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	<title>SkipBlog &#187; Abruzzo</title>
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		<title>La casa</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 13:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/casa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-783" title="casa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/casa.jpg" alt="" width="448" height="196" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Scrissi questo post il 10 aprile 2009, nel giorno del mio compleanno, per i terremotati dell’Aquila pensando  tanto a una casa, punto di riferimento della mia vita tra le tante che ho abitato, strattonata dal  terremoto del 1980.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oggi ripubblico questo post per tutti coloro che hanno vissuto e vivono ancora  gli effetti devastanti dei terremoti e delle alluvioni perché non siano dimenticati e trovino la forza di ricostruire, in tanti sensi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> “Mai come quest’anno la Passione è tangibile negli sguardi che rivelano sgomento, muto dolore, disorientamento, fragilità emotiva, sofferenza dell’anima. Difficile recuperare quando si resta colpiti negli affetti e nelle radici più profonde, quando si perdono i punti di riferimento della propria storia personale, del senso di appartenenza collettiva, sia sociale che culturale. Tutto sembra ruotare intorno a quei feretri di pietre che svelano spudoratamente mobili rotti, piccole cose a ricordo di chi ha vissuto tra quelle mura, ormai violate e annientate.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se i muri delle case potessero parlare, narrare saghe familiari,vicende personali, le tante passioni che </span><span style="color: #000000;">vi</span><span style="color: #000000;"> hanno dato vita con amori, nascite, cambiamenti, abbandoni. La casa raccoglie il tempo vissuto. Nelle sue fondamenta e nei  muri portanti affondano le nostre radici. La casa non ruba mai. Nasconde nel perpetuarsi di generazioni la ciclicità delle stagioni della vita. Non importa se sia grande o piccola, modesta o lussuosa. È la casa. La casa che offre rifugio e sicurezza. Un punto di partenza e di approdo, quasi un padre adottivo che vincola, orienta, accoglie comunque. Si affaccia sulle strade di vite diverse, scalda cuori, culla sogni, speranze e riposi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Quando crolla una casa si perde parte di sè, di quel tempo trascorso, costato fatica, fede, gioia, entusiasmo e conquiste. È un lutto di radici, perdita di un qualcosa che appartiene più di quanto si creda e di cui ci si accorge quando non si possiede più. Con essa si perde una certezza, un testimone silenzioso della propria interiorità perché non è   solo un recinto di quattro mura, ma uno specchio dell’anima e della propria quotidianità,  visibili a chi ci si proietta dentro. Le sue voci e rumori accompagnano, la sua violazione ferisce come un’intima violenza, il suo danneggiamento è un’amputazione di parte di sè, la sua distruzione è uno strappo lancinante.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Quando si cambia casa si ricomincia di nuovo. A volte dal niente, a volte recuperando un quadro, un mobile, oggetti utili o cari per mantenere un legame col passato e ció che rappresenta. A tutto c’ é rimedio tranne che alla morte. È vero. Una casa si ricostruisce, ma la precedente, quella che rappresenta l’infanzia o fasi della vita significative, non si dimentica. Mancano i suoi odori, le sue correnti d’aria, luci e ombre, silenzi e rumori, geometrie di leggere aperture e massicce chiusure, i suoi difetti e pregi che la rendevano unica e speciale, la spazialità delle piccole cose che le davano una dimensione e un ordine a volte illogico ma funzionale, un significato comprensibile a chi la viveva.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La casa cambia quando vengono a mancare le sue persone. Cessa quell’ empatia di passi, di discreta intesa, di intima dialettica. Perde la sua voce originaria per acquisirne e ricrearne una nuova.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Una nuova casa svelerà arcani segreti in altro modo. Sprigionerà un’altra atmosfera, un altro calore,  un’ altra semplice e sicura certezza. Sì sicura certezza: perché <strong>la casa deve essere un tempio che custodisce la sacralitá della vita e degli  affetti</strong> che danno significato all’esistenza. Non dovrebbe mai essere una tomba di lacrime e sangue, come quelle macerie che hanno unito nel dolore tutta l’Italia.”</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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