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	<title>Skip blog &#187; immagini</title>
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	<description>Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo...</description>
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		<title>Al galoppo nella storia infinita del presepe napoletano.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Nel ‘700 si verificò un processo di laicizzazione nell’allestimento del  presepe napoletano che rappresentava realisticamente costumi, personaggi, paesaggi e il gusto dell’epoca e quindi sconfinò sempre più dalle  chiese e dai salotti dei nobili nelle case dei borghesi e dei più umili . Re Carlo di Borbone fu un appassionato di presepi e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/maestri-in-mostra-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5253" title="maestri in mostra 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/maestri-in-mostra-3-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Nel ‘700 si verificò un processo di laicizzazione nell’allestimento del  presepe napoletano che rappresentava realisticamente costumi, personaggi, paesaggi e il gusto dell’epoca e quindi sconfinò sempre più dalle  chiese e dai salotti dei nobili nelle case dei borghesi e dei più umili . Re Carlo di Borbone fu un appassionato di presepi e, quando nel 1759 salì al trono di Spagna, portò con sé artigiani e artisti, promuovendo la diffusione del presepe in tutta Europa. Grazie al grande scultore G. Sammartino il presepe napoletano conquistò il riconoscimento  di vera espressione artistica. Anche re Ferdinando di Borbone  incentivò l’arte presepiale  e di conseguenza anche il  lavoro artigianale di falegnami, orefici, fabbri, sarti, ricamatori, armaioli . Con la fuga del re a Palermo e poi con la fine della Repubblica  napoletana nel 1799, molti presepi privati furono smembrati in successioni ereditarie, in  vendite o in trasferimenti in Francia. Dopo il periodo francese (1806-1815), con il rientro dei Borbone  a Napoli riemerse la passione per il presepe ed allestimenti importanti furono realizzati nella reggia di Portici e di Capodimonte.</span></h3>
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<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/particolare-presepe1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5255" title="particolare presepe" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/particolare-presepe1-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">La crisi economica dal 1822 al 1840 e l’unità  d’Italia determinarono  cambiamenti sociali, politici ed economici  e anche un declino della produzione presepiale  che coinvolgeva architetti, scenografi, sarti, scultori e  piccoli artigiani. Per fare fronte a difficoltà economiche , i grandi presepi di nobili famiglie furono venduti a pezzi, parte di essi furono ricollocati su scogli di sughero (lo scoglio è la  base) .Via via le collezioni private risultarono incomplete e ben presto si allestirono scogli monoscenici che rappresentavano solo il gruppo della Natività, della taverna, della fontana, di scorci cittadini. Il presepe dell’800 si caratterizzò per la fedele riproduzione di scene di vita quotidiana e allo stesso tempo di maggiore sacralità nell’uso di tinte forti nei gruppi della Natività e nell’adorazione dei pastori con mani protese verso il Salvatore . Il presepe piacque alla borghesia che curò una scenografia popolare che rispecchiava la vita delle piazze, delle case, dei cortili e delle botteghe. Anche le statuine cambiarono: a differenza di  quelle del Settecento furono realizzate totalmente con la  terracotta, più facilmente riproducibili in serie e più piccole, fino ad un minimo di 4 cm, dette moschelle. Se in origine i piccoli pastori venivano collocati in lontananza , nell’800 popolarono presepi in miniatura.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Nel ‘900 decadde l’arte presepiale:  in tempo di guerra gli antichi pastori spesso furono venduti per necessità o per disinteresse sia  da privati che da preti, finendo in collezioni private. Solo alla fine degli anni ’70 si assiste ad un rinascita  della cultura presepiale  grazie anche al recupero  delle tradizioni natalizie e degli antichi mestieri; si riscoprono i laboratori artigianali di San Gregorio Armeno che hanno suscitato interesse e passione in giovani divenuti poi grandi artisti del presepe.</span></h3>
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<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/marcello-aversa-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5257" title="marcello aversa 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/marcello-aversa-2-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Tra i tanti merita un’attenzione particolare il maestro Marcello Aversa di Sant’Agnello, paese della costiera sorrentina, che ha saputo valorizzare in modo originale una forma di artigianato trasformatasi in arte.  Iniziò a lavorare nel  piccolo <a title="Terra, acqua e fuoco (Borgo Maiano Sant’Agnello) in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2009/08/22/%E2%80%9Cterre-acqua-e-fuoco%E2%80%9D-borgo-maiano-di-santagnello/">opificio del padre nel Borgo Maiano </a>dove da generazioni</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">si producono laterizi per forni a legna con antiche tecniche che prevedono solo l’uso delle mani e di forme di legno. Negli anni ’80 scoprì su una rivista il mondo  del presepe del ‘700 ed iniziò a dedicarsi ad allestimenti presepiali in chiese locali e a partecipare a concorsi. Durante un’esposizione di prodotti artigianali italiani a Bruxelles le sue opere suscitarono grande interesse anche nell’Associazione Amici del Presepe-sez Napoli. I microcosmi presepiali in terracotta di Aversa, fedeli alle scene e ai personaggi del presepe napoletano, ben presto sono stati largamente apprezzati  in mostre collettive e personali in Italia e all’estero per la maestria tecnica, la meticolosa cura dei particolari, la perfezione nelle proporzioni, nei gesti e nelle fattezze dei personaggi e l’armonia d’insieme . Scoglio e piccole figure, alte da 8 mm a 4 cm, sono realizzati con  l’esclusivo utilizzo di una stecca e di uno spillo e formano un unico blocco che viene infornato a 920 °,  sul quale poi in un secondo tempo sono collocati gli angeli. Stupiscono non poco i gruppi della Natività e scene con circa 20 figure racchiuse in campane di vetro di  3 cm di diametro. </span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/natività-marcello-aversa1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5261" title="natività-marcello aversa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/01/natività-marcello-aversa1-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Capolavori di terracotta, espressione dell’estro creativo e della passione di Marcello Aversa, si possono ammirare <a title="presepi artistici in marcelloaversa.com" href="http://www.marcelloaversa.com/sample-0.html">qui </a>e nel negozio-laboratorio in Via Sersale a Sorrento.</span></h3>
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		<title>La storia infinita del presepe napoletano (seconda parte)</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2011/12/31/la-storia-infinita-del-presepe-napoletano-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 22:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[arte presepiale]]></category>
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		<category><![CDATA[simbologia nel presepe]]></category>

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		<description><![CDATA[Sacro e profano, fede e superstizione, realtà ed immaginazione, costante celebrazione di vita e di morte  sono ingredienti ben amalgamati nel presepe napoletano che si apprezza non solo per la raffinata manifattura, ma anche se si comprende la  valenza simbolica dei suoi elementi e dei suoi personaggi. La grotta,simbolo del grembo materno, offre riparo al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/100_2227.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5239" title="100_2227" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/100_2227-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Sacro e profano, fede e superstizione, realtà ed immaginazione, costante celebrazione di vita e di morte  sono ingredienti ben amalgamati nel presepe napoletano che si apprezza non solo per la raffinata manifattura, ma anche se si comprende la  valenza simbolica dei suoi elementi e dei suoi personaggi.</span></h3>
<h3>
<p><span style="color: #000000;"> La grotta,simbolo del grembo materno, offre riparo al Bambino, ai pastori e agli animali e segna il confine tra la nuova luce e le tenebre . Le ripide  montagne e le salite rendono arduo il cammino per raggiungere  il Salvatore, come difficile è la redenzione dal male. L’anacronistico castello, non a caso posto in alto e difeso da un soldato romano rappresenta il  potere e richiama la strage degli Innocenti, mentre la chiesa e le edicole votive esprimono la religiosità collettiva. Benino dormiente  è colui che s’incammina  verso la verità  e la sua capanna rappresenta una vita semplice </span><span style="color: #000000;">e precaria . Il pastore adorante è arrivato alla fine del percorso e può finalmente contemplare il divino.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> L’acqua dei ruscelli, dei laghetti, delle fontane e dei pozzi simboleggia sia la vita che la morte, rigenera e purifica (acquaiolo e  lavandaia ),ma può anche distruggere e rapire come quella della  fontana e del pozzo che collegano col misterioso ed insidioso mondo  sotterraneo degli Inferi (<a title="tradizione in azione (prima parte) in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2010/01/03/tradizione-in-azione-prima-parte/">Maria Manilonga</a>), mentre il ponte su corsi d’acqua o tra i monti agevola il passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti.</span></h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-enrico-cigliano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5240" title="maestri in mostra-enrico cigliano" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-enrico-cigliano.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La  taverna è un luogo di “perdizione”, ove regnano i vizi di gola, lussuria, gioco ed ubriachezza;  a volte vi compaiono anche un monaco ubriaco,che rappresenta la corruzione temporale della chiesa, e i giocatori di carte, detti Zì Vicienzo e Zì Pascale che  hanno poteri divinatori.</span></h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-alfredo-molli.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-5241" title="maestri in mostra-alfredo molli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-alfredo-molli-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></span></a><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">La </span><span style="color: #000000;">varietà di  prodotti alimentari e </span><span style="color: #000000;">ortofrutticoli, in bella mostra nelle botteghe o sui carretti, sono l’</span><br />
<span style="color: #000000;">abbondanza e la ricchezza della natura che può appagare l’atavica fame e la </span><span style="color: #000000;">miseria del popolo spesso rappresentate da Pulcinella o dal <a title="sulla storia della pasta in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2011/07/15/sulla-storia-della-pasta/">mangiatore di </a></span><span style="color: #000000;"><a title="sulla storia della pasta in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2011/07/15/sulla-storia-della-pasta/">maccaroni</a>. Gli alberi simboleggiano conoscenza, sapienza e crescita, il fuoco è </span><span style="color: #000000;">energia vitale,  il mulino e la vecchia </span><span style="color: #000000;">che fila la lana scandiscono il tempo che passa, la macina simboleggia morte e </span><span style="color: #000000;">purezza.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Anticamente nel presepe, soprattutto sulle montagne, era presente anche un diavolo , poi soppiantato dal  macellaio, dall’oste e dal barbiere  che rievocano simbolicamente il male e il sangue. I numerosi mendicanti, spesso deformi (guercio, zoppo, storpio, la contadina col gozzo,  la vedova rapata), rappresentano </span><a title="Le anime pezzentelle-Cimitero delle Fontanelle in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2010/08/08/le-anime-pezzentelle-cimitero-delle-fontanelle/"><span style="color: #000000;">le anime </span>purganti o pezzentelle </a><span style="color: #000000;">che invocano preghiere di suffragio sulla terra.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/questuante-maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5242" title="questuante-maestri in mostra" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/questuante-maestri-in-mostra-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">La zingara preannuncia profezie non sempre serene,Ciccibacco ‘ncopp’a votte (Cicci Bacco sulla botte), su un carro simboleggia Dioniso, accompagnato da pastori e caprai, è l’umanità gaudente e festosa, la vecchia che dà mangime alle galline è il simbolo di Demetra che nutre Kore,</span><span style="color: #000000;">Core cuntento ‘a loggia (Cuor contento sulla loggia) è l’allegria, la donna col bambino, cioè Stefania, rappresenta la maternità.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> Gli animali hanno molti significati: il cane rappresenta la fedeltà e la promiscuità, la gallina indica fertilità, le pecore invece la morte, il maiale sia la lussuria che la parsimonia, i pappagalli, le scimmie e gli  elefanti sono il gusto per l’esotico.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></span></p>
<h1><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></h1>
<blockquote>
<h3><span style="color: #000000;">Il presepe è la sintesi dell’umanità di sempre che tra arti e mestieri, stagioni, scorci di case, mari, valli e montagne, gioia e dolore, piacere e spiritualità è tutta protratta alla celebrazione della vita, quella più semplice e innocente di un bambino, sospesa tra terra e cielo, prodigio della natura o magia divina. E’ difficile definire luce e amore. Ma quel bambino ne incarna il concetto. Suscita tenerezza ed evoca la fase iniziale di un percorso, dalla quale siamo partiti tutti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
</blockquote>
<h1><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></h1>
]]></content:encoded>
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		<title>La storia infinita del presepe napoletano (prima parte)</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2011/12/29/la-storia-infinita-del-presepe-napoletano-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mostra pastori d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Sorrento]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Immancabile post sul presepe napoletano, sintesi di sacro e profano, di valori e della vita, confluenza  di personaggi in cammino, appartenenti ad ambienti e contesti diversi, espressione  di riti,  di usi e costumi ,di arte e cultura, di storia napoletana. Ogni elemento racchiude un significato simbolico che potete ritrovare in post precedenti: per esempio la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5207" title="maestri in mostra 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-1-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a><span style="color: #000000;">Immancabile post sul presepe napoletano, sintesi di sacro e profano, di valori e della vita, confluenza  di personaggi in cammino, appartenenti ad </span><span style="color: #000000;">ambienti e contesti diversi, espressione  di riti,  di usi e costumi ,di arte e cultura, di storia napoletana.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ogni elemento racchiude un significato simbolico che potete ritrovare in post precedenti: per esempio la grotta rappresenta  le tenebre prima della venuta di Cristo, la capanna  è la fede paziente,  il tempio diroccato con colonne corinzie è il superamento del paganesimo con l’avvento del cristianesimo. In effetti Cristo  nacque nel solstizio d’inverno, quando a Roma si festeggiavano i Saturnalia e Mitra, per cui il cristianesimo pare </span><span style="color: #000000;">sovrapporsi  alle feste pagane, in un continuum col substrato religioso precedente.</span></h3>
<h3>
<span style="color: #000000;">La struttura  del presepe indica un percorso, spesso  in salita, che porta alla Natività, al Bene,. che spazia dalla purezza e dalla rigenerazione di Maria, dalla fiducia di chi ha fede, dalla paternità e dall’umile laboriosità dell’anziano  San Giuseppe fino alla luce salvifica del Bambino.</span></h3>
<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/gruppo-natività-maestri-in-mostra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5208" title="gruppo natività-maestri in mostra" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/gruppo-natività-maestri-in-mostra.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #000000;">Nel gruppo della Natività compaiono altri personaggi: il bue e l’asino simbolicamente rappresentano il sole e la luna, la luce e l’oscurità,  il bene e il male che influenzeranno la vita del Cristo.  I due zampognari,  il ciaramellaro e il suonatore di zampogna , esprimono la povertà, la  semplicità e la purezza d’animo . Gli angeli e i puttini invece sono la gioia del lieto </span><span style="color: #000000;">annuncio a tutti i popoli della Terra. Uno regge la scritta “Gloria in excelsis Deo”, un altro sparge incenso, altri  ancora suonano la tromba del trionfo e un tamburo, piatti metallici in ossequio al potere temporale e spirituale e  in coro cantano l’Osanna.</span></h3>
<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/Gaspare-maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5209" title="Gaspare-maestri in mostra" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/Gaspare-maestri-in-mostra-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></h3>
<h3><span style="color: #000000;">I tre Re Magi possono rappresentare i tre continenti allora conosciuti, ma anche  il viaggio del sole durante la notte che termina quando si riunisce col nuovo sole nascente. Viaggiano su cavalli di vario colore: bianco  ( l’aurora), rosso o baio ( il mezzogiorno) e nero (la notte) o più spesso sul dorso di un cammello.. Melchiorre, l’anziano dalla lunga barba, offre l’oro simbolo della regalità, il più giovane Gaspare  l’incenso, simbolo di divinità, il moro  Baldassarre  la mirra che ricorda la natura mortale di Cristo. Tutti seguono la stella cometa ,che illumina e guida verso il bene.</span></h3>
<h3>
<p><span style="color: #000000;">Nei presepi del Settecento c’era anche una Re Magia, sposa del moro e simbolo della luna. Spesso al loro seguito compare uno sfarzoso Corteo, a ricordo di  quello turco giunto a Napoli nel 1741, formato da schiavi, paggi, portantini, elefanti, pappagalli, cani, scimmie e oggetti che richiamano il gusto , la curiosità  per il ricco e raffinato mondo  esotico e il desiderio di conoscenza del Settecento.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5212" title="maestri in mostra 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-3-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/natività-Pietro-Molli-e-Teresa-Arpaia1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5213" title="natività -Pietro Molli e Teresa Arpaia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/natività-Pietro-Molli-e-Teresa-Arpaia1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/magi-vincenzo-garofalo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5214" title="magi-vincenzo garofalo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/magi-vincenzo-garofalo-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5215" title="maestri in mostra" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/maestri-in-mostra-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/natività-maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5216" title="natività maestri in mostra" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/12/natività-maestri-in-mostra-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;">Vi segnalo</span></h3>
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<h3><span style="color: #0000ff;">La seconda edizione di “Maestri in Mostra”- il presepe  napoletano a Villa Fiorentino</span></h3>
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<h3><span style="color: #0000ff;">7 dicembre 2011- 8 gennaio 2012</span></h3>
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<h3><span style="color: #0000ff;">Villa Fiorentino- Sorrento</span></h3>
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<p><strong><span style="color: #ff6600;">Articoli correlati:</span></strong></p>
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<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><a title="“Maestri in mostra”: quando l’artigianato diventa arte in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2011/01/13/%e2%80%9cmaestri-in-mostra%e2%80%9d-quando-l%e2%80%99artigianato-diventa-arte/">“Maestri in mostra”: quando l’artigianato diventa arte</a></strong></span></h3>
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<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><a title="I Re Magi in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2011/01/05/i-re-magi/">I Re Magi</a></strong></span></h3>
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<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2009/12/30/ventiquattresima-mostra-di-arte-presepiale/">Ventiquattresima Mostra di Arte Presepiale</a></strong></span></h3>
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<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><a title="Tradizione in azione (prima parte) in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2010/01/03/tradizione-in-azione-prima-parte/">Tradizione in azione (prima parte)</a></strong></span></h3>
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<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><a title="Tradizione in azione (seconda parte) in Skip blog" href="http://www.skipblog.it/2010/01/06/tradizione-in-azione-seconda-parte/">Tradizione in azione (seconda  parte)</a></strong></span></h3>
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		<title>Villa Torlonia e la Casina delle Civette</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Il noto quartiere Nomentano a Roma custodisce Villa Torlonia, che ha un fascino particolare sia per il giardino all’inglese che per i numerosi e splendidi edifici disseminati nel parco. Le prime notizie di Villa Torlonia risalgono al 1600 quando, come ampia  tenuta agricola abbellita da statue, fu venduta da Giuseppe Maturo all’abate Giovanni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Casino-Nobile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5050" title="Casino Nobile" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Casino-Nobile-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a><span style="color: #000000;">Il noto quartiere Nomentano a Roma custodisce <a title="Villa Torlonia in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Torlonia_(Roma)">Villa Torlonia</a>, che ha un fascino particolare sia per il giardino all’inglese che per </span><span style="color: #000000;">i numerosi e splendidi edifici disseminati nel parco.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Le prime notizie di Villa Torlonia risalgono al 1600 quando, come ampia  tenuta agricola abbellita da statue, fu venduta da Giuseppe Maturo all’abate Giovanni Bovier. Acquistata nel 1673 da Benedetto Pamphilj che ben presto diventò cardinale, il vigneto lasciò il posto ad un elegante palazzo grazie agli interventi degli architetti Giacomo Moraldo,Mattia de’ Rossi e infine di Carlo Fontana. Nel 1762 passò ai Colonna e più tardi nel 1797 a Giovanni Torlonia che, incrementando i beni di famiglia con prestiti di capitali  alle famiglie romane durante l’occupazione francese, ambì a un titolo nobiliare ed ottenne nel 1797 il titolo di marchese. Giovanni perciò acquistò la villa ed incaricò l’architetto Giuseppe Valadier di sistemare la tenuta perché fosse all’altezza del suo nuovo rango. Villa Colonna diventò quindi un elegante palazzo, furono costruite le Scuderie ma soprattutto si diede un nuovo assetto al parco con </span><span style="color: #000000;">viali alberati e fontane.</span></h3>
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<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casino-nobile-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5051" title="casino nobile 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casino-nobile-1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Alessandro Torlonia, figlio di Giovanni,volendo emergere  nell’aristocratica società romana, valorizzò  la villa che divenne famosa </span><span style="color: #000000;">per feste e cerimonie. Si avvalse di Giovan Battista Caretti che ampliò il palazzo ed aggiunse il pronao alla facciata ,edificò nel parco le finte rovine, l’Anfiteatro, il Tempio di Saturno e la Tribuna con fontana. Più tardi Quintiliano Raimondi costruì il Teatro, oggi in fase di restauro, e la Limonaia. L’architetto Giuseppe Jappelli, noto per i giardini all’inglese, fu l’artefice di  innovativi interventi . Nella tenuta infatti furono realizzati il Campo dei  Tornei, la Capanna Svizzera, la Serra e la Torre moresca e il parco fu abbellito di piante  esotiche e laghetti.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/parco-villa-torlonia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5052" title="parco villa torlonia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/parco-villa-torlonia-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> Nel 1842 Alessandro Torlonia fece erigere anche due obelischi, dedicati ai genitori, e in tale occasione organizzò una grandiosa </span><span style="color: #000000;">festa cui parteciparono pure il papa Gregorio XVI e Ludwig di Baviera. In seguito all’infermità della moglie Teresa Colonna , alla morte di una delle due figlie e del fratello Carlo, Alessandro si ritirò dalla vita mondana ed interruppe i lavori nella villa. L’altra sua figlia , Anna Maria, sposò Giulio Borghese ed ereditò la villa ma, di carattere riservato, non amò i fasti e le ambizioni del padre. Solo con Giovanni, figlio di Anna Maria, si ebbero nuovi interventi nella proprietà e in particolar modo fu proprio lui a trasformare la Capanna svizzera in Casina delle Civette, dove si ritirò. Dal 1925 al 1943 la villa fu residenza stabile di Mussolini tant’è che nel piano interrato si realizzò un rifugio antigas ed un bunker antiaereo, e dal 1944 al 1947 fu occupata dal comando anglo-americano. La proprietà subì gravi danni e per molti anni versò in uno stato di trascuratezza, fino a quando nel 1977 il Comune di Roma l’acquistò e venti anni più tardi l’aprì al pubblico come spazio museale .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/ceramiche-giò-ponti.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5055" title="ceramiche giò ponti" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/ceramiche-giò-ponti-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/ceramiche-giò-ponti.jpg"></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/ceramiche-giò-ponti.jpg"></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/ceramiche-giò-ponti.jpg"></a><span style="color: #000000;">Villa Torlonia è infatti sede di due musei: il Casino Nobile e la Casina delle Civette, che mi ha incuriosito non poco per il nome e ancor di più per l’aspetto. Casino Nobile è il palazzo principale, riccamente decorato da rinomati pittori, quali Podesti e Coghetti, e da scultori e stuccatori della scuola di Thorvaldsen e Canova, ed è anche  sede del Museo della Villa e delle opere della scuola Romana.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Il neocinquecentesco Casino dei Principi ospita l’Achivio della scuola Romana e mostre temporanee. Attualmente<span style="color: #0000ff;"> la mostra ”Gio Ponti- il fascino della ceramica” (22 ottobre 2011-19 febbraio 2012, aperta dal martedì alla domenica , ore 9.00-19:00)</span> che espone le ceramiche realizzate da Gio Ponti dal 1923 per la manifattura Richard Ginori. Opere estremamente raffinate che coniugano l’antichità classica con un più moderno estro creativo in forme  ben delineate e sottolineate da armonie cromatiche e dalle pose di  simpatici, talvolta ironici  personaggi . Così ledonne  su vaporose  nuvole, animali in corsa , pagliacci, barche che veleggiano su sinuose onde alleggeriscono l’eleganza classica.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">A Villa Torlonia si trovano anche le Catacombe ebraiche (III- IV secolo) della comunità giudaica romana. </span></h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casina-delle-civette-villa-torlonia-roma.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5056" title="casina delle civette-villa torlonia roma" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casina-delle-civette-villa-torlonia-roma-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Molto particolare ed originale è la <a title="Museo Casina delle Civette in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Casina_delle_Civette">Casina delle Civette</a>, ideata nel 1839 da Giuseppe Jappelli come capanna svizzera, poi </span><span style="color: #000000;">trasformata nei primi anni del Novecento in un bizzarro ed originalissimo villino, residenza del principe di Torlonia. Si chiama Casina delle Civette per decorazioni  su vetro che richiamano la civetta. Peculiarità di questa casina sono le vetrate policrome, realizzate in gran parte da Cesare Picchiarini tra il 1910 e il 1925, su disegni di Duilio Ciambellotti ,Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5058" title="vetrata1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Oggi la casina ospita il Museo delle vetrate artistiche in stile liberty , arricchita da opere degli stessi autori e da disegni, </span><span style="color: #000000;">bozzetti e cartoni preparatori. Trasparenze , colori brillanti, pavimenti maiolicati o decorati con motivi floreali ( stanza del trifoglio, dei ciclamini) arredano le stanze con gusto squisito. </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Come si può intuire dalle foto, qui si respira un’atmosfera quasi fiabesca, da scoprire  in una tranquilla giornata d&#8217;autunno.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/rosefarfalle-e-nastri-di-Paolo-Paschetto1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5062" title="rose,farfalle e nastri di Paolo Paschetto" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/rosefarfalle-e-nastri-di-Paolo-Paschetto1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5063" title="vetrata 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata-2-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5064" title="vetrata 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata-3-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/le_vetrate_large.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5065" title="le_vetrate_large" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/le_vetrate_large-100x51.jpg" alt="" width="100" height="51" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5066" title="vetrata" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/vetrata-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casina-delle-civette1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5068" title="casina delle civette1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casina-delle-civette1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casina-delle-civette-villa-torlonia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5069" title="casina delle civette -villa torlonia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/casina-delle-civette-villa-torlonia-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Casino-dei-Principi1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5071" title="Casino dei Principi" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Casino-dei-Principi1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
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		<title>Nerone, smamma! (Roma: 15-16 ottobre)</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 19:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[15 ottobre 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Nella mattinata del 15 ottobre sono andata  nei pressi di piazza Bologna .Ho preso il bus della linea 3 che tranquillamente, sia all’andata che al ritorno, è passato per via Labicana,Viale Manzoni, Via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni e la Città Universitaria. Nella piazza di Porta San Giovanni  qualche bancarella e qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/piazza-porta-san-giovanni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4997" title="piazza porta san giovanni" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/piazza-porta-san-giovanni-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><span style="color: #000000;">Nella mattinata del 15 ottobre sono andata  nei pressi di piazza Bologna .Ho preso il bus della</span><br />
<span style="color: #000000;">linea 3 che tranquillamente, sia all’andata che al ritorno, è passato per via Labicana,</span><span style="color: #000000;">Viale Manzoni, Via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni e la Città </span><span style="color: #000000;">Universitaria. Nella piazza di Porta San Giovanni  qualche bancarella e qualche striscione preannunciavano </span> <span style="color: #000000;">aria di festa. Mi ha colpito una scritta “Lasciate ogni partito voi che entrate”.</span><br />
<span style="color: #000000;">Nel pomeriggio avevo intenzione di raggiungere il corteo degli indignati, dopo </span><span style="color: #000000;">avere accompagnato Skip vero in una clinica veterinaria. Al rientro a casa ho </span><span style="color: #000000;">pensato di accendere internet e le notizie Ansa già informavano di tumulti e </span><span style="color: #000000;">disordini. La curiosità di vedere dal vivo cosa stesse succedendo era forte, ma </span><span style="color: #000000;">una saggia prudenza mi ha fatto desistere. Più tardi dai  telegiornali ho appreso che cosa era successo </span><span style="color: #000000;">e stava succedendo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4998" title="auto" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Questa mattina alle 8.30 sono tornata a Porta San Giovanni.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Un cielo terso e un’aria di primo autunno illumina il grande san Francesco che sembra<br />
benedire la piazza, la stessa di cui stanno parlando tutti i mass media. Qualche turista è già in cammino, e pure un ubriaco che non esita ad attraversare senza alcuna cautela. Mi avvicino all’attraversamento pedonale nei pressi del semaforo, in cerca di tracce. Inizio a vedere vetri ed asfalto rotti, una carcassa d’auto sul lato opposto ed alcuni operatori di Sky tg 24. Via Emanuele </span> <span style="color: #000000;">è sommariamente pulita;  piccoli cumuli di sanpietrini , una mazza spezzata, pali di segnaletica stradale divelti ed adagiati per terra testimoniano i fatti del giorno precedente. Proseguo per </span> <span style="color: #000000;">poco in via Merulana dove subito noto un cestino della spazzatura  completamente spezzato, transenne abbattute, la telecamera rotta di un istituto religioso e, a fianco, insegne frantumate e </span> <span style="color: #000000;">fili troncati. Una suora mi dice che ieri le hanno consigliato di non mettersi in viaggio per raggiungere l’istituto e mi mostra i danni intorno.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni-15-ottobre.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4999" title="danni 15 ottobre" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni-15-ottobre-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni1-15-ottobre-.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5000" title="danni1  15 ottobre" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni1-15-ottobre--75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni-3-15-ottobre.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5001" title="danni 3 15 ottobre" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni-3-15-ottobre-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/cestino.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5002" title="cestino" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/cestino-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni2-15-ottobre.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5003" title="danni2  15 ottobre" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni2-15-ottobre-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/semaforo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5004" title="semaforo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/semaforo-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni-4-15-ottobre.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5005" title="danni 4 15 ottobre" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/danni-4-15-ottobre-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5007" title="auto2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto2-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5008" title="auto 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto-4-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5009" title="auto 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto-3-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5010" title="auto 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto-1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/tombino.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5011" title="tombino" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/tombino-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/caassonetti.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5014" title="caassonetti" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/caassonetti-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></p>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/mazze.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5015" title="mazze" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/mazze-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">All’incrocio con via Labicana è impossibile non fermarsi a guardare la banca Etruria. Oltre  si snodano tre auto incendiate, indicate anche da un turista straniero al figlio, che pare avere visto gli scheletri di un dinosauro in un museo di scienze. Di lato,</span><span style="color: #000000;">sul marciapiede, la serranda di plastica di una finestra del pianterreno, più avanti  semafori rotti, le vetrate sfondate del banco del Lazio, di  un’agenzia interinale e di uffici del Ministero della Difesa. Si provvede a ripulire e a rimediare ai danni subiti. All’entrata  dell’agenzia due mazze appoggiate al muro. Mi chiedo come le abbiano potuto nascondere in uno zaino. Troppo lunghe, non passano inosservate. Come i caschi. Altre carcasse d’auto. Le strade sono state ripulite, nuovi cassonetti hanno rimpiazzato quelli inutilizzabili, solo qualche </span><span style="color: #000000;">bidone annerito, vetri di parabrezza e resti di fari di automobili tracciano il passaggio del branco.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/banca-etruria1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5016" title="banca etruria" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/banca-etruria1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/finestra.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5017" title="finestra" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/finestra-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/banaca-popolare-del-lazio-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5018" title="banaca popolare del lazio 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/banaca-popolare-del-lazio-4-100x64.jpg" alt="" width="100" height="64" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/telecamera.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5019" title="telecamera" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/telecamera-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
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<h3><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/scritte-15-ottobre1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5021" title="scritte 15 ottobre" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/scritte-15-ottobre1-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a> <span style="color: #000000;">Scritte sui muri. Tante, sempre le stesse sigle che non meritano di essere reclamizzate. Ne fotografo qualcuna.“È arrivato Nerone, Roma brucia”. Forse Modestino è il secondo nome dell’ignoto graffitaro, che s’erge alla gloria dei posteri come Nerone. Più che come idolo, forse per lui potrebbe essere l’antieroe di un  videogame. Tra realtà e finzione però ci passa un mare di diversità, se non altro per i ruoli e le responsabilità. Quando ho letto “L’unico futuro è la rivoluzione” ed “ Il futuro ce lo prendiamo da soli” ho intravisto per qualche istante una ventata di orgogliosa rivendicazione ma, pensando all’esito della presunta rivolta, mi </span><span style="color: #000000;">chiedo quale sia stato il fine di questa scorribanda. Io vedo solo vandalismo e volontà di distruzione che stride con l’altisonante parola “futuro”.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/scritt-1-roma.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5022" title="scritt 1 roma" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/scritt-1-roma-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">L’ indignazione è generalmente conclamata per l’assurda guerriglia urbana di ieri, la rabbia di tanti è latente,  ma con gli atti vandalici non si approda a nulla, se non ad alimentare ulteriormente tensioni sociali e paura. Mi chiedo come un gruppo di teppisti sia riuscito a raggiungere piazza San Giovanni, forse indossando un gonnellino etabetiano dal quale ha estratto spranghe, mazze e </span><span style="color: #000000;">caschi  e una violenza ad hoc, di quelle senza limite e  fondamento, e forse senza alcuna bandiera. Non a caso il 15 ottobre è ricordato non tanto per i pacifici  indignati d’Italia che hanno manifestato contro la disoccupazione giovanile e  le scelte dell’alta finanza  proponendosi come pluralità di giovani e meno giovani, italiani e stranieri, che credono nei principi fondamentali della democrazia. Centinaia di migliaia di persone hanno manifestato per  una rinascita morale e civile, una ripresa dell’Italia, ma hanno potuto esprimersi limitatamente perché si è imposta l’incontrollata e presunta potenza di un branco, che sottende il bisogno di lasciare il segno della propria esistenza, come una cacca lascia traccia del passaggio di un cane. Un padrone educato la rimuove, come oggi rimuove il fantasma di un novello Nerone. Resta però un’aria pesante, ben diversa da quella tanto attesa. Resta un’amarezza  di fondo che dovrebbe fare riflettere perché la precarietà, diffusa a tanti livelli,  non lascia spazio alla progettualità a medio e lungo termine ed alla proiezione nel futuro , ammazza i sogni, induce a vivere il presente .</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">“Il futuro ce lo prendiamo da soli.”… Bello slogan, se fosse più costruttivo. Il genere umano ha la fortuna o la sfortuna  di vantare un’intelligenza, che lo privilegia e lo condanna a cercare risposte per le  domande delle varie fasi della vita. Agli animali, più o meno pensanti, non basta assecondare i bisogni primari- checchè si dica o si voglia credere- e se non ci sono ideali e valori in cui credere, e spessore morale e civile per i quali incanalare risorse interiori ed energie, non resta altro che fronteggiare la noia con la continua ricerca di sempre più nuove e trasgressive scariche di adrenalina in un presente da sballo, dal quale si dipenderà più che dall’ambizione di un futuro, che può sembrare una  chimera irraggiungibile, ma che sicuramente richiede più forza , costanza , tenacia e coraggio di una scazzottata, ubriacatura, assalto e violenza. Prendiamo atto che esistono anche i black bloc, ma non basta, né può, né deve bastare. Come loro esistono tanti altri, molto diversi,  che non sono pecore né ignavi, ma semplicemente più evoluti  perché tentano di mettere a frutto in modo più proficuo e rispettoso  la loro intelligenza, manifestano il loro dissenso in modo civilmente contenuto e sanno farsi valere con le armi di un confronto dialettico, che non è facile impugnare. Questa è la sostanziale differenza tra la cacca e il cane. La  prima , presto o tardi, sarà sempre rimossa; il secondo sarà sempre libero di scegliere se avere o no un padrone col quale convivere pacificamente.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/10/auto.jpg"></a></span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Le magiche  Lune di Pompei</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 13:48:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[  È giunta alla III edizione “Le Lune di Pompei”,  suggestive visite notturne nel Parco Archeologico di Pompei, che vede confluire negli scavi migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Una danza di  luci, ombre e  proiezioni virtuali  per le strade e nelle  domus di Pompei, accompagnate dalle poetiche riflessioni dell’attore Luca Ward, fanno [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/targa-rovine-pompei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4870" title="targa rovine pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/targa-rovine-pompei-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">È giunta alla III edizione “Le Lune di Pompei”,  suggestive visite notturne nel Parco Archeologico di Pompei, che vede confluire negli scavi migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Una danza di  luci, ombre e  proiezioni virtuali  per le strade e nelle  domus di Pompei, accompagnate dalle poetiche riflessioni dell’attore Luca Ward, fanno rivivere le voci, i suoni, i profumi e i colori di una civiltà senza tempo.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Otto magiche lune indicano i luoghi più significativi della città sepolta, quali la <strong>Necropoli di Porta Nocera</strong>, l’<strong>Orto dei Fuggiaschi</strong>, la <strong>Casa del Profumiere</strong>, la <strong>Villa di Ottavio Quartione</strong>, la <strong>Casa della Nave Europa</strong> e l’<strong>Arena</strong>.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Quest’anno il percorso ha qualche nuova tappa e ha subito deviazioni a  causa dei recenti crolli, per cui non prevede la visita dell’elegante  domus della Venere in Conchiglia. </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/necropoli-pompei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4872" title="necropoli pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/necropoli-pompei-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">  </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La tremante  luce delle fiaccole e la Luna della Morte guidano  i passi nell’antica Necropoli che custodisce la morte a Pompei ma non la morte di Pompei, perchè qui la morte è un continuum con la vita. In prossimità delle mura della città, sull’erba,  le proiezioni delle onde del mare  e del fiume Sarno svelano la ricostruzione virtuale del Foro, delle domus più famose, dell’arena  e delle strade principali di Pompei. Il tempo modella  la realtà , cambia i paesaggi, ma attraverso la Luna virtuale passato e presente si cristallizzano e sovrappongono.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La luna della speranza illumina i calchi in  gesso delle vittime dell’eruzione. L’Orto dei Fuggiaschi induce ad un silenzioso e commovente rispetto verso la testimonianza più attendibile  di ciò che accadde, di ciò che siamo e saremo. Rivela l’energia dell’invisibile che anima ogni mondo, le emozioni degli uomini  di secoli fa che  ancor oggi contagiano con la loro sfera d’amore,  l’unica e vera speranza .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La domus del Profumiere racconta il successo e l’operosità di una città dedita al commercio, dove tutti potevano riuscire. Qui la luna del successo rischiara il giardino di Ercole ove il profumiere coltivava piante pregiate ed erbe aromatiche per l’arte del piacere.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/orto-dei-fuggiaschi1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4874" title="orto dei fuggiaschi" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/orto-dei-fuggiaschi1-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/proiezione-casa-del-profumiere1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4875" title="proiezione casa del profumiere" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/proiezione-casa-del-profumiere1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/domus-Ottavio-Quartione.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4877" title="domus  Ottavio Quartione" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/domus-Ottavio-Quartione-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/nave-Europa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4878" title="nave Europa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/nave-Europa-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">La casa rustica della nave Europa, incisa su una parete, testimonia l’operosità e il desiderio di avventura e di scoperta  di chi vi abitava. La luna comunitaria  ricorda il mito di Europa che se in passato ha dato il nome al continente a nord di Creta e a questa domus, oggi   assume un significato attuale perchè rappresenta  l’unione di nazioni aventi la stessa rotta, il sogno di migranti di ogni epoca, proiettati nel futuro.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">L’elegante  villa di Ottavio Quartione sprigiona  un gusto raffinato per il bello e la ricerca di conoscenza nel culto di Iside. La  luna mitica svela i misteri dei magici rituali per un mito del tempo di Ottavio, cioè la dea egizia della fertilità , ben accolta a Roma. In verità i culti orientali non furono banditi dal mondo romano, se non per ragioni di ordine pubblico, anzi pian piano furono accettati ed  assorbiti nei culti ufficiali.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> In via della Palestra  i graffiti illuminati dalla luna della Vita restituiscono  le voci di Pompei, le storie di amori e di rivalità politiche, l’ironia, gli interessi, il mormorio  della città.<a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/hic-sumus-felices-graffiti-pompei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4879" title="hic sumus felices graffiti pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/hic-sumus-felices-graffiti-pompei-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Infine la Luna che si diverte sovrasta l’Arena ed onirici giochi di luce. Noi spettatori di oggi, un po’ increduli e disorientati, nel centro dell’Arena siamo l’attrazione per le vocianti folle di ogni tempo che continuano a divertirsi tra gli spalti, ricordandoci la quotidianità, i segreti, la raffinatezza della  città sepolta che ancora palpita nello scottante monito “Hic Sumus Felices”.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">“Una solenne proclamazione  di gioia e di vitalità collettiva che associo a tutte le genti che vivevano Pompei . Uno squillo per i secoli a venire , una speranza di buon augurio per noi,  provenienti dal futuro, incapaci  di definire la felicità, se non per difetto, e tanto meno di scrivere una cosa del genere sui muri di una qualsiasi città. “Qui siamo felici.” E sarà una delle magiche  lune di Pompei  o il fascino acuito dalle ombre di una dolce notte d’estate, sarà il mistero di queste strade percorse da chissà chi  e di questi muri  che raccontano più di mille parole, ma in questa scritta graffiata c’è tutta la vita, la forza  prorompente e la grandezza di una civiltà. Qui siamo felici. E non provo invidia, ma commozione e un senso di compiaciuta appartenenza a un patrimonio universale, a una sorta di  Eden nascosto, carpito attraverso le fonti storiche.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Pompei, maledetta dalla natura e benedetta dagli dei, suggestiona chiunque nei suoi chiaroscuri, nell’eco remota che risuona dentro, nella sua  immensità costellata da vibranti fiammelle che segnano il percorso, quasi a ricordo del percorso esistenziale dell’umanità .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">“Qui siamo felici” è l’epitaffio più bello in memoria di una città che ha ancora tanto da dire indistintamente a tutti.” ( da </span><a title="hic sumus felices-le lune di pompei in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2010/07/28/hic-sumus-felices-le-lune-di-pompei/"><span style="color: #ff6600;">Hic sumus felices – le Lune di Pompei </span></a><span style="color: #000000;">in skipblog.it)</span></h3>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Le Lune di Pompei</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Visite notturne degli Scavi di Pompei</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Da luglio a ottobre nel weekend </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>prenotazione obbligatoria </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;"> per informazioni e prenotazioni    </span><a href="http://www.lelunedipompei.it/">www.lelunedipompei.it</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;arte nella metropolitana di Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 10:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’arte pubblicamente esposta nelle stazioni  della metropolitana di Napoli (linea 1 e linea 6) è espressione  di una città culturalmente viva ed originalmente creativa. Ogni martedì è possibile effettuare una visita guidata gratuita, il Metro Art Tour, partendo  dalla stazione del Museo, alla scoperta delle  oltre 180 opere di 90 artisti contemporanei che, con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/metro-art-tour.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4820" title="metro art tour" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/metro-art-tour-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">L’arte pubblicamente esposta nelle stazioni  della metropolitana di Napoli (linea 1 e linea 6) è espressione  di una città culturalmente viva ed originalmente creativa. Ogni martedì è possibile effettuare una visita guidata gratuita, il Metro Art Tour, partendo  dalla stazione del Museo, alla scoperta delle  oltre 180 opere di 90 artisti contemporanei che, con il coordinamento artistico di Achille Bonito Oliva, hanno reso possibile la realizzazione di un museo decentrato . Quando sono stata a Napoli il tour era stato sospeso e allora  ho girovagato da sola, ma mi riprometto di ricorrere ad una guida  perchè sono riuscita a visitare parzialmente solo alcune stazioni della linea 1 in una  sorta di caccia al tesoro che si snoda nelle viscere della terra, anche a 50 metri di profondità, e risale con decine di scale mobili ed ascensori fino in superficie.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-dante-napoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4821" title="stazione dante -napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-dante-napoli-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">La linea 1 della metropolitana è stata progettata da famosi architetti,  quali Gae Aulenti, Alessandro Mendini, Domenico Orlacchio, con criteri di funzionalità e luminosità, resa soprattutto attraverso  strutture di vetro e di acciaio, ed è stata abbellita da  numerose opere d’arte  contemporanea  che si trovano all’esterno e all’interno delle stazioni, negli atri,  lungo i corridoi, le pareti e  le  banchine del metro. Queste stazioni hanno spesso valorizzato i rioni, armonizzandosi nel contesto  con nuovi giardini, fontane  e parchi gioco, innovativi  elementi di arredo urbano, trasparenti  ascensori e guglie di vetro, superfici maiolicate. I viaggiatori, spesso sconsolati nell’andirivieni quotidiano,  usufruiscono non solo di un mezzo di trasporto, ma  di un originale ed elegante   connubio di arte ed urbanistica. L’arte è a portata di tutti, di chi passa e spassa, si collega e si scollega nei labirinti sotterranei di Napoli.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/frase-Convivio-stazione-dante-napoli-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4823" title="frase Convivio stazione dante- napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/frase-Convivio-stazione-dante-napoli-1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Stazione Dante</strong> è il capolinea della linea 1. Sono ancora in corso i lavori in direzione  di Piazza Garibaldi, sede della stazione ferroviaria, che  si sono più volte fermati a causa di continui ritrovamenti  archeologici. A piazza Dante, detta il Mercatello, tra il ‘500 e il ‘600 si svolgevano i mercati, finchè il Vanvitelli la ricostruì a metà del ‘700 per volere di re Carlo III. In effetti  la statua del re finì in piazza Plebiscito, prima perchè non voluta dai  repubblicani napoletani, poi  perchè soppiantata  dalla statua di Napoleone durante la dominazione francese ed infine da quella di Dante dopo  l’unità d’Italia  .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La piazza è stata  ridisegnata dall’architetto Gae Aulenti, ed è diventata area pedonale con pavimentazione di pietra lavica. La stazione del metro è strutturata su 4 livelli, scende fino a 30 metri di profondità ed è dotata di 13 scale mobili e 5 ascensori. È un’elegante  combinazione di cristallo e di acciaio.  Scendendo verso i binari l’ opera di Joseph Kosuth in  tubolare di neon immortala  una frase del Convivio di Dante : “Lo calore e la luce sono propriamente: perchè solo col viso comprendiamo ciò, e non con altro senso.Queste cose visibili, sì le proprie come le comuni in quanto visibili, vengono dentro a l’occhio- non dico le cose, ma le forme loro- per lo mezzo diafono, non realmente ma intenzionalmente , si quasi come in vetro trasparente.E ne l’acqua ch’e ne la pupilla de l’occhio, questo discorso, che  fa la forma visibile per lo mezzo, si si compiute, perchè quell’acqua è terminata. Quasi </span><span style="color: #000000;">come specchio, che è vetro terminato con piombo-, si che passar più non può, ma quivi, a modo d’una palla, percossa si ferma; si che la forma, che nel mezzo trasparente non pare ( ne l’acqua pare) lucida e terminata”</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/Jannis-Kounellis-11.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4825" title="Jannis Kounellis 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/Jannis-Kounellis-11-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Seguono opere di Nicola De Maria (un mosaico Universo senza bombe, regno dei fiori, 7 angeli rossi), Michelangelo Pistoletto (il bacino Mediterraneo) e olii di Carlo Alfano.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">L’ installazione senza titolo  di  Jannis Kounellis con scarpe di donna e di uomo, cappelli, ecc.. tra  rotaie suscita una libera interpretazione della metafora.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Materdei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4826" title="stazione Materdei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Materdei-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Materdei</strong> è un rione caratterizzato da edifici in stile liberty della prima metà del ‘900 e dalla  chiesa rinascimentale di Santa Maria Mater Dei, da cui deriva il nome. La stazione della metropolitana  l’ha riqualificato con un’area pedonale ricca di verde e di originali elementi di arredo urbano, mosaici, installazioni di ceramica e l’inconfondibile guglia  di acciaio e vetri colorati  dell’Atelier Mendini, che  spicca anche nella stazione di Salvator Rosa (zona Vomero) .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">È una delle stazioni  più colorate della linea 1, come si può vedere dalle serigrafie sulla banchina e dai mosaici che riprendono temi marini.Qui si trovano le opere di Mathelda Balatresi,Anna Gili, Stefano Giovannoni, Robert Gligorov, Denis Santachiara, Innocente e George Sowden.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">  <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-materdei-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4828" title="stazione materdei 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-materdei-1-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-materdei-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4829" title="stazione materdei 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-materdei-2-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Dante.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4830" title="stazione Dante" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Dante-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/Ercole-Farnese-stazione-Museo-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4831" title="Ercole Farnese-stazione Museo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/Ercole-Farnese-stazione-Museo--224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">  </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> <strong>Stazione Museo</strong>, progettata d a Gae Aulenti, porta al Museo Archeologico Nazionale. È inconfondibile  per la riproduzione dell’ Ercole Farnese,che domina  la sala centrale, e l’originale della testa Carafa. Da questa stazione della Linea 1 si può raggiungere la stazione Cavour della Linea 2 della metropolitana attraverso  tapis roulant che si snodano nei lunghi corridoi sotterranei abbelliti dalle foto artistiche di fotografi napoletani.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Nel corridoio che porta al Museo Archeologico si trova l’esposizione permanente  Neapolis, che raccoglie i  reperti archeologici  scoperti durante i lavori di scavo della metropolitana, in particolare nelle stazioni Municipio,Toledo,Università e Duomo. Essi risalgono all’insediamento di Partenope, fondata dai cumani verso la metà del VII secolo a. C. , e di Neapolis tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a. C. (tra questi vasi  in vetro e terracotta,anfore funerarie e per alimenti, i modellini di  tre galere rinvenute in piazza Municipio, resti di abbigliamento di marinai e calzari,epigrafi). Una mostra che in agosto non ho potuto visitare perchè il corridoio era chiuso, ma che di sicuro non mi lascerò sfuggire.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-4-giornate-napoli.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4832" title="stazione 4 giornate- napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-4-giornate-napoli-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Stazione Quattro Giornate</strong> prende il nome dalle quattro giornate d’insurrezione popolare, che si svolse dal 27 al 30 settembre 1943 ed è nota  come la rivolta degli scugnizzi in quanto  i bambini di strada contribuirono alla vittoria. L’uccisione di un ragazzino di tredici anni, Filippo Illuminato, mentre lanciava una bomba contro un blindato tedesco, accese  molto gli animi e indusse tanti a reagire contro gli  occupanti  nazisti e a liberare la città, colpita da pesanti bombardamenti e rastrellamenti,  tant’è che le truppe alleate entrarono in una Napoli già liberata.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Quest’insurrezione del 1943  conferì alla città di Napoli la  Medaglia d’oro al Valor Militare ed è  ricordata  nel  Monumento allo Scugnizzo in piazza della Repubblica.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Sin dall’ingresso la stazione sembra  un museo d’arte moderna, ricco di pannelli di materiali diversi che ricordano le Quattro Giornate di Napoli. Le opere sono di Umberto Manzo, Anna Sargenti, Baldo Diodato, Maurizio Cannavacciuolo, Betty Bee e si trovano sia nel percorso di discesa che di salita.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-quattro-giornate-11.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4834" title="stazione quattro giornate 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-quattro-giornate-11-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-4-giornate-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4835" title="stazione 4  giornate 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-4-giornate-2-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-4-giornate.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4836" title="stazione 4 giornate" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-4-giornate-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Salvator-Rosa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4837" title="stazione Salvator Rosa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Salvator-Rosa-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>La stazione di Salvator Rosa</strong> , nella zona del Vomero, è  stata disegnata dall’Atelier Mendini che ha realizzato  uno splendido abbinamento di arte,  urbanistica e storia . Artisti  napoletani contemporanei della transavanguardia , quali Ernesto Tatafiore e  Mimmo Paladino, hanno  decorato anche gli alti palazzi adiacenti la stazione , valorizzando tutta l’area. La stazione  sembra una chiesa con colorate vetrate ad arco e marmi policromi, circondata da giardini ove spiccano  giochi per bambini , installazioni artistiche, aiuole maiolicate, i   resti romani della via Antiniana che collegava Neapolis e Miseno e di una chiesetta. Molto suggestiva l’opera d’arte moderna delle  Fiat Cinquecento nei pressi dell’ascensore.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/salvator-rosa-.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4838" title="salvator rosa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/salvator-rosa--75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Salvator-Rosa-1-.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4839" title="stazione Salvator  Rosa 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Salvator-Rosa-1--75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/salvator-rosa-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4840" title="salvator rosa  3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/salvator-rosa-3-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-salvator-rosa-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4841" title="stazione salvator rosa 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-salvator-rosa-2-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>La Stazione Vanvitelli</strong> è una delle più frequentate in quanto conduce al popoloso quartiere del Vomero e a  mete turistiche obbligate quali la Certosa di San Martino e Villa Floridiana, ed inoltre vi confluiscono le tre  funicolari che collegano il Vomero  con la parte bassa della città.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Vanvitelli-napoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4842" title="stazione Vanvitelli- napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Vanvitelli-napoli-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">  </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Scendendo verso i binari  si può vedere la spirale con la sequenza numerica  di Fibonacci, realizzata da Merz. Poi  una carovana di animali preistorici , realizzati da Vettor Pisani, i grandi mosaici di Isabelle Ducroite, il masso che rompe il vetro di Giulio Paolini. . Nei corridoi di uscita le foto di Gabriele Basilico e di Olivio Barbieri che riprendono particolari architetture  della città .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-vanvitelli-.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4843" title="stazione vanvitelli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-vanvitelli--100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-vanvitelli1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4845" title="stazione vanvitelli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-vanvitelli1-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Museo-napoli.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4846" title="stazione Museo- napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/09/stazione-Museo-napoli-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Questo è stato uno degli itinerari turistici più sorprendenti che completerò non appena ritornerò a Napoli.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Quinta edizione di  “Terre , acqua e fuoco” (borgo Maiano di sant’Agnello)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 15:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[arte della ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[borgo Maiano]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica durantina]]></category>
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		<category><![CDATA[Sant'Agnello]]></category>
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		<category><![CDATA[Terre acqua e fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Urbania]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>

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		<description><![CDATA[  È  giunta  alla quinta edizione la manifestazione “Terre,acqua e fuoco” che dal 18 al 21 agosto si svolge nell’antico Borgo Maiano di Sant’Agnello (Na), in occasione dei festeggiamenti patronali di San Rocco. Il Comitato per la promozione turistica, culturale ed artigianale e gli abitanti del Borgo Maiano, i maestri ceramisti e gli artisti accolgono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/la-battaglia-di-Anghiari-Enrico-De-Cenzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4771" title="la battaglia di Anghiari-Enrico De Cenzo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/la-battaglia-di-Anghiari-Enrico-De-Cenzo-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">È  giunta  alla quinta edizione la manifestazione <span style="color: #ff6600;">“Terre,acqua e fuoco”</span> che dal <span style="color: #ff6600;">18 al 21 agosto si svolge nell’antico Borgo Maiano di Sant’Agnello (Na), </span>in occasione dei festeggiamenti patronali di San Rocco. Il Comitato per la promozione turistica, culturale ed artigianale e gli abitanti del Borgo Maiano, i maestri ceramisti e gli artisti accolgono i visitatori con esposizioni di ceramiche e prodotti dell’artigianato locale, laboratori dal vivo con maestri d’arte campani e marchigiani, musica e giochi popolari, balli, mostre fotografiche, letture delle poesie di Viviani, degustazione di piatti locali e marchigiani ( crostolo e bostrengo) e la prima edizione del concorso “Polpetta d’oro”.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Angela-Boria-Caltagirone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4772" title="Angela Boria-Caltagirone" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Angela-Boria-Caltagirone-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Anche quest’anno nei cortili delle case e negli agrumeti di Maiano si articola  un percorso espositivo finalizzato alla valorizzazione dell’artigianato e della cultura locale e marchigiana</span>,<span style="color: #000000;"> alla scoperta di antichi sapori, allo scambio culturale tra i ceramisti e gli artisti della Campania,  di Urbania e delle città ospiti nelle precedenti edizioni (Caltagirone, Deruta, Grottaglie Gualdo Tadino).</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/lunione-Pino-Scannapieco.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4773" title="l'unione -Pino Scannapieco" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/lunione-Pino-Scannapieco-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a> </span></p>
<h3> <span style="color: #000000;">Durante questi anni  il Comitato promotore ha fatto tesoro delle esperienze maturate con il gemellaggio artistico con città ricche di arte e  storia, e proprio in questa quinta edizione consegue il meritato traguardo   della pubblica presentazione del  progetto di riqualificazione  del borgo. Scambi non solo culturali e commerciali, ma collaborazioni tra gente che ama le proprie radici e  vuole salvaguardare usi e costumi, antichi mestieri,  attività artigianali d’eccellenza recuperate, arricchite, rinnovate  anche in  nuove forme espressive .</span></h3>
<p> </p>
<h3> <span style="color: #000000;">Il rione Maiano comprende molti vicoli caratteristici , sui quali si affacciano le tipiche case di tufo, alcune rimaste come erano in origine, coi grossi portoni di piperno che s’aprono su cortili interni . A tutt’oggi in questo borgo sopravvive la lavorazione dei mattoni, risalente all’epoca romana ed esportati in ogni parte d’Italia per la costruzione di camini e forni, l’antica devozione a san Rocco che liberò Sant’Agnello dal colera nel 1836 e 1837 e dalla tremenda peste del 1656 , e la tradizionale sagra  gastronomica della polpetta che consta di circa 20 ingredienti   ( sulla storia e sulla polpetta di Maiano <a title="Terre, acqua e fuoco ( borgo Maiano di Sant’Agnello) " href="http://www.skipblog.it/2009/08/22/%e2%80%9cterre-acqua-e-fuoco%e2%80%9d-borgo-maiano-di-santagnello/">vedi qui</a>).</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/artigianato-artistico-sorrentino.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4775" title="artigianato artistico sorrentino" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/artigianato-artistico-sorrentino-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/arte-del-tombolo-Marialuigia-Maresca.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4776" title="arte del tombolo-Marialuigia Maresca" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/arte-del-tombolo-Marialuigia-Maresca-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/artigianato-artistico-sorrentino-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4777" title="artigianato artistico sorrentino 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/artigianato-artistico-sorrentino-2-100x96.jpg" alt="" width="100" height="96" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/fornace.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4778" title="fornace" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/fornace-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Situata nel nord delle Marche, nell’alta valle del fiume Metauro, nel 1636 Casteldurante, dominata dai duchi di Urbino, diventò Urbania in onore del papa Urbano VIII e fu elevata a città e diocesi “per la civiltà degli abitanti e la bellezza del luogo”.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4779" title="ceramica durantina" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">In effetti Urbania cambiò nome più volte: Urbinum Metaurense, forse municipio romano, poi nel medioevo fino al XIII secolo Castel delle Ripe, quindi Casteldurante dal 1284 ed infine Urbania .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Castel delle Ripe, fedele al partito guelfo, si trovò in conflitto con la vicina Urbino e fu distrutta  da Galasso da Montefeltro nel 1277. Per volere del papa Martino IV, Guglielmo Durante, Uditore delle Romagne e vescovo di Mende, la fece ricostruire sulle rive del Metauro dal 1280. Pian piano Casteldurante acquistò autonomia e potere e fece parte del Ducato di Urbino sotto la signoria dei Montefeltro nel Quattrocento e dei Della Rovere nel Cinquecento.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4780" title="ceramica durantina 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-4-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Proprio nel Cinquecento Casteldurante fu caratterizzata da una raffinata produzione di maioliche del Rinascimento, richieste da committenti italiani ed europei. Qui sorgevano ben 40 forni ove  150 maiolicari, tra cui abili incisori e pittori, producevano fini ceramiche e splendide maioliche istoriate  che hanno reso grande l’arte dei maestri durantini fino ad oggi. Questi, oltre a creare decorazioni proprie, si cimentavano nell’illustrazione delle historie, cioè dei racconti mitologici e biblici, con un gusto raffinato ed innovativo che diede il nome allo stile istoriato che ben presto fu conosciuto in tutta Europa.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> Piatti,ciotole,bacili,anfore,boccali erano decorati con fiori, stemmi, festoni, historie, cerquate (decorazioni con rami e foglie di quercia  in omaggio dei duchi di Urbino)</span>,<span style="color: #000000;"> e dipinti con una gamma di colori che spaziava dal verde al giallo, dall’arancione al blu fino al bianco su bianco. L’arte  della ceramica  visse un periodo d’oro ancora nel Seicento ma a fine Settecento si ridusse ad una produzione di oggetti di uso comune, mentre  nell’Ottocento e nel Novecento molte ceramiche furono esportate e appartengono ormai a collezioni pubbliche e private. Nel secondo dopoguerra Federico Melis ripropose la tradizione della maiolica nella scuola artigiana Arte Ceramica Metauro e alla fine degli anni’60 don Corrado Leonardi fondò il Centro Piccolpasso che ha formato una nuova generazione di ceramisti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Dal 1994 Urbania è uno dei 36 comuni riconosciuti “Città di Antica Tradizione Ceramica”, rinomata per il Museo Diocesano che custodisce una preziosa raccolta di ceramiche del passato, e per la recente produzione di ceramiche  che vede la sperimentazione di nuovi materiali e  tecniche .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La sempre più consolidata manifestazione “Terre, acqua e fuoco” è un incontro tra realtà e culture  diverse che  rendono più significativo il presente. </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4782" title="ceramica durantina 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-2-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4783" title="ceramica durantina 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-3-100x84.jpg" alt="" width="100" height="84" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-5.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4784" title="ceramica durantina 5" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ceramica-durantina-5-96x100.jpg" alt="" width="96" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/terre-acqua-e-fuoco-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4785" title="terre acqua e fuoco 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/terre-acqua-e-fuoco-1-86x100.jpg" alt="" width="86" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/terre-acqua-e-fuoco-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4786" title="terre acqua e fuoco 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/terre-acqua-e-fuoco-3-90x100.jpg" alt="" width="90" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/terreacqua-e-fuoco.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4787" title="terre,acqua e fuoco" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/terreacqua-e-fuoco-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/maestri-campani.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4788" title="maestri campani" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/maestri-campani-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/sirena-Elisabetta-Surico.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4789" title="sirena- Elisabetta Surico" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/sirena-Elisabetta-Surico-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Canova-omage-Margherita-Ianuario.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4790" title="Canova omage- Margherita Ianuario" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Canova-omage-Margherita-Ianuario-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>L’incostante bellezza del Rione Sanità:  Palazzo Sanfelice e  Palazzo dello Spagnolo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 22:31:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Già al tempo degli Angioini le scale erano un elemento importante dei palazzi napoletani ma  dall’inizio del XVII secolo il barocco straripò in forme incredibilmente originali anche nelle scale. A dir poco spettacolari sono quelle progettate da Ferdinando Sanfelice (1675- 1748),  figura straordinaria dell’architettura civile. Se la doppia scala a rampa della chiesa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Palazzo-Sanfelice2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4750" title="Palazzo Sanfelice" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Palazzo-Sanfelice2.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Già al tempo degli Angioini le scale erano un elemento importante dei palazzi napoletani ma  dall’inizio del XVII secolo il barocco straripò in forme incredibilmente originali anche nelle scale. A dir poco spettacolari sono quelle progettate da Ferdinando Sanfelice (1675- 1748),  figura straordinaria dell’architettura civile. Se la doppia scala a rampa della <a title="chiesa di san giovanni a carbonara, Napoli in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2011/08/14/chiesa-di-san-giovanni-a-carbonara-napoli/">chiesa di san Giovanni a Carbonara </a>sembra abbracciare il visitatore per accompagnarlo verso i portali, altra cosa sono le scale di <a title="Palazzo Sanfelice in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Sanfelice">palazzo Sanfelice </a>e  del <a title="Palazzo dello Spagnolo in wikipedia.org" href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_dello_Spagnolo">palazzo dello Spagnuolo</a>. Qui la scala diviene un elemento architettonico  portante, quasi scenografico, più importante della facciata dei palazzi, che nel  gioco di di trasparenza, di pieni e vuoti resi dall’intreccio di archi, rampe e volte a vista, come una trina cattura lo sguardo del visitatore.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/scala-palazzo-sanfelice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4751" title="scala palazzo sanfelice" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/scala-palazzo-sanfelice-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;"> Tra il 1724 e il 1726 l’architetto Sanfelice costruì un palazzo per la propria famiglia nel rione della Sanità, famoso per l’aria salubre. In effetti  l’edificio consta di due corpi distinti, uniti dalla facciata principale sulla quale due ingressi si aprono  in via Arena alla Sanità, n. 2 e n. 6. Tra le  due coppie di sirene  che sorreggono i balconi del primo piano ci sono iscrizioni  di Matteo Egizio  che decantano l’opera del Sanfelice. I palazzi sono molto diversi all’interno. Uno ha un cortile a pianta ottagonale dal quale parte una scalinata a doppia rampa. Purtroppo questo corpo ha subito antiestetici  rimaneggiamenti che fanno piangere il cuore. L’altro cortile è molto più ampio, e da qui parte una grande scala ad ali di falco con cinque arcate per piano che ricorda un po’ lo splendido palazzo dello Spagnuolo, che fa tutto un altro effetto. La scala prende luce anche dal giardino retrostante.  Si sa che all’interno del palazzo c’erano affreschi di Francesco Solimena  e nella cappella privata le quattro statue delle stagioni,andate perdute, attribuite alla scuola di Giuseppe  Sanmartino.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Nello scoprire questi due palazzi  ho provato stupore ma allo stesso tempo impotenza di fronte allo sfregio dell’incuria per questo patrimonio architettonico ancora imponente, nonostante tutto, che ho associato alle pesanti occhiaie di un volto dai lineamenti delicati.</span>  </h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-sanfelice-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4753" title="palazzo sanfelice 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-sanfelice-2-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-sanfelice-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4754" title="palazzo sanfelice 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-sanfelice-4-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/particolare-palazzo-sanfelice.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4755" title="particolare palazzo sanfelice" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/particolare-palazzo-sanfelice-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-sanfelice-dal-cortile.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4756" title="palazzo sanfelice dal cortile" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-sanfelice-dal-cortile-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/giardino-palazzo-sanfelice.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4757" title="giardino palazzo sanfelice" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/giardino-palazzo-sanfelice-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Una sensazione molto diversa si prova in via dei Virgini 19, sempre nel rione della Sanità,  accedendo al cortile del  palazzo dello Spagnuolo che mi ha strappato un “Quant’è bbbello” in concomitanza ad un grido di meraviglia di  una turista, che poi mi ha chiesto di scattarle  una foto sulla scalinata.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Palazzo-dello-Spagnolo-Napoli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4758" title="Palazzo dello Spagnolo-Napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/Palazzo-dello-Spagnolo-Napoli.jpg" alt="" width="336" height="448" /></a></span></h3>
<p> </p>
<h3><span style="color: #000000;">Il palazzo fu costruito nel 1738 per volere del marchese Nicola Moscati e molte fonti ritengono che sia stato progettato dal Sanfelice. Nel 1759 fu ereditato da Giuseppe Moscati, il medico che non esitò ad investire ricchezze e patrimonio nella cura dei poveri. Ben presto i Moscati  persero  prestigio economico e così il tribunale  decise di vendere alcuni appartamenti ai loro creditori. Tra questi c’era don Tomaso Atienta, detto lo Spagnolo, che nel 1813 lo fece ampliare e lo arricchì di affreschi sulle pareti e sui soffitti e preziosi arredi, andati perduti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4759" title="palazzo dello spagnolo 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-3-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">  </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Più tardi il palazzo fu messo all’asta e a metà dell’ottocento era quasi tutto di proprietà della famiglia Costa. Nel 1925 fu dichiarato monumento nazionale in occasione della visita di  re Umberto di Savoia. Fu valorizzato da lavori di restauro  negli anni sessanta e dopo il terremoto del 1980, finchè dal 1997 lo scultore Perez, proprietario di  un appartamento, riuscì a recuperare antiche decorazioni nascoste dai vari e selvaggi rimaneggiamenti. La scala a doppia rampa con le cinque aperture per piano ricorda molto quella del palazzo Sanfelice. Essa separa due cortili, quello più interno è in pessimo stato.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-6.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4760" title="palazzo dello spagnolo 6" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-6-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3> <span style="color: #000000;">Lunette, stucchi, medaglioni con busti e motivi floreali, tipicamente roccocò, sono attribuiti ad   Aniello Prezioso che nel 1742 impreziosì  la scala. In passato il  palazzo ha ospitato l’Istituto e il Museo delle guarattelle, cioè delle marionette, tradizione di origine spagnola che attecchì facilmente a Napoli. Al secondo e terzo piano si aprirà, chissà quando, un museo dedicato a Totò, nato nel rione Sanità.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Due palazzi  rappresentano lo stesso passato ma due diversi aspetti del presente. A questo pensavo mentre li osservavo e mi sono tornate in mente le parole del tassista che mi aveva rassicurato dicendo: ” Signò, cà  nun ve succede niente” . Altri diversi aspetti dell’incostante bellezza del Rione Sanità.</span> </h3>
<p> </p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4761" title="palazzo dello spagnolo 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-1-napoli.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4762" title="palazzo dello spagnolo 1- napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-1-napoli-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4763" title="palazzo dello spagnolo 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-2-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4764" title="palazzo dello spagnolo 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-dello-spagnolo-4-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/particolare-palazzo-dello-spagnolo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4765" title="particolare palazzo dello spagnolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/particolare-palazzo-dello-spagnolo-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></p>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Napoli</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 13:11:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via San Giovanni a Carbonara, in origine aperta fuori dalle mura della città, fino alla fine del medioevo fu destinata alla raccolta e combustione dei rifiuti (storia vecchia!). Su un terreno donato dal nobiluomo Gualtiero Galeota  gli Agostiniani iniziarono a costruire nel 1343   una chiesa ed un convento che furono ultimati all’inizio del XV secolo durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/chiesa-san-Giovanni-a-Carbonara-Napoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4722" title="chiesa san Giovanni a  Carbonara-Napoli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/chiesa-san-Giovanni-a-Carbonara-Napoli-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Via San Giovanni a Carbonara, in origine aperta fuori dalle mura della città, fino alla fine del medioevo fu destinata </span><span style="color: #000000;">alla raccolta e combustione dei rifiuti (storia vecchia!). Su un terreno donato dal nobiluomo Gualtiero Galeota  gli Agostiniani iniziarono a costruire nel 1343   una chiesa ed un convento che furono ultimati all’inizio del XV secolo durante il regno di re Ladislao d’Angiò- Durazzo. Questo è uno dei <a title="chiesa di san Giovanni a Carbonara in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giovanni_a_Carbonara">complessi religiosi </a>più particolari e  belli della Napoli del Quattro e del Cinquecento, realizzato in molteplici periodi.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Vi si accede da una scala ellittica a doppia rampa del 1707 , frutto dell’ingegno di Ferdinando Sanfelice, un  grande architetto che trasformò le scale in un elemento architettonico scenografico. La scalinata conduce alla cappella di Santa Monica (XIV secolo) ove si trova il sepolcro di Ruggero Sanseverino realizzato da Andrea da Firenze. La chiesa fu nascosta dalla costruzione della cappella Somma del XVI secolo e pertanto vi si accede dal portale laterale ornato da testine di animali e foglie, da stemmi angioini e dal sole splendente  dei Caracciolo.</span></h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/particolare-scala-di-Sanfelice.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4724" title="particolare scala di Sanfelice" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/particolare-scala-di-Sanfelice-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/portale-cappella-santa-monica1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4725" title="portale cappella santa monica" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/portale-cappella-santa-monica1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-re-ladislao-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4728" title="monumento re ladislao 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-re-ladislao-2-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;">L’edificio consta di un’unica navata a croce latina con cappelle aggiunte e,  soprattutto nel presbiterio, conserva l’originaria struttura gotica. In fondo spicca il monumento funebre  del re di Napoli  Ladislao (1428), espressione artistica del primo Rinascimento, caratterizzato da logge, nicchie, sculture, figure allegoriche come le quattro Virtù poste alla base. È ornato dalle statue di Ladislao e di sua sorella Giovanna II, che gli successe e gli  dedicò l’imponente monumento funebre, alto 18 metri e sormontato da un re a cavallo che, cosa piuttosto rara da vedersi in</span><br />
<span style="color: #000000;">una chiesa,  brandisce una spada. La parete laterale all’altare ospita la Crocefissione del Vasari.</span></h3>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-funebre-re-ladislao-san-giovanni-a-carbonara1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4729" title="monumento funebre re ladislao san giovanni a carbonara" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-funebre-re-ladislao-san-giovanni-a-carbonara1-58x100.jpg" alt="" width="58" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-re-ladislao-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4730" title="monumento re ladislao 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-re-ladislao-1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-re-Ladislao.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4731" title="monumento re Ladislao" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/monumento-re-Ladislao-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/pavimento-maiolicato-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4732" title="pavimento maiolicato" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/pavimento-maiolicato-.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;">Oltrepassando il sepolcro del re, si accede all’abside che ospita la splendida cappella Caracciolo del Sole (1427) a pianta ottagonale. Qui si trova  un altro sepolcro, attribuito ad Andrea da Firenze (1443), eretto per  l’amante della regina Giovanna II, Ser Gianni Caracciolo, assassinato  nel 1432.</span></h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/sepolcro-Sergianni-Caracciolo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4734" title="sepolcro Sergianni Caracciolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/sepolcro-Sergianni-Caracciolo1-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Incantevole nelle tante sfumature del blu è il pavimento maiolicato di stile toscano , interessanti sono gli affreschi murali di Leonardo da Besozzo e Perinetto da Benevento raffiguranti le storie della Vergine e scene di vita eremitica. A lato del presbiterio si apre la cappella Caracciolo di Vico in puro stile rinascimentale (ultimata nel 1516). È a pianta circolare e  ricca di arcate, colonne, nicchie, sarcofagi, statue raffiguranti gli esponenti del casato Caracciolo. Di fronte all’entrata della chiesa si trova l’altare di Miroballo di scuola lombarda ,iniziato nel XVI</span><br />
<span style="color: #000000;">secolo da Jacopo della Pila e terminato da Tommaso Malvito. Racchiude  un imponente gruppo di statue ed   è decorato con scene della vita di san Nicola da Tolentino, dipinte nel Quattrocento,  una Vergine con Bambino di Michelangelo  Naccherino (1601) e le statue di sant’Agostino e san Giovanni Battista di Annibale Caccavello. </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La cappella di Somma a sinistra dell’ingresso fu eretta tra il 1557 e il 1566 su disegno del D&#8217;Auria e dal Caccavello, che realizzarono rispettivamente la parte inferiore dell&#8217;altare (Assunta) e il sepolcro di Scipione di Somma<em> </em> di fronte alla porta di accesso.</span></h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/cappella-Sergianni-Caracciolo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4736" title="cappella Sergianni Caracciolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/cappella-Sergianni-Caracciolo-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/cappella-di-Somma.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4737" title="cappella di Somma" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/cappella-di-Somma-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/cappella-Caracciolo-di-Vico.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4738" title="cappella Caracciolo di Vico" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/cappella-Caracciolo-di-Vico-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/altare-Miroballo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4739" title="altare Miroballo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2011/08/altare-Miroballo-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
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<h3><span style="color: #000000;">Scendendo a piedi dal rione Sanità,  mi ha attratto la scala monumentale  della Chiesa di San Giovanni a Carbonara che ho poi visitato.  Ogni volta che vado a Napoli, da turista fai da te, scopro sempre qualche raffinata bellezza nascosta, perciò mi affascina questa città che si concede un po’ alla volta nei suoi quartieri più popolosi e nelle oltre cinquecento chiese, nonostante altri clamori sviino l’attenzione su altri fronti. Napoli si ama o si odia, senza mezze misure. Napoli meraviglia nel bene e nel male, è un sorriso compiaciuto e un pugno allo stomaco, una metropoli dalle emozioni contrastanti e contraddittorie che ti scaraventano dal buio alla luce quando meno te l’aspetti. Una città che ti fa abbassare lo sguardo per la vergogna e ti solleva lo spirito di fronte a capolavori dimenticati o repressi nel suo ventre, che meriterebbero altra memoria, e ti commuovono come quando riconosci un talento o un cuore gentile  in una persona che a prima vista appare insignificante.</span><br />
<span style="color: #000000;">Quando arrivi a Napoli percepisci la confusione del rumore e del movimento,  quando te ne vai porti dentro il fascino intrigante delle razze miste, il languore di una gloria passata che la mala sorte non riesce a rovinare del tutto, come la sensazione di un bacio rubato.</span></h3>
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