<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SkipBlog &#187; Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne</title>
	<atom:link href="http://www.skipblog.it/tag/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.skipblog.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Apr 2021 16:07:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Voglio parlare di una bambina&#8230;</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2018/11/17/voglio-parlare-di-una-bambina/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2018/11/17/voglio-parlare-di-una-bambina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2018 23:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[bambine soldato]]></category>
		<category><![CDATA[Difret- il coraggio di cambiare]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia negata]]></category>
		<category><![CDATA[Malala Yousafzai]]></category>
		<category><![CDATA[Nadia Murad]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione minorile]]></category>
		<category><![CDATA[spose bambine]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2700</guid>
		<description><![CDATA[Voglio parlare di una bambina, bionda con i capelli sciolti e spettinati, gli occhi ambra, la gonna corta, le ginocchia nodose e le braccia sottili. Una donna, centenaria di baci e clienti, recita la solita solfa e con un sorriso &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2018/11/17/voglio-parlare-di-una-bambina/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Voglio parlare di una bambina, bionda con i capelli sciolti e spettinati, gli occhi ambra, la gonna corta, le ginocchia nodose e le braccia sottili. Una donna, centenaria di baci e clienti, recita la solita solfa e con un sorriso accattivante  e sdentato, invita il passante ad assaggiare quel frutto acerbo che con ritrosia abbassa lo sguardo e cerca di retrocedere.Le tira su il mento, per mettere in mostra la sua bocca carnosa che si annida in un broncio infantile. La bambina dagli occhi selvatici guarda quasi con aria di sfida, ignara di accrescere così il suo potere d’acquisto. L’uomo che le compare davanti, le va incontro in silenzio con il passo lento ma fermo di due generazioni fa, di chi non si pone più tante domande, né si fa scrupoli pur di concedersi una scarica di adrenalina, forse l’ultima, che lo nutra di un altro vigore, forse l’ultimo, tra le carni giovani, mentre le sue irrancidiscono di egoismo, rancore e ineluttabile destino.La nonna ruffiana gli fa strada su un selciato polveroso verso una casa, ancora segnata dal terremoto, e tira per mano la bambina. </span><span style="color: #000000;">Voglio parlare di una bambina che non sorride, che sconta la colpa di essere graziosa da quando ha dieci anni perché “doveva imparare presto” a soddisfare le voglie di un uomo qualunque e ad arricchire il protettore di turno.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Voglio parlare di una bambina che ogni giorno percorre sei chilometri per andare a scuola, canta e saltella come una gazzella per i campi e si sente libera nel cielo turchino che l’accompagna. Sui libri le piace immaginare il suo futuro, pensare che andrà a studiare in città. Un giorno viene marchiata da colui che può quindi reclamarla come moglie. Non importa che sia il cognato, ormai vedovo e di vent’anni più vecchio di lei, e che l’abbia rapita, rinchiusa e violata in un casolare, lontana dai suoi sogni e dai suoi affetti. Tra le lacrime, le grida e i calci trova la rabbia e la forza di schizzare via da quell’uomo che confonde l’amore col possesso, dalle tradizioni, dalla volontà altrui, dal verdetto dei vecchi del villaggio, dall’omertà di tutti, dal silenzio di sua madre, dalla rassegnazione di suo padre. Voglio parlare di lei che ha cambiato un po’ la storia, ha creato un precedente in un continente dove le donne subiscono mutilazioni dei genitali e dei seni, fuggono da matrimoni combinati e preferiscono affrontare l’incognita di un viaggio senza meta sopportando la violenza di altri uomini,della calura del deserto e del mare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Voglio parlare di una bambina che vive felice nel suo villaggio finché alcuni uomini, armati di sangue e odio, la rapiscono con la sorellina e la portano nella foresta insieme ad altri bambini. Con la nostalgia di casa nel cuore e la paura delle botte negli occhi cammina in silenzio per giorni aiutando la piccola, sfinita dalla fame e dalla stanchezza, fin quando un uomo le porge una pistola.Voglio parlare di una bambina soldato costretta a uccidere sua sorella, da allora in guerra con se stessa, che continua a combattere con quel ricordo, più che con quello degli altri morti ammazzati, degli stupri, delle gravidanze subite, di una libertà da pagare con l’emarginazione sociale.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2018/11/nadia-murad-P.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2702" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2018/11/nadia-murad-P-188x300.jpg" alt="nadia-murad-P" width="188" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Voglio parlare di una bambina che hanno cercato di  sfregiare per cancellarne l’ identità di ragazza libera, curiosa di imparare,conoscere e scrutare orizzonti lontani; voglio parlare della riduzione in schiavitù di studentesse, della loro colpa di credere che l’istruzione possa emancipare e affrancare da ogni forma d’ignoranza, di pregiudizio, da ogni abuso e sopraffazione. Voglio parlare di donne di ogni età, vittime sacrificali di una precisa strategia militare. A nome loro hanno parlato una bambina e una ragazza che all’ONU hanno rivendicato la libertà e la dignità  delle tante vittime di uomini spietati e brutali. Il loro sguardo sofferente ma deciso ha urlato al mondo intero un’invocazione di giustizia più delle loro parole dirette, calme ed efficaci.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Voglio parlare di una bambina bella bella, gioia e orgoglio di mamma e papà, talmente bella da sembrare una bambola, truccata pettinata vestita come una Barbie in miniatura. Una piccola venere sotto i riflettori, idolo delle coetanee, incarnazione della vanità femminile, di una bellezza artefatta ma perfetta. Una bambola di bambina, capace di sedurre a sua insaputa: i suoi  occhi splendenti e il suo sorriso da star nel teleobiettivo gli sono rimasti impressi nel cervello anche quando l’ha stuprata e fatta a pezzi. Magari fosse scappata da quel gioco attraente di luci,tulle e paillettes. Voglio parlare delle bambine plagiate a essere una finta donna, a volte proprio da chi avrebbe dovuto proteggerle, vittime di un ruolo non scelto, di un’infanzia negata dalla miseria, dalla pubblicità o dalla perversione degli orchi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Voglio parlare di una ragazza dal sorriso dolce e dagli occhi grandi, spalancati sul domani, sui sogni della giovinezza e sull’ amore sbagliato,che ride con lui, piange per lui, litiga con lui, a lui si ribella e da lui viene uccisa.Voglio ricordare le tante ragazze assassinate dalla stessa mano che poco tempo prima accarezzava e diceva di amare la loro voglia di vivere. Ora gravano sul cuore e sulla coscienza di tutti, perché sono un po’ le nostre figlie, indifese nell’ estremo tentativo di reagire, salvarsi, vivere.Come stille di pioggia scivolano lungo una foglia, evaporando, si sono dileguate troppo presto lasciando nel web quei sorrisi indelebili e preziosi.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2018/11/103843947-0b39a899-25c9-4ce2-82e7-aa73c0607048.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2701" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2018/11/103843947-0b39a899-25c9-4ce2-82e7-aa73c0607048.jpg" alt="103843947-0b39a899-25c9-4ce2-82e7-aa73c0607048" width="600" height="450" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Scusatemi se parlo per le tante bambine che vivono nell’ ombra di una baracca o in un bordello per turisti, o se grido per tutte quelle bambine e donne che oggi come ieri  pagano l’essere femmine in un contesto dove nascere è una disgrazia, ma nascere femmina lo è ancora di più. Scusatemi se ho impresse negli occhi quelle bambine senza voce, invisibili per chi ha troppa fretta o indifferenza, schifate perché di diversa origine, provenienza, lingua e cultura anche da madri di altri figli, troppo ottuse e frustrate per uscire dal buco in cui si rintanano gongolanti di pregiudizi. Ascoltatemi se parlo di bambine che hanno per bambolotti i fratellini o i figlioletti da accudire, di quelle che vivono per strada, o delle spose bambine da comprare a vita in cambio di un pasto sicuro, da scartare poi per soddisfare un nuovo capriccio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non smettiamo di parlare delle donne che non sono mai state bambine e delle bambine che non possono più diventare donne, perché nessuna guerra, usanza, ignoranza, distanza può giustificare certi crimini.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><em>Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne 2018</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Articoli correlati</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://www.skipblog.it/2013/03/09/da-cicatrici-di-guerra-il-clan-delle-cicatrici/" target="_blank"><strong>Da Cicatrici di guerra: il Clan delle Cicatrici</strong><strong> </strong></a></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://www.skipblog.it/2016/01/17/i-fatti-di-colonia-tra-denunce-responsabilita-reazioni-opinioni-strategie-politiche-affinche-i-diritti-e-le-liberta-delle-donne-siano-valori-indiscutibili-e-non-negoziabili/"><strong>I fatti di Colonia tra denunce, responsabilità, reazioni, opinioni, strategie politiche affinché i diritti e le libertà delle donne siano valori indiscutibili e non negoziabili</strong></a></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://www.skipblog.it/2013/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/" target="_blank"><strong>Giornata internazionale contro la violenza sulle donne</strong><strong> </strong></a></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong><a style="color: #ff9900;" href="http://www.skipblog.it/2013/05/28/la-violenza-sulle-donne-da-patologia-a-fenomeno-socio-culturale-che-si-manifesta-in-varie-forme-e-stereotipi/" target="_blank">La violenza sulle donne: da patologia a fenomeno socio-culturale che si manifesta in varie forme e stereotipi.</a></strong><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong><a style="color: #ff9900;" href="http://www.skipblog.it/2013/05/27/speriamo-che-siafemmina/" target="_blank">Speriamo che sia…femmina?</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong><a style="color: #ff9900;" href="http://www.skipblog.it/2013/11/05/quanto-mi-dai/" target="_blank">Quanto mi dai?</a></strong></span></p>
<div style="min-height:33px;" class="really_simple_share really_simple_share_button robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_specificfeeds_follow" style="width:110px;"><a id="email_follow" href="#email_follow" onclick="var invite = new readygraph.framework.ui.Invite();invite.set('visible', true);return false;"><img src="http://www.skipblog.it/wp-content/plugins/really-simple-facebook-twitter-share-buttons/images/specificfeeds_follow.png" alt="Email, RSS" title="Email, RSS" /> Follow</a></div><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;"><iframe src="//www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.skipblog.it%2F2018%2F11%2F17%2Fvoglio-parlare-di-una-bambina%2F&amp;layout=button_count&amp;width=100&amp;height=27&amp;locale=it_IT" 
							scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:100px; height:27px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="really_simple_share_google1" style="width:80px;"><div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.skipblog.it/2018/11/17/voglio-parlare-di-una-bambina/" ></div></div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:100px;"><a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal"  data-text="Voglio parlare di una bambina&#8230;" data-url="http://www.skipblog.it/2018/11/17/voglio-parlare-di-una-bambina/"  data-via="" data-lang="it"  ></a></div><div class="really_simple_share_readygraph_infolinks" style="width:110px;"></div></div>
		<div class="really_simple_share_clearfix"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2018/11/17/voglio-parlare-di-una-bambina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nella resistenza alla tensione e alla pressione la cicatrice è più forte della pelle.</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2015/11/25/nella-resistenza-alla-tensione-e-alla-pressione-la-cicatrice-e-piu-forte-della-pelle/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2015/11/25/nella-resistenza-alla-tensione-e-alla-pressione-la-cicatrice-e-piu-forte-della-pelle/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 22:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2088</guid>
		<description><![CDATA[Per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne di quest’anno vi racconto una storia come tante altre, solo che è più recente e conosciuta direttamente. È la storia della mamma di S., di una donna di circa 30 anni. &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2015/11/25/nella-resistenza-alla-tensione-e-alla-pressione-la-cicatrice-e-piu-forte-della-pelle/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/11/82a2556cb9_5710110_lrg.jpg"><img class="alignleft wp-image-2092 size-medium" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/11/82a2556cb9_5710110_lrg-200x300.jpg" alt="82a2556cb9_5710110_lrg" width="200" height="300" /></a>Per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne di quest’anno vi racconto una storia come tante altre, solo che è più recente e conosciuta direttamente. È la storia della mamma di S., di una donna di circa 30 anni. Un giorno venne a prendere la figlia di sette anni, mezz&#8217;ora  prima della fine delle lezioni. Aveva  fretta di andare via e stringeva una borsa della spesa. Passò poi a prendere il figlio più piccolo alla  scuola materna. Il giorno dopo arrivò a scuola il marito furibondo a chiedere notizie, ci disse che la moglie non era tornata a casa, forse era scappata con i due bambini. In verità in quella borsa della spesa c&#8217;erano pochi indumenti, i documenti,  quattro spiccioli e tanta disperazione. Quella donna è stata accolta in una struttura protetta, ne ha cambiate diverse, sempre in fuga da un uomo che ha setacciato la città &#8220;promettendo&#8221; a tutti che l&#8217;avrebbe trovata. Io e la collega  lo fronteggiammo  con un sorriso di circostanza e aggirammo le sue insistenti domande con risposte banalmente vuote.  Quell’uomo mi sembrava  poco  equilibrato e  infuriato, come un vulcano pronto a esplodere, in effetti a stento controllava la sua rabbia, in fondo aveva paura e cercava di crearsi alibi ripetendo, più a sé che a noi, che  &#8220;la moglie non aveva saputo tenerselo&#8221;.  Queste sono le mie impressioni perché  di fatto era un ceffo con precedenti penali, morboso con la figlia e violento con la moglie. Tutti sapevano nel suo condominio di otto piani, ma nessuno firmò mai la denuncia o accettò di testimoniare a favore della donna,  anche quando i vicini di casa la soccorsero e chiamarono l&#8217;ambulanza perché ferita alla testa da un&#8217;ascia. Sì un&#8217;ascia, che di certo a lui non serviva per andare nei boschi. Solo allora lei sporse denuncia ma poi la ritirò perché &#8221; io avrei sopportato ancora, lui è così, poi si pente, ma quando ha iniziato con i figli non ce l&#8217;ho più fatta&#8221;. Da qualche anno quell&#8217;uomo è in galera, nemmeno i suoi familiari possono più avvicinare quei bambini. Unico contatto con la donna è stato concesso a due persone, che hanno testimoniato e che hanno fatto da tramite per farle avere vestiti, libri e giochi per i bambini, solidarietà e qualche soldo.  Lei non aveva  parenti, né un lavoro, né amiche, solo i figli. Si è fidata di una donna ed è stata aiutata da tante altre donne, che ancora le sono vicine, anche a distanza. Oggi penso soprattutto a lei. </span></p>
<p><em><span style="color: #000000;">Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2015</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2013/05/27/speriamo-che-siafemmina/" target="_blank">Speriamo che sia femmina ?</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2013/03/09/da-cicatrici-di-guerra-il-clan-delle-cicatrici/" target="_blank">Da Cicatrici di guerra: il Clan delle Cicatrici</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2013/05/28/la-violenza-sulle-donne-da-patologia-a-fenomeno-socio-culturale-che-si-manifesta-in-varie-forme-e-stereotipi/" target="_blank">La violenza sulle donne: da patologia a fenomeno socio-culturale che si manifesta in varie forme e stereotipi.</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2013/11/05/quanto-mi-dai/" target="_blank">Quanto mi dai?</a></strong></span></p>
<div style="min-height:33px;" class="really_simple_share really_simple_share_button robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_specificfeeds_follow" style="width:110px;"><a id="email_follow" href="#email_follow" onclick="var invite = new readygraph.framework.ui.Invite();invite.set('visible', true);return false;"><img src="http://www.skipblog.it/wp-content/plugins/really-simple-facebook-twitter-share-buttons/images/specificfeeds_follow.png" alt="Email, RSS" title="Email, RSS" /> Follow</a></div><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;"><iframe src="//www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.skipblog.it%2F2015%2F11%2F25%2Fnella-resistenza-alla-tensione-e-alla-pressione-la-cicatrice-e-piu-forte-della-pelle%2F&amp;layout=button_count&amp;width=100&amp;height=27&amp;locale=it_IT" 
							scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:100px; height:27px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="really_simple_share_google1" style="width:80px;"><div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.skipblog.it/2015/11/25/nella-resistenza-alla-tensione-e-alla-pressione-la-cicatrice-e-piu-forte-della-pelle/" ></div></div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:100px;"><a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal"  data-text="Nella resistenza alla tensione e alla pressione la cicatrice è più forte della pelle." data-url="http://www.skipblog.it/2015/11/25/nella-resistenza-alla-tensione-e-alla-pressione-la-cicatrice-e-piu-forte-della-pelle/"  data-via="" data-lang="it"  ></a></div><div class="really_simple_share_readygraph_infolinks" style="width:110px;"></div></div>
		<div class="really_simple_share_clearfix"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2015/11/25/nella-resistenza-alla-tensione-e-alla-pressione-la-cicatrice-e-piu-forte-della-pelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giornata internazionale contro la violenza sulle donne</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2013/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 19:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Fakhra Younas]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Annibali]]></category>
		<category><![CDATA[Malala Yousafzai]]></category>
		<category><![CDATA[violenza contro le donne]]></category>
		<category><![CDATA[Zapatos Rojos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=1569</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Una delle tante ragioni per cui ho iniziato a scrivere riguarda  la violenza sulle donne per raccontare, commentare, indignarmi sulle tante forme di discriminazione, abuso, maltrattamento,  intolleranza contro la donna. Alcune abiette e lontane, altre più subdole e sottili. &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2013/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/25-novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1570 aligncenter" alt="25-novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne (1)" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/25-novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-1-300x178.jpg" width="300" height="178" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Una delle tante ragioni per cui ho iniziato a scrivere riguarda  la violenza sulle donne per raccontare, commentare, indignarmi sulle tante forme di discriminazione, abuso, maltrattamento,  intolleranza contro la donna. Alcune abiette e lontane, altre più subdole e sottili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il femminicidio in atto è più evidente e denunciato, e non bastano solo le parole per fermarlo e <strong><span style="color: #800000;"><a title="Decreto sul femminicidio: il testo in unita.it" href="http://www.unita.it/donne/decreto-sul-femminicidio-il-testo-1.515223"><span style="color: #800000;">interventi legislativi</span></a></span></strong> e  giudiziari per reprimerlo. Occorre una cultura che promuova il rispetto dell’identità di genere,  basata sull’affettività e sul riconoscimento delle rispettive diversità, emozioni e sentimenti,  che insegni a trasporsi nell’altro, per prevenire la violenza non solo contro le donne, ma contro tutti coloro ritenuti diversi o comunque percepiti come contrapposti. La rabbia latente esplode con un’aggressività che rivela l’incapacità di gestire le proprie emozioni e riconoscere quelle altrui non solo  in fondamentali svolte di vita, ma anche  in occasione di una partita di calcio o di  un parcheggio negato. Un delirio di onnipotenza ove l’altro viene annullato, in tutti i sensi.(da &#8220;Cicatrici di guerra:il Clan delle Cicatrici&#8221; in skipblog.it)</span></p>
<h1></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Prendiamo atto che  le morti violente di tante donne non sono dovute a balordi, in preda ad alcool o droghe, ma il più delle volte a premeditazione di chi ha una mentalità che deve essere sradicata a livello socio-culturale, non solo da noi donne che stiamo acquisendo maggiore consapevolezza, ma soprattutto dagli uomini di buona volontà che non devono soltanto prendere le distanze a parole ma intervenire ogni qualvolta si imbattano in qualche farabutto che si sente più sicuro e potente opprimendo  una donna con angherie. La violenza contro le donne è una questione MA-SCHI-LE. Le donne si sono emancipate. Ora tocca a voi, Uomini di buon volontà,  sradicare quella subdola solidarietà di genere basata sul  fingere di non vedere e di non sentire nei luoghi pubblici e  di lavoro, nei condomini.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ora, più di prima, spetta anche a chi opera nella scuola, e siamo tanti, a segnalare in modo riservato a chi di dovere (in primis al Dirigente scolastico, e alle forze dell’ordine) quando si appurino situazioni ad alto rischio di letalità.</span>È <span style="color: #000000;">un obbligo giuridico e morale, sicuramente scomodo, di ogni insegnante. L’omissione è perseguibile per legge. Nella scuola dell’infanzia e primaria spesso i bambini e le madri raccontano; nelle scuole secondarie di primo e secondo grado le ragazze a volte parlano:  si può aiutare chi è in difficoltà per prevenire un inferno non solo alla donna ma anche ai figli. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> In questi anni  non mi sono sfuggite le tante, troppe,  donne  italiane  e straniere morte, il più delle volte per mano di un uomo, più di rado per suicidio perché le violenze subite le avevano uccise dentro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> A marzo dell’anno scorso   mi ha molto colpito la notizia del suicidio di <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/Fakhra-Younas.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1572" alt="Fakhra Younas" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/Fakhra-Younas-150x150.jpg" width="150" height="150" /></span></a><span style="color: #800000;"><strong><a title="Fakhra, il simbolo delle donne senza volto in archiviostorico.corriere.it" href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/aprile/11/Fakhra_simbolo_delle_donne_senza_co_8_120411038.shtml"><span style="color: #800000;">Fakhra Younas</span></a></strong></span> , autrice del libro “Il volto cancellato”: volto, braccia, petto e soprattutto identità sfigurati con l’acido dal  marito perché lei, giovane e bellissima, aveva deciso di divorziare da quell’uomo violento, possessivo e potente, condannato poi a  pochi mesi di carcere. Fakhra fu aiutata dalla suocera a fuggire con il figlio in Italia e nel 2000 trovò aiuto a Roma nell’associazione Smileagain. Si sottopose a circa  una quarantina di interventi chirurgici, ma certe ferite interne non si sono cicatrizzate e  Fakhra, simbolo della ribellione delle donne del Pakistan, dell’ India, del Bangladesh e del Nepal, non ce l’ha fatta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una realtà non troppo  lontana dalla nostra, visto che quest’anno qualche farabutto  italiano ha adottato questa triste prassi. Proprio oggi una ragazza italiana, <strong><span style="color: #800000;"><a title="Napolitano premia il coraggio di Lucia in corriere.it" href="http://www.corriere.it/cronache/13_novembre_25/napolitano-premia-coraggio-lucia-nomina-cavaliere-repubblica-56581f54-55c6-11e3-8836-65e64822c7fd.shtml"><span style="color: #800000;">Lucia Annibali,  ha ricevuto dal Presidente della Repubblica l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana</span></a> </span></strong>per il coraggio, la dignità e  la forza d’animo di reagire a un’aggressione con l’acido, commissionata da un  talebano nostrano.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/malala_onu_.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1571" alt="malala_onu_" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/malala_onu_-300x200.jpg" width="300" height="200" /></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">In India<strong><span style="color: #800000;"> <a title="Quell’ennesimo stupro che fa scendere  le donne indiane in piazza in 27esimaora.corriere.it" href="http://27esimaora.corriere.it/articolo/quellennesimo-stupro-che-fa-scendere-le-donne-indiane-in-piazza/"><span style="color: #800000;">le donne sono insorte</span></a></span></strong> ma le violenze, anche contro bambine piccolissime, continuano;  la giovane <strong><span style="color: #800000;"><a title="discorso all’Onu di Malala Yousafzai in minori.it" href="http://www.minori.it/minori/il-discorso-allonu-di-malala-yousafzai"><span style="color: #800000;">Malala Yousafzai</span></a></span></strong>, candidata al Premio Nobel per la pace, ha captato l’attenzione del mondo intero nel rivendicare i diritti civili e in particolare allo studio per le donne della città di Mingora (Pakistan), negati da un editto dei talebani.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In Italia ormai le donne denunciano di più le violenze subite e  spesso pare che i media annuncino un bollettino di guerra. Non c’è giorno che non si senta di qualche donna, giovane e meno giovane, che non muoia per mano del marito, dell’ex , del fidanzato, del compagno, dell’amante o di un familiare. Non se ne può più. Il campionario maschile è variamente assortito, da Nord a Sud, per età ed estrazione socio culturale. Il problema non è tanto limitato, come si vuole fare credere, e la cosa che più mi preoccupa è scoprire da ciò che racconta mia figlia, poco più che ventenne, che alcuni ragazzi coetanei non vogliono che la lei di turno vada a studiare in un’altra città, che esca con le amiche quando lui si concede uscite o rimpatriate tra boys o che abbia interessi propri, e pretendono di  essere continuamente aggiornati con telefonate e sms su  ogni minimo spostamento.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Siamo nel 2013: se da ragazzina  immaginavo che in un lontano futuro saremmo diventati una sorta di androidi senza nemmeno più una diversità di genere, perché l’istinto sarebbe stato soppiantato   da menti evolutissimamente perse in altri meandri, oggi  riconosco che per fortuna è rimasta l’identità di genere, ma in quanto ad evoluzione culturale non saprei proprio a che punto siamo arrivati. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/femminicidio-scarpe-ddl.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1573" alt="femminicidio-scarpe-ddl" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/11/femminicidio-scarpe-ddl-300x201.jpg" width="300" height="201" /></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche in Italia c&#8217;è tanto da riflettere e da fare per diffondere la cultura di genere. Lo dobbiamo alle vittime di abusi e maltrattamenti ma soprattutto alle   oltre cento vittime  che “non contano&#8221;, o contano molto, ma molto meno dei loro mariti, compagni, partner, padri che le hanno uccise. <strong><span style="color: #800000;"><a title="la strage delle donne in corriere.it" href="http://www.corriere.it/cronache/speciali/2013/la-strage-delle-donne/"><span style="color: #800000;">Contiamole e osserviamole  una alla volta</span></a> </span></strong>per non smarrire i loro passi e  la loro storia.  L&#8217;amore dona vita. I killer e i violenti non amano. Quelle donne hanno amato un uomo che non le meritava..</span><br />
<span style="color: #000000;">  Il Campidoglio si accenderà di rosso, e tante iniziative sono previste nelle città italiane per dire &#8220;No alla violenza contro le donne&#8221; a ricordo delle vittime  di ogni età e nazionalità. L’artista messicana Elina Chauvet, che ben conosce il femminicidio di  Ciudad Juárez, ha importato in Italia  le “Zapatos Rojos”, scarpe rosse,  per non dimenticare il cammino interrotto  delle tante donne  uccise. Formano un percorso  di  solidarietà per  quelle che in tutto il mondo  hanno subito e subiscono violenza.</span></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Articoli correlati:</span></strong></p>
<p><a title="Da Cicatrici di guerra: il Clan delle Cicatrici in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/03/09/da-cicatrici-di-guerra-il-clan-delle-cicatrici/"><strong><span style="color: #800000;">Da Cicatrici di guerra: il Clan delle Cicatrici</span></strong></a></p>
<p><a title="La violenza sulle donne: da patologia a fenomeno socio-culturale che si manifesta in varie forme e stereotipi in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/05/28/la-violenza-sulle-donne-da-patologia-a-fenomeno-socio-culturale-che-si-manifesta-in-varie-forme-e-stereotipi/"><strong><span style="color: #800000;">La violenza sulle donne: da patologia a fenomeno socio-culturale che si manifesta in varie forme e stereotipi</span></strong></a></p>
<p><a title="Speriamo che sia…femmina? in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/05/27/speriamo-che-siafemmina/"><strong><span style="color: #800000;">Speriamo che sia…femmina?</span></strong></a></p>
<p><a title="Quanto mi dai? in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/11/05/quanto-mi-dai/"><strong><span style="color: #800000;">Quanto mi dai?</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="min-height:33px;" class="really_simple_share really_simple_share_button robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_specificfeeds_follow" style="width:110px;"><a id="email_follow" href="#email_follow" onclick="var invite = new readygraph.framework.ui.Invite();invite.set('visible', true);return false;"><img src="http://www.skipblog.it/wp-content/plugins/really-simple-facebook-twitter-share-buttons/images/specificfeeds_follow.png" alt="Email, RSS" title="Email, RSS" /> Follow</a></div><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;"><iframe src="//www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.skipblog.it%2F2013%2F11%2F25%2Fgiornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne%2F&amp;layout=button_count&amp;width=100&amp;height=27&amp;locale=it_IT" 
							scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:100px; height:27px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="really_simple_share_google1" style="width:80px;"><div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.skipblog.it/2013/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/" ></div></div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:100px;"><a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal"  data-text="Giornata internazionale contro la violenza sulle donne" data-url="http://www.skipblog.it/2013/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/"  data-via="" data-lang="it"  ></a></div><div class="really_simple_share_readygraph_infolinks" style="width:110px;"></div></div>
		<div class="really_simple_share_clearfix"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2013/11/25/giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
