure, poi  iniziò ad essere modellata con le dita. Nel I sec a. C.  si cuocevano in acqua o in olio i <em>lagana</em>, strisce di schiacciata di farina , citate da Cicerone e Orazio, da cui discendono le lasagne.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Di antica origine sono anche  i vermicelli e gli ziti . I primi, fatti a mano, erano corti, storti e simili a vermiciattoli ,  invece gli ziti , detti anche zite o maccheroni della zita ( cioè della sposa) erano preparati per il pranzo nuziale. Controversa è l’origine dei maccheroni, derivante dal genovese macaròn o dal siciliano maccaruni. In verità maccheroni e vermicelli erano prodotti in Liguria, Sardegna e poi in Campania, ma si ritiene che fino al XV secolo fossero una produzione siciliana acquisita  tramite gli arabi che fecero conoscere la pasta secca ai popoli coi quali commerciavano. Ben presto la pasta fu apprezzata come alimento non deteriorabile e facilmente trasportabile. Sin dal Medioevo la pasta era un piatto riservato ai  ricchi ma, viaggiando da Nord a Sud e viceversa, si esportavano anche cibi e ricette così i  maccheroni  trionfarono  a Napoli  come piatto tipico, gradito quotidianamente dai lazzari, borghesi e nobili . All’inizio del Cinquecento maccheroni e vermicelli erano largamente  diffusi nel napoletano per cui si resero necessari interventi  legislativi per  regolamentarne la produzione e la vendita e per riconoscere le categorie  dei vermicellari, poi dei maccheronari. Nel Seicento i napoletani attuarono una vera e propria rivoluzione gastronomica e da mangiafoglie (mangiatori di minestre di verdure)  divennero mangiamaccheroni. La pasta, importata dalla Sicilia e dalla Sardegna che coltivavano grano duro, nella prima metà del Seicento fu prodotta a Napoli e dintorni (Gragnano, Torre Annunziata e località costiere le cui condizioni climatiche ne favorivano l’essiccazione) . Nella Valle dei Mulini , presso Gragnano, sorgevano  30 mulini ove si macinava il grano e si produceva la semola. Poichè i mulini erano distanti dalle abitazioni, le donne di casa  preparavano i  maccheroni e tutti insieme, padroni e lavoranti, li consumavano a pranzo . Ben presto una clientela sempre più allargata iniziò a recarsi ai mulini per  comprare i maccheroni . Dalla macinazione del grano si passò quindi ad  una produzione artigianale e poi industriale della pasta. Dal primo pastificio , fondato da Montella e Garofalo nel 1789, Gragnano  arrivò ad averne  un centinaio nell’Ottocento, grazie anche al  re Francesco I che promosse lo sviluppo dell’industria pastaria  con sistemi che rendevano più organizzata ed igienicamente sicura la produzione della pasta.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il popolo  prediligeva i maccheroni “vierdi vierdi”, cioè duri come i frutti acerbi , a differenza dei nobili che li lasciavano cuocere anche per un paio di ore per consumarli scotti, fino a quando in “Cucina teorica-pratica”  del 1837 il nobile gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino ufficialmente sancì la regola della cottura al dente. Se i ricchi potevano permettersi di condire la pasta con burro, zucchero, cannella e spezie, il popolo mangiava i maccheroni in bianco, poco sgocciolati, con un po’ di pepe, a volte formaggio (pecorino o caciocavallo), oppure un filo d’olio d’oliva o strutto. Solo nel Seicento nel Regno di Napoli si iniziò ad usare il pomodoro come condimento per la pasta , superando pregiudizi radicati in molti paesi fino al Settecento perché si riteneva che lo sgargiante  pomodoro fosse velenoso ed utilizzabile solo per decorazioni o preparati medicinali. Nell’Ottocento il sugo al pomodoro fu finalmente apprezzato come condimento ideale per la pasta,  insaporito anche con olio, cipolla, aglio,basilico, peperoncino.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Re Ferdinando IV, (poi I), amava la pasta e molto poco la formalità tant’è  che soprannominò “lasagnone” il figlio Francesco. Alla sua  corte si consumavano di frequente ravioli, vermicelli al burro , tagliolini e maccheroni con salsicce o pomodoro e ad ogni pranzo di gala non mancava l’ ipercalorico timballo di maccheroni, che tutt’oggi vale per primo, secondo e contorno.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/07/maccheronaio-napoletano-Carlo-Brogi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4563" title="maccheronaio napoletano-Carlo Brogi" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/07/maccheronaio-napoletano-Carlo-Brogi.jpg" alt="" width="439" height="336" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">Il re sposò la plebea  consuetudine di mangiare i  maccheroni portandoli alla bocca con le mani e rivolgendo gli occhi al cielo  perché “ ‘O maccarone se magna guardanno ‘ncielo!” . In verità questo gesto era  quasi un invito a ringraziare Dio per la bontà concessa, sebbene suscitasse lo sdegno della raffinata sua consorte, la regina Maria Carolina.  Ben presto questa pratica da unti e bisunti  si trasformò in   un’attrazione turistica (<em>della serie:  vedi un po’ ch’a s’adda fa’ pe’ campà</em>) e i “maccaroni eaters” ( mangia maccheroni)  guadagnarono con la loro fame cronica una fama internazionale.  Comunque sia, grazie ad attori napoletani, maccheroni e vermicelli sbarcarono in Francia con  la maschera popolare dell’affamato Pulcinella, esperto “abbrancatore” di pasta.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La pasta però si diffuse all’estero anche  per merito di grandi cuochi come  Francesco Leonardi che, dopo avere servito  re e nobili del Bel Paese e non solo, con le sue ricette conquistò la corte  di Caterina II Imperatrice di tutte le Russie.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h3><span style="color: #000000;">“I maccheroni sono un’acuta invenzione della miseria. Essi costituivano la più semplice, la più razionale, la più essenziale utilizzazione del grano. Si mangiavano verdi e sciularielli.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Se ne prendeva un ciuffo con tre dita e si facevano cadere in bocca: la bocca li assorbiva, li succhiava, quasi senza colpo di dente ( <em>ecco perché  in napoletano si dice sciularielli</em> )…</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il maccaronaro era lo snack -bar dei lazzari…</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Lo stato di animo di Pulcinella, il suo permanente stato di animo, è la fame;  il suo sogno costante, e mai del tutto appagato, i maccheroni; i maccheroni che erano già nel sei, nel sette e nell’ottocento il piatto unico, la pietanza nazionale dei napoletani…</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">I maccheroni sono la spina dorsale della gastronomia della libertà. I maccheroni chiedono una salsa o un complemento”</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">(Alberto Consiglio, &#8220;Sentimento del gusto ovvero della cucina napoletana&#8221;)</span></h3>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<h3><span style="color: #000000;">La pasta al pomodoro ormai è un piatto conosciuto in tutto il mondo. Oggi la fantasia culinaria di piatti a base di pasta si sbizzarrisce in sempre nuovi abbinamenti con salse ed alimenti di origine animale o vegetale che sono una nutriente ed energetica tentazione gastronomica, ma anche una conquista dell’estro creativo che amalgama sapori, colori, odori e buon gusto  senza porre limiti alla storia della pasta.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em><span style="color: #000000;">Notizie tratte da “Maccheronea” di Lejla Mancusi Sorrentino- Grimaldi &amp; C.  Editori ( un libro da divorare!), immagine dal web.</span></em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="color: #000000;"><br />
</span></em></p>
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		<title>49a   Battaglia di Fiori sui 150 anni dell’ Unità d’ Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 01:36:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Ieri si è conclusa a Ventimiglia la 49 a edizione della Battaglia di Fiori  che quest’anno ha proposto il 150 ° anniversario  dell’Unità d’Italia, un tema  di non facile interpretazione sul quale per mesi interi si sono cimentati progettisti e maestri infioratori. Per costruire originali carri allegorici  si è utilizzata un’ assortita varietà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<h3><span style="color: #000000;">Ieri si è conclusa a Ventimiglia la 49 <sup>a</sup> edizione della Battaglia di Fiori  che quest’anno ha proposto il 150 ° anniversario  dell’Unità d’Italia, un tema  di non facile interpretazione sul quale per mesi interi si sono cimentati progettisti e maestri infioratori.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Per costruire originali carri allegorici  si è utilizzata un’ assortita varietà di materiali vegetali  (centinaia di migliaia di garofani freschi, fiori secchi, foglie, licheni, verde, canapa, semi, iuta, cannella, pelo e corteccia di palma)  che  ha reso possibile i  laboriosi intarsi, intrecci ed effetti cromatici  di questi capolavori.</span></h3>
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<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/pulcinella.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4479" title="pulcinella" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/pulcinella-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></span></a></h3>
<h3><span style="color: #000000;">“I Girasui” ha proposto il tema “Fratelli d’Italia: l’Italia unita nella commedia dell’arte”. I noti personaggi della commedia dell’arte rappresentano  gli stati preunitari e si ritrovano uniti da un tricolore posto  al centro del carro.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Arlecchino strappa le penne dell’aquila austriaca del Lombardo Veneto, Meo Patacca  cerca di nascondere in un sacco il copricapo e le chiavi del Papa Re, Pulcinella ha ai suoi piedi il tricorno di Ferdinando II e Stenterello stringe l’ appassito giglio fiorentino del Granducato di Toscana.</span></h3>
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<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/aquila.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4480" title="aquila" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/aquila-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/fratelli-d-italia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4481" title="fratelli d' italia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/fratelli-d-italia-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></span></p>
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<h3><span style="color: #000000;">La compagnia de “ I  Spunciacurente”  ha realizzato “Insieme per unire”  ispirandosi allo storico incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi. Ago e filo  simboleggiano le iniziative dei due personaggi  che cucirono in un’unica Italia  i vari stati usciti dal Congresso di  Vienna.</span></h3>
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<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/insieme-per-unire-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4485" title="insieme per unire" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/insieme-per-unire-2-62x100.jpg" alt="" width="62" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/insieme-per-unire-particolare.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4486" title="insieme per unire-particolare" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/insieme-per-unire-particolare-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></p>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/la-giovine-Italia-.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4488" title="la giovine Italia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/la-giovine-Italia--300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;">I Sfaradui hanno rappresentato la “Giovine Italia” . La nascente Italia, libera e repubblicana del Mazzini, si lascia alle spalle  la Monarchia e viene “annunciata, quasi trainata” da due bambini che corrono verso il futuro. Il bambino  alza la spada della ribellione e dell’entusiasmo, la bimba   orienta l’aquilone con calma e dolcezza.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/tre-capitali-per-un-regno1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4490" title="tre capitali per un regno" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/tre-capitali-per-un-regno1-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a></span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">I simboli delle “Tre capitali per un regno”  ( Roma, Firenze e Torino)  , tra i quali spicca  una  lupa che allatta un Romolo e Remo  viventi, sono  stati  proposti dalla compagnia de “ I Boi a Ren”.</span></h3>
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<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/litalia-è-fatta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4492" title="l'italia è fatta" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/litalia-è-fatta-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a></span></p>
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<h3><span style="color: #000000;">“L’Italia è fatta” dal teorico Mazzini, dal diplomatico Cavour e dal generale Garibaldi è il titolo del carro dei Garçuneti. Per quest’opera oltre alle decine di migliaia di garofani freschi sono stati utilizzati cannella per la suola  dello stivale , i fiori secchi “elicrisi” incollati a mosaico sulla bandiera e sullo stivale, pelo e corteccia di palma usati rispettivamente per la barba del generale  e per il filo, polvere di pepe per ricoprire i visi e le  mani dei personaggi.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/i-bersaglieri-alla-breccia-di-porta-pia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4494" title="i bersaglieri alla breccia di porta pia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/i-bersaglieri-alla-breccia-di-porta-pia-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;">“Cheli d’ina vota” hanno ricordato la breccia di Porta Pia. Dalla parte posteriore del carro parte un tricolore, simbolo di un’Italia finalmente fatta , sul quale avanza di corsa un bersagliere.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/i-martinitt-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4497" title="i martinitt" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/i-martinitt-2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">“ I Scciancalassi”  hanno  rappresentato le cinque giornate di Milano  ricordando i Martinitt. Questi erano i bambini dell’Istituto degli Orfani San Martino di Milano che aiutarono i patrioti lombardi durante i moti risorgimentali. Il duomo è rappresentato da una vetrata  il cui telaio  grigio è stato interamente    ricoperto di semi di papavero.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/i-martinitt-partcolare.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4498" title="i martinitt -partcolare" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/i-martinitt-partcolare-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/le-cinque-giornate-di-milano-i-martinitt-particolare.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4499" title="le cinque giornate di milano i martinitt particolare" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/le-cinque-giornate-di-milano-i-martinitt-particolare-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/cavallo-spedizione-dei-mille.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4503" title="cavallo -spedizione dei mille" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/cavallo-spedizione-dei-mille-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;">Non poteva mancare “La spedizione dei Mille”  realizzata  da “ E sgavaudure” in un imponente carro che vede un gigantesco Garibaldi a cavallo che sovrasta la Trinacria.  A destra tre garibaldini e sul retro del carro una vittoria alata. Sono stati utilizzati semprevivi per viso e braccia, canapa per il cavallo, lentisco per i serpenti, foglie per le ali e licheni.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/la-spedizione-dei-milla-particolare2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4504" title="la spedizione dei mille particolare" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/la-spedizione-dei-milla-particolare2-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/garibaldi-la-spedizione-dei-mille.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4505" title="garibaldi-la spedizione dei mille" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/06/garibaldi-la-spedizione-dei-mille-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;"><a title="la battaglia di fiori in battagliadifiori.com" href="http://www.battagliadifiori.com/index.html">La  Battaglia di Fiori</a> è una manifestazione che amalgama la creatività, l’ ingegno e  la  passione  di esperti che trasmettono ai più giovani  i segreti dell’arte  e a tutti  la voglia di cooperare per un’opera  da mostrare e da festeggiare battagliando col lancio finale di fiori.</span></h3>
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<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
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<h3><a title="feste di piazza...in fiore in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2010/06/21/%E2%80%9Cfeste-di-piazza%E2%80%A6-in-fiore%E2%80%9D-48a-battaglia-di-fiori/"><span style="color: #ff6600;">“Feste di piazza… in fiore”- 48a Battaglia di Fiori</span></a></h3>
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<h3><a title="48a battaglia di fiori a Ventimiglia in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2010/06/19/48a-battaglia-di-fiori-a-ventimiglia/"><span style="color: #ff6600;">48a Battaglia di Fiori a Ventimiglia</span></a></h3>
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		<title>I Re Magi</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 21:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante le feste di Natale mi piace scovare presepi nelle chiese, nelle mostre, nelle botteghe artigianali e ogni anno scopro qualcosa di nuovo nella storia infinita del presepe e dei suoi personaggi. L&#8217;arte presepiale ha un qualcosa di immortale sia per chi crede, sia per chi non crede. Qui alcune foto della Mostra di Arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Durante le feste di Natale mi piace  scovare presepi nelle chiese, nelle mostre, nelle botteghe artigianali e ogni anno scopro qualcosa di nuovo nella storia infinita del presepe e dei suoi personaggi. L&#8217;arte presepiale ha un qualcosa di immortale sia per chi crede, sia per chi non crede.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Qui alcune foto della Mostra di Arte Presepiale, giunta alla XXV edizione, allestita  nel Complesso Monumentale  San Severo al Pendino, Napoli . Le foto documentano l&#8217;originalità, la creatività e la passione  degli artisti del presepe. </span></h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/O-solachianelle-Carolina-Pasquariello.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3938" title="O' solachianelle- Carolina Pasquariello" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/O-solachianelle-Carolina-Pasquariello-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-di-scene-di-vita-contadina-di-Beatrice-De-Simone-Copia-21.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3939" title="particolare di scene di vita contadina di  Beatrice De Simone - Copia (2)" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-di-scene-di-vita-contadina-di-Beatrice-De-Simone-Copia-21-100x79.jpg" alt="" width="100" height="79" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/o-lighero-e-i-polli-Paola-Paesano.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3940" title="o' lighero e i polli- Paola Paesano" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/o-lighero-e-i-polli-Paola-Paesano-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-di-Visitando-il-presepe-Carmine-Iodice.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3941" title="particolare di Visitando il presepe-Carmine Iodice" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-di-Visitando-il-presepe-Carmine-Iodice-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-Fiat-Lux-Pasquale-Forte.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3942" title="particolare Fiat Lux-Pasquale Forte" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-Fiat-Lux-Pasquale-Forte-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-1-Fiat-Lux-Rosaria-Tancredi-Pulcino.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3943" title="particolare 1 Fiat Lux-Rosaria Tancredi Pulcino" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-1-Fiat-Lux-Rosaria-Tancredi-Pulcino-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/serenata-napoletana-Susy-Gatto.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3944" title="serenata napoletana-Susy Gatto" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/serenata-napoletana-Susy-Gatto-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-le-due-Natività-Alessandro-Sergio.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3945" title="particolare le due Natività- Alessandro Sergio" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-le-due-Natività-Alessandro-Sergio-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-gruppo-di-borghesi-Angela-Romano-Barbi.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3947" title="particolare gruppo di borghesi- Angela Romano Barbi" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-gruppo-di-borghesi-Angela-Romano-Barbi-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Quest&#8217;anno ho riscoperto i  Re Magi, grazie all&#8217;interessante articolo “ I Re Magi, tra verità e leggenda” di Bruno Perchiazzi, segretario  <a title="associazione italiana amici del presepe Napoli in amicidelpresepionapoli.it" href="http://www.amicidelpresepionapoli.it/ " target="_blank">dell&#8217;  Associazione Italiana Amici del Presepe- sezione Napoli.</a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/adorazione-di-un-re-Mago-di-Isabella-Dionisio-Copia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3948" title="adorazione di un re Mago di Isabella Dionisio - Copia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/adorazione-di-un-re-Mago-di-Isabella-Dionisio-Copia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Nella tradizione presepiale della mia famiglia i re Magi &#8211; non ricordo bene se a cavallo di cammelli o dromedari &#8211; incutevano quasi soggezione con la loro imponente e sfarzosa regalità e  avevano il privilegio di essere spostati. In verità anche qualche altro personaggio veniva misteriosamente spostato, anzi abbattuto dalla gatta che durante raid notturni cercava di accaparrarsi i rametti, faticosamente posizionati come alberi. Ogni giorno i tre Re Magi  facevano un solenne, piccolo passo per avvicinarsi  alla meta, cioè al Bambino Gesù. A volte precipitavano, perchè procedere su  montagne innevate a cavallo di dromedari o cammelli non era facile. Ma  tanto armeggiavo  sui rilievi di carta che li assestavo in un piccolo spiazzo, magari tra greggi abbarbicate, o nei pressi di una cascata. Il loro percorso era degno di un  teletrasporto impazzito: un giorno erano in alto a ponente, l&#8217;indomani  in alto a levante e giorno dopo giorno  scendevano a valle. Alla vigilia dell&#8217;Epifania, finalmente potevano scendere dal dorso dei cammelli- dromedari e sgranchirsi le gambe. Venivano sostituiti dalle tre statuine dei Magi in adorazione, non più nomadi  ma stanziali. Questi stavano in contemplazione della radiosa Natività fino a quando il presepe non veniva smantellato. Due Magi sempre in piedi e uno sempre in ginocchio. Mica era facile essere Re Mago, riuscire a rimanere impassibilmente fermi, nonostante i turbanti, i mantelli e gli scrigni protesi come offerta,e a  non farsi distrarre dai vocianti pastori e dai  celestiali cori di  angeli svolazzanti che facevano a gara a chi allelujava  meglio.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/re-Mago-maestri-in-mostra-Villa-Fiorentino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3949" title="re Mago-maestri in mostra Villa Fiorentino" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/re-Mago-maestri-in-mostra-Villa-Fiorentino-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Ma chi erano i Magi?  I Magoi erano membri di una casta sacerdotale persiana, dediti allo studio del cielo e delle stelle, discepoli di Zoroastro e custodi della sua dottrina.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">“Secondo il Vangelo di Matteo, i Re Magi  partirono dall&#8217; oriente verso occidente seguendo una Stella che annunciava la nascita del Re dei Giudei; nel “Vangelo arabo siriaco dell&#8217;Infanzia” la predizione della venuta del Messia è attribuita a Zarathustra. Quando nacque Gesù, la congiunzione di Giove e Saturno, (che avviene ogni 854 anni) e non una stella, fece sì che fosse presente una luminosità molto intensa, per effetto della diffrazione. É questa la luce che porta i Re Magi a ritenere che sia nato il  Soccorritore e li conduce fino a Betlemme.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">L&#8217;idea del tempo che ciclicamente si rinnova, è propria  del mazdeismo (religione della Persia preislamica),come l&#8217;attesadi un “Soccorritore divino”;in tal senso il mazdeismo si collega all&#8217;attesa messianica.” ( da  “I Re Magi tra verità e leggenda di Bruno Perchiazzi).</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/re-Mago-maestri-in-mostra-Villa-Fiorentino-Sorrento.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3950" title="re Mago-maestri in mostra Villa Fiorentino Sorrento" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/re-Mago-maestri-in-mostra-Villa-Fiorentino-Sorrento-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Nel presepe i Magi sono tre e per alcuni rappresentano le tre età dell&#8217;uomo ( gioventù, maturità e vecchiaia), per altri i  popoli o i continenti  del mondo conosciuto (Europa, Asia, Africa).I loro doni fanno riferimento alla natura umana e divina di Gesù.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Gaspare è  il mago più giovane, il cui nome significa “Puro”. Dona l&#8217;incenso, anticamente usato nelle corti orientali, che rappresenta il riconoscimento e l&#8217;adorazione della natura divina di Gesù.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Melchiorre, il più anziano (il cui nome significa “Luce”), porta l&#8217;oro, dono prezioso riservato ai Re. Il moro Baldassarre, il cui nome significa “ Padrone del Tempo”, dona la mirra, che era utilizzata per imbalsamare corpi e fa quindi riferimento alla natura umana del Cristo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Si pensa che i Magi dovessero essere più di tre. Una leggenda narra di un quarto re, di nome Altabar che arrivò a Betlemme in ritardo e senza doni. In verità confessò che aveva con sé tre perle preziose per Gesù, ma le aveva donate una alla volta durante il viaggio, prima per fare curare un vecchio mendicante ammalato, poi per liberare una giovane donna dalle violenze di alcuni soldati ed infine per liberare un bambino che stava per essere ucciso da un soldato di Erode. A quelle parole Gesù Bambino si volse sorridente verso Altabar e Maria lo pose  tra le mani vuote del mago.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/Re-Mago-a-cavallo-di-Marina-dAragona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3951" title="Re Mago  a cavallo di Marina d'Aragona" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/Re-Mago-a-cavallo-di-Marina-dAragona-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Interessante è la <a title="Magi in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magi_(Bibbia) " target="_blank">storia delle spoglie dei Re Magi</a>, portate da Sant&#8217;Elena a Costantinopoli nel 326 , poi &#8211; così si narra- a Milano dal vescovo Eustorgio ed infine a Colonia ad opera di Federico Barbarossa che nel 1162 aveva distrutto la città lombarda. Ai milanesi rimase solo il sarcofago di pietra nella Cappella dei Magi della basilica romanica di  Sant&#8217;Eustorgio, perchè per lungo tempo non riuscirono a riavere le spoglie. Solo nel 1904 l&#8217;arcivescovo Fischer offrì alcuni resti dei Magi a Milano e dal 1962  riprese la tradizionale  processione del 6 gennaio che da San Lorenzo va fino a  Sant&#8217;Eustorgio.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ff420e;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></span></span></p>
<h3><span style="color: #ff7800;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a title="A Eduardo direi: “Sì, mi piace il presepe!” (Auguri di Buon Natale) in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2008/12/24/a-eduardo-direi-si-mi-piace-il-presepe-auguri-di-buon-natale/ " target="_blank">A Eduardo direi: “Sì, mi piace il presepe!” (Auguri di Buon Natale)</a></strong></span></span></span></h3>
<p><span style="color: #ff7800;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong><a title="Ventiquattresima Mostra di Arte  Presepiale in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2009/12/30/ventiquattresima-mostra-di-arte-presepiale/ " target="_blank">Ventiquattresima Mostra di Arte  Presepiale</a></strong></span></span></span></p>
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		<title>Svelato l&#8217;Enigma  sulla facciata del Gesù Nuovo di Napoli</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 01:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una recente scoperta musicale sta suscitando curiosità e stupore.  Sul bugnato della facciata della chiesa del Gesù Nuovo di Napoli sono incisi strani segni , di circa dieci centimetri ( per vederli, cliccate sulle foto  a lato del testo ). Fino a qualche giorno fa si credeva fossero i simboli delle diverse cave, da cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-facciata-Gesù-Nuovo-Napoli4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3918" title="particolare facciata Gesù Nuovo Napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-facciata-Gesù-Nuovo-Napoli4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Una recente scoperta musicale  sta suscitando curiosità e stupore.  Sul bugnato della facciata della <a title="chiesa del Gesù Nuovo in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_del_Ges%C3%B9_Nuovo " target="_blank">chiesa del Gesù Nuovo di Napoli </a> sono incisi strani segni , di circa dieci centimetri <span style="color: #000000;">( per vederli, cliccate sulle foto  a lato del testo ).</span> Fino a qualche giorno fa si credeva fossero i simboli delle diverse cave, da cui provenivano le pietre utilizzate per le bugne a forma di diamante, oppure, secondo un&#8217; altra interpretazione, si pensava che rivelassero segreti alchemici,capaci di caricare la pietra di energie positive dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno del palazzo. In verità l&#8217;edificio attirò energie negative e sciagure perchè – così si narra- gli operai non posero correttamente le pietre: ultimato nel 1470 da  Novello da San Lucano come  civile abitazione  per i potenti Sanseverino, il palazzo fu confiscato da Pedro di Toledo nel 1547, perchè i nobili avevano sostenuto la rivolta popolare contro l&#8217;Inquisizione. Fu quindi ceduto ai gesuiti che, mantenendo solo la facciata a bugne e il portale rinascimentale, lo ristrutturarono e lo  trasformarono in basilica . Ma anch&#8217;essa fu sfortunata: prima  subì un incendio, poi più volte crollò la cupola e furono cacciati i gesuiti. Solo durante la seconda guerra mondiale, fortuna volle che una bomba, caduta sul soffitto di una navata, non esplodesse.</span></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-facciata-Gesù-Nuovo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3920" title="particolare facciata Gesù Nuovo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/particolare-facciata-Gesù-Nuovo1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Di recente lo storico  dell&#8217;arte rinascimentale napoletana, Vincenzo De Pasquale, e i musicologi ungheresi,  Csar  Dors e Lòrànt Réz,  hanno scoperto  che quei segni misteriosi sono lettere dell&#8217;alfabeto aramaico, corrispondenti a note musicali. In pratica il bugnato cela una melodia per strumenti a plettro e della durata di circa tre quarti d&#8217;ora, che si legge da destra a sinistra e dal basso verso l&#8217;alto. Gli studiosi hanno intitolato Enigma questa partitura musicale, che contribuisce a restituire un po&#8217; di fama buona ad una città d&#8217;arte di cui si tende a reclamizzare solo gli aspetti più sporchi.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Lo storico De Pasquale spiega che i Sanseverino già avevano fatto incidere simboli musicali nel loro palazzo a Lauro di Nola e che la notazione  musicale in aramaico  fu dimenticata forse per effetto della Controriforma che limitò l&#8217;arte, cancellando tutto ciò che di terreno contrastasse con le verità trascendenti del cattolicesimo. I gesuiti s&#8217;adoprarono in tal senso ma- ironia della sorte- il padre gesuita ungherese Csar Dors, esperto di aramaico, oggi ha contribuito a svelare il segreto musicale della facciata del Gesù Nuov</span><span style="color: #000000;">o</span>.</h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/portale-del-Gesù-Nuovo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3921" title="portale del Gesù Nuovo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/portale-del-Gesù-Nuovo-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/chiesa-del-Gesù-Nuovo-Napoli.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3922" title="chiesa del Gesù Nuovo Napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/chiesa-del-Gesù-Nuovo-Napoli-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/chiesa-del-Gesù-Nuovo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3923" title="chiesa del Gesù Nuovo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/01/chiesa-del-Gesù-Nuovo-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><span><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #ff6600;"><a title="chiesa del Gesù Nuovo,svelato il mistero in ilmattino.it" href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=132289&amp;sez=NAPOLI " target="_blank">Qui l&#8217;articolo de Il Mattino</a></span><span style="font-family: sans-serif;"> </span><span style="color: #000000;">e</span><span style="font-family: sans-serif;"> </span><span style="color: #0000ff;"><a title="chiesa del Gesù Nuovo,svelato il mistero su youtube.com" href="http://www.youtube.com/watch?v=UIXlV-flP1M&amp;feature=player_embedded " target="_blank">qui il filmato.</a></span></span></span></span></span></h3>
<h3></h3>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><span><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #0000ff;"><br />
</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></span></span></p>
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		<title>Vischiosi auguri di Buon Anno!</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 00:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vischio è una pianta particolare, alla quale sin dall&#8217;antichità si attribuivano magici poteri . Questo sempreverde semiparassita nasce su rami e tronchi di altre piante, qualora le sue bacche vi cadano dentro, e cresce volentieri su alberi da frutto ma anche su querce, pioppi, olmi e tigli . Secondo la tradizione il vischio, appeso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/vischio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3901" title="vischio" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/vischio-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Il vischio è una pianta particolare, alla quale sin dall&#8217;antichità si attribuivano magici poteri . Questo sempreverde semiparassita nasce su rami e tronchi di altre piante, qualora le sue  bacche vi cadano dentro, e cresce volentieri su alberi da frutto ma anche su querce, pioppi, olmi e tigli . Secondo la tradizione il vischio, appeso alla porta di casa, è il simbolo di un potente mix beneaugurante di fecondità, longevità e fortuna, di cui si trova traccia in numerose leggende.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Una di queste narra del dio Baldr, figlio di Odino e della dea Frigg, un giovane forte, buono e benvoluto da tutti, ma angosciato da presagi di morte. Sua madre fece quindi giurare al popolo, agli animali, alle piante, ai minerali e agli  elementi di non nuocere a Baldr. Da allora gli dei si divertirono a lanciargli per gioco oggetti e frecce per dimostrarne l&#8217;invulnerabilità. Loki, dio del disordine, mosso da invidia, si trasformò in ancella di Frigg e con l&#8217;inganno seppe  che la dea non aveva fatto giurare il giovane ed inoffensivo vischio. Loki si procurò quindi  un ramo di vischio, ne fece una freccia , la diede a Hoder, fratello cieco di Baldr, e guidò la sua mano per consentirgli di partecipare al gioco e uccidere, a sua insaputa,  Baldr. Frigg pianse amaramente la morte del figlio e le sue lacrime, a contatto col vischio, si trasformarono in perle . Secondo una versione della leggenda, l&#8217;amore suo, di tutte le creature e degli dei, escluso il perfido Loki che dopo varie peripezie  fu smascherato,  riportò in vita Baldr.  La dea Frigg  dichiarò sacro il vischio e di qui l&#8217;auspicio di  buona fortuna per coloro che, passando sotto i suoi rami, ricordano con un bacio il ritorno alla vita del dio nordico, il trionfo del Bene sul Male.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"></p>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Anche per i celti il vischio, che non aveva bisogno di radici in terra, era una pianta sacra . Se cresceva su una quercia poteva dare forza e vigore, rendere  fertili e guarire da ogni male. Nel sesto giorno dopo il solstizio d&#8217;inverno solo i druidi, di bianco vestiti , potevano tagliarlo con un falcetto d&#8217;oro per adagiarlo su teli bianchi,  dopo avere fatto un sacrificio ai piedi dell&#8217;albero. Anche Plinio il Vecchio, naturalista romano del I secolo d. C, in Naturalis Historia  afferma: ”&#8230;i druidi non avevano nulla di più sacro del vischio e dell&#8217;albero che lo porta, purchè sia una quercia, e che tutto ciò che spunta su quell&#8217;albero  è  inviato dal cielo&#8230;”</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"></p>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Oggi la tradizione lo privilegia come decorazione natalizia e festoso respingente di  fulmini e di mala sorte.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Finalmente  l&#8217;appiccicoso 2010 sta per finire, mi invischio volentieri  in una foresta di vischiosi auguri per un Felice  Anno Nuovo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"></p>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Buona fine e buon inizio a tutti !</span> <img src='http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </h3>
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		<title>La stella Gatto</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 20:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In quel tempo, a Roma, diverse persone andavano via con i gatti. Pensatori che, a causa delle automobili, non trovavano piú la quiete per pensare; vecchi che avevano delle storie da raccontare ma nessuno li stava a sentire e in casa per loro non c’era piú posto; donne rimaste sole in un appartamento vuoto: pigliavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/area-archeologica-largo-argentina2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3886" title="area archeologica largo argentina" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/area-archeologica-largo-argentina2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><span style="color: #000000;">In quel tempo, a Roma, diverse persone andavano via con i gatti. Pensatori che, a causa delle automobili, non trovavano piú  la quiete per pensare; vecchi che avevano delle storie da raccontare ma nessuno li stava a sentire e in casa per loro non c’era piú  posto; donne rimaste sole in un appartamento vuoto: pigliavano su e sparivano. Di loro non si sapeva più nulla. Erano andati via con i gatti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Come facevano? Questo si é saputo dopo, col tempo. Era una cosa molto semplice. Si faceva, piú che altro, in piazza Argentina.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Questa piazza é fatta cosí: tutt’in giro ci sono strade, palazzi, automobili, filobus, chiasso, ma in mezzo alla piazza c’ é uno spazio dove stanno alcuni gloriosi  ruderi romani, le rovine di due o tre tempietti, mezze colonne rovesciate, praticelli, qualche pino, qualche cipresso. E i gatti. Non ci possono andare le automobili, lá dentro e laggiú, nei sotterranei ombrosi, sotto i portici antichi. É  come un’isola serena in mezzo al mare del traffico, da cui la separano una cancellata e pochi gradini. Si scendono quei gradini e si é in mezzo ai gatti.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/gatti-largo-Argentina-.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3888" title="gatti largo Argentina" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/gatti-largo-Argentina--231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Sono molti, di tutte le razze. Ci sono giovani cuccioli che giocano ad acchiappare lucertole e vecchi gattoni che dormono tutto il tempo e si svegliano solo quando arrivano le  “mamme dei gatti”, coi loro cartoccetti di avanzi per la cena. Ogni gatto si sceglie il posto che piú gli piace, si infila in una nicchia, si allunga ai piedi di una colonna, si acciambella sui gradini di un tempio.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Quelle persone scendevano i gradini, scavalcavano la bassa cancellata, diventavano gatti e cominciavano subito a leccarsi le zampe.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La gente che passava e guardava, mettiamo, dal finestrino di un filobus, vedeva soltanto gatti. Poteva distinguere quello con un occhio acciaccato da una sassata, quello che aveva perduto un orecchio in battaglia, il grigio, il rosso, il tigrato, il nero.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ma non sapeva che tra quei gatti c’erano dei gatti- gatti, e dei gatti-persone che prima, nel mondo di su, erano stati funzionari al ministero delle Poste, capistazione, conducenti di autotreni o di tassí .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Veramente un modo per riconoscerli ci sarebbe stato. Per esempio, quando arrivavano le “mamme dei gatti”  c’erano dei gatti che si precipitavano a disputarsi le frattaglie, le teste di pesce, le croste di formaggio, e questi erano i gatti- gatti. Ce  n’erano altri che invece, senza parere, davano prima un’occhiata ai brandelli di giornale  in cui quegli avanzi erano stati avvolti. Leggevano un mezzo titolo, dieci righe di una notizia strappata sul piú bello, guardavano la fotografia di una principessa che si sposava. Cosí, mettendo insieme le loro osservazioni, si tenevano al corrente delle cose del mondo di prima, sapevano quando il governo voleva aumentare le tasse e se era scoppiata in qualche posto una nuova guerra.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">In quel tempo andó via con i gatti anche la signorina De Magistris, una maestra in pensione che non riusciva piú ad andare d’accordo con sua sorella e se ne andó via, lasciandole anche il suo amato gatto, che si chiamava Agostino. La signorina De Magistris, nella sua lunga vita, aveva insegnato a leggere a migliaia di bambini e aveva avuto decine di gatti, ma tutti di nome Agostino, perché cosí si era chiamato   il suo primo gatto, morto sotto il tram, e lei non lo aveva mai dimenticato. Successero tante cose, tra i gatti, dopo l’arrivo della signorina De Magistris.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Una sera essa spiegava le stelle al signor Moriconi, giá netturbino ed ora gatto nero con stella bianca sul petto. Altri gatti-persone e non pochi gatti- gatti seguivano le sue spiegazioni, guardando per aria quando lei diceva:</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Ecco, lá, quella é la stella Arturo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Ho conosciuto uno che si chiamava Arturo,- diceva il signor Moriconi,- si faceva sempre prestare i soldi per giocare al lotto, ma non ha mai vinto.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Vedete quelle sette stelle lá, lá e lá? Quella é l’Orsa Maggiore.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Un’orsa in cielo?- domandó, scettico, il gatto Pirata, un gatto- gatto soprannominato cosí perché, come molti pirati della storia, era cieco da un occhio.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Anzi,- rispose la signorina De Magistris,- ce ne sono due: Orsa Maggiore e Orsa Minore. Anche di cani ce ne sono due: Cane Maggiore e Cane Minore.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Cani,- sputó Pirata, con disprezzo.- Bella roba.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Ci sono molte altre stelle con nomi di animali?- domandó il signor Moriconi.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Moltissime. Ci sono il Serpente, la Gru, la Colomba, il Tucano, l’Ariete, la Renna, il Camaleonte, lo Scorpione&#8230;</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Bella roba,- ripeté  il Pirata.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Ci sono la Capretta, il Leone, la Giraffa.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Ma allora  é proprio un giardino zoologico,- commentó il Pirata.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Un altro gatto- gatto, tanto timido che balbettava, soprannominato Zozzetto (“zozzo”, a Roma, vuol dire “sudicio”; ma Zozzetto non era sudicio per niente, si lavava venti volte al giorno; valli a capire, i soprannomi&#8230;), Zozzetto, dunque, domandó:</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- E c’ é   &#8230;cecé&#8230;c’ é   pu-pure   il Ga-gatto?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Mi dispiace,- sorrise la signorina De Magistris,- il Gatto non c’ é.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Fra tutte quelle stelle che si vedono,- fece il Pirata,- non ce n’ é   una sola che porti il nostro nome?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Nemmeno una.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ci furono mormorii di disapprovazione e di protesta.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Buona, questa&#8230;</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Scorpioni, millepiedi, scarafaggi, sí ; gatti, niente&#8230;</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Contiamo meno delle capre?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Siamo i  figli della serva, noi?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ma l’ultima parola, per quella sera, toccó al Pirata:</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Non c’ é che dire, gli uomini ci vogliono proprio bene. Quando ci sono da pigliare i topi, micio di qui, micio di lá, ma le stelle le danno ai cani e ai porci. Mi caschi anche l’occhio buono se da oggi in avanti tocco piú un topo.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Passó qualche tempo. Ed ecco che un giorno il signor Moriconi lesse in un pezzo di giornale odoroso di baccalá un titolo che diceva “Gli studenti occupano l’uni&#8230;”</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il quel punto il giornale era strappato</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-E che cosa mai avranno occupato? si domandó ad alta voce.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-L’universitá,- gli spiegó la signorina De Magistris, che, essendo stata una maestra, sapeva tutto.- Non erano contenti di qualcosa e, in segno di protesta, hanno occupato l’universitá.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Ma occupato come?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Penso che sia andata cosí : sono entrati, hanno chiuso le porte e hanno cominciato a fare dei comunicati ai giornali, per fare sapere  che cosa vogliono.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-E&#8230;ecco- balbettó  Zozzetto, emozionatissimo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Ecco, e poi?- borbottó il Pirata.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Ma sic&#8230;sicuro, é cosí  che do-dobbiamo fa-fare!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Che cosa c’entriamo noi con l’universitá?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Ma pe-per la ste&#8230; la ste&#8230;</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Ho capito,- interpretó il Pirata,- gli uomini non ci danno una stella, noi in segno di protesta occupiamo&#8230; Giá, che cosa occupiamo?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La conversazione diventó ben presto un tumulto. Gatti-gatti e gatti-persone, afferrata l’idea di Zozzetto, discutevano con entusiasmo il modo di metterla in pratica.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Bisogna occupare un posto in vista, che la gente se ne accorga subito.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-La stazione!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-No, no niente disastri ferroviari.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Piazza Venezia!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Cosí  ci arrestano perché intralciamo il traffico.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-La cupola di San Pietro!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Sta troppo in alto, un gatto, lá in cima,bisogna avere il binocolo per vederlo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Anche stavolta l’ultima parola toccó al Pirata.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- Il Colosseo, &#8211; disse. E subito tutti capirono che quella era l’idea giusta, che il Colosseo era il posto giusto da occupare.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il Pirata prese subito il comando delle operazioni:-Noi dell’Argentina siamo pochi.Bisogna avvertire anche i gatti dell’Aventino, del Palatino, dei Fori, quelli del San Camillo&#8230;</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Sí  quelli! Quelli non vengono, mangiano troppo bene.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il San Camillo é   un ospedale. Nei padiglioni ci stanno i malati, nei praticelli e nei cespugli che circondano i padiglioni ci stanno i gatti.All’ora dei pasti essi si schierano sotto le finestre, anche un quarto d’ora prima, e aspettano che i malati gettino loro gli avanzi del pranzo e della cena.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Verranno,- sentenzió il Pirata.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
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<p lang="pt-BR">
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"></p>
<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/gatto.jpg"></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/gatto.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3889" title="gatto" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/12/gatto-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></span></a></h3>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Difatti, vennero. Durante la notte vennero da tutta Roma, dai ruderi e dalle cantine, dai luoghi illustri pieni di storia e dai vicoli pieni di immondizie, vennero da Trastevere e da Monti, da Panico e dal Portico d’Ottavia, da tutti i vecchi rioni del centro, dai villaggi di baracche della lontana periferia, a centinaia, a migliaia, vennero i gatti e occuparono il Colosseo. Ogni arcata, ad ogni piano, era occupata da una densa fila di gatti a coda ritta. Ce n’era una fila compatta in cima, sulle pietre piú alte. Erano visibili a occhio nudo e a grande distanza.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">I primi a vederli furono gli operai e i garzoni dei bar, che sono i primi ad alzarsi, a Roma. Poi li videro gli impiegati statali, che vanno in ufficio alle otto (poi dicono che i romani sono dormiglioni&#8230;).In pochi minuti si fece una gran folla intorno al vecchio anfiteatro.I gatti stavano zitti zitti, ma la gente no.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-E ched’ é? ‘Na gara de bbelezza?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">- É ‘na parata: ha da esse la festa nazionale de li gatti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Anvedi quanti. Mo’ telefono a casa pe’ fallo sapere ar mio: quanno so’ uscito, dormiva ancora. Ce vorrá vení   lui puro.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Alle nove arrivó il primo gruppo di turisti.Volevano entrare al Colosseo per visitarlo, ma l’ingresso era ostruito, tutti gli ingressi erano occupati dai gatti, non si poteva passare.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Fia, fia,pestiacce! Noi folere fetere Coliseo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Prutti catti, pussa fia!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Qualche romano ci si offese: &#8211; Brutti gatti? Sarete belli voi! Ma senti ‘ sti pellegrini!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Volarono parole grosse, stava per scoppiare una rissa tra romani e turisti, quando una signora turista gridó:</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Pravi! Pravi micini! Fifa i catti!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il fatto é   che un momento prima la signorina De Magistris aveva dato il segnale, e i gatti avevano spiegato e ora facevano sventolare una grande bandiera bianca su cui avevano scritto: “Vogliamo giustizia! Vogliamo la Stella Gatto!”</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Romani e turisti, affratellati da una bella risata, applaudirono fragorosamente.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-E che,- gridó un vetturino borbottone, nun ve abbastano li sorci, mo’ ve volete magná puro le stelle!</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La signora turista, che era una professoressa di astronomia e aveva capito di che si trattava, spiegó la questione al vetturino. Il quale borbottó, convinto:- Be’, cianno ragione puro loro, povere bbestie.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Insomma fu una magnifica occupazione e duró fino a mezzanotte. Poi le varie tribú dei gatti si dispersero, a passi felpati, per la capitale addormentata.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La signorina De Magistris, il signor Moriconi, il Pirata, Zozzetto e tutti gli altri gatti-gatti e gatti-persone dell’Argentina sfilarono silenziosamente per via dei Fori, piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Zozzetto, per la veritá, aveva qualche dubbio:- Ma o&#8230; ora la ste&#8230; stella ce ce la da-danno o no?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Disse il Pirata:- Calma, Zozzetto, Roma non é mica stata fatta in un giorno. Adesso sanno che cosa vogliamo, sanno che siamo capaci di occupare un Colosseo. La cosa deve fare la sua strada, poco alla volta. Se ci danno la stella Gatto subito, bene. Altrimenti avvertiremo i gatti di Milano, e loro occuperanno il Duomo; prenderemo contatto con i gatti di Parigi, e loro occuperanno la Torre Eiffel. Eccetera, mi sono spiegato?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Zozzetto, invece di rispondere, fece una capriola: a fare le capriole non balbettava mica.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il signor Moriconi , peró, aggiunse:- Bene .Ma poi che non facciano scherzi. La stella Gatto ce la debbono dare che sia proprio sopra la piazza Argentina, altrimenti non vale.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">-Sará cosí,- disse il Pirata. E come sempre l’ultima parola fu la sua.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><em><span style="color: #000000;">(da “Fiabe lunghe un sorriso” di Gianni Rodari)</span></em></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
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