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	<title>SkipBlog &#187; diritti delle donne</title>
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		<title>“Le donne che hanno fatto l’Italia”  dal Risorgimento in poi.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2014 16:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; “Le donne che hanno fatto l’Italia” è stata una delle  varie iniziative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, una bella retrospettiva su figure femminili più o meno conosciute, che direttamente ed indirettamente hanno influito sull’evoluzione culturale, sociale, economica e politica dell’Italia. &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2014/02/06/le-donne-che-hanno-fatto-litalia-dal-risorgimento-in-poi/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1739" alt="locandina donne che hanno fatto l'Italia" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/locandina-donne-che-hanno-fatto-lItalia-150x150.jpg" width="150" height="150" /></p>
<p><span style="color: #000000;">“Le donne che hanno fatto l’Italia” è stata una delle  varie iniziative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, una bella retrospettiva su figure femminili più o meno conosciute, che direttamente ed indirettamente hanno influito sull’evoluzione culturale, sociale, economica e politica dell’Italia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/cucitrici-di-camicie-rosse-Borrani.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1737" alt="cucitrici di camicie rosse- Borrani" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/cucitrici-di-camicie-rosse-Borrani-240x300.gif" width="240" height="300" /></a>Si parte  dalle donne del Risorgimento, dalle più famose protagoniste dei salotti intellettuali e dell’alta società , come  Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Adelaide Bono Cairoli e Sara Nathan, alle più sconosciute donne del popolo che disinnescavano bombe inesplose, consegnavano carte segrete, depistavano la polizia, combattevano con i garibaldini e soccorrevano i feriti . Donne di un’Italia ancora da fondare, accomunate dalla stessa passione e dalla voglia di partecipare al cambiamento .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La panoramica sull’universo femminile è molto ampia e non ignora donne schierate su altri fronti ma altrettanto determinate, come le <strong><span style="color: #ff6600;"><a title="regina Margherita di Savoia in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/08/06/quando-voglio-pensare-a-qualche-cosa-di-piacevole-e-di-riposante-mi-viene-subito-davanti-agli-occhi-la-mia-cara-villa-di-bordighera-regina-margherita-di-savoia-1923/"><span style="color: #ff6600;">regine</span></a> </span></strong>che diedero un diverso apporto alla storia e alla cultura del paese, e le brigantesse che per miseria, paura, convinzione o ignoranza combatterono strenuamente esponendosi alle persecuzioni del loro tempo e ad un’ impietosa storiografia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il Risorgimento segnò più ufficialmente un Risorgimento  delle donne, in seguito all’ istruzione di un’elite femminile e alla diffusione dei grandi ideali rivoluzionari di libertà, fraternità ed uguaglianza del ‘700. Le donne vennero allo scoperto sulle barricate, nelle piazze, nei salotti , nei campi. Nell’800  manifestarono pubblicamente il loro pensiero ,soprattutto per iscritto, con epistolari, memorie, diari, romanzi, poesie esprimendo coscienza di sé, capacità critica ed autonomia di giudizio sul loro tempo e sulle vicende personali, emergendo sempre più come presenze attive nella vita comunitaria.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Con l’Unità d’Italia le donne continuarono nel loro cammino per lo sviluppo culturale, <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/111345294-4de98e00-781b-4338-90cb-ae06acb688c7.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1738" alt="111345294-4de98e00-781b-4338-90cb-ae06acb688c7" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/111345294-4de98e00-781b-4338-90cb-ae06acb688c7-300x219.jpg" width="300" height="219" /></a>sociale ed economico del paese, seppure ignorate dalla storia. Si pensi alle maestre che in paesi sperduti promossero la prima alfabetizzazione, rinunciando spesso ad una propria vita affettiva, alle operaie che sostituirono gli uomini nelle fabbriche, alle infermiere volontarie impegnate al fronte durante le guerre mondiali, alle mondine e alle tabacchine che sollevarono questioni sociali di disagio e di sfruttamento lavorativo, alle balie che, forse inconsapevolmente, collegarono l’isolato mondo rurale con  quello cittadino più aperto al nuovo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/le-donne-che-hanno-fatto-italia-dal-in-poi-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1740" alt="le-donne-che-hanno-fatto-italia-dal-in-poi-1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/le-donne-che-hanno-fatto-italia-dal-in-poi-1.jpg" width="292" height="300" /></a>Pian piano le donne conquistarono titoli di studio, un posto di lavoro, un nuovo ruolo nella società che si consolidò con le adesioni ad associazioni, ai partiti, ai sindacati, alla Resistenza. Lottarono non poco e a lungo per ottenere il diritto di voto che in Italia si esercitò per la prima volta  soltanto nel 1946, circa quarant’anni dopo la  Finlandia. Ai seggi affluirono circa 14.600.000 donne contro i 13.350.000 uomini , che elessero nell’Assemblea Costituente 21 donne su 556 membri. Erano perlopiù giovani e laureate: tra  insegnanti e  giornaliste vi erano anche una sindacalista e una casalinga. Cinque di loro fecero parte della Commissione dei 75 per elaborare la Costituzione. Lotte, sacrifici e sconfitte nella storia dell’emancipazione femminile furono in un certo modo riscattate dalla possibilità di accedere alle più alte cariche istituzionali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tra le tantissime donne nella mostra del Complesso del Vittoriano, alcune sono evidenziate come protagoniste della storia d’Italia perché con intelligenza e passione, capacità e determinazione seppero vedere oltre e contribuire  al progresso e all’affermazione dell’Italia a livello internazionale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Figure femminili unicamente grandi, per meriti diversi, alcuni dei quali- confesso- non conoscevo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anna Kulishoff, l’ esule russa che come medico operò nei quartieri più poveri di Milano, condusse battaglie per l’ indipendenza economica delle donne, necessaria per il conseguimento di  libertà, diritti e parità, per .il diritto al voto e per la difesa delle lavoratrici operaie e contadine.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;"><strong><a title="lu munaciello in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2012/12/10/lu-munaciello/"><span style="color: #ff6600;">Matilde Serao</span></a></strong></span>, l’attenta lettrice del pentagramma dell’anima, ha lasciato tanti scritti introspettivi e descrittivi che ben rendono il quadro socio, economico e culturale del suo tempo. Riscattò l’intelligenza delle donne in un ruolo anticonformista sia nella vita privata che in quella pubblica, in quanto fu la prima donna a fondare e a dirigere un quotidiano ( il Mattino).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Madre Francesca  Saverio Cabrini, una religiosa che fondò la Compagnia delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e circa ottanta case missionarie in sette paesi del mondo. Nel 1889  partì per gli  Stati Uniti e s’adoprò negli slums, affinchè gli emigranti imparassero la lingua e le usanze del luogo e si integrassero nel nuovo contesto. Valicò le Ande a dorso di un asino e raggiunse luoghi impervi in Sud America dove diffuse la sua missione. Ovunque costruì asili, scuole, convitti per studentesse, orfanotrofi, case di riposo, ospedali che seppe bene amministrare. Beatificata nel 1938 , fu riconosciuta patrona di tutti gli emigranti nel 1950.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/Maria_Montessori_e_un_bimbo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1741" alt="bn7" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/Maria_Montessori_e_un_bimbo-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Maria Montessori, pedagogista, filosofa, scienziata, educatrice di grande cultura, col suo trattato sul metodo della pedagogia scientifica ha rivoluzionato il mondo dell’educazione e della didattica. Nel corso della sua vita s’adoprò molto per la liberazione, la difesa e il riconoscimento  della dignità del bambino.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Luisa Spagnoli, una semplice casalinga che diventò l’’abile imprenditrice  di  una delle più antiche aziende italiane, cioè la Perugina. Entrata nel consiglio d’amministrazione dell’azienda nel 1923, promosse strutture sociali per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle dipendenti( ad esempio un  asilo nido nello stabilimento di Fontivegge  per i figli delle operaie).Negli anni ’30 si dedicò con le lavoranti ad una nuova attività, cioè all’allevamento di conigli d’angora per ricavarne pregiati filati di lana, ma non vide i risultati di questa felice intuizione a causa di una morte prematura.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oriana Fallaci, la giornalista che seguì in prima persona e in tutto il mondo  i grandi fermenti sociali e politici: le insurrezioni dell’America latina, la dittatura in Grecia , le contestazioni giovanili, i conflitti indo pakistani e mediorientali . Coraggiosa corrispondente di guerra in un’epoca in cui non esistevano le tecnologie e gli attuali mezzi di comunicazione, per dodici volte in sette anni tornò in Vietnam per documentare la verità e le menzogne, l’eroismo e la dannazione di un conflitto che ha segnato un’intera generazione. Intervistò i grandi della storia degli anni ’70  come Kissinger, Golda Meir, Khomeini, Gheddafi; suscitò grandi dibattiti su questioni di coscienza e di politica internazionale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Marisa Bellisario, una pioniera del nascente settore elettronico dei computer e della programmazione, si distinse per capacità professionali e manageriali. Nel 1965 si trasferì in America ove fece carriera, nel 1979 divenne presidente dell’Olivetti Corporation e nel 1981 diresse l’Italtel. Nel 1984 fece parte della Commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna. Ottenne il premio di manager dell’anno nel 1986, due anni prima della sua prematura morte. Una top manager a livello mondiale in un mondo ove- come asserì- “una dirigente deve nascondere il più possibile il suo essere donna”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a title="omaggio ad anna magnani in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/10/omaggio-ad-anna-magnani/"><strong><span style="color: #ff6600;">Anna Magnani</span></strong>:</a> l’energica e fragile Nannarella, straordinaria  interprete del cinema neorealista del dopoguerra che ci ha mostrato la vita reale attraverso la dimensione umana di personaggi comuni . Una donna che, pur riscuotendo fama mondiale, in varie stagioni della vita fronteggiò grandi solitudini che ci fanno ricordare con affetto i suoi profondi e  indimenticabili sguardi, la spontanea  ironia, la dolce e sofferta malinconia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff6600;"><a title="rita levi montalcini in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2012/12/30/meglio-aggiungere-vita-ai-giorni-che-non-giorni-alla-vita-rita-levi-montalcini/"><span style="color: #ff6600;">Rita Levi Montalcini</span></a></span></strong> , la scienziata che nel ’36 si rifugiò in Belgio ma anni dopo rientrò a Torino per proseguire la ricerca sulle cellule nervose, allestendo un laboratorio in camera da letto, finchè nel 1947 raggiunse gli Stati Uniti ove lavorò per venti anni. Animata da un continuo  bisogno di conoscenza, anche nei periodi più cruciali della sua vita si dedicò alla ricerca scientifica . Conseguì il premio Nobel per la medicina nel 1986 ed è stata senatrice a vita dal 2001.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Palma Bucarelli, esperta di storia e di critica dell’arte anche molto bella ed anticonformista, all’età di trent’anni fu la prima donna a dirigere un museo pubblico. Dagli  anni ’40 a metà degli anni ’70 si occupò della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma: salvò opere in tempo di guerra, promosse l’astrattismo, rese accessibile al grande pubblico l’arte moderna.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una lunga  galleria fotografica svela in ordine cronologico i volti di  donne che dall’ 800 in poi hanno contribuito alla storia d’Italia . Sono tantissime ad avere conseguito i primi traguardi nella cultura, nell’arte, nella politica, nella società e nello sport. Ne  voglio elencare alcune.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1872 Caterina Scarpelli, medaglia d’oro per il valore scientifico delle sue ricerche.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1875 Enrichetta Girardi, prima donna che conseguì la laurea in lettere a Napoli .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1879 Ersilia Caetani Lovatelli, prima donna ammessa all’accademia dei Lincei, per conoscenze di archeologia , di lingue classiche e del sanscrito.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1887 Iginia Massarini, prima donna a conseguire la laurea in matematica.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1898 Aurelia Pincherle  Rosselli, prima donna che scrisse per il teatro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1906 Elvira Coda Notari, prima donna regista.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1908 Emma Strada, prima donna ingegnere e Rina Monti che a 37 anni fu la prima donna ad ottenere la cattedra universitaria di zoologia a Sassari.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1913 Adelaide Cocco, prima donna medico a Sassari.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1913 Rosina Ferraro ,ottava donna al mondo a conseguire il brevetto di pilota degli aerei numero 203.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1915-1918  Ester Danesi Traversari, prima giornalista italiana corrispondente di guerra per il Messaggero.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1926 Grazia Deledda , premio Nobel per la letteratura.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1940  La poetessa Ada Negri  fu ammessa tra gli Accademici d’Italia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1943 Ondina Peteani partigiana, a 18 anni entrò nel Movimento di Liberazione operaia dei cantieri di Monfalcone.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1947 Franca Viola, prima donna che denunciò e fece condannare il suo stupratore, rifiutando un matrimonio riparatore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1948 Angela Merlin, prima senatrice.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1953-1956  le suore Maria Cleofe e suor Maria Innocenza furono le prime religiose a prendere la licenza di volo per recarsi, rispettivamente  in Pakistan e in India, a servizio dei bisognosi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Seguono tante , tante altre. La prima donna magistrato, prefetto, vigile e via via così….</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">La  storia dell’emancipazione femminile in Italia può vantare donne intraprendenti di diversa estrazione socio-culturale che con lungimiranza hanno messo a frutto le proprie inclinazioni e capacità in scelte di vita,  a volte inconsuete, apprezzate tardivamente perché spesso hanno precorso i tempi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em><strong>Mi sono resa conto di appartenere  ormai ad un’altra generazione, quando  ho notato due ragazze ventenni che osservavano l’Olivetti con cui Oriana Fallaci scriveva i suoi articoli. Non avevano mai visto, tanto meno usato, una macchina da scrivere. “Le donne che hanno fatto l’Italia” riassume aspetti della storia italiana che si dovrebbero divulgare nelle scuole , soprattutto tra le nuove generazioni troppo distanti da quella vite vissute alla luce di speranze, attese e conquiste durate per secoli. Non a caso ancor oggi nel 2014, sicuramente più di ieri,  bisogna promuovere la cultura di genere e delle pari opportunità  in un contesto sociale  e politico che sdogana con tanta sfacciataggine e superficialità  offese gratuite e sessiste perché, a mio parere, non si conosce  e di conseguenza non si apprezza quel percorso di crescita, progresso e civiltà delle tante donne che hanno fatto e possono continuare a fare l’Italia.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><b> </b></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b><i>Immagini tratte dal web</i></b></span></p>
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<p>&nbsp;</p>
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