<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SkipBlog &#187; Breviario della cucina napoletana</title>
	<atom:link href="http://www.skipblog.it/tag/breviario-della-cucina-napoletana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.skipblog.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Apr 2021 16:07:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>La mitica pastiera</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/03/27/la-mitica-pastiera/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2013/03/27/la-mitica-pastiera/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 01:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>
		<category><![CDATA[vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Borboni]]></category>
		<category><![CDATA[Breviario della cucina napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici]]></category>
		<category><![CDATA[leggende]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Partenope]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[pastiera napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni gastronomiche]]></category>
		<category><![CDATA[vita in famiglia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=753</guid>
		<description><![CDATA[La pastiera è un dolce di antiche e leggendarie origini, tipico della cucina napoletana e del periodo pasquale. Si narra che in primavera la sirena Partenope emergesse dalle acque del Golfo di Napoli  per salutare con canti di gioia le &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2013/03/27/la-mitica-pastiera/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La pastiera è un dolce di antiche e leggendarie origini, tipico della cucina napoletana e del periodo pasquale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si narra che in primavera la sirena Partenope emergesse dalle acque del Golfo di Napoli  per salutare con canti di gioia le genti della costa. Un giorno sette belle fanciulle furono inviate per omaggiarla  con  preziosi e semplici prodotti della terra e del lavoro dell’uomo: farina, ricotta, uova ( simbolo della vita), grano, inebriante acqua di fiori d&#8217;arancio, seducenti spezie del lontano Oriente e  infine zucchero. Partenope  pose questi doni ai piedi degli dei che la ringraziarono amalgamandoli magicamente in una pastiera, più  dolce del suo canto che incantava uomini e dei.</span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;">“L’antica pastiera dall’apparenza casalinga, onesta, sincera, color del legno stagionato, decorata col suo modesto traliccio incrociato di pasta frolla. Intanto è un dolce a metà. Il suo sapore è delicatissimo, composto come è dai chicchi di grano primaticcio ammorbiditi e ammollati, da una buona ricotta, da pezzetti di cedro, umida e fragrante d’acqua di fior d’arancio. È un dolce che sa di primavera e di nozze, di innocenza e d’infanzia, di sole e di serenità, un dolce d’altri e forse più felici, almeno più tranquilli tempi (da “Breviario della cucina napoletana” di Mario Stefanile)</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un dolce talmente  squisito, da ridare  il sorriso a tutti…</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>A Napule regnava Ferdinando</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ca passava e&#8217; jurnate zompettiando;</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Mentr&#8217; invece a&#8217; mugliera, &#8216;Onna Teresa,</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Steva sempe arraggiata. A&#8217; faccia appesa</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>O&#8217; musso luongo, nun redeva maje,</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Comm&#8217;avess passate tanta guaje.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;A Napoli regnava Ferdinando (Ferdinando II di Borbone) che passava le giornate “zampettando”; mentre invece sua moglie, donna Teresa ( Maria Teresa d’Austria) stava sempre arrabbiata. La faccia triste, il muso lungo, non rideva mai, come se avesse passato tanti guai…&#8221;( e ci credo… dopo 12 figli e un consorte allegramente zampettante al fianco)</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Finchè un giorno la cameriera propose alla regina un dolce nuovo, che piaceva a uomini , donne e bambini. La pastiera addolcì la regina tanto da strapparle un sorriso. Il re esclamò:</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>&#8220;E che marina!</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Pe fa ridere a tte, ce vò a Pastiera?</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Moglie mia, vien&#8217;accà, damme n&#8217;abbraccio!</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Chistu dolce te piace? E mò c&#8217;o saccio</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ordino al cuoco che, a partir d&#8217;adesso,</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Stà Pastiera la faccia un pò più spesso.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Nun solo a Pasca, che altrimenti è un danno;</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>pe te fà ridere adda passà n&#8217;at&#8217; anno!&#8221;</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;E che marina! Per farti ridere ti ci vuole una pastiera? Moglie mia, vieni qua, abbracciami. Questo è il dolce che ti piace? E ora che lo so, ordino al cuoco che, a partir da oggi, faccia più spesso ‘sta pastiera. Non solo a Pasqua, chè altrimenti è un danno: per farti ridere deve passare un anno!&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Probabilmente la pastiera, come la conosciamo oggi, nacque dall’estro culinario di un’ignota </span><span style="color: #000000;">suora</span><span style="color: #000000;">, una delle tante dedite alla preparazione di dolci che allietavano le tavole imbandite  di nobili e ricchi borghesi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> I piatti tipici della tradizione napoletana hanno il pregio o il difetto di non rispecchiare mai un’unica ricetta: sono spesso “insubordinati” nelle dosi e negli ingredienti. Non solo, ma ogni famiglia custodisce gelosamente quella variante che rende il piatto speciale e diverso dalla ricetta base. Come ad esempio la pastiera di cui si trovano ricette con uova e ricotta, con crema pasticcera oppure  con i tagliolini.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La pastiera mi è cara perché l’ associo a mia madre. Premetto che a tutt’oggi non si cimenta nei dolci se non negli struffoli e nella pastiera, che merita effettivamente un plauso anche per le irregolari strisce incrociate di pastafrolla che sono la sua inconfondibile firma.Mamma dedica un’uscita speciale solo per acquistarne gli ingredienti. Qualche giorno prima di prepararla, mette il grano a mollo nell’ acqua. Il giorno successivo lo cuoce nel latte. E al terzo giorno assisto alla vera resurrezione di mamma. Per soddisfare le richieste di amici e conoscenti, per un giorno intero inforna e sforna dolci di vario diametro, e non vuole essere assolutamente  disturbata in un rituale che le appartiene e al quale ha rinunciato solo due volte in vita sua, a causa del  terremoto e di un grave lutto familiare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla pastiera sono legati aneddoti indimenticabili nella storia della mia  famiglia.Una volta mamma mi telefonò chiedendomi  di ritirare la spesa nel negozio di fronte casa sua e la cosa mi parve alquanto strana perché ha sempre, ma sempre fatto tutto da sola. Non appena mi vide, il salumiere esclamò: “Signora, ho preparato le uova per sua madre. Mi scusi , ma a che cosa servono 60 uova?” Ignara di tutto, capii che erano iniziate le grandi manovre pasquali da pastiera. Fu così che anche il salumiere si guadagnò il suo piccolo e dolce tributo pastieresco.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Poiché le specialità gastronomiche di famiglia si trasmettono ancora di generazione in generazione  (ebbene sì), per anni le ho chiesto la ricetta  della pastiera. In effetti non l’ho mai ricevuta perché lei, come mia suocera, dosa tutto ad occhio e  io non potevo permettermi, </span>in<span style="color: #000000;"> tempo e disponibilità, di cimentarmi in un dosaggio da 60 uova. </span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-754" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24px;" title="pastiera" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/pastiera.png" alt="" width="148" height="151" /></p>
<p><span style="color: #000000;">Finalmente </span><span style="color: #000000;">un giorno ho scoperto la ricetta della bisnonna Sofia e ho imparato a cucinarla, finchè un  bel giorno mio padre in buona fede osò dire che la mia pastiera era buona quasi come quella di mamma. Non l’avesse mai detto! Si sfiorò un incidente coniugale dopo circa 40 anni di matrimonio perché  lei si adombrò; da allora le lasciai volentieri il primato e ancor più volentieri la fatica.Di recente ho ripreso a prepararla con  quel piccolo segreto di mamma che la rende speciale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per noi tutti,  la pastiera rappresenta un po’ l’energia, la sostanza e la dolcezza di mia madre. </span></p>
<p align="center"><span style="color: #800000;"><strong>Pastiera della bisnonna Sofia.</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;">  <strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<div>
<p><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">500 g di grano</span></p>
<p><span style="color: #000000;">½  l. di latte</span></p>
<p><span style="color: #000000;">100 g. burro</span></p>
<div>
<p><span style="color: #000000;">3 cucchiai di zucchero</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1 bastoncino di cannella</span></p>
<p><span style="color: #000000;">100 g di cedro candito tagliato a pezzetti</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1 kg di zucchero</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1 kg di ric</span><span style="color: #000000;">otta</span></p>
<p><span style="color: #000000;">12 uova</span></p>
<p><span style="color: #000000;">buccia  di limone grattugiata</span></p>
<p><span style="color: #000000;">un bastoncino di cannella</span></p>
<p><span style="color: #000000;">essenza di fior d’ar</span><span style="color: #000000;">ancio (una fialetta)</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Mettere il grano in acqua tiepida e sale per almeno mezza giornata, dopo averlo pulito e sciacquato a lung</span><span style="color: #000000;">o.Calarlo in un litro e mezzo d’acqua fredda e lasciarlo bollire (altrimenti comprare il grano già ammorbidito).Cuocere a fuoco lento il grano, già ammorbidito, nel latte, burro, cannella, zucchero e un po’ di sale finchè non si scuoce .</span></p>
<p>I<span style="color: #000000;">n due terrine battere separatamente i tuorli e gli albumi d’uovo, poi unirli.In un’altra terrina lavorare la ricotta con lo zucchero e versarvi poi il grano cotto nel latte.Aggiungere le uova sbattute, il cedro a pezzetti, il bastoncino di cannella e la fiala di fior d’arancio. Lasciare riposare un po’.</span></p>
<div>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ingredienti per la crema pasticcera</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">300g zucchero</span></p>
<div>
<p><span style="color: #000000;">2 uova intere + 4 rossi d’uovo</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1 l di latte</span></p>
<p><span style="color: #000000;">120 gdi farina o amido</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> un bastoncino di vaniglia ( in alternativa uso una bustina di vanillina)</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> buccia grattugia</span><span style="color: #000000;">ta di limoni verdi .</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">In una pentola lavorare le uova con lo zucchero.</span><span style="color: #000000;">Aggiungere un po’ alla volta la farina continuando a mescolare, poi il latte, la buccia di limone e la vaniglia e amalgamare.Cuocere a  fuoco basso mescolando di continuo con un cucchiaio di legno per evitare che la crema si attacchi e si formino grumi. Fare addensare la  crema .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Versare  la crema nell’impasto precedente, lasciar raffreddare  e infine unirvi anche <span style="color: #800000;"><strong>mezzo bicchierino di whisky e qualche goccia di angostura</strong> ( <strong>variante mia e di mamma che dà un po’ di colore</strong></span>). Mescolare delicatamente. Togliere i bastoncini di cannella.</span></p>
<div><span style="color: #800000;"><strong> Pastafrolla</strong> </span><span style="color: #000000;">( ma di solito uso quella surgelata).</span><br />
<span style="color: #000000;"> 250-300 g di farina</span></p>
<div>
<p><span style="color: #000000;">125-150 g di </span></p>
<p><span style="color: #000000;">zucchero a velo</span></p>
<p><span style="color: #000000;">150 g di burr</span><span style="color: #000000;">o o strutto</span></p>
<p><span style="color: #000000;">3 tuorli </span><span style="color: #000000;">d’uovo</span></p>
<p><span style="color: #000000;">un bicchierino di rum</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Mescolare  e lavorare la  farina,lo zucchero e il burro. Aggiungere i tuorli e il rum, comprimendo delicatamente.Foderare una teglia con la pasta frolla, versare l’impasto della pastiera.Preparare strisce di pasta frolla, larghe1-2 cm, da incrociare sull’impasto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Cuocere a 180° C per un’ora e un quarto circa. Lasciare raffreddare la pastiera e infine cospargere di zucchero a velo.</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div style="min-height:33px;" class="really_simple_share really_simple_share_button robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_specificfeeds_follow" style="width:110px;"><a id="email_follow" href="#email_follow" onclick="var invite = new readygraph.framework.ui.Invite();invite.set('visible', true);return false;"><img src="http://www.skipblog.it/wp-content/plugins/really-simple-facebook-twitter-share-buttons/images/specificfeeds_follow.png" alt="Email, RSS" title="Email, RSS" /> Follow</a></div><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;"><iframe src="//www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.skipblog.it%2F2013%2F03%2F27%2Fla-mitica-pastiera%2F&amp;layout=button_count&amp;width=100&amp;height=27&amp;locale=it_IT" 
							scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:100px; height:27px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="really_simple_share_google1" style="width:80px;"><div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.skipblog.it/2013/03/27/la-mitica-pastiera/" ></div></div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:100px;"><a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal"  data-text="La mitica pastiera" data-url="http://www.skipblog.it/2013/03/27/la-mitica-pastiera/"  data-via="" data-lang="it"  ></a></div><div class="really_simple_share_readygraph_infolinks" style="width:110px;"></div></div>
		<div class="really_simple_share_clearfix"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2013/03/27/la-mitica-pastiera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La minestra maritata  o pignato grasso.</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2012/12/30/la-minestra-maritata-o-pignato-grasso/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2012/12/30/la-minestra-maritata-o-pignato-grasso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 07:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>
		<category><![CDATA[Breviario della cucina napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Stefanile]]></category>
		<category><![CDATA[minestra maritata]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[pignato grasso]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni gastronomiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=207</guid>
		<description><![CDATA[La minestra maritata è un antico piatto napoletano che di solito si preparava  per il  pranzo di Natale e di Santo Stefano, ma anche di Capodanno e Pasqua. La ricetta ha subito variazioni nel tempo anche perché alcuni ingredienti sono &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2012/12/30/la-minestra-maritata-o-pignato-grasso/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La minestra maritata è un antico piatto napoletano che di solito si preparava  per il  pranzo di Natale e di Santo Stefano, ma anche di Capodanno e Pasqua. La ricetta ha subito variazioni nel tempo anche perché alcuni ingredienti sono limitatamente  reperibili o utilizzati .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ecco cosa ho scoperto nel “Breviario della cucina napoletana” di Mario Stefanile,  un libretto che raccoglie curiosità e divagazioni letterarie  su alcuni piatti tipici di Napoli e dintorni. Già il nome è tutto un programma: un breviario, che mi ricorda brevi lezioni  sulle sacre tradizioni gastronomiche,  tramandate di generazione in generazione e distribuite, mese per mese, in occasione delle  festività e delle celebrazioni dei santi. Sì perché  a Napoli ogni occasione, sacra e profana, è buona per gustare un piatto o un dolce tipico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">La minestra maritata “ è  stata per secoli la pietanza di gala della cucina napoletana, adesso è l’insegna di un Ordine gastronomico che tenta di rinverdirne la fama, almeno presso le generazioni più giovani, meno attente alle patrie glorie.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Venne a Napoli forse con la dominazione spagnola (una variante della “olla podrida” spagnolesca) e vi restò a trionfare almeno fino ai primi decenni del Novecento, in città e in campagna.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fatta di cicoriette gentili, di verze, di cavoli cappucci e di altri ortaggi tipici della campagna napoletana; messa a cuocere in un brodo lento, ottenuto dalla carne da lesso, con cotenne di maiale e guance e orecchie e muso del medesimo animale e, come se non bastasse ancora, con salsicce di terza qualità, povere residue salsicce ottenute dalla lavorazione dei suini e perfino l’osso spolpatissimo di un prosciutto, tutto insieme in un grande e capace paiolo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Eppure alla fine, fra tanti grassi un che di finissimo, di vellutato , di gentile, di decantato: e quelle verdure e quegli ortaggi e quelle carni varie tutte a fare non già, come pure si sospetterebbe, un intruglio immangiabile ma una pietanza di una sua classe robusta ma non grossolana, schietta ma non sguaiata, ricca senza tracotanza: una minestra davvero ben maritata che fu l’orgoglio delle vecchie massaie e che ancora oggi fa cimentare qualche nostalgica signora in una preparazione che richiede oltre tutto un gran mucchio di tempo, oltre che di pazienza, moneta fuori corso per le frettolose cuciniere di oggi.”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Mi reputo una frettolosa cuciniera , ggiovane così così, forse anche poco attenta alle patrie glorie, ma sicuramente non vecchia massaia , per cui non sono dedita alla preparazione di questo piatto, ma ho aiutato una zia, ben zavorrata alle antiche tradizioni, a prepararlo. Innanzitutto  lo consiglio quando si hanno tanti commensali, perché vi assicuro che alla fine si ottiene un pentolone di minestra maritata che può bastare fino a Pasqua.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><strong style="color: #ff6600;">Ingredienti.</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Le quantità sono a piacere. I pezzi di carne, perlopiù di maiale, sono a vostro gusto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Io suggerisco 3 kg di verdure a foglie tra bietole, cicoria, un po’ di  verza, piccole scarole, broccoletti, <strong><span style="color: #993300;"><a title="torzella in agricoltura.regione.campania.it" href="http://www.agricoltura.regione.campania.it/tipici/tradizionali/torzella.html"><span style="color: #993300;">torzelle</span></a></span></strong> ( se le trovate), un po’ di borragine o catalogna.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">2 carote</span></p>
<p><span style="color: #000000;">2 patate</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1 cipolla</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1 costa di sedano</span></p>
<p><span style="color: #000000;">2-3 costine di maiale</span></p>
<p><span style="color: #000000;">uno zampino di maiale</span></p>
<p><span style="color: #000000;">un osso di prosciutto</span></p>
<p><span style="color: #000000;">un po’ di salsiccia</span></p>
<p><span style="color: #000000;">un pezzo di bollito o mezza gallina</span></p>
<p><span style="color: #000000;">sale q.b.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">un peperoncino</span></p>
<p><span style="color: #000000;">un po’ di pecorino o parmigiano grattugiato</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><strong style="color: #ff6600;">Preparazione.</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">La minestra maritata si prepara con 6-7 tipi di verdure  a foglie (bietole, cicoria, verza, borragine o catalogna, <strong><em>scarulelle</em></strong>, torzelle o broccoletti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il giorno prima si prepara  un brodo con le carni elencate sopra, due carote, due patate  una cipolla e una costa di sedano.</span><span style="color: #000000;"> Si lascia bollire il tutto in un litro e mezzo di acqua a fuoco lento per circa due ore, si tolgono prima  la schiuma che si forma in superficie, e infine gli odori (carote, patate, cipolla e sedano), a cottura ultimata delle carni.</span><span style="color: #000000;"> Si sgrassa il brodo freddo, togliendo con un cucchiaio il grasso che si è addensato, si estraggono le carni che si mettono da  parte in un piatto, e si continua a filtrare il brodo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In pentole diverse, perché è diverso il tempo di cottura, si dà un bollo a ogni verdura in acqua salata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si porta di nuovo a ebollizione il brodo con la carne, si regola di sale e, una volta scolate ben bene tutte le verdure, si calano nel brodo aggiungendo un peperoncino piccante.</span><span style="color: #000000;">Si lascia cuocere per un quarto d’ora a  fuoco basso, per amalgamare i sapori, e si lascia riposare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La minestra va servita  con un pezzetto di carne per ogni commensale e un po’ di parmigiano o pecorino grattugiato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">A pensarci bene “Breviario della cucina napoletana” potrebbe anche indicare una raccolta di salmi e orazioni da recitare con devozione a Santa Pazienza, mentre si spignatta, per invocare  la buona riuscita della minestra maritata  <img src="http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="min-height:33px;" class="really_simple_share really_simple_share_button robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_specificfeeds_follow" style="width:110px;"><a id="email_follow" href="#email_follow" onclick="var invite = new readygraph.framework.ui.Invite();invite.set('visible', true);return false;"><img src="http://www.skipblog.it/wp-content/plugins/really-simple-facebook-twitter-share-buttons/images/specificfeeds_follow.png" alt="Email, RSS" title="Email, RSS" /> Follow</a></div><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;"><iframe src="//www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.skipblog.it%2F2012%2F12%2F30%2Fla-minestra-maritata-o-pignato-grasso%2F&amp;layout=button_count&amp;width=100&amp;height=27&amp;locale=it_IT" 
							scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:100px; height:27px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="really_simple_share_google1" style="width:80px;"><div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.skipblog.it/2012/12/30/la-minestra-maritata-o-pignato-grasso/" ></div></div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:100px;"><a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal"  data-text="La minestra maritata  o pignato grasso." data-url="http://www.skipblog.it/2012/12/30/la-minestra-maritata-o-pignato-grasso/"  data-via="" data-lang="it"  ></a></div><div class="really_simple_share_readygraph_infolinks" style="width:110px;"></div></div>
		<div class="really_simple_share_clearfix"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2012/12/30/la-minestra-maritata-o-pignato-grasso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
