<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Skip blog &#187; politica</title>
	<atom:link href="http://www.skipblog.it/category/politica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.skipblog.it</link>
	<description>Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo...</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jul 2010 20:02:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator>
		<item>
		<title>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/07/05/quousque-tandem-abutere-catilina-patientia-nostra/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2010/07/05/quousque-tandem-abutere-catilina-patientia-nostra/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 23:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[casta politica]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[manovra finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[risanamento dei conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[sacrificio]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[tagli alla scuola pubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=3156</guid>
		<description><![CDATA[Finalmente è arrivato il  caldo afoso dell’estate che garantirà saune gratuite per tutti e conseguente  espulsione di tossine. Le notizie più o meno recenti  hanno reso bollenti gli animi , ma forse non è il caso di essere pessimisti. Arrabbiati sì.  Il tormentone di quest’estate “è  tempo di sacrifici per qualche categoria di lavoratori più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">Finalmente è arrivato il  caldo afoso dell’estate che garantirà saune gratuite per tutti e conseguente  espulsione di tossine. Le notizie più o meno recenti  hanno reso bollenti gli animi , ma forse non è il caso di essere pessimisti. Arrabbiati sì.  Il tormentone di quest’estate “è  tempo di sacrifici per qualche categoria di lavoratori più che per altre”, accompagnato dal barrito di una  vuvuzela. Dal bailamme mediatico ho capito che i parlamentari sono iperdotati  dipendenti delle PA,  lavoratori indefessi spesso  impegnati nelle amministrazioni centrali e periferiche, in libere professioni e docenza, che per i magistrati saranno previsti gli scatti di carriera-pensione, che le tredicesime delle forze dell’ordine non saranno toccate grazie  anche al pronto intervento delle associazioni sindacali di categoria e del  tuonante Ministro della Difesa. Le proposte, prontamente bocciate, erano solo  refusi, semplici errori di distrazione. Come i miei che, quando digito in fretta, spesso inverto le lettere. Il caldo fiacca per cui  aspetto che qualche capa,  più fresca delle altre, si accorga  del  refuso  pure per gli insegnanti che lavoreranno invisibilmente per tre anni con blocco del contratto collettivo nazionale e  congelamento degli scatti di anzianità. Poi auspico che qualcuno, ancora più attento,  ci garantirà il congelamento dei prezzi nel triennio per evitare che i cosiddetti sacrifici  divengano una mattanza .Nelle botte e risposte tra i manovratori e i manovrati non ho sentito- ma forse mi è sfuggito-  il Ministro della Pubblica Istruzione. Forse la cosiddetta meritocrazia si ridurrà al dovere di fedeltà allo Stato e alla condotta di adoprarsi per il buon funzionamento della P. A. a carico dei dipendenti pubblici, insegnanti compresi.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Nell’accezione religiosa il sacrificio indicava la rinuncia  a un bene  per ingraziarsi qualche entità sovrumana. Gli insegnanti restano figli di un dio minore. Più comunemente il sacrifico sottende uno sforzo, una rinuncia a qualcosa in vista di un fine che, in tal caso,  sarebbe il risanamento dei conti pubblici e la riduzione delle spese del pubblico impiego. Mi pare giusto. Dobbiamo pagare per coloro ai quali nonsisachi ha concesso le baby pensioni e ora svolgono altre attività,  che magari per magia o qualche strano effetto ottico non risultano. Si sa- il caldo tira brutti scherzi. Ma è bene guardare al bicchiere mezzo pieno, non alla parte  mezza vuota. È giusto pagare per le responsabilità altrui e per politiche poco accorte di chi ha indetto concorsi su concorsi e continua a sprecare in convegni e consulenze? Pare di sì.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Allora sarà meglio prendersela con calma , senza affaticarsi troppo, come coloro che hanno lavorato finora con scarso senso di responsabilità e per i quali non cambia mai nulla. Si fa presto a livellare tutti indistintamente e a prelevare facilmente da buste paghe trasparenti. In fondo ci ringiovaniscono di tre anni facendo saltare  lo sviluppo professionale di anzianità del triennio. Del resto per operare coi ragazzi bisogna sentirsi giovani ma sinceramente preferirei un   anno sabbatico in una beauty farm .  Invece i magistrati possono invecchiare beatamente,  come i vecchi saggi di una volta chiamati al governo della città.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Sono sicura che gli insegnanti continueranno ad educare, a trasmettere il rispetto per le istituzioni e la legalità. Fino a diventare un esercito di Pinocchi che mentiranno quotidianamente a se stessi .Un esercito di signori e signore che metterà da parte il senso di rivalsa per una mortificazione  percepita come socialmente ingiusta. Figli illegittimi della stessa PA alla quale appartiene la casta blindata, la più affollata e strapagata d’Europa. Un bel primato! E basta chiedere spiegazioni di quel che gli accatastati dicono e hanno detto , fanno o hanno fatto. La dea  della discrezione , Santa Privacy, va tutelata. Scusate l’impertinenza,  ma gli accatastati che avranno tanto da dirsi per telefono? Risparmino  un po’ sulle bollette pure loro. Che diamine! Sempre lì a ciappettare con Tizio, Caio e Sempronio e a fare scervellare di nervi e risate chi si preoccupa del buon andamento della Res Publica. Metteteli in mondovisione ‘sti telefoni roventi, intercettateci tutti  e non se ne parli più.  Chi non ha niente da nascondere non si preoccuperà certo se si scopriranno le sue solite noiose raccomandazioni, indiscreti pettegolezzi, battibecchi coniugali e qualche cornetto.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Modestamente vorrei contribuire pure io allo sciorinamento di consigli per fare fronte al deficit pubblico.  sollecitando un decreto legge, urgentissimo, sull’incompatibilità e il divieto di cumulo di incarichi da parte dei parlamentari, come è già previsto a carico dei dipendenti pubblici. Senza alcuna richiesta,  né concessione di autorizzazione. La carriera politica di parlamentare potrebbe divenire incompatibile con quella a livello locale ( e non solo viceversa , come lo è attualmente), con l’occupazione di   cattedre universitarie e lo svolgimento di libere professioni. Si eviterebbero conflitti di interessi e clientele di vario genere, ma soprattutto si tutelerebbe la salute di  operatori multi tasking, a rischio di esaurimento e inclini a frequenti refusi, o virtualmente stra impegnati, visto che il teletrasporto e la clonazione umana  non sono stati ancora inventati. In tal modo non ci sarebbero invadenti assi piglia tutto,si creerebbero molti posti di lavoro con un ricambio generazionale in tanti settori e, dulcis in fundo,  i tagli sarebbero più equamente distribuiti,  ripartiti tra coloro che potrebbero maggiormente contribuire a risollevare il debito pubblico. Inoltre il diritto alla pensione non dovrebbe maturare dopo qualche anno di mandato, ma alla soglia dei 60 anni. Si potrebbe chiedere inoltre ai manovrati  se le loro trattenute debbano concorrere a mantenere vitalizi, agevolazioni, diarie, indennità ,mega scorte, auto blu del popolo delle Camere. Nessuno pensa di sfoltirlo e di ridurgli  gli emolumenti?  Strano che finora  le menti, eccelse nell’individuare sacrifici dovuti e imposti ad altre categorie, non abbiano  ancora pensato ad istituire un conto corrente o una mensile maratona televisiva di Telethon ove devolvere generose offerte per fronteggiare il debito pubblico in attesa di emendamenti della manovra finanziaria.  Un magnanimo intervento assistenzialista, anche degli evasori fiscali , sarebbe ben accetto per prevenire   fastidiosi ed improvvisi mal di pancia di tanti “fannulloni” che potrebbero costringere altri  lavoratori a recarsi in fabbrica, negli uffici, nelle caserme e negli ospedali con la prole al seguito, a meno che non riescano a provvedervi last minute in altro modo.  Scuole senza insegnanti, né supplenti, né bidelli che un bel giorno potrebbero essere afflitti da una contagiosa ed improvvisa  epidemia che  farebbe saltare il Paese e le statistiche sull’assenteismo di Brunetta. Un debito morale da onorare per rispetto di se stessi e per fedeltà a quello Stato in cui hanno creduto e  vorrebbero servire, senza essere servili, in nome di quei principi di dignità dei lavoratori e di uguaglianza dei cittadini. Uno Stato che non legalizza due pesi e due misure all’interno della stessa P. A. e faccia valere  <strong>l’art. 53  Cost “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”che sancisce un principio fondamentale del nostro ordinamento tributario  per cui le prestazioni tributarie devono gravare in modo uniforme su soggetti che dispongono della stessa capacità contributiva e in modo differente (criterio della progressività) su soggetti che dispongono di capacità diverse. </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> Chi  ha l’onore e l’onere di rappresentare gli elettori sia all’altezza del mandato perché ha già più volte perso credibilità, dando prova di perseguire interessi personali , nemmeno più quelli del partito. Altro che principio del buon padre di famiglia. Potrebbe essere il  titolo per un nuovo reality: “Il buon padre di famiglia” in cui  un politico si trovi a gestire  una famiglia di 3 o 4 persone con uno  stipendio mensile.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<blockquote>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?</strong> Q<strong>uamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?</strong> <em> </em></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><em>Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?</em> <em>Quanto a lungo ancora codesto tuo furore si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?&#8221;.</em> (Cicerone, 1 Catilinaria).</span></h3>
</blockquote>
<h3></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2010/07/05/quousque-tandem-abutere-catilina-patientia-nostra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non si può abrogare la serietà</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/03/28/non-si-puo-abrogare-la-serieta/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2010/03/28/non-si-puo-abrogare-la-serieta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 10:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi morale]]></category>
		<category><![CDATA[diritto dovere]]></category>
		<category><![CDATA[Don Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[elettori]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[politici italiani]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2859</guid>
		<description><![CDATA[Oggi si aprono le danze. Mi ricordo di domenica scorsa quando su corriere.it ho seguito in diretta la manifestazione che si è svolta a Milano, promossa da Libera, per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Dal 1995 i familiari  delle vittime si incontrano per trovare la forza di elaborare il lutto e continuare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Oggi si aprono le danze.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Mi ricordo di domenica scorsa quando su corriere.it ho seguito in diretta la manifestazione che si è svolta a Milano, promossa da Libera,<strong> per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie</strong>. Dal 1995 i familiari  delle vittime si incontrano per trovare la forza di elaborare il lutto e continuare a ricercare giustizia per chi è caduto facendo il suo dovere di cittadino, che credeva nella legalità. Uomini, donne e ragazzi, colpevoli di avere resistito, di avere denunciato, di essersi opposti alle mafie. Ovunque. Sono intervenuti anche  figli di desaparecidos dell’America latina e il  figlio della scomoda giornalista Anna Politkovskaja. Mi sono commossa durante la lettura dei nomi delle 900 vittime della mafia e il discorso di Don Ciotti.Mi sono commossa per coloro che aspettano ancora giustizia e sperano. Don Luigi Ciotti, già scortato da vent&#8217;anni per avere osato mettere in piedi una rete antimafia solidale e soprattutto efficace, ha lanciato un appello perché magistrati e forze di polizia non siano lasciati soli nella lotta alle tante mafie e alla loro infiltrazione nelle istituzioni, nell&#8217;economia e nella società italiana. Ha chiesto che la politica torni ad essere politica con la “p” maiuscola che sappia fare a meno di darsi codici etici perchè deve rispondere al codice della propria coscienza. “Si fa fatica a parlare del problema del lavoro, dell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, dell’indipendenza degli organi istituzionali, della libertà di informazione. Con umiltà non si può né si deve tacere contro una democrazia a doppio registro, forte coi deboli e conciliante coi potenti” . Oltre ad una crisi economica c’è una crisi morale in cui le tangenti e cotangenti, appalti, pressioni  fanno parte di un sistema tollerato, quasi giustificato a diversi livelli, perché mal comune è mezzo gaudio, mentre i bei principi sono ridotti a slogan e  le tante parole  sono ritrattate all’opposto significato, a seconda della convenienza del momento. Quanto tempo perso dai nostri politicanti a emettere decreti per tutelare i diritti di alcuni, a fare una politica a tavolino mentre piccoli imprenditori e disoccupati compiono gesti estremi, impossibilitati ad accedere alle banche a differenza dei delinquenti dai colletti bianchi,  mentre permane degrado sociale e culturale fomentato da sbandieratori di vessilli, pronti a ricordarci l’amore di patria,  i principi della Costituzione, la sovranità del popolo ai quali danno un significato politicamente contraddittorio. Finchè nelle liste ci saranno persone con pendenze giudiziarie, con comportamenti e frequentazioni incoerenti, la politica di certi personaggi non è credibile. Purtroppo questi  simboleggiano schieramenti di ambo le parti, e rischiano di annullare il lavoro onesto degli altri e dei nuovi candidati, animati da belle speranze. I compagni di partito affossano e sostengono,  invece di scalciare come ciucci e farli decollare fuori dalle istituzioni. Essere servili in giochi di potere non significa servire, né rappresentare lo Stato. Ci sono dinamiche troppo concilianti all’interno dei partiti, che si autoassolvono proponendo gente che riscuote voti e  consensi popolari. A quale prezzo e in quale modo non è dato sapere. Non ci rappresentano coloro che ottengono voti in cambio di favori di ogni sorta alla faccia mia, nostra e vostra, cari elettori ed elettrici. Si fa fatica ad ascoltare 900 nomi di donne, uomini e ragazzi , le cui morti spesso risultano ancora senza mandanti. Si fa fatica a credere che ogni forma di violenza e discriminazione siano solo espressione di teppismo.  “Normale sia l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle leggi. Bisogna  sostenere, incoraggiare, distinguere e riconoscere le cose positive, educare  ed educarci  ad esse e ricorrere alla denuncia quando non lo sono”. È  questione di serietà, termine aborrito come sinonimo di anacronistico moralismo bacchettante.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">“È una persona seria” tuona vox populi. Lo stesso popolo così indulgente coi potenti che vota e così censore con i cittadini comuni, che  passa al setaccio nella loro sfera pubblica e privata. Ebbene per parlare bisogna essere in condizione di poterlo fare. Non è questione di moralismo ma di reciproca serietà. Quella conquistata personalmente con le proprie forze e risorse e che ci viene chiesta tutti i giorni nel nostro piccolo raggio d’azione. Nessuna maldicenza, pregiudizio, ignoranza, invidia può intaccare <span style="color: #0000ff;">la credibilità di chi è coerentemente serio</span>. Si fa fatica ad esserlo nell’essere e nel fare , ma ne vale la pena se non altro per acquisire il diritto di replica. Se non si è all’altezza del mandato, si cambia strada, non si sgomita, né si declama. La rispettabilità si guadagna con lealtà e coi fatti,  senza invettive, volgarità, pressioni, minacce. Questo è ciò che fa la differenza, e non passa mai di moda, anche se vogliono farci credere il contrario. Si fa fatica ad ascoltare 900 nomi di comuni cittadini, ma serve a ricordarci ben altro. Il diritto- dovere di voto consente di esprimerci  e <a title="tessere elettorali sala giochi napoli in corriere.it" href="http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_27/tessere-elettorali-sala-giochi-napoli_158c0ce6-39c4-11df-862c-00144f02aabe.shtml" target="_blank">non deve essere barattato in cambio di  promesse di case popolari, lavoro, favori, guadagni.</a> Se si accetta questo sistema, è inutile poi lamentarsi. Casa, salute, lavoro ed istruzione non sono benevole concessioni da parte degli eletti, ma sono diritti dei cittadini che i rappresentanti politici di qualsiasi schieramento hanno il dovere di promuovere e garantire. Si dovrebbero dare per scontati in qualsiasi programma elettorale, invece che farsene un baluardo.  Le tanto decantate riforme sul sistema elettorale dalle liste bloccate, grazie alle quali in alcune regioni sono risultati eletti candidati collusi con l’antistato mafioso o hanno consentito ad alcuni indagati di riproporsi <span style="color: #000000;">( <a title="come si vota regionali in corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/come-si-vota-regionali_a4eda0fc-216e-11df-8195-00144f02aabe.shtml" target="_blank">e forse, non a caso, le modalità di voto non sono uniformi in tutte le regioni italiane</a>) ,  la rifor</span>ma sugli enti locali, la riforma della giustizia  non sono state fatte.   Solo decreti mirati, urlati e spesso raffazzonati,  non finalizzati al bene della collettività. Credibilità? Qui ci vuole un atto di fede e una schiera di ciucci scalpitanti che facciano valere i principi sanciti dalla Costituzione.  Quelle 900 persone e tante altre , indirettamente vittime di una mentalità che privilegia l’interesse di parte invece che quello comune, meritano una risposta forte e chiara di <a title="lazio caos scrutinio in corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/lazio-caos-scrutinio_5e3309c6-39e8-11df-862c-00144f02aabe.shtml" target="_blank">rispetto delle leggi e delle regole</a>, improntata ad un senso di responsabilità personale ed istituzionale. Lo Stato siamo anche noi e tutti coloro che ci hanno creduto.</span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2010/03/28/non-si-puo-abrogare-la-serieta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che aria tira&#8230;</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/03/27/che-aria-tira/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2010/03/27/che-aria-tira/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 08:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[casta politica]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi morale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[partiti]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[province]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2853</guid>
		<description><![CDATA[Non credevo di essere così popolare  In verità lo sono pure il consorte e mia figlia e pure tutti voi.  Qualche giorno fa ho sbirciato nella cassetta delle lettere e, dietro il solito volantino pubblicitario, ho scovato  un mezzo chilo di lettere. E che è? Pensavo tra me e me. Si sono scavezzacollate tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">Non credevo di essere così popolare  In verità lo sono pure il consorte e mia figlia e pure tutti voi.  Qualche giorno fa ho sbirciato nella cassetta delle lettere e, dietro il solito volantino pubblicitario, ho scovato  un mezzo chilo di lettere. E che è? Pensavo tra me e me. Si sono scavezzacollate tutte le bollette in una sola volta? Tutte della stessa forma e con lo stesso indirizzo per ricever altro indennizzo. Ogni timore di bollette è poi svanito.  La prima iniziava con Cara amica, la seconda con  un confidenziale quanto inopportuno Cara Maria, la terza con  gentile  Famiglia, la quarta con niente perché conteneva un fac-simile di scheda elettorale con nominativo da scrivere perentoriamente. Senza per favore, né per piacere, né un miserrimo cara elettrice, mi permetto di  propormi qualora tu sia ancora in dubbio sulle preferenze da esprimere in occasione delle prossime elezioni regionali e provinciali. Invece il messaggio implicito era “ Vota me! Attenta, leggi e segna bene il mio nome”.  Non ho mai visto una campagna elettorale così fervente. I colpi di scena sono stati comunicati dai  Tg e dai quotidiani, con gli annessi e connessi risvolti polemici. Anche senza talk show, arene animate da gagliardi gladiatori della politica, il fermento pre elettorale si è sentito molto in rete. Da qualche parte doveva pure venire fuori in un paese tanto libero, che pare premiare ufficialmente solo i demeriti .  In occasione di questa nuova chiamata alle urne, elettorali e non cinerarie, c’è aria di festa.  Per strada circolavano furgoni variopinti che talvolta, pur di non passare inosservati, assordavano con slogan. Slogans.  Pare che un candidato girasse con un trattore. Memore forse del Ragazzo di campagna, interpretato da Renato Pozzetto. Del resto siamo in campagna…elettorale, appunto. Ovunque sono fioriti in men che non si dica point elettorali. Points? Preferisco pois. Per non parlare dei gazebo sventolanti di bandiere. Vi risparmio  gazebos, perchè suona male. Fuori dai bar la gente si riunisce, brinda e non si schioda nemmeno con un caterpillar dal marciapiede pubblico per farti passare, perchè troppo intenta a fare  pronostici e ad esibire al meglio il programma politico del taglia e cuci dei piccoli centri.  E come se non bastasse, mentre correvo per i fatti miei, cercando di sbrigare più commissioni nel minor tempo possibile, gaia di avere trovato un parcheggio nelle vicinanze della meta,  un attivista dei succitati point  ha cercato di rifilarmi un volantino. Un cortese “no, grazie” all’andata, è seguito da un secondo “ no, grazie”al ritorno . Mentre dentro di me pensavo: “egregio attivissimo attivista, non ha capito che, se ho declinato l’offerta all’andata, significa che non condivido la sua proposta? Perché insiste anche quando ripasso per prendere l’auto?” Ero quasi tentata di passare più volte per vedere fino a quando avrebbe continuato, ma non avevo tempo da perdere. Sono, siamo, siete nei pensieri di tanti. Sissì, cara amica, cara Maria, cara famiglia, cara me anonima elettrice . Mi, ci,vi  vogliono tanto bene. Tutti si prendono cura di noi, come le piste ciclabili che sembrano essere una priorità per farci pedalare meglio.  E’ un amore bipartisan, sancito con spreco di carta e soldi. A proposito di sprechi, che fine ha fatto la proposta di abolire le province? Come mai ne sono state istituite altre e se ne propongono di nuove (Sulmona, Bassano del Grappa, Marsi, Sibartide-Pollino, Melfi, Aversa, Venezia Orientale e Avezzano)?  Quasi quasi scrivo anch’io a loro in modo più personale, se solo trovassi l’indirizzo del mittente, sotto il curriculum vitae di qualche papabile e, a volte, dei suoi  familiari. Qualcuno mi spieghi che ci azzeccano i familiari e il voto di laurea. Forse serve a rafforzare le competenze, oltre che i buoni propositi. Potrebbero allegare un albero genealogico e pure l’eventuale pedigree del cane o gatto di casa, così ne sapremmo di più. Magari la dichiarazione dei redditi ,un estratto di casellario giudiziario e dichiarazioni sulla  titolarità di cariche, per valutarne l’eventuale cumulo o incompatibilità, che forse male non ci starebbero. E perché no? Una  panoramica dentale, per farsi un’idea della robustezza ossea.  Sono perfida. Ma come si fa a non esserlo? Ci hanno “risparmiato” le bagarre televisive e ci hanno omaggiati di cortei  dell’ ammmore cosmico accompagnato da invettive ispirate a  “ chi non è me, è contro di me” in un patetico ed isterico delirio collettivo, ci hanno regalato inni alla democrazia accompagnati dal disprezzo delle istituzioni non rappresentate dai veterani della politica, proclami a difesa  della famiglia  dopo averci nauseato con tresche con commari e commarelle, che rendono deboli e ricattabili gli uomini, gare al ribasso a chi dà di più i numeri ( e non solo riferiti alle presenze), citazioni sul cancro da estirpare assecondate da  triviale sensibilità, continue previsioni per la spartizione dei territori . Qualcuno ha frenato  le verdi mire espansionistiche su Milano proclamando che, in caso di sorpasso , mangerà un asino vivo. Questa dichiarazione è più spiazzante del paradosso del gatto di Schrödinger. E la controparte   ha spernacchiato. Aspetto la reazione degli animalisti a difesa dell’ignaro ciuccio e mi chiedo da dove possa iniziare il lauto e metaforico  pasto, se dalle ‘recchie o dalle zampe.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Mi pare che ciò sia in contrasto con la visibilità di rappresentanza pubblica e il taciuto art 54 della Cost. che sancisce <strong>“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”</strong> Qui si aprirebbe una lunga disquisizione giuridica sul significato di onore. Forse vale solo per il semplice impiegato- fannullone della Pubblica Amministrazione  e perciò si parla di revisionare la Costituzione. Si tace del  bene dell’intera collettività, ma si parla solo di categorie di persone. Il cittadino deve adattarsi a loro. Prendere o lasciare, come<a title="come si vota per le elezioni regionali in lastampa.it" href="http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/cittadino-istituzioni/approfondimenti/articolo/lstp/146812/" target="_blank"> le bloccate liste regionali</a>.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Mai ,  come in questi anni , la politica è riuscita a dividere, a creare  tensioni e sfiducia.</span><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">&#8220;Gli uomini di buona volontà si raccolgono spiritualmente nella cabina elettorale confidando nella divina provvidenza  e recitando un “ fusse ca fussi a vota bona”( magari fosse la volta buona), come se dovessero vincere un terno al lotto. E segnando una bella croce, espiano i loro peccati di cittadini ligi al dovere&#8221; (da <a title="quando si vota in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2009/06/09/quando-si-vota/" target="_blank">Quando si vota in skipblog.it</a>)</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2010/03/27/che-aria-tira/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I fantasmi di Teheran</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/02/20/i-fantasmi-di-teheran/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2010/02/20/i-fantasmi-di-teheran/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 16:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ditti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne iraniane]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Masturzo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[World Press Photo of the Year 2009]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2788</guid>
		<description><![CDATA[      Pietro Masturzo, fotografo indipendente, ha vinto il premio World Press Photo of the Year 2009 con questa  foto dove si vedono alcune donne iraniane che, di notte, dai tetti di Teheran lanciano grida di indignazione contro il regime di  Ahmadinejad.   Dopo la laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, conseguita a Napoli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/02/world-press-photo-of-the-year-di-Pietro-Masturzo.jpg"><img class="size-full wp-image-2803  aligncenter" title="world press photo of the year di Pietro Masturzo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/02/world-press-photo-of-the-year-di-Pietro-Masturzo.jpg" alt="" width="448" height="298" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Pietro Masturzo, fotografo indipendente, ha vinto il premio World Press Photo of the Year 2009 con questa  foto dove si vedono alcune donne iraniane che, di notte, dai tetti di Teheran lanciano grida di indignazione contro il regime di  Ahmadinejad.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Dopo la laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, conseguita a Napoli, qualche anno fa  Pietro ha deciso di fare il fotografo per raccontare ciò che lo spinge a viaggiare per il mondo. Si è formato facendo la gavetta: inizialmente ha frequentato  stage presso l’Associated Press e corsi serali  di fotogiornalismo organizzati dal Comune di Roma, poi ha collaborato con agenzie e giornali italiani, e nel 2009 ha vinto , come secondo classificato, il concorso Fotoleggendo.  Nel mese di giugno è andato in Iran con giornalisti free lance per  vedere e documentare come gli iraniani stavano vivendo quello che definivano un momento storico  a trent’anni dalla rivoluzione islamica che, tra l’altro, coincideva con le elezioni presidenziali. Pietro sentiva di dover esserci. E’ stato arrestato per avere scattato foto per le strade. Rilasciato e  costretto  a stare in casa nei giorni degli  scontri tra oppositori e sostenitori di Ahmadinejad, <a title="pietro masturzo in video.corriere.it" href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;vxChannel=Dall%20Italia&amp;vxClipId=2524_2c630000-17cd-11df-b8a8-00144f02aabe&amp;vxBitrate=300" target="_blank">ha  iniziato a salire sui tetti delle case, incuriosito dalle grida che partivano dall’alto.</a> Lassù ha scoperto i fantasmi di Teheran, persone  timorose di farsi riprendere dall’ obiettivo fotografico, che gli hanno spiegato che questa forma di protesta fu adottata già trent’anni fa contro lo Scià. Uomini e donne, che euforici avevano sfilato  per le strade  in occasione dell’Election Day confidando nella vittoria del moderato Mir-Hossein Moussawi , ora gridano sogni e speranze tradite, affidando al cielo urla di indignazione, di protesta, di lotta. World Press Photo ha premiato non solo fotografie tecnicamente meritevoli, ma anche in grado di esprimere messaggi sociali forti. Gli scatti di Pietro in <a title="ghosts of Teheran in pietromasturzo.com" href="http://www.pietromasturzo.com/wordpress/ghosts-of-teheran" target="_blank">Iran Day, Election Day,  Roofs of Teheran  </a>rivelano il modo in cui gli iraniani stanno vivendo un disperato tentativo di non arrendersi, che la giuria ha definito l’inizio di una nuova e grande storia . </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Anche le donne gridano dall’alto dei tetti. La protesta delle donne in Iran è stata  forte e proprio alcune donne sono diventate tristi simboli del dissenso. Hanno fatto il  giro del mondo  i giovani volti di Neda Soltan, la studentessa uccisa il 20 giugno 2009 da un componente Basij durante una manifestazione di protesta per l&#8217;esito sospetto delle elezioni, e di  Taraneh Mousavi rapita  per essere seviziata e bruciata.  Donne troppo belle ed emancipate per potere opporsi a un paese reazionario che da tre decenni ha riconosciuto l’apartheid tra i sessi, forme di violenza e abuso a discapito delle donne, subordinazione dei diritti civili della donna (possibilità di viaggiare, intrattenere relazioni sociali, partecipare ad attività sociali) al permesso del marito, padre o di altro uomo di famiglia, vendita delle donne islamiche e poligamia, negazione dei fondamentali diritti umani, pene capitali che prevedono tortura, frusta , lapidazione (Delara Darabi, la pittrice ventitreenne iraniana condannata all’impiccagione per un delitto di cui si era addossata al colpa a 17 anni, scosse l’opinione pubblica. <a title="manifesto di liberazione delle donne iraniane in deltanews.it" href="http://www.deltanews.it/primopiano/febbraio10/140210.htm" target="_blank">Qui il manifesto di liberazione delle donne in Iran</a>) .Immagini e storie diffuse anche  grazie a Internet. </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">In questa  fotografia altre donne fanno echeggiare la loro voce in un’atmosfera impalpabile, nell’apparente e calma quiete della notte, interrotta da un grido che fa presagire davvero l’inizio di una grande  storia per le nuove generazioni, delle quali Pietro ha colto anche  occhi grandi e scuri , a volte spaventati, a volte proiettati altrove con l’entusiasmo pre- elettorale, e  abbracci solitari, ma tenaci, dell’ideale di libertà dall’oppressione che tanti iraniani desiderano  vivere non più come una chimera.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2010/02/20/i-fantasmi-di-teheran/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sull&#8217;apprendistato a 15 anni</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/01/25/sullapprendistato-a-15-anni/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2010/01/25/sullapprendistato-a-15-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 01:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono e dispersione scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato a 15 anni]]></category>
		<category><![CDATA[emendamento al disegno di legge sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[formazione professionale]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[obbligo scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2705</guid>
		<description><![CDATA[L’emendamento al disegno di legge sul lavoro, presentato dal deputato Pdl Giuliano Cazzola e sostenuto dal Ministro del Lavoro Sacconi, consente di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico anche in percorsi di apprendistato, quindi prevede la possibilità di  abbassare dai 16 ai 15 anni sia il limite per l’obbligo scolastico che l’età minima per lavorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">L’emendamento al disegno di legge sul lavoro, presentato dal deputato Pdl Giuliano Cazzola e sostenuto dal Ministro del Lavoro Sacconi, consente di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico anche in percorsi di apprendistato, quindi prevede la possibilità di  abbassare dai 16 ai 15 anni sia il limite per l’obbligo scolastico che l’età minima per lavorare grazie a un contratto di apprendistato. In tal modo si fronteggerebbero il problema della dispersione e dell’ abbandono scolastico e, secondo Sacconi, “ è meglio che i ragazzi vadano a lavorare in azienda invece di fare niente, lavorare in nero o svolgere attività criminali… Non si tratta per nulla di anticipare l’età del lavoro, ma di consentire il recupero di un giovanissimo demotivato a seguire gli altri percorsi educativi attraverso una più efficace modalità di apprendimento in un contesto lavorativo.”. Opinione condivisa dal Ministro dell’Istruzione Gelmini .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a title="obbligo scolastico in repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/01/20/news/obbligo_scolastico-2017082/" target="_blank">Immediate le reazioni</a> contro questo emendamento, che annulla l’innalzamento dell’obbligo di frequenza scolastica fino a 16 anni varato dal governo Prodi (legge del 27 Dicembre 2006, n. <em>296</em>, art. 1 commi 622, 624, 632), perché approvato in fretta senza consultare le parti sociali (Giorgio Santini segretario confederale Cisl). I  sindacati della scuola Cgil-Cisl-Uil e le Acli evidenziano che dai dati Isfol (Istituto per lo Sviluppo della formazione dei lavoratori) risulta che solo il 17%dei ragazzi apprendisti svolgono attività di formazione oltre che lavorare, gli altri lavorano e basta. I contratti di apprendistato consentono sì di entrare nel mercato del lavoro, ma più della metà dei ragazzi trova occupazione al Nord, con inquadramenti a livelli retributivi più bassi rispetto al lavoro svolto e forti sgravi contributivi a vantaggio dei datori di lavoro.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il deputato Cazzola dichiara che il biennio di formazione successivo alle medie è un parcheggio, l’ apprendistato è un anno di formazione professionale e nel pacchetto lavoro in discussione alla Camera è prevista la possibile revisione del contratto di apprendistato. (da La Stampa del 21 gennaio 2010)</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">La questione è controversa.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Mi chiedo che senso abbia un solo anno di scuole superiori per poi accedere all’apprendistato, quando è più che risaputo che il primo anno delle superiori è un anno di rodaggio  in cui il ragazzo si cimenta in un nuovo percorso di formazione. Forse avrebbe più senso riformare le scuole medie ( durata di 4 anni) e rinviare di un anno la scelta- si spera più meditata-  del successivo grado di istruzione.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">L’abbandono scolastico , cioè l’interruzione degli studi, senza un ritiro formalizzato e senza il conseguimento di titoli, generalmente riguarda fasce sociali economicamente e culturalmente più povere oppure ragazzi con difficoltà familiari, cattivi rapporti all&#8217;interno del sistema scolastico o desiderosi di rendersi economicamente autonomi.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">L’abbandono  è un indicatore della dispersione scolastica, concetto più ampio, che sottende un rapporto problematico con la scuola che si manifesta anche con  l&#8217;evasione scolastica, i ritiri, le bocciature, le irregolarità nella frequenza , il basso rendimento.</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ho l’impressione <span style="color: #000000;">che </span></span><span style="color: #000000;">si giochi al ribasso </span><span style="color: #000000;">di fronte al problema della dispersione scolastica, invece che investire maggiormente nelle scuole per prevenirla, istituire borse di studio  e misure a sostegno di famiglie, perché si disperdono anche ragazzi che devono contribuire alle spese in famiglie in difficoltà  . Di fatto  la formazione extrascolastica in Italia è inconsistente. Se le imprese  avranno a disposizione manovalanza a basso costo e i ragazzi matureranno un’esperienza lavorativa, che è lavoro più che formazione, non si investe a lungo termine. Ci saranno operai specializzati meno flessibili a riconversioni in caso di licenziamento.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Forse occorrerebbe investire di più sulla formazione professionale, anche su suggerimento delle aziende e con un maggiore coinvolgimento degli imprenditori. La proposta di Sacconi  non prevede assorbimento di ragazzi professionalmente già formati, ma appare come un palliativo che più che puntare sull’innovazione  asseconda il problema della dispersione scolastica in un’ottica di rinuncia.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La <a title="riforma Berlinguer in wikipedia.org" href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_Berlinguer" target="_blank">riforma scolastica Berlinguer </a>(legge 10 dicembre 1997, n 425), poi abrogata dalla riforma Moratti del 2003,  prospettava la scuola- lavoro con obbligo alla formazione professionale fino ai 18 anni.L&#8217;Ue e tutti i più recenti studi sul capitale umano chiedono di investire per migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Se il lavoro nobilita, un  po’ di formazione in più, e soprattutto  più mirata, consentirebbe di nobilitarsi meglio oltre che acquisire maggiore capacità critica e autonomia di giudizio.</span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2010/01/25/sullapprendistato-a-15-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La dannazione di Haiti</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/01/17/la-dannazione-di-haiti/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2010/01/17/la-dannazione-di-haiti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 20:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni per Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto di Haiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2682</guid>
		<description><![CDATA[Gli incantevoli  paesaggi dei Caraibi, che spiccano sui depliant pubblicitari, sono rimossi da immagini crudelmente reali che di recente scuotono la coscienza del mondo intero. Haiti, perla francese nel XVIII secolo, ha pagato l’ indipendenza con degrado e miseria, per noi inimmaginabili. Da tempo la gente ha abbandonato le campagne per ammassarsi in città che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/01/michelange-artidot.jpg"><img class="size-full wp-image-2681 aligncenter" title="michelange artidot" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/01/michelange-artidot.jpg" alt="" width="336" height="426" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Gli incantevoli  paesaggi dei Caraibi, che spiccano sui depliant pubblicitari, sono rimossi da <a title="haiti_48_hours_later in boston.com" href="http://www.boston.com/bigpicture/2010/01/haiti_48_hours_later.html" target="_blank">immagini crudelmente reali </a>che di recente scuotono la coscienza del mondo intero. Haiti, perla francese nel XVIII secolo, ha pagato l’ indipendenza con degrado e miseria, per noi inimmaginabili. Da tempo la gente ha abbandonato le campagne per ammassarsi in città che non offrono né  lavoro né speranza, e ha vissuto  alla mercè di dittatori come <a title="Povertà sangue e voodoo di Lucia Annunziata in lastampa.it" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=6853&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">Francois Duvalier, “papa doc”, e di suo figlio baby doc</a>, artefici di terrificanti e cruente follie e dell’esodo di quella fascia della popolazione che dava fastidio, perché  consapevole dei soprusi. Agli occhi dei paesi civili Haiti è  una realtà straordinariamente  infernale, raccolta e assistita dai tanti missionari e operatori di associazioni umanitarie, che da decenni s’adoprano per  garantire la sopravvivenza ad una delle popolazioni più dannate e  povere della Terra. I potenti si stanno impegnando in una gara di solidarietà, forse per riscattarsi da gravi dimenticanze. Pare che la natura, con un terremoto 35 volte più forte di quello che ha colpito L’Aquila, abbia steso un velo pietoso su uno scempio provocato dagli uomini. La natura fa il suo corso e ricorda un’umanità che fa i conti con la morte tutti i giorni. I morti, abbandonati per strada o trasportati con mezzi di fortuna, ci turbano. Il riconoscimento di una salma, con un  nome e  una degna sepoltura, è una mera formalità, quasi un lusso  in un paese in cui finora sono state negate l’identità della persona e la dignità ai  vivi. Haiti appare come il paese dei morti viventi, relegati in un continuo stillicidio di violazione di diritti umani,  dove è prassi consolidata abbandonare e schiavizzare i bambini, dove il 60% dei piccoli  non compie  cinque anni e l’ 80 % della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, varcando a stento la soglia dei 50 anni, privilegiata condanna ad un’esistenza in  baracche senza acqua e luce , in strade in cui il più forte e armato prevale sul più debole perpetrando ogni forma violenza e razzia di beni, vite e anime.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Gli zombi, anime soggiogate da riti  vudù e dalla superstizione, questa volta non resusciteranno dagli Inferi.  Il sisma ricorda che l’inferno è su questa Terra ed è voluto dagli uomini. Ad Haiti i vivi muoiono tra mille emergenze e i morti rivivono  nella magica confusione di miti, superstizione, fede, paura, sacrificio e rinascita. Ad Haiti la natura incontaminata si ribella  periodicamente nel ritmo di canti e danze che alleviano stenti e paure, consacrano l’istinto vitale ed esorcizzano la brutalità dell’uomo, in un vortice di seducente bellezza, inebriante stordimento, fatalistica rassegnazione che diabolicamente sconfinano dal divino.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Questa forse è la ragione per cui si prova pietà e solidarietà per le vittime, ma soprattutto un senso di colpa per avere ignorato quella schiera di oppressi che come ombre, silenziosamente invisibili, da tempo sovrappopolano una terra dimenticata e in balia di se stessa. Ora Haiti a stento piange chi è rimasto sotto le macerie, ma chiede aiuto alla Comunità internazionale con la  disperazione di chi finora è rimasto schiavo di altri mali.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a title="aiutare haiti in albertocane.blogspot.com" href="http://albertocane.blogspot.com/2010/01/aiutare-haiti.html" target="_blank">Qui per aiutare Haiti</a>. </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2010/01/17/la-dannazione-di-haiti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Erre&#8230;  come Rosarno</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/01/13/erre-come-rosarno/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2010/01/13/erre-come-rosarno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 23:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2667</guid>
		<description><![CDATA[  Rissosa rivolta di raggirati reietti rappresenta reazione a regia di reprobi, rapaci rais. Ragazzi racimolavano ridicole retribuzioni, raccogliendo. Recentemente raggrumano rantolanti  respiri mentre  rapide ruspe raspano Rognetta, rivoltano rancidi rifiuti e resti di riscossa.   Rimpatrio , risarcito rimborso di rinnegato rispetto nelle rimbalzanti responsabilità, risveglierà  rimorsi? Rosarno  resterà  roccaforte di rustici rampanti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/01/elefante-africano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2666" title="elefante africano" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/01/elefante-africano-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" /></a></p>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Rissosa rivolta di raggirati reietti rappresenta reazione a regia di reprobi, rapaci rais. Ragazzi racimolavano ridicole retribuzioni, raccogliendo. </span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Recentemente raggrumano rantolanti  respiri mentre  rapide ruspe raspano Rognetta, rivoltano rancidi rifiuti e resti di riscossa.</span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Rimpatrio , risarcito rimborso di rinnegato rispetto nelle rimbalzanti responsabilità, risveglierà  rimorsi? Rosarno  resterà  roccaforte di rustici rampanti che reingaggeranno remissive reclute, riconquisteranno recinti, o riconoscerà rovinose ribalderie? Ruggente si riarmerà, resisterà per risanarsi, ricostruire relazioni, redimersi, o ruffianamente  riverirà racket e ragguardevoli rampolli reggicoda?</span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Reiterata recrudescenza ricerca riflessioni, rivendica regole, raccomanda reale  e reciproco recupero. Rabbia e revanscismo reclamano ragionevoli rimedi, risposte, risultati.</span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Requiescat  Rognetta, rugginoso ritratto, risaputo reflusso,  rude radiografia di rilassata  Repubblica.</span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Recondita rapsodia riconcili, restituisca  rispetto a reduci di rivolta, relegati in rinunce, ricatti e restrizioni. <a title="immigrati di Rosarno in youtube.com" href="http://www.youtube.com/watch?v=Evmv82KLbfM" target="_blank">Redivivi repressi raggranellano rare reliquie di remoti ricordi, rimpiante ragnatele di radici</a>.</span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Rincresce ricordare, romita Rosarno!</span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2010/01/13/erre-come-rosarno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sul crocifisso in aula.</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2009/11/06/sul-crocifisso-in-aula/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2009/11/06/sul-crocifisso-in-aula/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 19:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso nelle aule]]></category>
		<category><![CDATA[Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di religione]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2415</guid>
		<description><![CDATA[La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo ha accolto il ricorso presentato da una cittadina italo- finlandese atea che nel 2002 chiese all&#8217;istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Poiché la  direzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo ha accolto il ricorso presentato da una cittadina italo- finlandese atea che nel 2002 chiese all&#8217;istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Poiché la  direzione della scuola diede risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della signora, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha di recente <a title="crocifisso aule scolastiche sentenza corte europea diritti uomo in corriere.it" href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_03/crocifisso-aule-scolastiche-sentenza-corte-europea-diritti-uomo_e42aa63a-c862-11de-b35b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">sentenziato</a> che «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni» e quindi il governo italiano dovrà versare un risarcimento di cinquemila euro per danni morali.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Immediate le reazioni dal mondo politico italiano e della CEI. che contestano la decisione ritenendo che il  crocifisso è inteso come simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell&#8217;identità del Paese, e sottende  principi di eguaglianza, libertà e tolleranza.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Il crocifisso</strong> è innanzitutto un simbolo della fede religiosa cristiana, facente parte anche delle nostre radici storiche e culturali. Per un credente può assumere il significato di amore per gli altri non meno  di quello che , in questo senso, potrebbe avere una colomba come  simbolo della pace. Ma in questo caso ci vedo forzature ideologiche da ambo le parti: l’obbligo di esporre il crocifisso risale all’articolo 140 del Regio Decreto n. 4336 del 15 settembre 1860 del Regno di Piemonte e Sardegna che stabiliva «ogni scuola dovrà senza difetto essere fornita (…) di un crocifisso», ripreso poi in età fascista. Oggi è consuetudine esporlo nelle scuole pubbliche, senza alcun obbligo di preghiera. È una presenza silenziosa nella sua verità di fede  come, d’altra parte, credo che altrettanto silenziosa possa essere un ciondolo a forma di croce al collo degli insegnanti che, a mio avviso, nessuna norma potrebbe obbligare a privarsene.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Con la <a title="revisione concordato stato chiesa" href="http://web.infinito.it/utenti/i/interface/Concordato.html" target="_blank">revisione</a></strong><a title="revisione concordato stato chiesa" href="http://web.infinito.it/utenti/i/interface/Concordato.html" target="_blank"> del Concordato tra Stato- Chiesa </a>del 1984 la religione cattolica è stata riconosciuta non più come religione ufficiale dello Stato Italiano, ma maggioritaria, cioè  prevalente sulle altre. Ciò ha sottolineato il carattere laico della scuola pubblica italiana dove gli studenti, o chi per essi, scelgono se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica , che è quindi diventato opzionale. La scuola è un&#8217; istituzione neutrale in cui si impara a conoscere e conoscersi in un’ottica di accoglienza e pari opportunità per tutti e “l&#8217;istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l&#8217;amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l&#8217;opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace “ (art 29 <a title="dichiarazione universale dei diritti dell'uomo in interlex.it" href="http://www.interlex.it/testi/dichuniv.htm" target="_blank">Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo</a>).</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">A mio avviso,l’esposizione di un crocifisso non turba né condiziona più di tanto se si spiega il suo valore per promuovere  scambio e confronto tra culture. Il che non significa né tradire la nostra cultura ancorata al cattolicesimo e comprensiva di più religioni, né negare quelle altrui, né ledere chi non crede.  Come non significa rinnegare la propria fede qualora si cerchi di capire i simboli di altre religioni o altre correnti di pensiero. Il discorso di fede è personale e riguarda la sfera privata e ciascuno ha libertà di professare il proprio credo nelle sedi opportune.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>In </strong>molte religioni si riconosce il principio di non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te, evidenziati nell’incontro di Assisi tra i capi spirituali del mondo, e l’accoglienza, la solidarietà,la giustizia, il rispetto  per gli altri in effetti sono principi fondamentali  di convivenza civile oltre che  messaggio morale positivo della fede cristiana, che arriverebbe quindi a esprimere valori costituzionali laici. Valori che  si trasmettono ugualmente, anche senza un crocefisso esposto e, in teoria,  condivisi da tutti. Anzi sono dell’opinione che in una scuola laica si dovrebbe insegnare anche la storia comparata delle religioni per risalire a punti di contatto ed esaminare quelli più specifici, avere una visione globale  ed   evidenziare quei principi universali che riconoscono il valore della persona in quanto tale.  Il che non significa rinnegare la propria identità culturale, anzi potrebbe rafforzarla, e allo stesso aiutare a comprendere quella altrui. Non condivido né il relativismo esasperato che nega ogni verità,  né il fondamentalismo che pretende di possederla integralmente e la impone. Dubito che un’eventuale  rimozione di un oggetto simbolico sia  un attentato alle propria identità quando constato comportamenti contraddittori  di ferventi  detentori di verità di fede che cedono a pregiudizi ed  intolleranza  in campo politico e sociale nei riguardi delle varie forme di diversità che veramente contrastano col messaggio universale del crocefisso. Cristo è morto per tutti gli uomini, indistintamente, che poi alcuni lo riconoscano o meno, è un altro discorso. Ognuno ha il proprio dio  esposto dentro di sé che dovrebbe esser reso  visibile attraverso azioni coerenti e conformi al suo esempio, se veramente si crede in ciò che rappresenta e non cadere in un bigottismo apparente.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">D’altra parte  mi pare sia in atto una battaglia ideologica perché basterà rimuovere un crocifisso per  ottenere un’istruzione equamente rispettosa  della libertà di fede e di pensiero di tutti? Oppure, al contrario, siamo sicuri che un crocifisso esposto assuma veramente il suo valore intrinseco se contraddetto dai più frequenti, e meno visibili, pensieri,parole, opere ed omissioni di coloro che oggi si spacciano per difensori della storia e della cultura italiana e che si sono mostrati molto più indulgenti nei riguardi di chi ha vilipeso altri simboli della nostra storia, quale il tricolore?</span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2009/11/06/sul-crocifisso-in-aula/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chi si loda, s’imbroda.</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2009/10/11/chi-si-loda-s%e2%80%99imbroda/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2009/10/11/chi-si-loda-s%e2%80%99imbroda/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 21:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lodo Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[lodo Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[politici italiani]]></category>
		<category><![CDATA[uomini e potere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2382</guid>
		<description><![CDATA[Lode e lodi fanno ormai le mode. Il lodo Mondadori ha fatto discutere sin dagli  albori e  il bocciato lodo Alfano sta animando  il panorama politico italiano. Chi infuria di qua, chi replica di là, tanti invocano la giustizia contro dei giudici nequizia. S’appellano alla democrazia e del popolo sovranità , che ci azzecchino tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">Lode e lodi fanno ormai le mode. Il lodo Mondadori ha fatto discutere sin dagli  albori e  il bocciato lodo Alfano sta animando  il panorama politico italiano. Chi infuria di qua, chi replica di là, tanti invocano la giustizia contro dei giudici nequizia. S’appellano alla democrazia e del popolo sovranità , che ci azzecchino tutti sti bla bla , opinion mia, c’entra solo  il comune bene che è quello che più conviene. Ovunque una gran confusione che bistratta la nazione, la politica e l’economia fanno  ingerenza e talvolta sconfinano nell’indecenza . E non si faccia del vittimismo cedendo a mediatico protagonismo, che non si parli di storici valori perché qui si tratta solo di affari. E mentre i due colossi si fanno battaglia come molossi, mi sono persa a convertire i 750 milioni di euri in lire, e il numero calcolato è talmente elaborato che  non so tenerlo a mente se non pensando che in  50 vite non ne percepirei  l’equivalente.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Nuova tempesta spira ,l’Alfano lodo è causa di funesta ira :  intrighi, complotti, manipolazioni  sono della bocciatura le vere ragioni. Così il cavaliere accusa, adducendo offensiva scusa. La miglior difesa è l’attacco, per non subire uno smacco, per aprirsi la strada in ogni contrada: questa è la strategia della rampante borghesia contro chicchessia. E pure Il buon San Giorgio viene da ingiurie coinvolto, e della Bindi  umiliazioni ne sono altro risvolto  di quella imperante rabbia  che  andrebbe soffocata sotto la sabbia. Si sa la lingua batte dove il dente duole, ma il cervello la comanda , solo se vuole. Tante cose sono oggetto di contrattazione, esclusi il buon senso e la buona educazione. Ma gli schierati accusano a spada tratta le alte cariche di fare al Premier sgambetto. Ce l’hanno tutti con lui e chi non è con lui, è contro di lui. Parole datate, di altri tempi, ma lo stesso spirto anima le menti. La sindrome anti cavaliere imperversa, più della  porcella influenza sversa.  È contagiosa , infettiva assai, spicca nei dissenzienti e diffusi lai.  Non appena i sintomi si affievoliscono, nuovi ed  infelici exploit  ci intristiscono. Ha contagiato pure della Camera  Presidente , che pare più democratico e a sinistra di tanti. Ma perché a destra si è schierato? Forse non si è ben lateralizzato .  Mannaggia alla vecchia maestra che obbligava tutti i bimbi a scrivere con la destra. Forse è un mancino corretto, ma esser ambidestro, in politica, è un difetto. Tra un po’ brevetteranno una vaccinazione per cambiare gli equilibri sanciti dalla Costituzione.   Non si capisce più chi debba giudicare, se ai giudici o ai politici spetti sentenziare. Verdetto  i giudici facciano!  Anche se scontentano quelli che poi contestano. Comunque la gente acconsenta o dissenta, è meglio che taccia, che altri al posto lor ci mettono la faccia. Non siamo  all’altezza  dei giochi di potere, meglio occuparsi di umili cose e chimere. Forse è meglio  perché gli smodati toni delle lillipuziane  altezze  sono il chicchirichì che il gallo fa sopra le monnezze.   Intanto faccio preventivamente scorta di bicarbonato perché una dura prova vedrà lo stomaco impegnato con l’  assaggio del Cavaliere pasta che potrebbe esser indigesta.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Poi ho pensato a cose più vere riguardante la questione maschile del potere, perpetrato dalla notte dei tempi quando l’uomo  si procurava a caccia gli alimenti. L’atavico richiamo del comando, del senso di possesso, di essere vincente in ogni campo, compreso quello del sesso, l’ambita dominanza è non solo antica costumanza ma una maschil prerogativa, in area personale e in quella lavorativa in cui  le donne sono ancor considerate un’utile e piacevole refurtiva . La donna ha le sue ambizioni, ma alla base è mossa da interiori motivazioni o dalla convenienza più che dalla potenza.  Forse è soltanto un mio ingenuo o artificioso convincimento per spiegarmi tutto sto sconvolgimento. Ma ascoltando il Cavaliere , più di una Duracell   inesauribile, di tempra e ostinazione ricaricabile,  ossequiando la  sua rispettabilissima età, mi pongo sta domanda qua. Cosa gli manca? Non di certo un conto in banca. Cosa aspetta a vivere serenamente in una bella villa e con bella gente?  Di salute ne guadagnerebbe, di armoniosi affetti s’ addolcirebbe, senza temere  travasi di bile potrebbe vivere in santa pace e con più stile.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;">Articoli correlati:</span></h3>
<p><span style="color: #ff6600;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #ff6600;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><a title="uomo cacciatore o uomo contadino in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2008/06/20/uomo-cacciatore-o-uomo-contadino/" target="_blank">Uomo cacciatore o uomo contadino.</a></span></h3>
<p><span style="color: #ff6600;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #ff6600;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><a title="l'amore della libertà è amore degli altri, l'amore del potere è amore di se stessi." href="http://www.skipblog.it/2009/06/27/l%E2%80%99amore-della-liberta-e-amore-degli-altri-l%E2%80%99amore-del-potere-e-amore-di-se-stessi/" target="_blank">L’amore della libertà è amore degli altri, l’amore del potere è amore di se stessi.</a></span></h3>
<p><span style="color: #ff6600;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2009/10/11/chi-si-loda-s%e2%80%99imbroda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sui lupi e lupacchiotte.</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2009/10/02/sui-lupi-e-lupacchiotte/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2009/10/02/sui-lupi-e-lupacchiotte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 19:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Annozero]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[D'Addario]]></category>
		<category><![CDATA[escort]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[questione morale]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[veline]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2377</guid>
		<description><![CDATA[Ho visto Annozero, per ascoltare dal vivo la voce delle famose escòrt.  Sì, volevo sentire le loro dichiarazioni,  visto che da tempo tanti  parlano e scrivono per loro . Io son tarda, in tanti sensi, ma finalmente ho capito che se la gentil pulzella è bella e ha un vestitino nero ed elegante, viene invitata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">Ho visto <a title="santoro annozero daddario in corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_01/santoro-annozero-daddario_dbec59f2-aec0-11de-b62d-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Annozero</a>, per ascoltare dal vivo la voce delle famose escòrt.  Sì, volevo sentire le loro dichiarazioni,  visto che da tempo tanti  parlano e scrivono per loro . Io son tarda, in tanti sensi, ma finalmente ho capito che se la gentil pulzella è bella e ha un vestitino nero ed elegante, viene invitata a cena da tutte le parti. Non solo le offrono la cena, ma la prelevano, la scortano,  le pagano la trasferta, ma soprattutto un gettone di bella presenza . Una sorta di generosa offerta . Che poi per alcune questo gettone  sia di 500 euro o 1000 euri, forse dipende dall’ avvenenza della conviviale , dalla capacità di portare avanti un progetto progettato  da riprogettare oppure  dalla capacità di conversare a tavola. Essere <em><strong>polliglotta</strong></em> torna sempre utile, apre la comunicazione nelle alte sfere e pure a livello internazionale.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Certo che le escòrt hanno uno spiccato senso degli affari per essere così giovani. Chissà perché tutti si accaniscono e non le comprendono. Tutta invidia delle donne comuni, poco divinamente belle e divinizzate?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Le escòrt  sono incantevoli lavoratrici dello spettacolo da harem , se non professioniste della grande distribuzione, imprenditrici di se stesse. Madame del volontariato sociale, espletatrici di un lavoro socialmente utile. Fanno compagnia a quei poverelli che, in pausa da impegni e responsabilità ad alto livello, si sentono soli e  si accontentano di godere della loro innocente visione e leggiadria durante una serata, allietata da piacevoli e formali conversazioni.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Mentre ascoltavo  le intervistate,  appartenenti , come dichiarato, al “disinteressato” sistema del do ut des , notavo la loro silhouette, poco rispondente alle cene e cenette, ma soprattutto la loro impudica, dignitosamente  rivendicata  sincerità che, con la diplomatica maestria del “non dico ma  faccio capire e rispondo”, dipingevano con eleganza la charme gentile e la generosità dei maschietti che le avevano invitate ed intrattenute.  Pareva quasi che nell’esibizione televisiva si fossero ribaltati i ruoli in nome di una tacita solidarietà di lupi e lupacchiotte. Mi ha colpito molto  la   <em>furbizia</em> di tutti i personaggi  di barattare piacere e potere in questa nuova  tragicommedia. Ho immaginato  che s’incrociavano, s’ingarbugliavano, s’annodavano nel gioco privato  di vizi e virtù in un regale serraglio. </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ora aspetto che vi si rinchiudano dentro tutti  e che qualcuno ne butti via  la chiave.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><a title="regginella in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2008/06/08/regginella/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Regginella</strong></span></a></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><a title="tragicommedia 11 mesi dopo in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2008/12/20/tragicommedia-11-mesi-dopo/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Tragicommedia (11 mesi dopo)</strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2009/10/02/sui-lupi-e-lupacchiotte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
