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	<title>Skip blog &#187; riflessioni</title>
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	<description>Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo...</description>
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		<title>Hic sumus felices &#8211;  le Lune di Pompei</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 22:16:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[  Da maggio a ottobre 2010 il Parco Archeologico degli Scavi di  Pompei ospita una nuova edizione di “ Le  Lune di Pompei”. Nel chiarore magico e  misterioso delle Lune Eterne ( la Luna di Morte, la Luna della Speranza, la Luna Virtuale, la Luna della Vita, la Luna che non c’è, la Luna che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/domus-pompei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3296" title="domus pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/domus-pompei-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Da maggio a ottobre 2010 il Parco Archeologico degli <a title="scavi archeologici di Pompei in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Pompei" target="_blank">Scavi di  Pompei </a>ospita una nuova edizione di “ Le  Lune di Pompei”. Nel chiarore magico e  misterioso delle Lune Eterne ( la Luna di Morte, la Luna della Speranza, la Luna Virtuale, la Luna della Vita, la Luna che non c’è, la Luna che si Diverte) l’antica città sepolta  racconta i misteri non svelati, che mai hanno abbandonato Pompei .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il percorso parte dalla necropoli di Porta Nocera,  prosegue nell’Orto dei Fuggiaschi, continua verso la Casa del Giardino d’Ercole, in via dell’Abbondanza, soffermandosi nella casa del profumiere, di Octavius Quartius,erroneamente  chiamata in un primo tempo domus di Loreius Tiburtinus, di Venere in Conchiglia ed infine si conclude con suggestivi ed onirici giochi di luce nell’Anfiteatro. La voce dell’attore Luca Ward e alcune proiezioni guidano il pubblico in una suggestiva ed eterna realtà parallela per fare vivere e rivivere  Pompei.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/calchi-vittime-pompei-1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3297" title="calchi vittime pompei 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/calchi-vittime-pompei-1-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">L’eruzione del Vesuvio, per l’esattezza  del monte Somma,  nel 79 d. C. fermò la vita di Pompei sotto una coltre di cenere e lapilli spessa 6-7 metri. La maggior parte degli  abitanti, fuggiti dalle case, trovarono la morte  sul litorale. I pochi rimasti, sperando di salvarsi nei sotterranei  delle abitazioni, morirono asfissiati. Toccanti testimonianze della tragedia sono  i calchi dei Fuggiaschi, ricostruiti  dall’archeologo Giuseppe Fiorelli nel 1863  versando gesso liquido nelle cavità lasciate dai corpi nello stratto di cenere.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/necropoli-lune-di-pompei.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3298" title="necropoli lune di pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/necropoli-lune-di-pompei-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Camminare per le vie di uno dei siti archeologici più suggestivi  e famosi del mondo, è sempre emozionante. È come viaggiare a ritroso nel tempo. Passeggiare di notte  in una Pompei  illuminata da splendenti Lune piene, seguendo un itinerario tracciato da fiammelle, è un’esperienza unica ed affascinante.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Passare in punta di piedi sulla strada  esterna alla cinta  della città e conducente  a Nocera, fiancheggiata da numerosi sepolcri monumentali, dà l’impressione di violare e consacrare allo stesso tempo la profonda  intimità della morte in una città apparentemente muta e  deserta. Qui si coglie la ciclicità di vita e morte, ove la morte non è frattura o interruzione, ma è una delle incombenze dell’uomo, un continuum  della vita, e la vita è commistione di otia e negotia , di sacro e profano confluenti nel mito.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/necropoli-porta-nocera-pompei1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3301" title="necropoli porta nocera pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/necropoli-porta-nocera-pompei1-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"> </span></span></span><span style="color: #000000;">“Si tenevano in casa le ceneri o le immagini dei propri avi; li si salutava entrando, i vivi restavano in contatto con loro; all’entrata della città, le loro tombe allineate ai due lati della strada,  somigliavano a una prima città, quella dei fondatori”(H.Taine &#8211; “Viaggio in Italia”)</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Qui però stranamente si continua a respirare la vita quotidiana dell’antichità nelle abitazioni e nelle botteghe, il fermento dei luoghi pubblici, la devozione per gli dei e la pietas per i defunti, il gusto raffinato per l’arte e i piaceri della vita, il valore del talento, dell’ingegno e dell’operosità</span>.</h3>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/via-dellabbondanza-pompei.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3302" title="via dell'abbondanza pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/via-dellabbondanza-pompei-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/tabernae.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3303" title="tabernae" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/tabernae-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/casa-profumiere-pompei.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3304" title="casa profumiere pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/casa-profumiere-pompei-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/casa-del-profumiere-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3305" title="casa del profumiere 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/casa-del-profumiere-1-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Le Lune di Pompei splendono in alto riversando un’aura di bianca quiete su luoghi che raccontano a tutti per essere ascoltati da alcuni.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Gli orti, arricchiti di filari  e di ulivi dalla chiome argentate, nel 1961 restituirono alla storia  tredici vittime dell’eruzione, asfissiate dal gas e dalle ceneri durante la fuga. Nei cosiddetti Orti dei Fuggiaschi il destino di Pompei parla a chiunque. La pietas erompe alla vista di  sagome contorte e sofferenti. L’immaginazione assume una dimensione tristemente più concreta, ma proprio quei calchi fanno rivivere la città. I vuoti dei corpi si riempiono di  tutta la vita narrata sui muri e sui basoli sconnessi, nelle domus, tabernae, terme, nei teatri e nel foro dando una dimensione umana ad una civiltà grandiosa.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/orti-dei-fuggitivi-pompei.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3306" title="orti dei fuggitivi pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/orti-dei-fuggitivi-pompei-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a>  <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/calchi-vittime-pompei-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3308" title="calchi vittime pompei 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/calchi-vittime-pompei-2-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/calchi-vittime-pompei.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3309" title="calchi vittime pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/calchi-vittime-pompei-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/venere-in-conchiglia-pompei.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3310" title="venere in conchiglia pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/venere-in-conchiglia-pompei-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Ogni  muro, colonna, cubiculum, peristilio, cespuglio di rosmarino, giardino interno  respira ancora e l’immaginazione restituisce gli affreschi, i mosaici, le suppellettili e le statue che arricchivano gli spazi, ora deserti, dove ti senti un intruso in uno scenario fuori dal tempo e percepisci  un invadente senso di solitudine che ti riempie di riverente stupore ed ammirazione  per un  qualcosa di irraggiungibile e grande</span>.</h3>
<h3><span style="color: #000000;">Come il bello che traspare dalla domus più raffinate. E ti pare di sentire le fragranze della casa del profumiere, di vedere scorrere l’acqua nella lunga vasca di marmo, ombreggiata da una pergola, nella casa di Octavius Quartius e brillare al sole i personaggi mitici e leggendari  di altri tempi e civiltà.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/graffiti-pompei-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-3313 aligncenter" title="graffiti pompei 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/graffiti-pompei-3-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></span></p>
<h3><span style="color: #000000;">E ti chiedi chi possa avere calpestato quella strada, chi si sia fermato sull’uscio di quella locanda, chi sia l’autore di questi graffiti che, in tal caso, non informavano nè provocavano, ma comunicavano per davvero un modus vivendi.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/graffiti-pompei-11.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3317" title="graffiti pompei 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/graffiti-pompei-11-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/graffiti-pompei-21.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3318" title="graffiti pompei 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/graffiti-pompei-21-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a></span></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/hic-sumus-felices-graffiti-pompei.jpg"><img class="size-medium wp-image-3319  aligncenter" title="hic sumus felices graffiti pompei" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/07/hic-sumus-felices-graffiti-pompei-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a> </span></p>
<h3><span style="color: #000000;">“ HIC SUMUS FELICES” cioè “QUI  SIAMO FELICI”.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Una solenne proclamazione  di gioia e di vitalità collettiva che associo a tutte le genti che vivevano Pompei . Uno squillo per i secoli a venire , una speranza di buon augurio per noi,  provenienti dal futuro, incapaci  di definire la felicità, se non per difetto, e tanto meno di scrivere una cosa del genere sui muri di una qualsiasi città. “Qui siamo felici.” E sarà una delle magiche  lune di Pompei  o il fascino acuito dalle ombre di una dolce notte d’estate, sarà il mistero di queste strade percorse da chissà chi  e di questi muri  che raccontano più di mille parole, ma in questa scritta graffiata c’è tutta la vita, la forza  prorompente e la grandezza di una civiltà. Qui siamo felici. E non provo invidia, ma commozione e un senso di compiaciuta appartenenza a un patrimonio universale, a una sorta di  Eden nascosto, carpito attraverso le fonti storiche.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Pompei, maledetta dalla natura e benedetta dagli dei, suggestiona chiunque nei suoi chiaroscuri, nell’eco remota che risuona dentro, nella sua  immensità costellata da vibranti fiammelle che segnano il percorso, quasi a ricordo del percorso esistenziale dell’umanità .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">“Qui siamo felici” è l’epitaffio più bello in memoria di una città che ha ancora tanto da dire indistintamente a tutti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Scontenti e perennemente incontentabili, riusciremo mai ad annunciare ai posteri “Qui siamo felici” non per effetto di una momentanea scarica di adrenalina o senza cedere ad una qualsiasi forma di finzione?</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Le Lune di Pompei</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Visite notturne degli Scavi di Pompei</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">maggio- ottobre 2010</span></h3>
<h3><a href="http://www.lelunedipompei.com/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.lelunedipompei.it</span></a></h3>
<p> </p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3 class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &amp;amp;quot; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="color: #000000;"> </span></span></h3>
<p><span style="font-family: &amp;amp;quot; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
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		<title>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 23:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente è arrivato il  caldo afoso dell’estate che garantirà saune gratuite per tutti e conseguente  espulsione di tossine. Le notizie più o meno recenti  hanno reso bollenti gli animi , ma forse non è il caso di essere pessimisti. Arrabbiati sì.  Il tormentone di quest’estate “è  tempo di sacrifici per qualche categoria di lavoratori più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">Finalmente è arrivato il  caldo afoso dell’estate che garantirà saune gratuite per tutti e conseguente  espulsione di tossine. Le notizie più o meno recenti  hanno reso bollenti gli animi , ma forse non è il caso di essere pessimisti. Arrabbiati sì.  Il tormentone di quest’estate “è  tempo di sacrifici per qualche categoria di lavoratori più che per altre”, accompagnato dal barrito di una  vuvuzela. Dal bailamme mediatico ho capito che i parlamentari sono iperdotati  dipendenti delle PA,  lavoratori indefessi spesso  impegnati nelle amministrazioni centrali e periferiche, in libere professioni e docenza, che per i magistrati saranno previsti gli scatti di carriera-pensione, che le tredicesime delle forze dell’ordine non saranno toccate grazie  anche al pronto intervento delle associazioni sindacali di categoria e del  tuonante Ministro della Difesa. Le proposte, prontamente bocciate, erano solo  refusi, semplici errori di distrazione. Come i miei che, quando digito in fretta, spesso inverto le lettere. Il caldo fiacca per cui  aspetto che qualche capa,  più fresca delle altre, si accorga  del  refuso  pure per gli insegnanti che lavoreranno invisibilmente per tre anni con blocco del contratto collettivo nazionale e  congelamento degli scatti di anzianità. Poi auspico che qualcuno, ancora più attento,  ci garantirà il congelamento dei prezzi nel triennio per evitare che i cosiddetti sacrifici  divengano una mattanza .Nelle botte e risposte tra i manovratori e i manovrati non ho sentito- ma forse mi è sfuggito-  il Ministro della Pubblica Istruzione. Forse la cosiddetta meritocrazia si ridurrà al dovere di fedeltà allo Stato e alla condotta di adoprarsi per il buon funzionamento della P. A. a carico dei dipendenti pubblici, insegnanti compresi.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Nell’accezione religiosa il sacrificio indicava la rinuncia  a un bene  per ingraziarsi qualche entità sovrumana. Gli insegnanti restano figli di un dio minore. Più comunemente il sacrifico sottende uno sforzo, una rinuncia a qualcosa in vista di un fine che, in tal caso,  sarebbe il risanamento dei conti pubblici e la riduzione delle spese del pubblico impiego. Mi pare giusto. Dobbiamo pagare per coloro ai quali nonsisachi ha concesso le baby pensioni e ora svolgono altre attività,  che magari per magia o qualche strano effetto ottico non risultano. Si sa- il caldo tira brutti scherzi. Ma è bene guardare al bicchiere mezzo pieno, non alla parte  mezza vuota. È giusto pagare per le responsabilità altrui e per politiche poco accorte di chi ha indetto concorsi su concorsi e continua a sprecare in convegni e consulenze? Pare di sì.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Allora sarà meglio prendersela con calma , senza affaticarsi troppo, come coloro che hanno lavorato finora con scarso senso di responsabilità e per i quali non cambia mai nulla. Si fa presto a livellare tutti indistintamente e a prelevare facilmente da buste paghe trasparenti. In fondo ci ringiovaniscono di tre anni facendo saltare  lo sviluppo professionale di anzianità del triennio. Del resto per operare coi ragazzi bisogna sentirsi giovani ma sinceramente preferirei un   anno sabbatico in una beauty farm .  Invece i magistrati possono invecchiare beatamente,  come i vecchi saggi di una volta chiamati al governo della città.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Sono sicura che gli insegnanti continueranno ad educare, a trasmettere il rispetto per le istituzioni e la legalità. Fino a diventare un esercito di Pinocchi che mentiranno quotidianamente a se stessi .Un esercito di signori e signore che metterà da parte il senso di rivalsa per una mortificazione  percepita come socialmente ingiusta. Figli illegittimi della stessa PA alla quale appartiene la casta blindata, la più affollata e strapagata d’Europa. Un bel primato! E basta chiedere spiegazioni di quel che gli accatastati dicono e hanno detto , fanno o hanno fatto. La dea  della discrezione , Santa Privacy, va tutelata. Scusate l’impertinenza,  ma gli accatastati che avranno tanto da dirsi per telefono? Risparmino  un po’ sulle bollette pure loro. Che diamine! Sempre lì a ciappettare con Tizio, Caio e Sempronio e a fare scervellare di nervi e risate chi si preoccupa del buon andamento della Res Publica. Metteteli in mondovisione ‘sti telefoni roventi, intercettateci tutti  e non se ne parli più.  Chi non ha niente da nascondere non si preoccuperà certo se si scopriranno le sue solite noiose raccomandazioni, indiscreti pettegolezzi, battibecchi coniugali e qualche cornetto.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Modestamente vorrei contribuire pure io allo sciorinamento di consigli per fare fronte al deficit pubblico.  sollecitando un decreto legge, urgentissimo, sull’incompatibilità e il divieto di cumulo di incarichi da parte dei parlamentari, come è già previsto a carico dei dipendenti pubblici. Senza alcuna richiesta,  né concessione di autorizzazione. La carriera politica di parlamentare potrebbe divenire incompatibile con quella a livello locale ( e non solo viceversa , come lo è attualmente), con l’occupazione di   cattedre universitarie e lo svolgimento di libere professioni. Si eviterebbero conflitti di interessi e clientele di vario genere, ma soprattutto si tutelerebbe la salute di  operatori multi tasking, a rischio di esaurimento e inclini a frequenti refusi, o virtualmente stra impegnati, visto che il teletrasporto e la clonazione umana  non sono stati ancora inventati. In tal modo non ci sarebbero invadenti assi piglia tutto,si creerebbero molti posti di lavoro con un ricambio generazionale in tanti settori e, dulcis in fundo,  i tagli sarebbero più equamente distribuiti,  ripartiti tra coloro che potrebbero maggiormente contribuire a risollevare il debito pubblico. Inoltre il diritto alla pensione non dovrebbe maturare dopo qualche anno di mandato, ma alla soglia dei 60 anni. Si potrebbe chiedere inoltre ai manovrati  se le loro trattenute debbano concorrere a mantenere vitalizi, agevolazioni, diarie, indennità ,mega scorte, auto blu del popolo delle Camere. Nessuno pensa di sfoltirlo e di ridurgli  gli emolumenti?  Strano che finora  le menti, eccelse nell’individuare sacrifici dovuti e imposti ad altre categorie, non abbiano  ancora pensato ad istituire un conto corrente o una mensile maratona televisiva di Telethon ove devolvere generose offerte per fronteggiare il debito pubblico in attesa di emendamenti della manovra finanziaria.  Un magnanimo intervento assistenzialista, anche degli evasori fiscali , sarebbe ben accetto per prevenire   fastidiosi ed improvvisi mal di pancia di tanti “fannulloni” che potrebbero costringere altri  lavoratori a recarsi in fabbrica, negli uffici, nelle caserme e negli ospedali con la prole al seguito, a meno che non riescano a provvedervi last minute in altro modo.  Scuole senza insegnanti, né supplenti, né bidelli che un bel giorno potrebbero essere afflitti da una contagiosa ed improvvisa  epidemia che  farebbe saltare il Paese e le statistiche sull’assenteismo di Brunetta. Un debito morale da onorare per rispetto di se stessi e per fedeltà a quello Stato in cui hanno creduto e  vorrebbero servire, senza essere servili, in nome di quei principi di dignità dei lavoratori e di uguaglianza dei cittadini. Uno Stato che non legalizza due pesi e due misure all’interno della stessa P. A. e faccia valere  <strong>l’art. 53  Cost “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”che sancisce un principio fondamentale del nostro ordinamento tributario  per cui le prestazioni tributarie devono gravare in modo uniforme su soggetti che dispongono della stessa capacità contributiva e in modo differente (criterio della progressività) su soggetti che dispongono di capacità diverse. </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> Chi  ha l’onore e l’onere di rappresentare gli elettori sia all’altezza del mandato perché ha già più volte perso credibilità, dando prova di perseguire interessi personali , nemmeno più quelli del partito. Altro che principio del buon padre di famiglia. Potrebbe essere il  titolo per un nuovo reality: “Il buon padre di famiglia” in cui  un politico si trovi a gestire  una famiglia di 3 o 4 persone con uno  stipendio mensile.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
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<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<blockquote>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?</strong> Q<strong>uamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?</strong> <em> </em></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><em>Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?</em> <em>Quanto a lungo ancora codesto tuo furore si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?&#8221;.</em> (Cicerone, 1 Catilinaria).</span></h3>
</blockquote>
<h3></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Il secondo Skippleanno</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 21:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo corse, rincorse e  improvvise  fughe, Skip blog compie due anni. La creaturella continua a  zompettare. A volte si arena dolcemente su opere altrui che le piacciono, altre volte  sorride sorniona o pensierosa su ciò che vive, per non strepitare più di quanto non faccia quando è gagliardamente polemica o triste. Non saprei definire l’immensità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/05/mare-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2953" title="mare 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/05/mare-1.jpg" alt="" width="448" height="334" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Dopo corse, <a title="il primo anno di skip blog in skip blog.it" href="http://www.skipblog.it/2009/05/24/il-primo-anno-di-skip-blog/" target="_blank">rincorse</a> e  <a title="bentornato skip blog in skip blog.it" href="http://www.skipblog.it/2010/03/16/bentornato-skip-blog/" target="_blank">improvvise  fughe</a>, Skip blog compie due anni. La creaturella continua a  zompettare. A volte si arena dolcemente su opere altrui che le piacciono, altre volte  sorride sorniona o pensierosa su ciò che vive, per non strepitare più di quanto non faccia quando è gagliardamente polemica o triste.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Non saprei definire l’immensità e complessità della blogosfera, nella quale navigo più silenziosamente   rispetto a qualche tempo fa quando, incosciente,  non percepivo la risonanza che può avere questa forma di comunicazione </span><span style="color: #000000;">condivisa </span><span style="color: #000000;">che banalmente riesco ad immaginare solo  come un mare tanto vasto…</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
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<h3><span style="color: #000000;"><br />
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<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>“L’illimitata  distesa è segnata da rotte commerciali, molto trafficate e ben  pubblicizzate, ed è costellata da terre già scoperte e civilizzate, mete  di conquista o di svago. Spesso sotto costa affiorano  scogli. Emergono o  scompaiono a seconda della marea.  Non li trovi facilmente sulle carte nautiche. Eppure esistono e vivono nello stesso mare, quasi di vita propria, non riflessa in depliant, bandiere, carta stampata.  Ogni tanto qualche re o semplice pescatore vi si reca. Forse per  curiosità, per vedere se c’è o si è sviluppata la vita e si aspettano di trovarci le forme di vita che più servono o apprezzano. Al pescatore interessa trovarci pesci e conchiglie, al re invece coralli, perle, madreperle. Risorse. E lo  scoglio resta lì in mezzo al mare. Talvolta nei suoi dintorni emergono altri scogli, magari di origine vulcanica. Lì c’è ben poco da comprare, reclamizzare, scoprire. Ci trovi la stessa vita di tanti altri scogli che, messi vicini, rendono la navigazione perigliosa, fastidiosa, non  sempre agevole. La voce del mare vi s’infrange per ripartire a sua volta, echeggiando in altra forma, non aulica, né supponente. Può sembrare fragore, l’eco lontana in una conchiglia, lo scroscio devastante di un’onda anomala o il leggero mormorio di ondine delicate. Puoi trovarci la solitudine  che serve per ritrovarsi o quella che cattura per smarrirti, l’alto e superbo volo di un gabbiano o il suo goffo zompettio terrestre, un morbido velluto di alghe o incrostazioni di salsedine. Le caratteristiche geomorfiche, comuni ai tanti e insignificanti scoglietti, suggeriscono a qualche sognatore di librarsi con fantasia e creatività, di scrutare l’orizzonte e gli abissi del mare, sconfinato  patrimonio universale. I suoi  pensieri partono per non approdare, restano sospesi, senza ancore e coordinate. Possono sembrare inutili, mediocri, superficiali, imprecisi, confusi ed incoerenti, ma sono liberamente vissuti.</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<blockquote>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Chiunque può accoglierli e nessuno possederli. È tanto vasto il mare e ci vedi ciò che vuoi vedere, ascolti ciò che vuoi ascoltare, affermare e negare, credere e rinnegare, assolvere e condannare. Ci trovi ciò che vuoi trovare.”</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></p></blockquote>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><br />
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<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><a title="è tanto vasto il mare in skip blog.it" href="http://www.skipblog.it/2009/07/16/e-tanto-vasto-il-mare/" target="_blank">È tanto vasto questo mare</a>, di cui fa parte anche Skip blog,  ma esiste soprattutto grazie a tutti voi che vi affacciate, leggete, scrivete commenti e post lasciando una pinnata più o meno visibile.</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>La creaturella vi ringrazia tutti ed io ancor di più.</strong></span></h3>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><br />
</strong></span></p>
<h3><span style="color: #0000ff;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #0000ff;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #0000ff;"><br />
</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Maria</strong></span></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Presagio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 20:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<category><![CDATA[emozioni e sentimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[“Tutto a posto e niente in ordine” è il riepilogo di una giornata particolarmente rumorosa. In una sera come tante lascia decantare lo sguardo nelle piccole onde di perla che inciampano sulla riva. La lenta distesa grigia  sfuma nell’orizzonte viola. Lui si ferma. La brezza serale  spinge indietro il suo  pelo arruffato che  un po’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">“Tutto a posto e niente in ordine” è il riepilogo di una giornata particolarmente rumorosa. In una sera come tante lascia decantare lo sguardo nelle piccole onde di perla che inciampano sulla riva. La lenta distesa grigia  sfuma nell’orizzonte viola.</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Lui si ferma. La brezza serale  spinge indietro il suo  pelo arruffato che  un po’ sbiadito sul muso contrasta coi suoi occhi neri. Si guardano reciprocamente per un attimo, poi riprendono a camminare. Lei per inerzia lo segue. Lascia che il suo  peluche spettinato la guidi , quando ha ormai gettato le redini della giornata. D’un tratto il cagnone rasta punta qualcosa. Più in là intravedono un’insolita e tenera coppia. Rallentano il passo per non disturbarla, per osservarla a distanza  mentre procede con passo regolare:la femmina avanti e il maschio dietro . Hanno sconfinato in quella zona eppure, inseparabili,  sembrano a loro agio nel prato dell’aiuola. In alto i gabbiani si stanno ritirando, e loro due tranquilli dondolano per terra. Forse hanno sbagliato direzione e, invece di tornare alla foce lontana, continuano a camminare nell’erba nuova lungo la recinzione della ferrovia, ignorando la  gente che passeggia sul lungomare. Quel verde brillante le è sempre piaciuto. Il germano reale ha davvero qualcosa di regalmente prezioso  nel </span><span style="color: #000000;">lucido</span> <span style="color: #000000;">piumaggio . Lascia che la sua femmina indichi il percorso, la asseconda. Non sembrano disorientati.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Sorride divertita a quel segno premonitore delle attese di domani. A volte l’istinto porta altrove prima di sparire  casualmente, così come talvolta capita di vivere in un posto non scelto.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Voi non potete dubitare delle cose in cui credete: io devo” (Ipazia di Alessandria in Agorà )</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 23:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel film Agorà , di recente giunto nelle sale cinematografiche italiane,  Alejandro Amenabàr narra la vita di Ipazia,  nota matematica, astronoma  e filosofa della tarda antichità e  inventrice di strumenti, come il planisfero, l’astrolabio e l’idroscopio. Nata ad Alessandria d’Egitto nel 370 d.C,  Ipazia vive in un’epoca di grande confusione, di scontro tra la civiltà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/05/Ipazia-Rachel-Weisz-in-Agorà.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2924" title="Ipazia- Rachel Weisz in Agorà" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/05/Ipazia-Rachel-Weisz-in-Agorà-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<h3><span style="color: #000000;">Nel film Agorà , di recente giunto nelle sale cinematografiche italiane,  Alejandro Amenabàr narra la vita di Ipazia,  nota matematica, astronoma  e filosofa della tarda antichità e  inventrice di strumenti, come il planisfero, l’astrolabio e l’idroscopio. Nata ad Alessandria d’Egitto nel 370 d.C,  Ipazia vive in un’epoca di grande confusione, di scontro tra la civiltà ellenistica e il proto cristianesimo, politeismo e monoteismo in un’alternanza di giochi di potere ed intolleranza tra eruditi saggi e masse in cerca di riscatto, fomentate da fanatici monaci ( parabolani) che interpretano a modo loro la parola di Cristo divenendo persecutori di tutti coloro che non condividono il loro credo. Alessandria, capitale delle scienze dell’Impero romano , ove convivevano etnie diverse, diventa ben presto scenario di lotte fratricide tra pagani,cristiani e ebrei .</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
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<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><a title="Ipazia in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipazia" target="_blank">Ipazia</a>, come il padre Teone, si dedica a  studi di filosofia , matematica ed astronomia, divenendo a 31 anni  la più nota esponente alessandrina della scuola neoplatonica.  Per lungo tempo studia il cielo, si interroga sulle stelle e,  partendo dalla “bizzarra”teoria di Aristarco, alla concezione tolemaica geocentrica oppone l’intuizione del movimento della Terra che ruota intorno al Sole lungo un’orbita ellittica, poi resa ufficiale  da Keplero molti secoli più tardi. A lungo osserva, ipotizza, dubita, riformula ipotesi, deduce .Il suo pensiero scientifico,  improntato alla necessità logica che spiega fenomeni e fatti, si fonda sul dubbio e approda a verità approssimate, confutabili e difficili da dimostrare con gli strumenti esistenti a quei tempi. La sua forma mentis si scontra col fanatismo  religioso e la politica che misconoscono il valore positivo del dubbio e impongono dogmaticamente verità e certezze assolute, non necessariamente da dimostrare, spesso richieste e volute dagli uomini per rispondere ai misteri della vita e del creato o per governare. Ipazia afferma la sua neutralità di pagana, prende distanza dal potere con una saggezza maturata grazie allo studio e ad una straordinaria sensibilità. Pare distaccarsi  dalle umane passioni abbracciando  i misteri dell’universo che rispondono a  leggi talvolta incomprensibili e conquista spazi infiniti varcando i confini del mondo umano. La filosofia diviene il suo stile di vita in una  costante ricerca di verità, non sempre certe e assolute, che la avvicina  al rispetto della vita, più di ogni altro dogmatico dio.</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Donna di eccezionale bellezza ed intelligenza è affascinata dal misterioso e perfetto equilibrio esistente in natura, spesso simboleggiato dal cerchio ove tutti i  punti della circonferenza sono equidistanti dal centro. Una perfezione  idealmente auspicabile per un’equilibrata forma di governo ispirata alla tolleranza, alla convivenza, alla giustizia, al bene. Un cerchio che,  in alcune inquadrature dall’alto, incornicia<span style="color: #000000;">, ma non riesce ad arginare,</span> masse impazzite simili a formiche che scappano senza meta.</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ipazia esercita una grande infuenza non solo culturale ma anche politica, perciò  paga con la vita quello che all’epoca tutti le riconoscevano un eccezionale privilegio in quanto donna. Accusata di eresia e stregoneria, è assassinata nel 415 , sebbene stimata per la  fervida mente e virtù. Va incontro al suo destino, rifiuta la conversione al cristianesimo  proclamando la sua libertà di pensiero,  la sua indipendenza da ruoli prestabiliti e il suo impegno civile. Con la sua morte viene sancita  l’esclusione delle donne dal sapere.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ecco la testimonianza di  Socrate Scolastico, storico cristiano:</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><em><strong>“C’era in Alessandria una donna chiamata Ipazia, figlia del filosofo Teone, che aveva fatto tali conquiste in scienza e letteratura da sorpassare tutti i filosofi del suo tempo. Essendo succeduta al padre nella guida della scuola di Platone e di Plotino, ella insegnava i principi della filosofia ai suoi discepoli, molti dei quali venivano da lontano per assistere alle sue lezioni. A dimostrazione della sua erudizione e delle sua abilità di conversazione, che aveva acquisito in seguito alla coltivazione della sua mente, appariva spesso in pubblico in presenza di magistrati, e non aveva vergogna di partecipare alle assemblee di uomini. Per questo gli uomini la ammiravano sempre più, per la sua straordinaria dignità e virtù. Eppure anch’essa cadde vittima della gelosia politica che a quel tempo prevaleva. Poiché ella aveva frequentazioni con Oreste, fu calunniosamente riportato tra i cristiani che era stata lei ad impedire che Oreste si riappacificasse con il vescovo. Allora alcuni di essi, il cui capo era un lettore chiamato Pietro, presi da uno zelo bigotto e ferino, la assalirono sulla via di casa e, trascinatala giù dal carro, la trascinarono alla chiesa chiamata Cesarèo dove la spogliarono completamente e la uccisero a colpi di tegola. Dopo aver fatto a pezzi il suo corpo, portarono le sue membra sanguinanti in un posto chiamato Cinaron, e lì le bruciarono. Questo episodio ha portato l’obbrobrio non solo su Cirillo, ma anche sull’intera chiesa di Alessandria. E di certo nulla può essere più lontano dallo spirito del cristianesimo che la giustificazione di massacri, battaglie, e cose di questo genere. Questo accadde nel mese di Marzo durante la Quaresima, nel quarto anno dell’episcopato di Cirillo, sotto il decimo consolato di Onorio e il sesto di Teodosio”</strong></em><strong>.</strong></span></p></blockquote>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ipazia è una bella figura femminile della storia e della scienza. Nel film è tanto amata ma in modi diversi, dal  padre col quale condivide affinità intellettive,  dal prefetto Oreste che si accontenta di amore platonico, dallo schiavo Davo che nutre un&#8217; attrazione fisica. Tutti, chi prima, chi dopo, le riconoscono la libertà di essere ciò che vuole. Agorà propone conflittualità ancora attuali , forse senza soluzione, proclama quel bisogno umano di avere  certezze, credute o possedute, per legittimare ogni forma di potere, sociale , politico, religioso.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">In questo Ipazia è sempre stata libera  e tutti, anche coloro che la condannarono, riconobbero la sua libertà.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Articolo correlato:</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong><br />
</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><a title="il fascino della matematica in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2009/12/07/il-fascino-della-matematica/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Il fascino della matematica </strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><br />
</strong></span></p>
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		<title>Sul cartellone pubblicitario a Sanremo</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 19:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che scrivo a riguardo della pubblicità offensiva delle donne. Molte associazioni femminili stanno promuovendo campagne contro messaggi ambigui o palesemente volgari, e comunque  svilenti della donna. Alcune trasmissioni televisive e certi periodici  brillano di scelte pruriginose, con pupe in déshabillé  che “artisticamente” stimolano l’istinto degli utenti . La pubblicità, soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/04/pubblicità2.jpg"><img class="size-full wp-image-2915 aligncenter" title="pubblicità" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2010/04/pubblicità2.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<h3><span style="color: #000000;">Non è la prima volta che scrivo a riguardo della pubblicità offensiva delle donne. Molte associazioni femminili stanno promuovendo campagne contro messaggi ambigui o palesemente volgari, e comunque  svilenti della donna. Alcune trasmissioni televisive e certi periodici  brillano di scelte pruriginose, con pupe in déshabillé  che “artisticamente” stimolano l’istinto degli utenti .</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La pubblicità, soprattutto dei cartelloni affissi, è subita  a differenza di certi programmi televisivi o pubblicazioni che si possono scegliere. La grande visibilità della pubblicità di strada implica maggiore attenzione nella selezione di immagini e messaggi trasmessi, impliciti e non, in funzione di chi  dovrebbe decodificarla.</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">L’armonioso, invidiabile lato B della pulzella in primo piano, associato allo slogan  “Questo può essere TUO” ( si noti la collocazione meramente “casuale” di questo),  a tutto fa pensare  tranne che alla vendita di uno spazio pubblicitario, che si trova sulla parete di uno stabilimento di Sanremo( voi lo direste?).</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ho avuto conferma dei miei limiti cogliendo in essa un invito seducente, gratuito o prezzolato, rivolto ad un ipotetico e strabuzzante  osservatore o un’esortazione  ad un’ipotetica osservatrice affinchè possa avere quelle forme, slip compreso, per sentirsi più bella,  se non essere sessualmente più appetibile.  C’è intrinseca  ironia provocatoria nello slogan? Forse sì,  e consiste nel deridere gli uomini, provocati negli atavici istinti da tanta grazia ingraziante, e le donne che si sentono prese &#8211; è proprio il caso di scriverlo- per l’air bag posteriore.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
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<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">La comunicazione è efficace  quando i messaggi sono compresi, possibilmente  da tutti i riceventi  e non solo da chi li emette. Riconosco la mia incapacità di avvicinarmi alla creatività di chi gioca su facili, stuzzicanti, stucchevoli doppi sensi. Facile captare la superficiale attenzione  di chi osserva, dubito che se ne conquisti un’ effettiva condivisione e interesse. Il messaggio  dice e non dice, l’immagine mostra e non mostra, a seconda che siano considerati  congiuntamente o separatamente <span style="color: #000000;">slogan e fotografia. La scritta</span> sottende una possibilità di volgare possesso, reale e immaginato, ma sicuramente  <span style="color: #000000;">è scorretta p</span>erché inefficace. Solo la fervida immaginazione degli ideatori, dall’inaccessibile  talento, fa approdare alla vendita di spazi pubblicitari.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">L’azienda è riuscita a guadagnare la  visibilità di  &#8220;cervelli al pascolo&#8221;  <img src='http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   ( leggasi in alto a destra tra parentesi) , non a caso maschili, dal discutibile gusto. A mio avviso la volgarità è sottilmente indotta senza nemmeno una chiara, inequivocabile posizione ideologica. Giusto per poter trincerarsi dietro una valida scusante, in <a title="il coordinamento femminile della provincia di imperia contro un cartellone pubblicitario a sanremo in riviera24.it" href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/04/25/84347/il-coordinamento-femminile-della-provincia-di-imperia-contro-un-cartellone-pubblicitario-a-sanremo" target="_blank">caso di prevedibile e sopraggiunta critica</a>,  che è l’osservatore a pensare male, che è la consenziente pulzella a prestare la parte migliore di sé ad un messaggio che provoca una superficiale approvazione <span style="color: #000000;">maschile </span>e un dubbio consenso <span style="color: #000000;">generale</span>. <a title="pubblicità svilente a sanremo in donne pensanti.net" href="http://www.donnepensanti.net/2010/04/pubblicita-svilente-a-sanremo-mail-bombing/" target="_blank">La polemica è aperta nel  tentativo di frenare la pubblicità sessista</a>,  che viene giustificata da alcuni  grazie a programmi televisivi , a dir poco demenziali. Ma il canale televisivo si cambia, il cartellone per strada è imposto.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Forse c’è più ipocrisia in  chi volutamente rasenta il confine della mercificazione  pubblicitaria del corpo femminile rispetto a chi osa prenderne le distanze come può, con un riso, una rassegnazione forzata, una critica, un’eclatante protesta  e viene accusato di falso moralismo. Dietro un presumibile talento professionale ci sia perlomeno la correttezza di ammettere che con questa forma di pubblicità, dalle facili seduzioni visive,  c’è la semplice volontà di guadagnare altrettanto facilmente visibilità e risonanza.  Non di certo credibilità per una comunicazione corretta,  come vanta l’azienda, ma solo perplessità su una comunicazione ipocritamente ambigua , fuorviante e di pessimo gusto.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
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<h3><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></h3>
<p><a title="Pubblicità per le donne o contro le donne in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2009/02/13/pubblicita-per-le-donne-o-contro-le-donne/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Pubblicità per le donne o contro le donne?</strong></span></a></p>
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		<title>25 Aprile</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 21:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno ricorre il 65° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Una pagina di storia italiana da non dimenticare, scritta dai soldati alleati ma soprattutto da tanti italiani (partigiani, militari,deportati, internati e civili) che si opposero alla dittatura in nome della libertà e resero possibile la nascita della Repubblica e della democrazia, sancite poi nella Costituzione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;"><strong>Quest’anno ricorre il 65° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Una pagina di storia italiana da non dimenticare, scritta dai soldati alleati ma soprattutto da tanti italiani (partigiani, militari,deportati, internati e civili) che si opposero alla dittatura in nome della libertà e resero possibile la nascita della Repubblica e della democrazia, sancite poi nella Costituzione.</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Ecco alcune lettere che testimoniano le aspirazioni, gli ideali e le ultime volontà di uomini e donne in procinto di morte, consapevoli del loro destino e fiduciosi di trasmettere ad altri  l’opportunità di vivere con dignità da uomini liberi . (</strong><strong> </strong><a title="lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana in storiaxxisecolo.it" href="http://www.storiaxxisecolo.it/documenti/documenti7.html" target="_blank">Da lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana</a>)</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
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<h3><span style="color: #0000ff;"><strong>Lettera di Bruno Parmesan (Venezia)</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Udine, 10 febbraio 1945</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Caro Papà e tutti miei cari di famiglia e parenti,</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">dalla soglia della morte vi scrivo queste mie ultime parole. Il mondo e l&#8217;intera umanità mi è stata avversa. Dio mi vuole con sé.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Oggi 10 febbraio, il tribunale militare tedesco mi condanna. Strappa le mie carni che tu mi avevi fatto dono, perché hanno sete di sangue.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Muoio contento perché lassù in cielo rivedrò la mia adorata mamma. Sento che mi chiama, mi vuole vicino come una volta, per consolarmi della mia dura sorte. Non piangete per me, siate forti, ricevete con serenità queste mie parole, come io sentii la mia sentenza.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Ore mi separano dalla morte, ma non ho paura perché non ho fatto del male a nessuno; la mia coscienza è tranquilla.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Papà, fratelli e parenti tutti, siate orgogliosi del vostro Bruno che muore innocente per la sua terra.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Vedo le mie care sorelline Ida ed Edda che leggono queste ultime mie parole: le vedo così belle come le vidi l&#8217;ultima volta, col loro dolce sorriso. Forse qualche lacrima righerà il loro volto. Dà loro coraggio, tu Guido, che sei il più vecchio.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Quando finirà questa maledetta guerra che tanti lutti ha portato in tutto il mondo, se le possibilità ve lo permetteranno fate che la mia salma riposi accanto a quella della mia cara mamma.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Guido abbi cura della famiglia, questo è il mio ultimo desiderio che ti chiedo sul punto di morte. Auguri a voi tutti miei cari fratelli, un buon destino e molta felicità. Perdonatemi tutti del male che ho fatto. Vi lascio mandandovi i miei più cari baci.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Il vostro per sempre</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Bruno</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">(Di anni 19 , meccanico tornitore , nato a Venezia il 14 aprile 1925 . Partigiano nel Battaglione &#8220;Val Meduna&#8221;, 4ª Brigata della 1ª Divisione Osoppo-Friuli .Catturato dai militi delle Brigate Nere nel gennaio 1945 a Meduno (Udine), in seguito a delazione, fu processato il 2 febbraio 1945 dal Tribunale Militare Territoriale tedesco di Udine e poi  fucilato da un plotone d’esecuzione di militi fascisti con altri ventitre partigiani alle ore 6 dell&#8217;11 febbraio 1945, contro il muro di cinta del cimitero di Udine.)</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
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<h3><span style="color: #0000ff;"><strong>Lettera di Giancarlo Puecher Passavalli</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto&#8230; Accetto con rassegnazione il suo volere.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono. Viva l&#8217;Italia.  Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia mamma che santamente mi educò e mi protesse per i vent&#8217;anni della mia vita.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">L&#8217;amavo troppo la mia Patria; non la tradite, e voi tutti giovani d&#8217;Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale.  Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l&#8217;uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">A te Papà l&#8217;imperituro grazie per ciò che sempre mi permettesti di fare e mi concedesti.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Gino e Gianni siano degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita. I martiri convalidano la fede in una Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà. Baci a tutti.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Giancarlo</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"><br />
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<h3><span style="color: #000000;">(Di anni 20 . Nacque a Milano il 23 agosto 1923 . Iscrittosi alla facoltà di Giurisprudenza dell’università di Milano, sospese gli studi per arruolarsi nell’aviazione come allievo ufficiale pilota volontario. Dopo l’armistizio si ricongiunse coi familiari, che nel frattempo erano sfollati a Lambrugo (CO) Subito dopo l&#8217;8 settembre 1943 diventò l&#8217;organizzatore ed il capo dei gruppi partigiani nella zona di Erba-Pontelambro (Como). Svolse numerose azioni, fra cui rilevante fu quella al Crotto Rosa di Erba, per il ricupero di materiale militare e di quadrupedi . Catturato da militi delle locali Brigate Nere il 12 novembre 1943 a Erba, fu rinchiuso nelle carceri di  San Donnino in Como. Processato il 21 dicembre 1943 dal Tribunale Speciale Militare di Erba, fu poi  fucilato da militi delle Brigate Nere lo stesso 21 dicembre 1943, al cimitero nuovo di Erba. Suo padre, Giorgio Puecher Passavalli, si spense nel campo di Mauthausen il 7 aprile 1945. Dopo la liberazione, alla memoria di Giancarlo Puecher è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:<em> </em>&#8220;Patriota di elevatissime idealità, scelse con ferma coscienza dal primo istante la via del rischio e del sacrificio. Subito dopo l’armistizio attrasse, organizzò, guidò un gruppo di giovani iniziando nella zona di Lambrugo, Ponte Lambro, il movimento clandestino di liberazione ed offrendo la sua casa come luogo di convegno. Con lo esempio personale fortificò nei compagni la fede nell’azione che essi dovevano più tardi proseguire in suo nome. Presente e primo in ogni impresa gettò nella lotta tutto se stesso prodigandovi le risorse di una mente evoluta e di un forte fisico, ed associando all’audacia un particolare spirito cavalleresco. Braccato dagli sgherri fascisti, insidiata la sicurezza della sua famiglia, non desistette. Incarcerato con numerosi suoi compagni e poi col padre, d’accordo con questi rifiutò la evasione per non allontanarsi dai compagni di fede e di sventura. Condannato a morte dopo sommario processo, volle essere animatore sino all’estremo, lasciando scritti di ardente amor patrio e di incitamento alla continuazione dell’opera intrapresa. Trasportato al luogo del supplizio, chiese di conoscere il nome dei suoi esecutori per ricordarli nelle preghiere di quell’aldilà in cui fermamente credeva, e tutti i presenti abbracciò e baciò, ad ognuno lasciando in memoria un oggetto personale, pronunciando parole nobilissime di perdono e rincuorando coloro che esitavano di fronte al delitto da compiere. Cadde a vent’anni da apostolo e da soldato, sublimando nella morte la multiforme e consapevole spiritualità che aveva contraddistinto la sua azione partigiana” ( <a title="Giancarlo Puecher Passavalli in italia-liberazione.it" href="http://www.italia-liberazione.it/ultimelettere/ultimelettereanagrafe.php?ricerca=211&amp;presentazione=1&amp;lingua=it" target="_blank">da Istituto Nazionale per la Storia  del Movimento di Liberazione in Italia</a>)<strong> </strong></span></h3>
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<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></h3>
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<p><a title="La libertà è come l’aria:ci si accorge di quanto vale  quando comincia a mancare (Piero Calamandrei) in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2009/04/25/la-liberta-e-come-laria-ci-si-accorge-di-quanto-vale-quando-comincia-a-mancare-piero-calamandrei/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>La libertà è come l’aria:ci si accorge di quanto vale  quando comincia a mancare (Piero Calamandrei)</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><br />
</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come ti senti?</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2010/04/11/come-ti-senti/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 22:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“ I  figli crescono e le mamme imbiancano.” cantavano Gino Latilla e  Giorgio Consolini in  “Tutte le mamme del mondo”, nel lontano 1954. Deo gratias,  c’è rimedio… se non altro alla capigliatura! Se nel primo  anno di vita  il pupetto cresce a vista d’occhio, muove i primi passi, azzanna di tutto,conosce ed esplora e  i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">“ I  figli crescono e le mamme imbiancano.” cantavano Gino Latilla e  Giorgio Consolini in  “Tutte le mamme del mondo”, nel lontano 1954. Deo gratias,  c’è rimedio… se non altro alla capigliatura! <img src='http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Se nel primo  anno di vita  il pupetto cresce a vista d’occhio, muove i primi passi, azzanna di tutto,conosce ed esplora e  i genitori si destreggiano in allenamenti continui  per accudirlo, educarlo e salvaguardare l’ incolumità di tutti, poi precipitevolissimevolmente si cimenta in  conquiste,  progressi, delusioni, esperienze e i genitori arrancano dietro in una sorta di slalom, crescono e cambiano a modo loro e con lui , cercando di mantenere l’ equilibrio della coppia.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">All’improvviso un evento induce  il figlio a chiederti un completo, con  giacca e cravatta. E te lo vedi dinanzi: alto, ben piazzato, con quei  capelli lunghi, ai quali concede di dare un abbozzo di forma dopo suppliche di mesi. A nulla valgono le esasperate ed esasperanti minacce parentali, ispirate  a  Dalila e Sansone, da attuare a tradimento nel suo placido sonno. Se non fosse per il viso quasi imberbe, per gli sbalzi d’umore e i picchi ormonali, gli daresti molti più anni e penseresti che sia apparso dal futuro il suo Avatar.</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<blockquote>
<h3><span style="color: #000000;">Fa effetto scoprire un figlio diciassettenne vestito prematuramente (?) da omo,  invece che col solito  jeans e felpe informi. Sorprende. Non poco. Al mio  “ Come ti senti?”, mi ha fissato con uno sguardo al contempo imbarazzato e compiaciuto. Lo stesso di quando a sei anni scoprì che la signora del filmino, con  i capelli mossi e raccolti  e l’abito da sposa, era sua madre. L’Avatar del  mio passato. Strano come i figli a stento riescano ad immaginare  giovani i genitori. E sembrano lontane le contese, le litigate, i suoi atteggiamenti ora provocatori e scanzonati, ora dolcemente protettivi e possessivi,  gli  inevitabili compromessi che ci mettono alla prova nel divario generazionale e nei rispettivi ruoli.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
</blockquote>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Dopo due ore di preparativi ed un’estenuante e sofistica discussione sulla lunghezza dei calzini,  quantità di indumenti e l’occorrente per il viaggio con annesse e connesse valutazioni probabilistiche di ogni evenienza ,variazioni atmosferiche comprese, finalmente ha chiuso la valigia. Di conseguenza  ho tirato un sospiro di sollievo, perché sono riuscita a fargli portare un paio di ciabatte nella speranza che abbandoni l’usanza della “Tribù dei piedi neri” di girare scalzo, perlomeno fuori casa. L’illusione è durata poco, perché si è lanciato alla ricerca  della sua maglia preferita. Quella stinta  che  non mi piace ma a lui sì, e tanto. Era nervoso, preoccupato- a suo dire-  dell’onda anomala ! E io che pensavo fosse il timore di questa sorta di iniziazione  nel suo primo viaggio per mare, che potrebbe essere l’occasione  per iniziare a capire se gli piacerà la strada intrapresa. Del resto è un viaggio di istruzione di soli 9 giorni  e sarà sicuramente in bella compagnia. Chissà che cosa intendeva per onda anomala e chissà se me lo dirà mai.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Vederlo fare la prima valigia, quella che lo porta lontano e dovrebbe segnare –spero- una diversa autonomia, è una gioia che litiga con un naturale moto di ansia. Non è l’istintiva ansia del distacco di mammà  italica dal suo scarrafone. Un’ansia nata in un  lungo giorno d’estate, in cui  io e consorte  non riuscivamo a contattare mia figlia quindicenne che si trovava a Londra per motivi di studio, proprio  quando nel 2005 ci fu l’attacco terroristico nel metro. E poi dicono che le mamme ( e i padri)  imbiancano. Non sono mai stata dipendente tanto dal cellulare come in quel periodo.  Non ho mai desiderato tanto una telefonata in vita mia, proprio io che detesto lo squillo del telefono. Se tutto va bene, deve tacere. Se squilla fuori orario, potrebbe essere per qualche emergenza. Strano come certe circostanze lascino impronte emotive. Anni fa concordavo  appuntamenti telefonici col consorte  e l’attesa di averne notizie era vissuta  con un’emozione diversa e con la certezza che  era in grado di badare a se stesso. Un’agognata civetta di Harry Potter sarebbe stata un gradito ausilio per comunicare più spesso e in seguito  vi hanno sopperito la telefonia mobile ed internet, che accorciano ogni distanza e non fanno tuttuì né spargono piume come la civetta.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Mentre la vita corre su tanti fronti,  i figli crescono ed è giusto che vadano incontro alla loro con la voglia e il più o meno celato timore di investire se stessi  per scoprire questo mondo, al tempo stesso  meraviglioso e dannato. A pelle intuisci che le loro perplessità sono anche le tue,  nascoste dietro le solite , ammorbanti raccomandazioni. Ed è bello vederli così, sospesi tra le acquisite certezze dell’infanzia e le incognite delle età successive.  È tempo di  seguirli a distanza con la mente e il cuore, di allungare sempre più quel cordone ombelicale finchè non sarà reciso davvero. O forse sarà soltanto meno visibile e sentito.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Certo che la  Mammitudine, tacciata di iperprotezione viscerale, marchia a fuoco dentro  un tatuaggio indelebile e coesiste con quella trasmessa dai miei ansiosi e anacronistici caudilli (genitori), protagonisti e destinatari del sempiterno  scontro generazionale. Quante volte leggo commenti e <a title="un padre il mio in pocacola.com" href="http://www.pocacola.com/2010/03/16/un-padre-il-mio/" target="_blank">articoli di figli e di genitori</a>, in un ruolo ribaltato a distanza di anni, nei quali si alternano la stessa insofferenza, le stesse intenzioni di non compiere gli  stessi errori, di vivere e lasciare vivere. Sono  talvolta tentativi di conciliazione con sé e con loro, dichiarazioni di affetto o rifiuto, accuse a lungo  sopite o espresse,  che non rinnegano, anzi sembrano riconoscere ancor più  quel legame sottile e profondo, a prescindere dalle reciproche aspettative, difficoltà a non deluderle, senso di inadeguatezza e gratificazione.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Concedetemi di dire, che oggi, nel mio 48° compleanno mi sento in uno stato di un’ indulgente, vanesia  auto compiacenza per tutte le luci ed ombre della vita di questi miei, solo miei 48 anni.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
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<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
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<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="memorandum di una madre di figli adolescenti in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2009/02/16/memorandum-di-una-madre-di-figli-adolescenti/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Memorandum di una madre di figli adolescenti</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="mea culpa (prima parte l'infanzia) in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2008/08/19/mea-culpa-prima-parte-linfanzia/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Mea culpa  (prima parte l’infanzia)</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="mea culpa (seconda parte l'adolescenza) in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2008/08/20/mea-culpa-seconda-parte-ladolescenza/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Ma culpa (seconda parte l’adolescenza)</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="i figli sono le ancore nella vita di una madre (Sofocle)" href=" http://www.skipblog.it/2008/06/01/i-figli-sono-le-ancore-della-vita-di-una-madre-sofocle/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>I figli sono le ancore nella vita di una madre (Sofocle)</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia in skip blog" href=" http://www.skipblog.it/2009/02/06/quante-bella-giovinezza-che-si-fugge-tuttavia/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="quanto mi dai in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2008/06/30/quanto-mi-dai/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Quanto mi dai?</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="ciao piccola ombra in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2009/12/15/ciao-piccola-ombra/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Ciao, piccola ombra</strong></span></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<p><a title="Per fare crescere un bambino ci vuole un intero villaggio (proverbio africano) in skip blog" href="http://www.skipblog.it/2009/09/28/per-fare-crescere-un-bambino-ci-vuole-un-intero-villaggio-proverbio-africano/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong>Per fare crescere un bambino ci vuole un intero villaggio (proverbio africano)</strong></span></a></p>
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<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non si può abrogare la serietà</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 10:13:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi si aprono le danze. Mi ricordo di domenica scorsa quando su corriere.it ho seguito in diretta la manifestazione che si è svolta a Milano, promossa da Libera, per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Dal 1995 i familiari  delle vittime si incontrano per trovare la forza di elaborare il lutto e continuare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;"><br />
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<h3><span style="color: #000000;">Oggi si aprono le danze.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">Mi ricordo di domenica scorsa quando su corriere.it ho seguito in diretta la manifestazione che si è svolta a Milano, promossa da Libera,<strong> per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie</strong>. Dal 1995 i familiari  delle vittime si incontrano per trovare la forza di elaborare il lutto e continuare a ricercare giustizia per chi è caduto facendo il suo dovere di cittadino, che credeva nella legalità. Uomini, donne e ragazzi, colpevoli di avere resistito, di avere denunciato, di essersi opposti alle mafie. Ovunque. Sono intervenuti anche  figli di desaparecidos dell’America latina e il  figlio della scomoda giornalista Anna Politkovskaja. Mi sono commossa durante la lettura dei nomi delle 900 vittime della mafia e il discorso di Don Ciotti.Mi sono commossa per coloro che aspettano ancora giustizia e sperano. Don Luigi Ciotti, già scortato da vent&#8217;anni per avere osato mettere in piedi una rete antimafia solidale e soprattutto efficace, ha lanciato un appello perché magistrati e forze di polizia non siano lasciati soli nella lotta alle tante mafie e alla loro infiltrazione nelle istituzioni, nell&#8217;economia e nella società italiana. Ha chiesto che la politica torni ad essere politica con la “p” maiuscola che sappia fare a meno di darsi codici etici perchè deve rispondere al codice della propria coscienza. “Si fa fatica a parlare del problema del lavoro, dell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, dell’indipendenza degli organi istituzionali, della libertà di informazione. Con umiltà non si può né si deve tacere contro una democrazia a doppio registro, forte coi deboli e conciliante coi potenti” . Oltre ad una crisi economica c’è una crisi morale in cui le tangenti e cotangenti, appalti, pressioni  fanno parte di un sistema tollerato, quasi giustificato a diversi livelli, perché mal comune è mezzo gaudio, mentre i bei principi sono ridotti a slogan e  le tante parole  sono ritrattate all’opposto significato, a seconda della convenienza del momento. Quanto tempo perso dai nostri politicanti a emettere decreti per tutelare i diritti di alcuni, a fare una politica a tavolino mentre piccoli imprenditori e disoccupati compiono gesti estremi, impossibilitati ad accedere alle banche a differenza dei delinquenti dai colletti bianchi,  mentre permane degrado sociale e culturale fomentato da sbandieratori di vessilli, pronti a ricordarci l’amore di patria,  i principi della Costituzione, la sovranità del popolo ai quali danno un significato politicamente contraddittorio. Finchè nelle liste ci saranno persone con pendenze giudiziarie, con comportamenti e frequentazioni incoerenti, la politica di certi personaggi non è credibile. Purtroppo questi  simboleggiano schieramenti di ambo le parti, e rischiano di annullare il lavoro onesto degli altri e dei nuovi candidati, animati da belle speranze. I compagni di partito affossano e sostengono,  invece di scalciare come ciucci e farli decollare fuori dalle istituzioni. Essere servili in giochi di potere non significa servire, né rappresentare lo Stato. Ci sono dinamiche troppo concilianti all’interno dei partiti, che si autoassolvono proponendo gente che riscuote voti e  consensi popolari. A quale prezzo e in quale modo non è dato sapere. Non ci rappresentano coloro che ottengono voti in cambio di favori di ogni sorta alla faccia mia, nostra e vostra, cari elettori ed elettrici. Si fa fatica ad ascoltare 900 nomi di donne, uomini e ragazzi , le cui morti spesso risultano ancora senza mandanti. Si fa fatica a credere che ogni forma di violenza e discriminazione siano solo espressione di teppismo.  “Normale sia l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle leggi. Bisogna  sostenere, incoraggiare, distinguere e riconoscere le cose positive, educare  ed educarci  ad esse e ricorrere alla denuncia quando non lo sono”. È  questione di serietà, termine aborrito come sinonimo di anacronistico moralismo bacchettante.</span></h3>
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<h3><span style="color: #000000;">“È una persona seria” tuona vox populi. Lo stesso popolo così indulgente coi potenti che vota e così censore con i cittadini comuni, che  passa al setaccio nella loro sfera pubblica e privata. Ebbene per parlare bisogna essere in condizione di poterlo fare. Non è questione di moralismo ma di reciproca serietà. Quella conquistata personalmente con le proprie forze e risorse e che ci viene chiesta tutti i giorni nel nostro piccolo raggio d’azione. Nessuna maldicenza, pregiudizio, ignoranza, invidia può intaccare <span style="color: #0000ff;">la credibilità di chi è coerentemente serio</span>. Si fa fatica ad esserlo nell’essere e nel fare , ma ne vale la pena se non altro per acquisire il diritto di replica. Se non si è all’altezza del mandato, si cambia strada, non si sgomita, né si declama. La rispettabilità si guadagna con lealtà e coi fatti,  senza invettive, volgarità, pressioni, minacce. Questo è ciò che fa la differenza, e non passa mai di moda, anche se vogliono farci credere il contrario. Si fa fatica ad ascoltare 900 nomi di comuni cittadini, ma serve a ricordarci ben altro. Il diritto- dovere di voto consente di esprimerci  e <a title="tessere elettorali sala giochi napoli in corriere.it" href="http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_27/tessere-elettorali-sala-giochi-napoli_158c0ce6-39c4-11df-862c-00144f02aabe.shtml" target="_blank">non deve essere barattato in cambio di  promesse di case popolari, lavoro, favori, guadagni.</a> Se si accetta questo sistema, è inutile poi lamentarsi. Casa, salute, lavoro ed istruzione non sono benevole concessioni da parte degli eletti, ma sono diritti dei cittadini che i rappresentanti politici di qualsiasi schieramento hanno il dovere di promuovere e garantire. Si dovrebbero dare per scontati in qualsiasi programma elettorale, invece che farsene un baluardo.  Le tanto decantate riforme sul sistema elettorale dalle liste bloccate, grazie alle quali in alcune regioni sono risultati eletti candidati collusi con l’antistato mafioso o hanno consentito ad alcuni indagati di riproporsi <span style="color: #000000;">( <a title="come si vota regionali in corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/come-si-vota-regionali_a4eda0fc-216e-11df-8195-00144f02aabe.shtml" target="_blank">e forse, non a caso, le modalità di voto non sono uniformi in tutte le regioni italiane</a>) ,  la rifor</span>ma sugli enti locali, la riforma della giustizia  non sono state fatte.   Solo decreti mirati, urlati e spesso raffazzonati,  non finalizzati al bene della collettività. Credibilità? Qui ci vuole un atto di fede e una schiera di ciucci scalpitanti che facciano valere i principi sanciti dalla Costituzione.  Quelle 900 persone e tante altre , indirettamente vittime di una mentalità che privilegia l’interesse di parte invece che quello comune, meritano una risposta forte e chiara di <a title="lazio caos scrutinio in corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/lazio-caos-scrutinio_5e3309c6-39e8-11df-862c-00144f02aabe.shtml" target="_blank">rispetto delle leggi e delle regole</a>, improntata ad un senso di responsabilità personale ed istituzionale. Lo Stato siamo anche noi e tutti coloro che ci hanno creduto.</span></h3>
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		<title>Che aria tira&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 08:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non credevo di essere così popolare  In verità lo sono pure il consorte e mia figlia e pure tutti voi.  Qualche giorno fa ho sbirciato nella cassetta delle lettere e, dietro il solito volantino pubblicitario, ho scovato  un mezzo chilo di lettere. E che è? Pensavo tra me e me. Si sono scavezzacollate tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">Non credevo di essere così popolare  In verità lo sono pure il consorte e mia figlia e pure tutti voi.  Qualche giorno fa ho sbirciato nella cassetta delle lettere e, dietro il solito volantino pubblicitario, ho scovato  un mezzo chilo di lettere. E che è? Pensavo tra me e me. Si sono scavezzacollate tutte le bollette in una sola volta? Tutte della stessa forma e con lo stesso indirizzo per ricever altro indennizzo. Ogni timore di bollette è poi svanito.  La prima iniziava con Cara amica, la seconda con  un confidenziale quanto inopportuno Cara Maria, la terza con  gentile  Famiglia, la quarta con niente perché conteneva un fac-simile di scheda elettorale con nominativo da scrivere perentoriamente. Senza per favore, né per piacere, né un miserrimo cara elettrice, mi permetto di  propormi qualora tu sia ancora in dubbio sulle preferenze da esprimere in occasione delle prossime elezioni regionali e provinciali. Invece il messaggio implicito era “ Vota me! Attenta, leggi e segna bene il mio nome”.  Non ho mai visto una campagna elettorale così fervente. I colpi di scena sono stati comunicati dai  Tg e dai quotidiani, con gli annessi e connessi risvolti polemici. Anche senza talk show, arene animate da gagliardi gladiatori della politica, il fermento pre elettorale si è sentito molto in rete. Da qualche parte doveva pure venire fuori in un paese tanto libero, che pare premiare ufficialmente solo i demeriti .  In occasione di questa nuova chiamata alle urne, elettorali e non cinerarie, c’è aria di festa.  Per strada circolavano furgoni variopinti che talvolta, pur di non passare inosservati, assordavano con slogan. Slogans.  Pare che un candidato girasse con un trattore. Memore forse del Ragazzo di campagna, interpretato da Renato Pozzetto. Del resto siamo in campagna…elettorale, appunto. Ovunque sono fioriti in men che non si dica point elettorali. Points? Preferisco pois. Per non parlare dei gazebo sventolanti di bandiere. Vi risparmio  gazebos, perchè suona male. Fuori dai bar la gente si riunisce, brinda e non si schioda nemmeno con un caterpillar dal marciapiede pubblico per farti passare, perchè troppo intenta a fare  pronostici e ad esibire al meglio il programma politico del taglia e cuci dei piccoli centri.  E come se non bastasse, mentre correvo per i fatti miei, cercando di sbrigare più commissioni nel minor tempo possibile, gaia di avere trovato un parcheggio nelle vicinanze della meta,  un attivista dei succitati point  ha cercato di rifilarmi un volantino. Un cortese “no, grazie” all’andata, è seguito da un secondo “ no, grazie”al ritorno . Mentre dentro di me pensavo: “egregio attivissimo attivista, non ha capito che, se ho declinato l’offerta all’andata, significa che non condivido la sua proposta? Perché insiste anche quando ripasso per prendere l’auto?” Ero quasi tentata di passare più volte per vedere fino a quando avrebbe continuato, ma non avevo tempo da perdere. Sono, siamo, siete nei pensieri di tanti. Sissì, cara amica, cara Maria, cara famiglia, cara me anonima elettrice . Mi, ci,vi  vogliono tanto bene. Tutti si prendono cura di noi, come le piste ciclabili che sembrano essere una priorità per farci pedalare meglio.  E’ un amore bipartisan, sancito con spreco di carta e soldi. A proposito di sprechi, che fine ha fatto la proposta di abolire le province? Come mai ne sono state istituite altre e se ne propongono di nuove (Sulmona, Bassano del Grappa, Marsi, Sibartide-Pollino, Melfi, Aversa, Venezia Orientale e Avezzano)?  Quasi quasi scrivo anch’io a loro in modo più personale, se solo trovassi l’indirizzo del mittente, sotto il curriculum vitae di qualche papabile e, a volte, dei suoi  familiari. Qualcuno mi spieghi che ci azzeccano i familiari e il voto di laurea. Forse serve a rafforzare le competenze, oltre che i buoni propositi. Potrebbero allegare un albero genealogico e pure l’eventuale pedigree del cane o gatto di casa, così ne sapremmo di più. Magari la dichiarazione dei redditi ,un estratto di casellario giudiziario e dichiarazioni sulla  titolarità di cariche, per valutarne l’eventuale cumulo o incompatibilità, che forse male non ci starebbero. E perché no? Una  panoramica dentale, per farsi un’idea della robustezza ossea.  Sono perfida. Ma come si fa a non esserlo? Ci hanno “risparmiato” le bagarre televisive e ci hanno omaggiati di cortei  dell’ ammmore cosmico accompagnato da invettive ispirate a  “ chi non è me, è contro di me” in un patetico ed isterico delirio collettivo, ci hanno regalato inni alla democrazia accompagnati dal disprezzo delle istituzioni non rappresentate dai veterani della politica, proclami a difesa  della famiglia  dopo averci nauseato con tresche con commari e commarelle, che rendono deboli e ricattabili gli uomini, gare al ribasso a chi dà di più i numeri ( e non solo riferiti alle presenze), citazioni sul cancro da estirpare assecondate da  triviale sensibilità, continue previsioni per la spartizione dei territori . Qualcuno ha frenato  le verdi mire espansionistiche su Milano proclamando che, in caso di sorpasso , mangerà un asino vivo. Questa dichiarazione è più spiazzante del paradosso del gatto di Schrödinger. E la controparte   ha spernacchiato. Aspetto la reazione degli animalisti a difesa dell’ignaro ciuccio e mi chiedo da dove possa iniziare il lauto e metaforico  pasto, se dalle ‘recchie o dalle zampe.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Mi pare che ciò sia in contrasto con la visibilità di rappresentanza pubblica e il taciuto art 54 della Cost. che sancisce <strong>“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”</strong> Qui si aprirebbe una lunga disquisizione giuridica sul significato di onore. Forse vale solo per il semplice impiegato- fannullone della Pubblica Amministrazione  e perciò si parla di revisionare la Costituzione. Si tace del  bene dell’intera collettività, ma si parla solo di categorie di persone. Il cittadino deve adattarsi a loro. Prendere o lasciare, come<a title="come si vota per le elezioni regionali in lastampa.it" href="http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/cittadino-istituzioni/approfondimenti/articolo/lstp/146812/" target="_blank"> le bloccate liste regionali</a>.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;"> </span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Mai ,  come in questi anni , la politica è riuscita a dividere, a creare  tensioni e sfiducia.</span><br />
</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">&#8220;Gli uomini di buona volontà si raccolgono spiritualmente nella cabina elettorale confidando nella divina provvidenza  e recitando un “ fusse ca fussi a vota bona”( magari fosse la volta buona), come se dovessero vincere un terno al lotto. E segnando una bella croce, espiano i loro peccati di cittadini ligi al dovere&#8221; (da <a title="quando si vota in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2009/06/09/quando-si-vota/" target="_blank">Quando si vota in skipblog.it</a>)</span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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