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	<title>SkipBlog &#187; Giuseppe Garibaldi</title>
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		<title>Piccoli e grandi eroi sul Gianicolo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 08:53:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulla sommità del Gianicolo , suggestivo luogo della memoria che ricorda le radici e le lotte per l’Italia , domina l’imponente monumento equestre di Giuseppe Garibaldi, realizzato da Emilio Gallori e inaugurato nel 1895. Sul basamento spiccano  le figure allegoriche &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2013/10/30/piccoli-e-grandi-eroi-sul-gianicolo/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Sulla sommità del Gianicolo , suggestivo luogo della memoria che ricorda le radici e le lotte per l’Italia , domina l’imponente monumento equestre di Giuseppe Garibaldi, realizzato da Emilio Gallori e inaugurato nel 1895. Sul basamento spiccano  le figure allegoriche dell&#8217;Europa e dell&#8217;America, oltre a gruppi di bronzo che rievocano le imprese più importanti dell’Eroe dei due mondi( lo sbarco a Marsala, la resistenza di Boiada, la difesa di Roma). </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-1486" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24px;" alt="monumento Garibaldi-Gianicolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/monumento-Garibaldi-Gianicolo-224x300.jpg" width="224" height="300" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La storia è soggetta a diverse e mutevoli  interpretazioni, ma le prodezze di Garibaldi divennero poi memorabili sia per la destra che la sinistra. A mio parere proprio la forte e carismatica personalità di Garibaldi suscitava e suscita tutt’oggi un certo fascino. Egli  temprò il carattere per mare, navigando prima in Oriente col padre Domenico, capitano mercantile, e altri armatori,  poi combattendo nel  Sud America  per lo stato Rio Grande do Sul, di cui comandò la flotta di guerra, nella ribellione contro il  governo brasiliano. È passato alla storia come l’uomo d’azione, l’avventuriero, il  rivoluzionario, l’anticlericale, il  promotore della libertà, della giustizia e dell’amicizia tra i popoli, il difensore dell’identità nazionale. Animato contraddittoriamente da  ideali nazionali e cosmopoliti, da militarismo e pacifismo, fu critico non solo del pontefice ma anche dei politici di professione e della politica piemontese. Accolto freddamente  dal governo sardo quando rientrò nel 1848 dal Sud America  poiché i tempi erano propizi per la libertà e la  rivoluzione di Palermo faceva ben sperare,  poi espulso dai territori del  Piemonte  ove ritirò dopo la disfatta della Repubblica Romana e  il tentativo di raggiungere Venezia che resisteva agli austriaci, abbandonò ogni ambizione quando capì che la monarchia sabauda poteva essere la soluzione per l’unità d’Italia, e al re Vittorio Emanuele consegnò il Sud , rifiutando però la nomina a generale  con le annesse ricompense. I suoi ideali  in fin dei conti  furono sfruttati da una politica sabauda  che si rivelò più di conquista che di liberazione, soprattutto del ricco Sud Italia.La sua popolarità lo fece diventare simbolo dell’unità nazionale, richiamata nelle  tante piazze e strade d’Italia che portano il suo nome, facendo dimenticare lo spirito rivoluzionario degli anni giovanili e  quello antipolitico della vecchiaia. Garibaldi da lassù guarda Roma, capitale di quell’Italia libera e unita in cui  tanti, come lui, avevano creduto.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/patrioti-sul-Gianicolo.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1487" alt="patrioti  sul Gianicolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/patrioti-sul-Gianicolo.jpg" width="448" height="336" /></span></a></span></p>
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<p><span style="color: #000000;">I tanti, più noti, sono ricordati in  84 busti marmorei che in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia sono stati ripuliti e restaurati. Sono erme di patrioti garibaldini, politici ed intellettuali, combattenti per la difesa e la liberazione di Roma, compresi  quattro garibaldini stranieri (l&#8217;inglese John Peard , il finlandese Herman Lijkanen,  l&#8217;ungherese Istvàn Türr  e il bulgaro Petko Voivoda).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/stele-studenti-padovani-Gianicolo.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1488" alt="stele studenti padovani- Gianicolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/stele-studenti-padovani-Gianicolo-224x300.jpg" width="224" height="300" /></span></a></span></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> Nel parco del Gianicolo ci sono anche quattro stele  dedicate agli studenti che da ogni parte confluirono a Roma per difendere  la breve  Repubblica Romana. Se la passione è il  motore dei grandi cambiamenti,  in questi busti se ne trova conferma.</span></p>
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<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Mameli.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1489" alt="Mameli" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Mameli-150x150.jpg" width="150" height="150" /><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Porzi-Antonietti-Colomba.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1490" alt="Porzi Antonietti Colomba" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Porzi-Antonietti-Colomba-150x150.jpg" width="150" height="150" /></span></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Sacchi.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1491" alt="Sacchi" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Sacchi-150x150.jpg" width="150" height="150" /></span></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Turr.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1492" alt="Turr" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Turr-150x150.jpg" width="150" height="150" /></span></a></span></a></span></p>
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<p><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-1493" alt="viale Lorenzo Brunetti" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/viale-Lorenzo-Brunetti-300x224.jpg" width="300" height="224" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La mia attenzione però è stata attirata  da questa targa, dedicata al tredicenne Lorenzo Brunetti, di cui il viale del Gianicolo porta il nome.  Lorenzo morì  col padre <strong><span style="color: #800000;"><a title="Angelo Brunetti in wikipedia.org" href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Brunetti"><span style="color: #800000;">Angelo Brunetti</span></a></span></strong>, più noto come Ciceruacchio (1800- 1849 ), il cui monumento, realizzato da Ettore Ximenes e inaugurato nel 1907, è stato trasferito da Trastevere al Gianicolo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ciceruacchio, soprannominato così  dalla madre in quanto paffuto, era  figlio di un maniscalco, divenne  poi carrettiere e infine  oste. Generoso e  coraggioso s’adoprò per il bene del popolo in occasione del colera e dell’alluvione.  Non era istruito ma in compenso <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/250px-Ciceruacchio_a_Ripetta.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-1494" alt="250px-Ciceruacchio_a_Ripetta" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/250px-Ciceruacchio_a_Ripetta.jpg" width="250" height="255" /></span></a>era dotato di buona capacità dialettica, espressa solo in   romanesco, con la quale  interpretava e trasmetteva gli umori della gente comune, e  capì che l’istruzione per tutti poteva essere un mezzo per acquisire maggiore consapevolezza e dignità di vita. Fu  apprezzato  anche da nobili e governanti, oltre  Mazzini e Garibaldi  che gli chiesero consigli e collaborazione durante la breve vita della Repubblica Romana. Incoraggiò il papa Pio IX a promuovere riforme liberali e donò vino per festeggiare la liberazione dei prigionieri politici nel 1846.  Dopo il voltafaccia del pontefice, Ciceruacchio  si schierò contro la politica del papa re che non realizzò le riforme tanto attese dal popolo. Da buon patriota e capopopolo difese la Repubblica Romana nel 1849 e , dopo la sua caduta , seguì Garibaldi con l’intento di raggiungere Venezia. Costretto ad approdare  in prossimità del delta del Po, fu denunciato alle autorità dalla gente del posto e nella notte del 10 agosto 1849 fu fucilato insieme ai suoi due figli Luigi e  Lorenzo. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Righetto-Gianicolo.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1495" alt="Righetto- Gianicolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/10/Righetto-Gianicolo.jpg" width="336" height="448" /></span></a>Nel parco del Gianicolo  tra i grandi citati nella storia del Risorgimento Italiano,  è ricordato anche  il giovane trasteverino Righetto, simbolo dei ragazzini caduti in difesa della Repubblica Romana nel 1849.  Roma era soggetta a pesanti attacchi da parte dei francesi corsi in aiuto del papa e Trastevere era particolarmente bombardata. Una banda di ragazzini, guidati da Righetto, un dodicenne senza famiglia che lavorava presso un fornaio,  pensò di  difendere la gente del quartiere   avvisandola della caduta della bombe  e precipitandosi a spegnerne la miccia  con uno straccio bagnato. Nel giugno del 1849 sulla piccola spiaggia della Renella, sotto ponte Sisto, Righetto morì con la sua inseparabile cagnetta  Sgrullarella a causa di una bomba che gli cadde sulle mani.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Altre generazioni di altri tempi, animate da quella grande passione che rende fieri e coraggiosi  in ogni circostanza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Noi, italiani del Duemila, riusciremo mai a scrivere pagine di storia di cui i posteri si sentiranno orgogliosi?</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong><span style="color: #800000;"><a title="Ciceruacchio in youtube.com" href="http://www.youtube.com/watch?v=EfTCCHbRivA"><span style="color: #800000;">Qui </span></a></span></strong>la splendida interpretazione di Nino Manfredi in un estratto del film “In nome del popolo sovrano” di Luigi Magni, recentemente scomparso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><strong>Articoli correlati :</strong></span></span></p>
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		<title>Donne del Risorgimento: Anita Garibaldi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 21:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Gianicolo è un parco pubblico molto suggestivo sia  perché offre dall’alto una splendida veduta di Roma, sia perché è un  luogo della memoria, che nei grandi monumenti equestri di  Giuseppe e di Anita Garibaldi, negli 84  busti e nelle &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2013/03/20/donne-del-risorgimento-anita-garibaldi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/monumento-Anita-Garibaldi-4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-697" title="monumento Anita Garibaldi" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/monumento-Anita-Garibaldi-4-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Il Gianicolo è un parco pubblico molto suggestivo sia  perché offre dall’alto una splendida veduta di Roma, sia perché è un  luogo della memoria, che nei grandi monumenti equestri di  Giuseppe e di Anita Garibaldi, negli 84  busti e nelle quattro  stele dedicati ai combattenti garibaldini, provenienti da ogni parte d’Italia , ricorda la strenua difesa della breve Repubblica Romana tra l’ aprile e il luglio del 1849.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il monumento celebrativo di <strong><span style="color: #800000;"><a title="Anita Garibaldi in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anita_Garibaldi"><span style="color: #800000;">Anita Garibaldi</span></a></span></strong> , realizzato da Mario Rutelli ed inaugurato nel 1932, custodisce le ceneri di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, universalmente  nota come Anita Garibaldi (Morrinhos, 30 agosto 1821- Mandriole di Ravenna 4 agosto 1849).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Anita stringe tra le braccia un bambino, molto probabilmente Menotti, il figlio appena nato, portato in salvo dalla madre che di notte scappò a cavallo per sottrarsi alle violente  truppe imperiali giunte a  San Simon nel 1840 .Garibaldi, che l’aveva lasciata a casa di amici per cercare vesti per lei e il piccolo, la ritrovò nella foresta mentre allattava il primogenito.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-690" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24px;" title="monumento Anita Garibaldi 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/monumento-Anita-Garibaldi-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anita, l’unica donna veramente amata</span> <span style="color: #000000;">da Garibaldi, a diciotto  anni divenne la sua inseparabile compagna , condividendo fino alla fine una vita avventurosa e difficile tra stenti, rinunce e sacrifici, ideali e battaglie per terra e per mare, sia in Sud America che in Italia. È passata  meritoriamente alla storia come l’Eroina dei due mondi, emblema della donna combattente e leggenda vivente del Risorgimento Italiano.   </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Da Garibaldi ebbe quattro figli:  Menotti (1840), Rosita (1843) morta all’età di due anni, Teresita (1845) e Ricciotti (1847) . Di umili origini, sin da ragazzina mostrò un carattere indomito, forte e determinato. Alta, fiera, dai grandi occhi scuri conobbe e  conquistò il cuore di Garibaldi nel1839 a Laguna, piccola città a sud del Brasile durante le lotte sudamericane per l’indipendenza repubblicana. Una giovane donna  “ il cui coraggio io mi sarei desiderato tante volte”- come scrisse di lei il marito  nelle Memorie autobiografiche- e che Anita mostrò   nella strenua difesa della breve Repubblica Romana. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopo la resa di Roma  Garibaldi , con l’inseparabile Anita  e i suoi compagni, compì un disperato viaggio verso Venezia che ancora resisteva agli Austriaci. Sperava di  accendere l’insurrezione nell’Italia centrale ma, inseguito da truppe francesi, pontificie e poi austriache, nel luglio del 1849  si diresse verso la repubblica di San Marino.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-691" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24px;" title="monumento Anita Garibaldi 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/monumento-Anita-Garibaldi-3-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></p>
<div><span style="color: #000000;">Nelle sue “ Memorie” descrisse con   un’analisi umanamente schietta la criticità  del momento, le condizioni disperate di Anita, incinta di sei mesi,  e  la viltà dei  disertori “ codardi nell’ abbandonare vilmente la causa santa del loro paese, essi naturalmente scendevano ad atti osceni e crudeli cogli abitanti. Ciò sommamente mi straziava, peggiorava ed umiliava non poco la già sventurata posizione nostra! Come potevo io mandare dietro a quelle scellerate masnade, attorniato come mi trovavo dai nemici! Alcuni colti in flagrante erano fucilati;ma ciò poco rimediava,andando la maggior parte impuniti. La situazione divenuta disperata, io cercai d’arrivare a S. Marino.Avvicinatomi alla sede di quelli eccellenti Repubblicani, giunsemi una loro deputazione, ed avvendone avuto notizie, mi avvicinai per conferire con essa. E mentre io mi trovavo conferendo colla deputazione di S. Marino, un corpo di Austriaci comparì alla nostra retroguardia e vi cagionò confusione tale, che tutti presero a fuggire quasi senza veder nemici, almeno la maggior parte.</span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/monumento-Anita-Garibaldi-21.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-693" title="monumento Anita Garibaldi 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/monumento-Anita-Garibaldi-21-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></span></a>Avvertito di tal contrattempo, retrocessi, trovai la gente fuggendo, e la mia valorosa Anita, che col colonnello Forbes facevano ogni sforzo per trattenere i fuggenti. Quella incomparabile donna incapace di qualunque timore aveva lo sdegno dipinto sul volto e non poteva darsi pace di tanto spavento in uomini che poco prima s’eran battuti valorosamente….”</span><span style="color: #000000;">Giunti a S. Marino Garibaldi  scrisse su un gradino d’una chiesa al di fuori della città l’ordine del giorno:“ Militi, io vi sciolgo dall’ impegno d’accompagnarmi. Tornate alle vostre case;ma ricordatevi che l’Italia non deve rimanere nel servaggio, e nella vergogna!”  Dei circa 4000 uomini, partiti da Roma, rimasero solo 200 seguaci  coi quali  giunse a Cesenatico per poi imbarcarsi  su barche da pesca ( bragozzi)  alla volta di  Venezia. </span><span style="color: #000000;">“Per parte mia, però, non avendo idea di depor le armi, con un pugno di compagni, io sapevo non impossibile aprirsi strada e guadagnar Venezia. E così s’era deciso. Un carissimo e ben doloroso impiccio era la mia Anita, avanzata in gravidanza, ed inferma. Io la supplicavo di rimanere in quella terra di rifugio( <em>San Marino</em>) , ove un asil almeno per lei poteva credersi assicurato, ed ove gli abitanti ci avevan mostrato molta amorevolezza. Invano! Quel cuore virile e generoso si sdegnava a qualunque delle mie ammonizioni su tale assunto, e m’imponeva silenzio, colle parole: “ tu vuoi lasciarmi”. </span><span style="color: #000000;">  Gli Austriaci scorsero i  garibaldini e iniziarono a sparare da lontano cannonate e razzi.</span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/Garibaldi-e-Anita.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-694" title="Garibaldi e Anita" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/Garibaldi-e-Anita-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Io lascio pensare qual era la mia posizione in quei sciagurati momenti. La donna mia infelice, moribonda! Il nemico perseguendo dal mare, con quella alacrità che dà una vittoria facile. Aprodando ad una costa, ove tutte le probabilità di trovarvi altri, e numerosi nemici, non solamente Austriaci, ma papalini, allora in fiera reazione. Comunque fosse, noi aprodammo. Io presi la mia preziosa compagna nelle braccia, sbarcai e la deposi  sulla sponda. Dissi ai miei compagni, che collo sguardo mi chiedevano ciocchè dovevano fare:d’incamminarsi alla spicciolata, e di cercar rifugio, ove potrebbero trovarlo. In ogni modo d’allontanarsi dal punto ove ci trovavamo, essendo imminente l’arrivo dei palischermi nemici. Per [me] esser impossibile seguitar oltre, non potendo abbandonare mia moglie moribonda… </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Io rimasi nella vicinanza del mare in un campo di melica, colla mia Anita, e col tenente Leggiero, indivisibile mio compagno….Le ultime parole della donna del mio cuore erano state per i suoi figli! Ch’essa presentì di non poter più rivedere!” </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Il tenente Leggero  andò in cerca di aiuto e tornò col colonnello Nino Bonnet, uno degli ufficiali più valorosi che, ferito a Roma nell’assedio, si era ritirato a casa, in quel di Comacchio, per curarsi. Egli propose di avvicinarsi ad una casupola  nelle vicinanze .Qui povera gente offrì acqua e primo soccorso ad Anita. Poi Garibaldi e i compagni trasportarono la donna in casa della sorella di Bonnet ed infine alla Mandriola per trovare un medico. “Guardate di salvare questa donna”!-  raccomandò al dottore ma “Nel posare la mia donna in letto, mi sembrò di scoprire sul suo volto, la fisionomia della morte. Le presi il polzo…più non batteva! Avevo davanti a me la madre de’ miei figli, ch’io tanto amava! Cadavere!&#8230;Io piansi amaramente la perdita  della mia Anita! Di colei che mi fu compagna inseparabile nelle più avventurose circostanze della mia vita!”</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> A fatica il fedelissimo Leggero convinse il generale a riprendere la fuga per salvarsi  dalle truppe pontificie e dai soldati austriaci. “Generale, dovete farlo. Per i vostri figli, per l&#8217;Italia&#8230;”. Garibaldi raccomandò alla buona gente che lo circondava di seppellire Anita  e s’allontanò.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Io, conobbi il gran male che feci, il dì, in cui sperando ancora di rivederla in vita io, stringeva il polso d&#8217;un cadavere: e piangevo il pianto della disperazione! Io, errai grandemente ed errai solo!”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Queste parole  sigillano un profondo rimorso, non spiegato, forse per avere cambiato la vita di quell’intrepida ragazza dai grandi occhi scuri, che a 28 anni è entrata a fare parte della storia come figura esemplare dell’amore romantico e del nostro Risorgimento.</span></p>
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