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	<title>SkipBlog &#187; cimitero delle Fontanelle</title>
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		<title>Il presepe napoletano  come  porta rituale tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 05:00:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/Benevento-Giacomo-maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1690" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/Benevento-Giacomo-maestri-in-mostra-225x300.jpg" alt="Benevento Giacomo -maestri in mostra" width="225" height="300" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il presepe è la rappresentazione tangibile e visibile della tradizione, non solo come devozione per il Salvatore , ma anche come espressione di tutti i simboli del codice onirico della tradizione (quali il ponte, il pozzo, la fontana, il mulino, il fiume, l’osteria)  vissuti da personaggi tipici di leggende, credenze, superstizioni popolari in una commistione di sacro e profano, magia e religione.                              </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Tra i personaggi del presepe napoletano c’erano figure un po’ tetre, alcune demoniache, ritenute depositarie di messaggi terrificanti e perciò, probabilmente, pian piano sono scomparse ma sopravvivono nella costante presenza del pozzo, del ponte e dell’acqua.” (da<strong><span style="color: #800000;"> <a title="La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi in skipblog.it" href=" http://www.skipblog.it/2012/12/27/la-storia-infinita-del-presepe-napoletano-i-tetri-personaggi-del-presepe-ormai-scomparsi/"><span style="color: #800000;">“La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi” in skipblog.it</span></a></span></strong>)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tant’è che il presepe non è mai collocato in camera da letto e viene <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/pungitopo-1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1691" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/pungitopo-1-150x150.jpg" alt="pungitopo (1)" width="150" height="150" /></a>circondato da erbe magiche, che allontanano esseri maligni, quali la mortella, il muschio, il pungitopo, il rosmarino e il vepere (arbusto spinoso detto “restina” utilizzato nelle composizioni floreali) e a fine allestimento è irrorato da  incenso. Gesti rituali che sospendono il tempo quotidiano e fanno coesistere passato e presente, demoni e santi quasi in una  funzione  che esorcizza il male e gli spiriti della morte, perciò si potrà trovare un presepe   anche nelle cripte cimiteriali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"> Napoli è simbiosi di vita e di morte, entrambe celebrate e consacrate attraverso funzioni, devozioni e rituali  che confluiscono nel radicato culto dei morti e il presepe napoletano  è una porta rituale tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/12/natività-ulderico-pinfildi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-203" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/12/natività-ulderico-pinfildi-300x224.jpg" alt="natività -ulderico pinfildi" width="300" height="224" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"> La morte è rappresentata dalla farina, dal mulino, dagli orientali e dall’uomo sulla scala che raccoglie fichi. Nel presepe però compaiono spesso i <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/questuante-maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1692" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/questuante-maestri-in-mostra-224x300.jpg" alt="questuante-maestri-in-mostra" width="224" height="300" /></a>mendicanti, i poveri, gli storpi, i ciechi che patiscono stenti, fame e privazioni nei quali prendono forma le anime “pezzentelle” (dal latino petere  che significa chiedere), anime che chiedono  ai vivi una preghiera e i vivi, in cambio di un favore, pregano per queste anime abbandonate del purgatorio che fanno da tramite tra la vita terrena e quella ultraterrena. Il limite tra la fede – tradizioni popolari e la superstizione è sottile, ma i devoti sentono più vicini a loro le anime pezzentelle di umili origini nelle quali ritrovano comuni miserie, sofferenze e solitudini. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche i bambini, che da poco hanno lasciato il limbo prenatale  e sono  più vicini degli adulti al mondo infero di provenienza, sono da considerarsi creature bisognose. Le offerte di dolci e di doni alimentari ai poveri e ai bambini durante le feste natalizie in fondo sono come offerte funerarie e non  a caso i mendicanti chiedendo l’elemosina spesso dicono “<em>refrisc</em> &#8216;e ll&#8217;<em>anime</em> d&#8217;o <em>priatorio oppure </em> facite bene ‘e ll&#8217;<em>anime</em> d&#8217;o <em>priatorio</em>”(fate bene all’anime del Purgatorio) .</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/01/maestri-in-mostra-1-3a-edizione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-223" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/01/maestri-in-mostra-1-3a-edizione-199x300.jpg" alt="maestri in mostra 1- 3a edizione" width="199" height="300" /></a>I questuanti compaiono nel presepe perché , secondo un’antica credenza napoletana, i morti vagano sulla terra dal 2 novembre al 6 gennaio, per poi tornare nell’oltretomba. Per questa ragione tanto tempo fa  in alcuni presepi  il 17 gennaio si toglievano  dalla grotta  i personaggi della Natività e vi si mettevano le figurine delle anime purganti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche la costante presenza delle pecore implica un collegamento con gli inferi. Nella favola di Mamma Sirena ( vedi<strong> <span style="color: #800000;"><a title="La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi in skipblog.it" href=" http://www.skipblog.it/2012/12/27/la-storia-infinita-del-presepe-napoletano-i-tetri-personaggi-del-presepe-ormai-scomparsi/"><span style="color: #800000;">qui</span></a></span></strong>) il protagonista canta presso il  mare per  fare tornare la sorella prigioniera negli abissi. Le pecore che mangiano le perle che cadono dai capelli della fanciulla, acquistano il potere  di vaticinio riuscendo a svelare misteri e fare oracoli.  Anche nel cunto di Aniello e Anella del Basile, per effetto di un’acqua sorgiva, il protagonista diviene agnello e può  entrare in contatto col mondo sotterraneo  e acquistare capacità divinatorie. In fondo spesso nelle antiche  ninne nanne meridionali si parla di pecorelle sbranate da lupi, e la loro melodia è come quella delle lamentazioni funerarie proprio perché il sonno  indotto dalla ninna nanna è associato al sonno eterno della morte. Le pecore sono quindi o le anime dei morti dotate di poteri oracolari, o rappresentano bambini o defunti che rischiano di smarrirsi nelle tenebre degli inferi e infatti   antiche divinità dei defunti appaiono con bastoni pastorali e con la testa di cane, come custodi e guida delle anime. Secondo l’antica tradizione presepiale i due carabinieri o le sentinelle  non sarebbero altro che gli angeli carcerieri  che vigilano sulle  anime purganti rappresentate dalle prigioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Pietas  e culto  dei morti  sono radicati nella devozione popolare per le anime pezzentelle, praticata nel cimitero delle Fontanelle  nell’antico  quartiere della Sanità (<strong><span style="color: #800000;"><a title="Le anime pezzentelle del Cimitero delle Fontanelle di Napoli in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/25/le-anime-pezzentelle-del-cimitero-delle-fontanelle-di-napoli/"><span style="color: #800000;">qui</span></a></span></strong>) e negli ipogei , di <strong><span style="color: #800000;"><a title="Ipogeo di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in incampania.com" href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?Menu_ID=205&amp;Sub_ID=221&amp;Info_ID=4544"><span style="color: #800000;">Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco </span></a></span></strong>in via dei Tribunali, di sant’Agostino alla Zecca  e di san Pietro ad Aram. La  schiera delle più famose anime  purganti che per lungo tempo hanno vissuto e vivono nelle credenze popolari – come ricorda il più grande esperto delle tradizioni e della cultura napoletana, cioè  Roberto De Simone -annovera  Stefania, Lucia, monache e monaci, soldati , marinai e carabinieri,  coppie di  giovani  (Mario e Renato in sant’Agostino alla Zecca, Alfonsino e Ninuccio in Santa Maria delle Anime del Purgatorio), e ancora, nel cimitero delle Fontanelle, i due sposi  dipinti nelle catacombe di San Gaudioso, Concetta la lavandaia, Zi’ Pascale ‘o lucandiere, i  quattro bambini uccisi Peppeniello, Rituccia, Antonietta e Papiluccio, il dottor Giordano e D’Ambrosio, Pascale o’ marucchino, Luciella a’ zingara, mendicanti ciechi, la  monaca  uccisa, Zì Taniello ‘o farenaro, Zì Giustina ‘a pustiera, o’ Capitano e infine  nell’ipogeo di San Pietro ad Aram la lavandaia Candida, la monaca Lucrezia, la zingara Lucia, il pescatore dai capelli rossi, marinai e soldati, i due carabinieri i giovani Marettiello e Gennariniello, i due giudici sconosciuti e la famosa – aprite bene gli occhi- Maria ‘a purpettara (Maria che cucina le polpette), un’ostessa che puniva i mariti infedeli apparendo in  sogno con polpette avvelenate che causavano dolori simili alle doglie.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/anima-pezzentella-presepe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1693" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/anima-pezzentella-presepe-150x150.jpg" alt="anima pezzentella presepe" width="150" height="150" /></a>Tante anime pezzentelle, a volte lambite da fiammelle,  che sembrano darsi appuntamento   nel presepe “In conclusione, dalla frequente ricorrenza di medesimi personaggi che compaiono sia come figurine presepiali sia come immagini di defunti ritualizzati, si può individuare la presenza di un unico tessuto religioso di tipo animistico, composto da elementi archetipali che sembrerebbero riferirsi ad antiche divinità infere” (da “ il Presepe popolare napoletano” di Roberto De Simone)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel presepe napoletano si riproduce  anche questo mondo sommerso con il quale,  tra storia e leggende, fede e superstizione, i napoletani  si conciliano sia  per esorcizzare la paura della morte, sia  per accogliere  le anime purganti che lasciano intravedere non solo il destino dell’umanità  di sempre, ma anche una speranza di redenzione dei vivi e dei morti per scattare in avanti nella vita terrena e ultraterrena.</span></p>
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<p><a title="La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi in skipblog.it" href=" http://www.skipblog.it/2012/12/27/la-storia-infinita-del-presepe-napoletano-i-tetri-personaggi-del-presepe-ormai-scomparsi/"><strong><span style="color: #800000;">La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi.</span></strong></a></p>
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<p><strong><span style="color: #800000;"> </span></strong></p>
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		<title>Le anime pezzentelle del Cimitero delle Fontanelle di Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 13:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Miglio Sacro è un itinerario restituito alla città di Napoli che parte dalle antiche catacombe di San Gennaro e arriva alla Cappella del Tesoro di San Gennaro  attraversando tutto  il Rione Sanità, un quartiere che può riscattarsi con  la &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/02/25/le-anime-pezzentelle-del-cimitero-delle-fontanelle-di-napoli/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-617" title="apertura cimitero fontanelle" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/apertura-cimitero-fontanelle-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /> <span style="color: #000000;">Il <strong><span style="color: #800000;"><a title="miglio Sacro in catacombedinapoli.it" href="http://www.catacombedinapoli.it/miglioSacro.asp"><span style="color: #800000;">Miglio Sacro</span></a></span></strong> è un itinerario restituito alla città di Napoli che parte dalle antiche catacombe di San Gennaro e arriva alla Cappella del Tesoro di San Gennaro  attraversando tutto  il Rione Sanità, un quartiere che può riscattarsi con  la storia millenaria di  un patrimonio artistico ed archeologico  poco reclamizzato.  Questa zona si può considerare la culla del culto dei morti, celebrato e consacrato attraverso funzioni, devozioni e rituali  che fondono religione e magia. Qui sorsero la necropoli greca,  in origine fuori dalle mura della città,  le catacombe paleocristiane ed infine, in una cava di tufo, l’immenso ossario del cimitero delle Fontanelle che di recente è stato riaperto.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tra il Seicento e il Settecento la cava fu utilizzata come cimitero per i poveri e soprattutto <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cimitero-fontanelle1.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-619" title="cimitero fontanelle" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cimitero-fontanelle1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></span></a>per le vittime della peste del 1656 che  a Napoli aveva causato circa 300000  morti e non pochi problemi di igiene  e di reperimento di spazi sufficientemente capienti per seppellirli, anche perché le catacombe avevano già accolto le vittime dell’epidemia del 1479.  Come riferisce il canonico Andrea De Jorio, verso la fine del Settecento persone abbienti chiedevano di essere sepolte nelle chiese ma, a funerali avvenuti, di notte i becchini trasportavano le salme nelle cave inutilizzate per evitare sovraffollamento nelle chiese. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopo un allagamento della cava, che  portò in superficie le capuzzelle ( piccole teste, cioè i teschi) in uno scenario apocalittico, le ossa vi  furono ricomposte e  furono  costruiti un muro e un altare nell’antro, riconosciuto ormai come ossario della città.</span> <span style="color: #000000;">In seguito all’editto napoleonico di Saint Cloud del 1804, che vietò le sepolture nelle città e <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/padre-Gaetano-Barbati-Cimitero-delle-Fontanelle1.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-621" title="padre Gaetano Barbati -Cimitero delle Fontanelle" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/padre-Gaetano-Barbati-Cimitero-delle-Fontanelle1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></span></a>nei luoghi pubblici, nell’ossario furono raccolti anche i resti umani  rinvenuti nelle terre sante delle tante chiese napoletane o durante gli scavi archeologici , come in Via Acton nei pressi del Maschio Angioino,oltre  le vittime del colera del 1836. Sono visibili decine di migliaia di  teschi e ossa lunghe ad eccezione delle due salme intatte e  vestite di Filippo Carafa, conte di Cerreto e di Maddaloni, e di sua moglie Margherita.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla fine dell’Ottocento padre Gaetano Barbati coordinò alcuni devoti per  riordinare le ossa in cataste e fece costruire la sobria chiesa di Maria Santissima del Carmine  nel sito delle Fontanelle. </span> <span style="color: #000000;">Da allora sorse uno spontaneo e particolare culto popolare per gli ignoti defunti, che consisteva nell’adozione delle anime pezzentelle del Purgatorio, bisognose di cure e preghiere, in cambio di grazie e favori. Questo culto, ancor oggi limitatamente praticato, è una porta rituale tra il mondo dei vivi e dei morti: i morti chiedono ai vivi una preghiera  e i vivi, perlopiù donne, si rivolgono alle anime abbandonate che fanno da tramite tra la vita terrena e quella ultraterrena. Il limite tra la fede &#8211; tradizioni popolari e la superstizione è sottile, ma i devoti sentono più vicini a loro le anime pezzentelle di umili origini nelle quali ritrovano comuni miserie, sofferenze e solitudini. </span> <span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cimitero-delle-fontanelle-5-.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-622" title="cimitero delle fontanelle 5" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cimitero-delle-fontanelle-5-.jpg" alt="" width="448" height="336" /></span></a></span> <span style="color: #000000;">  </span> <span style="color: #000000;">L’adottante sceglieva  una capuzzella, la puliva e la lucidava, la poneva  su un fazzoletto ricamato ed infine, durante visite periodiche, le offriva lumini, fiori e preghiere <em>“A refrische &#8216;e ll&#8217;anime d&#8217;o priatorio”.  </em>Poi la circondava con un rosario e la adagiava su un cuscino, ornato di pizzi e ricami . Solo dopo questo rituale  pare che l’anima purgante apparisse in sogno , richiedendo “refrisco” ( cioè preghiere e cure per essere sollevata dalla sofferenza) e svelando la sua storia personale. </span> <span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cimitero-delle-fontanelle-9.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-623" title="cimitero delle fontanelle 9" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cimitero-delle-fontanelle-9-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></span></a>Se la capuzzella iniziava a sudare, significava che si stava adoprando per intercessioni a favore del devoto o per concedergli la grazia . In realtà l’alto tasso di umidità della cava ancor oggi  provoca  la formazione di gocce di condensa sui teschi, facendoli sembrare sudati. A questo punto l’animella entrava a fare parte della famiglia e  veniva custodita in un tempietto di marmo o di legno, in una teca di vetro, a volte pure in una semplice scatola metallica di biscotti , sui quali si incidevano  il nome dell’adottante  e l’anno di ricevimento della  grazia. Se però non venivano esaudite le richieste, quali guarigioni, matrimoni,vincite al lotto, il devoto poteva rimpiazzare  la capuzzella con un’altra,  nella speranza che si rivelasse più benevola. Se il teschio non sudava, significava che l’anima pezzentella era in uno stato di sofferenza ed  impossibilitata ad elargire grazie, quindi bisognava confidare in entità celesti più potenti. Nel 1969 il cardinale di Napoli Ursi  vietò come pagana e superstiziosa questa forma di devozione, frutto della religiosità popolare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Gli oltre 40000 resti, sistemati nei lunghi corridoi del cimitero delle Fontanelle, a volte <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/base-del-tribunale-.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-624" title="base del tribunale" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/base-del-tribunale--300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></span></a>formano macabre strutture come quella del Tribunale e della Biblioteca. Quest’ultima ricorda gli scaffali di una libreria,  formati da teschi e ossa lunghe, ben allineate e calcificate, che incorniciano l’edicola del  Sacro Cuore di Gesù. Inquietante è il Tribunale  con le sue tre croci su un Golgota di teschi, dinanzi al quale- così pare-  i camorristi  convenivano per lugubri rituali di affiliazione. Un’aria decisamente sinistra ha invece  il Monacone, la statua decapitata di San Vincenzo Ferrer.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’anima purgante più famosa delle Fontanelle è il Capitano, probabilmente spagnolo, che ha aiutato molti devoti . Esistono varie leggende sul Capitano ma la più nota riguarda due sposi. Si narra di una giovane promessa sposa che venerava molto quest’anima pezzentella. Il suo fidanzato, ritenendo che le cure prestate ad ignote ossa fossero inutili, un  giorno accompagnò la futura consorte nell’ossario per veder da vicino il teschio. Infilò un bastone nella sua cavità orbitale e con modi provocatoriamente scherzosi lo invitò al matrimonio. Il giorno delle nozze  tra gli invitati comparve un carabiniere che nessuno conosceva . Quando lo sposo gli chiese da chi fosse stato invitato, questi rispose che proprio lui l’aveva fatto e, aprendo la divisa, si mostrò in tutta la sua nudità scheletrica  provocando la morte di crepacuore dei due sposi. La leggenda vuole che i resti degli sposi siano conservati presso la statua di Gaetano Barbati, mentre si pensa che essi siano stati dipinti sulle pareti delle catacombe di san Gaudioso. Non oso immaginare cosa sia potuto succedere nell’aldilà all’arrivo della promessa e mancata sposa che deve avere fatto una bella sfuriata sia al fantasma del Capitano che allo sprezzante fidanzato.</span> <span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Altra anima pezzentella , per la quale si nutre particolare devozione, è  la sposa Lucia, morta in naufragio col suo sposo o travolta da un’onda mentre lo attendeva su una scogliera. La sua capuzzella è ornata di velo nuziale ed omaggiata di  fiori, lumini e suppliche scritte. Si trova però in via dei Tribunali, precisamente nella  chiesa delle Anime del Purgatorio ad Arco, dall’ inconfondibile facciata barocca, realizzata da Cosimo Fanzago, adorna di  teschi e femori di bronzo. La Chiesa, comunemente detta d’e cape ‘e morte o d’e capuzzelle fu costruita nel 1638 ad opera di una  congregazione di nobili che dal 1604 raccoglieva  fondi per la celebrazione di messe in suffragio alle anime del Purgatorio. Qui è esposta la tela  la “Madonna delle Anime Purganti” di Massimo Stanzione (nel 1635) . Quando la chiesa fu chiusa in seguito al terremoto del 1980, molti devoti chiesero di potere accedere all’ipogeo in quanto spesso chiamati in sogno dalle anime purganti  ma  poterono riprendere le visite soltanto nel 1992.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cataste-di-ossa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-625" title="cataste di ossa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/cataste-di-ossa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span> <span style="color: #000000;">Questo culto così particolare non solo è una sorta di misericordiosa alleanza e complice intesa tra i poveri vivi e i poveri morti per un aiuto reciproco, ma anche  un’occasione per riflettere sull’aldilà attraverso  i teschi, simboli di contemplazione dei santi nelle  opere dei grandi autori, quali Caravaggio, Jusepe de Ribera, El Greco, Van Dick, Georges deLa Tour, Rembrandt.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il culto delle anime pezzentelle approda alla consapevolezza che in fondo  “all’ àutro munno simm tutte eguale” e “Simm tutt cape ‘e  morte”, cioè che  “la morte è la completa uguaglianza degli ineguali”, è “una livella”  a detta di  Totò: ciò che era visibile e rilevante in vita diviene invisibile ed irrilevante nella  dimensione sospesa (“queste pagliacciate le fanno solo i vivi: noi siamo seri…apparteniamo alla morte”,  proclama l’ombra del netturbino a quella del marchese che disdegnava di essere sepolto accanto a lui) .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Napoli si legge anche  tra i vicoli , negli usi e costumi e in ciò che a prima vista non appare, come una metafora tra le righe. Visitare questi luoghi di culto popolare  consente di esplorare il mistero, ove si confondono riti sacri e profani, religione e magia. L’iniziale incredulità o scetticismo  svaniscono man mano che nel rituale delle anime pezzentelle si riconoscono un generale  bisogno di essere ascoltati per ricevere conforto e sollievo, di ascoltarsi nel raccoglimento di una preghiera, per gli altri e per se stessi, di trovare conferme di protezione nei meandri della fede o della suggestione superstiziosa. Alla sensazione di profanare l’intimità della morte subentra la pietosa accoglienza  del silenzio delle anime purganti e proprio nelle tenebre, percependo il destino dell’umanità  di sempre, si intravede una speranza di redenzione dei vivi e dei morti per scattare in avanti nella vita terrena e ultraterrena.</span></p>
<blockquote><p>“Questo guazzabuglio di fede e di errore, di misticismo e di sensualità, questo culto esterno così pagano, questa idolatria, vi spaventano? Vi dolete di queste cose, degne dei selvaggi? E chi ha fatto nulla per la coscienza del popolo napoletano? Quali ammaestramenti, quali parole, quali esempi, si è pensato di dare a questa gente così espansiva, così facile a conquidere, così naturalmente entusiasta? In verità, dalla miseria profonda della sua vita reale, essa non ha avuto altro conforto che nelle illusioni della propria fantasia: e altro rifugio che in Dio.”</p>
<p style="text-align: center;">(Da “Il ventre di Napoli” di Matilde Serao)</p>
<p style="text-align: center;">
</blockquote>
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