<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SkipBlog &#187; tombolata dei femminielli</title>
	<atom:link href="http://www.skipblog.it/tag/tombolata-dei-femminielli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.skipblog.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Apr 2021 16:07:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>L&#8217;arte di dare i numeri</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2020/12/28/larte-di-dare-i-numeri/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2020/12/28/larte-di-dare-i-numeri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 17:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>
		<category><![CDATA[femminiello]]></category>
		<category><![CDATA[feste natalizie]]></category>
		<category><![CDATA[gioco del lotto]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[smorfia napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[Tombola napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[tombolata dei femminielli]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.skipblog.it/?p=2735</guid>
		<description><![CDATA[Sacro e profano, fede e superstizione confluiscono in molti rituali napoletani, compreso quello del gioco del lotto, cui il popolo napoletano è dedito da secoli e per il quale “ si corrompe e muore” (cit.). Non si tratta però di &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2020/12/28/larte-di-dare-i-numeri/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Sacro e profano, fede e superstizione confluiscono in molti rituali napoletani, compreso quello del gioco del lotto, cui il popolo napoletano è dedito da secoli e per il quale “ si corrompe e muore” (cit.). Non si tratta però di giocare numeri a caso, ma i “numeri buoni”, quelli ricavati attraverso una vera e propria arte d’interpretazione numerologica con la <strong><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Smorfia" target="_blank">Smorfia</a></span></strong>, cioè il libro dei sogni: un sogno, un fatto insolito, un evento straordinario, una persona stravagante offrono l’occasione di cercare i numeri da giocare al lotto. Ogni immagine, tratto saliente del fatto onirico o reale va associato a un numero, fino a un massimo di cinque numeri da giocare al lotto, di solito sulla ruota di Napoli a meno che non ci siano indizi o tracce riconducibili a un’altra città o regione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In origine i napoletani ricorrevano a un “assistito”, un intermediario tra i santi e i comuni mortali, un indovino che parlava con i morti affinchè comparissero in sogno e dessero numeri vincenti e  un po’ di  buona sorte. Questa specie di veggente però “dava i numeri” rispondendo  con frasi sibilline  o strane   azioni che dovevano poi essere interpretati con la smorfia e ricondotti ai numeri da giocare. Una volta ottenuti, il richiedente e il suo clan di tifosi, perlopiù familiari, iniziavano i rituali sacri e profani cimentandosi in tutti gli scongiuri e  le invocazioni possibili e immaginabili  alla Madonna, ai santi, alle anime pezzentelle, al munaciello, a tutte le entità adorabili  che potevano intercedere affinchè uscissero quei numeri.</span></p>
<p><em><span style="color: #000000;">“Oggi è luna e dimane è marte</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">’a ciorta mia mo’ se parte</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">vene pe’ mare</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;"> e vene pe’ terra</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;"> vieneme  ‘nzuonne ciorta mia bella</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;"> vieneme ‘nzuonne  e nun m’ appaurà</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">tre  belli nummere famme sunnà”</span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">(oggi c’è Luna, domani c’è Marte/ la mia fortuna ora parte/ viene per mare, viene per terra/vienimi in sogno mia bella sorte, vienimi in sogno e non mi spaventare/ tre bei numeri fammi sognare).</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/a-mano.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2737" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/a-mano-300x225.jpg" alt="a mano" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">In passato l’estrazione era affidata a un orfanello dell’Albergo dei Poveri (orfanatrofio  detto anche il Serraglio), che per l’occasione  indossava la veste dell’innocenza sulla grigia uniforme, cioè una tunichetta e un berretto di lana bianca, ed estraeva i numeri dinanzi al consigliere di prefettura, al direttore del Lotto di Napoli e a un rappresentante del municipio, superbi con i loro mustacchi e cappelli a cilindro. Anima innocente esposta dinanzi al popolo, spaesata e ammutolita, veniva investita di benedizioni, preghiere e  invocazioni: “Bel figliolo, bel figliolo! Che tu sia benedetto! Mi raccomando a te e a san Giuseppe! ’A Maronna ti benedica e’ mmani! Benedetto, benedetto! Sant e viecch! Sant e viecch! ( “santo e vecchio” è un augurio di lunga vita)” .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Al bambinetto del Serraglio la gente innalzava i figlioletti, con voci appassionate e straziate “Famm ‘a grazia, famm’a grazia! Core’e mamma!” Il piccolo prescelto estraeva un numero e tanta era l’attesa fin quando non veniva pronunciato dall’usciere. E via…  “ a ogni numero il popolo applicava la sua spiegazione ricavata dalla Smorfia , o da quella leggenda popolare che si propaga senza libri, senza figurine. Ed erano scoppi di risa, grassi scherzi, erano interiezioni di paura  o di speranza: il tutto accompagnato da un clamore sordo, come se fosse il coro in minore di quella tempesta…”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Due..la bambina!&#8230;.la lettera!  Famm arrivà sta lettera, Signore!&#8230;&#8230;Cinque!&#8230;..La mano! ….in faccia a chi mi vo’ male!&#8230;Otto…otto!&#8230;..A’ MARONNNA! A’ MARONNNA! A’ MARONNNA!”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“I cabalisti, quelli non parlavano, non guardavano nemmeno i giri dell’urna: per essi non esisteva il bimbo innocente, né il senso dei numeri, né il giro lento o vivace della grande urna metallica: per essi esisteva solo la Cabala, la Cabala  oscura e pur limpidissima, la gran fatalità, dominante, imperante, che sa tutto, che può tutto e tutto fa, senza che niun potere, umano o divino, vi si possa opporre. Essi solo tacevano, pensosi, concentrati, anzi disdegnosi di quella forte gazzarra popolare, assorti in un mondo spirituale, mistico, aspettando con una profonda sicurezza….”.</span><span style="color: #000000;">In una crescente e contagiosa sovreccitazione, le donne stringevano i figli così forte da farli impallidire e piangere. Osannato, implorato, benedetto dal popolo che smaniava tra invocazioni e rituali superstiziosi in attesa dei numeri, alla fine delle estrazioni sfortunate il bimbo bendato veniva deplorato, era investito da urla d’ indignazione, da bestemmie, lamenti, esclamazioni colleriche e dolorose. Tutti avevano sperato in un magico terno, “un terno secco, speranza e amore del popolo napoletano, speranza e desiderio di tutti i giocatori, da quelli accaniti a quelli che giuocano una sola volta, per caso: il terno, parola fondamentale di tutti quei desideri, di tutti quei bisogni, di tutte quelle necessità, di tutte quelle miserie.”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Maledetti la mala sorte, il Lotto, il governo, il serragliuolo dalla mano disgraziata, non restava che fissare il tabellone con i numeri estratti, andare via adirati, delusi, scontenti, disperati, senza nemmeno la forza di pensare e parlare, estintasi in quel delirio collettivo. “Rimanevano i cabalisti per discutere fra loro, come tanti filosofi, come tanti loici, sempre concentrati nell’alta matematica del lotto, dove vivono le figure, le cadenze, le triple, la ragione algebrica del quadrato maltese e le immortali elucubrazioni di Rutilio Benincasa.” ( da Il paese di Cuccagna” di Matilde Serao). E immagino quell’orfanello, stordito e violato nella sua innocenza da tanta urlata disperazione, da aspettative e speranze  deluse, dall’incontenibile follia  popolare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/tombola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2738" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/tombola-300x223.jpg" alt="tombola" width="300" height="223" /></a>Quando nel 1734 una legge vietò il gioco d’azzardo durante le feste natalizie, i napoletani s’ingegnarono e  pensarono bene di inventare la tombola, una sorta di gioco del lotto da giocare  in casa e in famiglia. Ai novanta numeri, che vengono prima mescolati con maestria, poi estratti dal panariello e posizionati su un tabellone, viene associato un significato, declamato con mimica teatrale dal “banditore”. Ogni giocatore compra le cartelle e il ricavato viene distribuito in cinque premi. Ogni cartella ha 15 numeri distribuiti per cinque  su tre righe e bisogna coprire quelli estratti facendo ambo ( coppia di numeri sulla stessa riga), terno, quaterna e cinquina, alla fine tombola se si riesce a coprire tutti i numeri della cartella. A volte si prevede un tombolino se non anche un tombolicchio, un piccolo premio di consolazione per chi fa la seconda-terza tombola.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/femminiello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2736" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/femminiello-300x225.jpg" alt="femminiello" width="300" height="225" /></a>Famosissima è anche la tombolata dei femminièlle nei quartieri spagnoli di Napoli, espressione di autentica e spontanea teatralità popolare, cui partecipano solo donne e femminielli, mentre gli uomini possono assistervi in disparte e in silenzio . <strong><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Femminiello" target="_blank">O’ femminièllo, o femminèlla</a></span></strong>, è una figura riconosciuta e rispettata nella tradizione popolare, cui si demandano  rituali folkloristici e una sorta di posizione privilegiata nel tessuto sociale  in quanto ritenuto beneaugurante, portafortuna vivente, tant’è che gli si mettono subito in braccio i nuovi nati. Il femminiello estrae i numeri della tombola e ne pronuncia solo il significato e via via li concatena tra loro con abilità affabulatoria creando, recitando e mimando una storia improvvisata e ricca di pungenti allusioni, volgari doppisensi, acuta  ironia in un’escalation di  salaci e travolgenti battute.   </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ancor oggi nelle tombolate ( purtroppo a distanza) le figure tratte dalla Smorfia napoletana rivivono in interpretazioni originali, in un divertente girotondo di  personaggi, leggende, usanze, detti popolari e allegorie sessuali.</span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2012/12/19/la-tombola-napoletana/" target="_blank">La tombola napoletana</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2013/02/25/le-anime-pezzentelle-del-cimitero-delle-fontanelle-di-napoli/" target="_blank">Le anime pezzentelle del Cimitero delle Fontanelle di Napoli</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2012/12/10/lu-munaciello/" target="_blank">Lu munaciello</a></strong></span></p>
<div style="min-height:33px;" class="really_simple_share really_simple_share_button robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_specificfeeds_follow" style="width:110px;"><a id="email_follow" href="#email_follow" onclick="var invite = new readygraph.framework.ui.Invite();invite.set('visible', true);return false;"><img src="http://www.skipblog.it/wp-content/plugins/really-simple-facebook-twitter-share-buttons/images/specificfeeds_follow.png" alt="Email, RSS" title="Email, RSS" /> Follow</a></div><div class="really_simple_share_facebook_like" style="width:100px;"><iframe src="//www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.skipblog.it%2F2020%2F12%2F28%2Flarte-di-dare-i-numeri%2F&amp;layout=button_count&amp;width=100&amp;height=27&amp;locale=it_IT" 
							scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:100px; height:27px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="really_simple_share_google1" style="width:80px;"><div class="g-plusone" data-size="medium" data-href="http://www.skipblog.it/2020/12/28/larte-di-dare-i-numeri/" ></div></div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:100px;"><a href="https://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal"  data-text="L&#8217;arte di dare i numeri" data-url="http://www.skipblog.it/2020/12/28/larte-di-dare-i-numeri/"  data-via="" data-lang="it"  ></a></div><div class="really_simple_share_readygraph_infolinks" style="width:110px;"></div></div>
		<div class="really_simple_share_clearfix"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.skipblog.it/2020/12/28/larte-di-dare-i-numeri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
