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	<title>SkipBlog &#187; gatti</title>
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		<title>Skip vero</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2016 20:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2016/08/uHZvyzy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2447" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2016/08/uHZvyzy.jpg" alt="uHZvyzy" width="960" height="720" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel 2002 decisi di adottare un cucciolo dopo avere vagliato l’aggravio di tempo ed energie che avrebbe richiesto e avere ripetuto a me stessa che il cane è cane, non  è un figlio anche se entra comunque a far parte della famiglia. Skip</span><span style="color: #000000;"> era un bastardino di media taglia, un incrocio tra uno  spinone e un barbone, oggi si dice un meticcio, io preferisco dire  “self &#8211; made dog”, come tempo fa mi spiegò un commentatore del blog,  perché il bastardino si fa da solo nella genìa e nella vita canina.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Insieme a una decina di compagni di sventura, fu sequestrato ad un tizio che li teneva chiusi al buio e in condizioni igienico- sanitarie non adatte. Durante una visita al canile avevo notato uno spinone marrone e dei cagnetti molto vispi che scorrazzavano in un recinto. Mi piacquero subito ma la signora del canile mi spiegò che si stavano abituando gradualmente sia alla luce che a rapportarsi con l’uomo, in quanto cresciuti in totale abbandono. Esclusi la possibilità di adottarne uno perché avevo due figli piccoli e non sarebbe stato prudente prendere un cane adulto, poco avvezzo all’uomo e per di più in casa. Già a volte era difficile dirimere i bisticci e addomesticare i figli, non osavo complicarmi la vita  con un cane un po’ selvatico. La signora aggiunse che tra tutti quei cani sequestrati c’era anche un cucciolo di dieci giorni che andai subito a vedere. La mamma era di taglia  piccola, col pelo biondo  un po’ mosso come le altre cagnette. In cuor mio decisi all’istante, ma mi riservai di dare una risposta insieme al consorte e ai figli perché potevamo scegliere anche tra altri cuccioli del  canile. Tutti fummo conquistati da quel batuffolo rosso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Una volta svezzato, dopo circa un mese, ci avrebbero avvisati per andare a prenderlo. La telefonata arrivò dopo solo due settimane. Ci scervellammo a lungo sul nome da dare al nuovo membro della tribù. Impresa non facile :  Idefix, Napoleone, Cesare, Zazù, Rox &#8230;finchè mi venne in mente il titolo del film <em>Il mio cane Skip</em>. Skip, suonava bene. Skip è un nome breve, squillante, facilmente recepibile, dà proprio l’idea del salto. Fu aggiudicato il nome Skip. Il giorno dopo a me e mio figlio si accodò  pure il nonno e un po’ emozionati andammo in processione al canile.  Il cucciolo non era più come lo ricordavamo. La signora mi porse  una palla di pelo rosso che a stento riuscivo a trattenere in braccio e subito iniziò  a scodinzolare, a leccare la mano, ad alzare la zampotta, che faceva presagire una taglia sicuramente non piccola. “Mater semper certa est, pater  numquam” dicevano gli antichi. Intuii che il padre doveva essere lo spinone, l’unico cagnone del gruppo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Giunti a casa, ci fu lo storico incontro con le due tigri che con Skip avevano in comune solo la provenienza: dal canile lui e dal gattile loro. I miei gatti non avevano mai visto un cane. Il cane non conosceva i gatti e fiducioso zompettò  verso le belve spodestate. La loro immediata reazione fu una solenne soffiata, inarcata di coda e balzo su un mobile sul quale rimasero appollaiati per circa una settimana, scendendo solo di notte o quando la cosa rossa movente non era nei paraggi. Skip era più piccolo dei gatti, ma di corporatura più  robusta e baldanzoso nei movimenti. Il famelico Tigro, pur di non rinunciare alla pappa, imparò presto a mantenerlo a distanza, soffiando e artigliando. Gri Gri invece ne era incuriosita, lo seguiva da lontano oppure l&#8217; osservava dall’ alto, finché un giorno inavvertitamente si scontrò con il nuovo arrivato, che usciva  trotterellando dalla cucina. Il canetto, sorpreso, si fermò intimorito e si accucciò, come aveva ben presto imparato quando incrociava il signor  Gatto, Gri Gri invece, con mio sommo stupore, non scappò via ma si sedette guardinga di fronte a lui. Stettero fermi a guardarsi per qualche minuto, lui con le orecchie basse e lei con le orecchie ben alzate, finchè  la gatta con nonchalance se ne andò. Quella notte Gri Gri lo annusò mentre dormiva come sempre in una cesta, salì sulla cassapanca e lì si addormentò. Così fece in seguito: la gatta lo vegliava, forse aveva capito che era piccolo e innocuo e il suo istinto materno vinse la diffidenza .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Divennero ben presto compagni di gioco e di malefatte. Un’allegra associazione a delinquere. Lei si acquattava sulla sedia per allungare una  zampa sull’ignaro amico che passava e si guardava intorno senza capire. Ci fu un periodo in cui i miei figli subirono sgridate ingiuste per le carte di caramelle o cioccolatini che trovavo sul divano o sotto il tappeto. Un pomeriggio, mentre guardavo la tv, sentii un rumore sulla credenza. Gri Gri spingeva una caramella con la zampa giù verso il cucciolo che, scodinzolando, stava in trepida attesa, poi  prontamente la ingoiò e la gatta continuò. La volta successiva lui riuscì a scartarla e lei, come un pattinatore di hockey su ghiaccio, con l’involucro improvvisò uno slalom sul pavimento del salotto, finché lo portò trionfalmente in bocca sul divano. Quando osò tornare alla carica del porta bon bon fu paralizzata dal mio inatteso, urlato e  solenne “scendi giù” e si defilò di corsa. Occhio che non vede, cuore che non desidera: da quel giorno chiusi a chiave i dolci.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2016/08/20150925_173642.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2446" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2016/08/20150925_173642-1024x576.jpg" alt="Skip" width="584" height="329" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Skip è stato con noi per circa 15 anni,  come Tigro e Gri Gri, e tutta la tribù di bipedi e quadrupedi al completo ha condiviso in un rapporto quasi simbiotico viaggi, traslochi, gite, cure, operazioni, le varie fasi della vita, nostre e loro, con punti di partenza e traguardi, crescita e svolte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In effetti ho continuato un po’ la tradizione di famiglia: mio nonno allevava cani da caccia ma,  quando gli anni e lo stato di salute lo costrinsero a stare in casa, preferì adottare cani meticci e abbandonati insegnando a me e ai miei cugini a familiarizzare con loro, a capirne l’indole e il linguaggio, che è universale a prescindere dalla provenienza e dal pedigree.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ogni cane ha una sua storia che si tesse con la nostra: se Dusky è stato il cane della mia infanzia e adolescenza, ricevuto in regalo al mio decimo compleanno dopo anni di suppliche e solo dopo un mio deciso sciopero della fame, Skip è stato quello dell’infanzia, dell’adolescenza e parte della giovinezza dei miei figli. Con quel bastardino c’è stato  feeling dall’ inizio, un cane che doveva rimanere tale ed è diventato l’ombra silenziosa e presente che si accucciava ai miei piedi e compariva porgendo il muso per una carezza nei momenti in cui mi fermavo, ritrovandomi  un po’ nei suoi occhi, capaci di parlare come sanno fare gli occhi dei cani. Cane scemetto e furbo per golosità, forte  ma non dominante, coraggioso ma  mai feroce, fedele ma non succube, testardo a volte dispettoso, cane ridens come un cane dei fumetti, elegante e fiero come sanno esserlo i cani.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2016/08/skip.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2448" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2016/08/skip-300x269.jpg" alt="skip" width="300" height="269" /></a>Grazie amico mio, animella da alter ego, resti tatuato dentro molto più di questo nickname, adottato come  <strong><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="http://www.skipblog.it/2012/12/03/ciao-mondo/" target="_blank">segno  di riconoscenza per te</a></span></strong> perché  “I cani sono i maghi dell’universo. Basta la loro presenza per trasformare in persone sorridenti quelle arcigne, in persone meno tristi quelle che lo erano: sono generatori di rapporto. Il cane ama con tutto il cuore e perdona facilmente, può correre a lungo e lottare. Ode e vede in modo diverso dall’essere umano, con un forte udito può captare la selvaggia e misteriosa natura femminile, divenendone un tramite tra lei e il rimanente genere umano.” ( da “Donne che corrono con i lupi”-  Clarissa Pinkola Estés).</span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/tag/gri-gri/" target="_blank">Articoli correlati sulla mia tribù di quadrupedi</a> </strong></span></p>
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		<title>17 febbraio  2015- Giornata Nazionale del Gatto</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 22:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non poteva mancare su questo blog un post per gli amici felini, che ricordo ogni anno in occasione della Giornata Nazionale del Gatto. Quest’anno vi presento i due piccoli di casa, che ci hanno regalato un po’ di spensieratezza in &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2015/02/17/17-febbraio-2015-giornata-nazionale-del-gatto/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Non poteva mancare su questo blog un post per gli amici felini, che ricordo ogni anno in occasione della Giornata Nazionale del Gatto. Quest’anno vi presento i due piccoli di casa, che ci hanno regalato un po’ di spensieratezza in questi mesi  in cui ho accompagnato all’inevitabile traguardo mio padre.</span></p>
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<p><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1905" alt="Kiki 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-1-168x300.jpg" width="168" height="300" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> In una piovosa sera di ottobre  mi portarono a casa un trovatello, Kiki 1°; bello bello bello e tanto affettuoso. Era  il mio  &#8220;lemurino  procionello&#8221; con  due  zaffiri  negli occhi splendenti, che però  è zompato troppo presto nel mondo verde azzurro dei gatti.</span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1906" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24.375px;" alt="Kiki 1 procione" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-1-procione-300x168.jpg" width="300" height="168" /></p>
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<p><span style="color: #000000;">Per lui ho </span><span style="color: #000000;">pianto così tanto che mio marito, forse per non sentirmi più, pensò bene di consolarmi regalandomi Kiki 2° che  ci ha subito distratti da altri pensieri con la sua vivacità, mostrandosi  giocherellone, selettivo  e coccolone.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-2-piccolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1907" alt="Kiki 2 piccolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-2-piccolo-168x300.jpg" width="168" height="300" /></a></p>
<p><em id="__mceDel"><span style="color: #000000;"> <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-primo-piano-piccolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1908" alt="Kiki primo piano piccolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-primo-piano-piccolo-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></span></em></p>
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<p><em><span style="color: #000000;">.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopo qualche settimana gli ho cercato un fratellino adottivo perché sono dell’opinione che due gatti sono meglio di uno, sicuramente per loro che trovano un compagno di scorribande , per noi umani invece la coppia si rivela ben presto  una piccola associazione a delinquere. In un piovoso  sabato io e consorte siamo andati invano al canile in cerca di un gattino , più o meno della stessa età di Kiki. Dopo qualche giorno la responsabile mi ha telefonato dicendomi che le avevano portato una gatta e un micetto rosso da una colonia felina dell’entroterra. Le chiesi di tenermelo che sarei andata a prenderlo il giorno dopo. Non c’era nemmeno bisogno di vederlo, sentivo che era arrivato il mio <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russulillo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1909" alt="Russulillo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russulillo-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>gatto. Rosso come l’ avevo sempre desiderato, perché  di solito i gatti rossi sono un po’ speciali e anche simpaticamente  pestiferi. L’indomani , sotto una pioggia torrenziale che aveva allagato la strada per il canile e interrotto la viabilità, dopo un lungo giro tra pozzanghere , vigili e pompieri, io e consorte siamo sbarcati al canile e abbiamo adottato il “Russillo”, prontamente e ufficialmente  battezzato al cospetto del veterinario con il nome “ Russò”, che fa molto Jean Jacques, ma in effetti sta per Russulillo<a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-piccolo.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1910" alt="Russò piccolo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-piccolo-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> (piccolo rosso in napoletanish). Arrivati a casa, Russò è saltato dalle mie braccia per andare incontro a Skip vero e gli ha fatto subito le fusa, cosa da non credere dato che invece a Kiki bastava intravedere il cane  da lontano per diventare più gonfio e irto di un pesce palla.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> Per due settimane le piccole belve in miniatura sono state separate, anche per timore di qualche malattia che colpisce i gattini,  finché è finalmente arrivato il fatidico giorno del primo incontro. Mi ero illusa che avrebbero subito familiarizzato e invece Kiki si trasformava ancora in una palla di pelo, mentre il piccolo rosso era sempre più  incuriosito e desideroso di andare incontro a quell’essere<a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-principino-alfa.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1911" alt="Kiki principino alfa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-principino-alfa-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> indemoniato e minacciosamente gnaolante. Se avevo temuto una difficile e lenta familiarizzazione con il cane, invece adesso dovevo preoccuparmi  della gelosia possessiva di Kiki, il principino Alfa. Fatto sta che soffia  e graffia oggi, soffia domani, dopo circa una settimana Kiki si è degnato di osservare Russulillo e sul morbido lettone di casa i due felini hanno iniziato a  conoscersi lottando.  La panterina siamese, un po’ più grande, mordeva il gattino rosso che da subito si è rivelato una lince, capace di difendersi tenacemente  cercando di mordere l’avversario sulle zampe posteriori fino a <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-piccola-lince-e1424208895470.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1912" alt="Russò piccola lince" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-piccola-lince-e1424208895470-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>miagolare esausto la resa. Dopo un paio di giorni di baruffe, sempre più giocose, Kiki è diventato pian piano protettivo con Russò:  oggi  gli miagola come una mamma gatta, lo cerca, lo coccola, gli cede il piatto e l’altro da buon Ruspallegro, di soprannome e di fatto, ne ha subito approfittato, diventando un prode e provocatorio combattente, anzi un  piccolo gatto guappo che avanza impettito nella sua fiera “minuscolità”,  ancheggiando  e muovendo la lunga e  pelosissima coda  di scoiattolo.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-e-Russò.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1914" alt="Kiki e Russò" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-e-Russò.jpg" width="960" height="720" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Che dirvi se non che da quattro mesi  animano  questa casa con fusa ,corse, rincorse e  capitomboli  che fanno perdonare la semi distruzione dell’albero di Natale, i mattutini risvegli domenicali, i tentativi di  intrusioni nella lavastoviglie, nelle borse della spesa, in una qualsiasi cosa che abbia un minimo di capienza ( scarpe comprese),  l’invadenza studiata ad hoc per  impedire  a me e  consorte di leggere a letto, dopo avere preparato un morbido giaciglio zompettando  con nonchalance sul  nostro petto.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-dormiente-e1424209200298.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1915" alt="Kiki dormiente" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-dormiente-e1424209200298.jpg" width="4128" height="2322" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Auguri a tutti i gatti, gattoni, gattini, amabili gattacci !</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-dormiente-1-e1424209313868.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1916" alt="Kiki dormiente 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-dormiente-1-e1424209313868-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-al-pc.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1917" alt="Russò al pc" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-al-pc-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-primo-piano-e1424209504672.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1918" alt="Kiki primo piano" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Kiki-primo-piano-e1424209504672-168x300.jpg" width="168" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-e1424209601583.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1919" alt="Russò" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2015/02/Russò-e1424209601583-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a> </span></p>
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		<title>Ciao, Tigro bello.</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2014/10/13/ciao-tigro-bello/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2014/10/13/ciao-tigro-bello/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 20:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Tigro]]></category>
		<category><![CDATA[vita in famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[   Cortese maestà, nobile amica, degnati di sedere accanto a me; occhi ardenti nel lampo e nel sorriso, occhi d’oro, fulgente paradiso, dove leggo una pagina infinita. Questo di pelo stupendo tesoro, tra chiaro e scuro, seta arruffata, morbida e &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2014/10/13/ciao-tigro-bello/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4></h4>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<h4 style="text-align: center;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/tigro-bello.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1861" alt="Tigro" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/Tigro-168x300.jpg" width="168" height="300" /><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/tigro-bello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1855" alt="tigro bello" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/tigro-bello-168x300.jpg" width="168" height="300" /></a><br />
</a></h4>
<h4 style="text-align: center;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/tigro-bello.jpg"> </a></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/tigro-bello.jpg"><span style="color: #000000;"> </span></a>Cortese maestà, nobile amica,</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">degnati di sedere accanto a me;</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">occhi ardenti nel lampo e nel sorriso,</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">occhi d’oro, fulgente paradiso,</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">dove leggo una pagina infinita.</span></h4>
<p style="text-align: center;">
<h4 style="text-align: center;"><span style="font-size: 14px; color: #000000;">Questo di pelo stupendo tesoro,</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">tra chiaro e scuro,</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">seta arruffata, morbida e lucente</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">come nubi e bagliori della sera</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">ripaga la carezza riverente</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">con gentilezza lusinghiera.</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><i>Algernon Swinburne</i></strong></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/Tigro-sornione.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1858" alt="Tigro sornione" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/Tigro-sornione-238x300.jpg" width="238" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Sembra l’incarnazione di ogni cosa soffice, serica, priva di qualunque asperità nella sua struttura; un sognatore la cui filosofia di vita è dormi e lascia dormire.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><em><strong> Saki</strong></em></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a style="text-align: left;" href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/tigro-1.jpg"><img class="size-full wp-image-1859 aligncenter" alt="tigro 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/10/tigro-1.jpg" width="252" height="448" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Di colpo, quasi come</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">se si svegliasse, si volta e fissa i suoi</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">occhi su di te, con stupore, ritrovi</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">di fronte a te il tuo stesso sguardo,</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">racchiuso nei suoi occhi tondi…</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">come un insetto estinto.</span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><b><i>M.R. Rilke</i></b></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Un affettuoso pensiero al mio maestoso, elegante e  peluscioso Signor Gatto di casa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Grazie, Tigro bello. </span></p>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<p style="text-align: center;"><b><i> </i></b></p>
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		<title>17 febbraio- Festa del Gatto</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2014/02/16/17-febbraio-festa-del-gatto/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2014/02/16/17-febbraio-festa-del-gatto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 22:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Nazionale del Gatto]]></category>
		<category><![CDATA[Gri-Gri]]></category>
		<category><![CDATA[vita in famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il 17 febbraio è la festa  del Gatto, nata in Italia nel 1990. Quest’anno poche righe   per una delle mie piccole tigri,  che ci manca tanto. Giorgio Celli, che  ha avuto l’abilità di farci capire gli animali e le &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2014/02/16/17-febbraio-festa-del-gatto/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/targa-gatti.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1748" alt="targa gatti" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/targa-gatti-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il 17 febbraio è la festa  del Gatto, nata in Italia nel 1990. Quest’anno poche righe   per una delle mie piccole tigri,  che ci manca tanto. Giorgio Celli, che  ha avuto l’abilità di farci capire gli animali e le loro relazioni  con l’ambiente e  di  amalgamare   la poesia con  la scienza  della vita scrisse “Mentre il mondo dell’uomo è un mondo di razionalità e di emozioni, perché la nostra razionalità tende sempre a limitare le emozioni, nel caso degli animali il mondo è principalmente di emozioni, poi ci sono isole di razionalità”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In questo senso Gri Gri ci ha insegnato tanto.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/gri-gri-e-fra.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1749" alt="gri gri e fra" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/02/gri-gri-e-fra-1024x768.jpg" width="584" height="438" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Articoli correlati:</span></strong></p>
<p><a title="ciao Gri Gri in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2014/01/15/ciao-gri-gri/"><strong><span style="color: #800000;">Ciao Gri Gri</span></strong></a></p>
<p><a title="Non è facile conquistare l’amicizia di un gatto in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/15/non-e-facile-conquistare-lamicizia-di-un-gatto/"><strong><span style="color: #800000;">Non è facile conquistare l’amicizia di un gatto</span></strong></a></p>
<p><a title="In fondo i gatti non differiscono molto dagli umani in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/17/in-fondo-i-gatti-non-differiscono-troppo-dagli-umani/"><strong><span style="color: #800000;">In fondo i gatti non differiscono molto dagli umani</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
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		<title>Ode al gatto- Pablo Neruda</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2014/01/20/ode-al-gatto-pablo-neruda/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2014/01/20/ode-al-gatto-pablo-neruda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 21:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Ode al gatto]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Neruda]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[I gatti sono  regalmente eleganti e misteriosi, istintivi, scelgono chi amare e non dipendono da nessuno. Semplici nei loro bisogni primari ma eternamente cuccioli nell’ entusiasmo e curiosità, affascinanti quando ci osservano e sembrano capire. Interlocutori attenti, muti eppur presenti, &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2014/01/20/ode-al-gatto-pablo-neruda/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/tigro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1721" alt="tigro" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/tigro-300x259.jpg" width="300" height="259" /></a>I gatti sono  regalmente eleganti e misteriosi, istintivi, scelgono chi <em>amare</em> e non dipendono da nessuno. Semplici nei loro bisogni primari ma eternamente cuccioli nell’ entusiasmo e curiosità, affascinanti quando ci osservano e sembrano capire. Interlocutori attenti, muti eppur presenti, abitudinari ma non  facilmente addomesticabili .</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><b>Un gatto è un gentiluomo. Sotto quel pelo morbido si trova ancora uno degli spiriti più liberi del mondo</b></em> ( Eric Gurney ) perché <em><b>Non è facile conquistare l’ amicizia di un gatto. Vi concederà la sua amicizia se mostrerete di meritarne l’ onore, ma non sarà mai il vostro schiavo.</b></em> (Théophile Gautier )</span></p>
<h4><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/tigro-e-gri-gri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1722" alt="tigro-e-gri-gri" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/tigro-e-gri-gri.jpg" width="448" height="299" /></a></h4>
<h4><strong><span style="color: #800000;">Ode al gatto <em>di Pablo Neruda</em></span></strong></h4>
<p><span style="color: #000000;">Gli animali furono</span><br />
<span style="color: #000000;"> imperfetti, lunghi</span><br />
<span style="color: #000000;"> di coda, plumbei</span><br />
<span style="color: #000000;"> di testa.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Piano piano si misero</span><br />
<span style="color: #000000;"> in ordine,</span><br />
<span style="color: #000000;"> divennero paesaggio,</span><br />
<span style="color: #000000;"> acquistarono nèi, grazia, volo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il gatto,</span><br />
<span style="color: #000000;"> soltanto il gatto</span><br />
<span style="color: #000000;"> apparve completo</span><br />
<span style="color: #000000;"> e orgoglioso:</span><br />
<span style="color: #000000;"> nacque completamente rifinito,</span><br />
<span style="color: #000000;"> cammina solo e sa quello che vuole. L’uomo vuol essere pesce e uccello,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il serpente vorrebbe avere le ali,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il cane è un leone spaesato,</span><br />
<span style="color: #000000;"> l’ingegnere vuol essere poeta,</span><br />
<span style="color: #000000;"> la mosca studia per rondine,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il poeta cerca di imitare la mosca,</span><br />
<span style="color: #000000;"> ma il gatto</span><br />
<span style="color: #000000;"> vuole essere solo gatto</span><br />
<span style="color: #000000;"> ed ogni gatto è gatto</span><br />
<span style="color: #000000;"> dai baffi alla coda,</span><br />
<span style="color: #000000;"> dal fiuto al topo vivo,</span><br />
<span style="color: #000000;"> dalla notte fino ai suoi occhi d’oro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non c’è unità</span><br />
<span style="color: #000000;"> come la sua,</span><br />
<span style="color: #000000;"> non hanno</span><br />
<span style="color: #000000;"> la luna o il fiore</span><br />
<span style="color: #000000;"> una tale coesione:</span><br />
<span style="color: #000000;"> è una sola cosa</span><br />
<span style="color: #000000;"> come il sole o il topazio,</span><br />
<span style="color: #000000;"> e l’elastica linea del suo corpo,</span><br />
<span style="color: #000000;"> salda e sottile, è come</span><br />
<span style="color: #000000;"> la linea della prua di una nave.</span><br />
<span style="color: #000000;"> I suoi occhi gialli</span><br />
<span style="color: #000000;"> hanno lasciato una sola</span><br />
<span style="color: #000000;"> fessura</span><br />
<span style="color: #000000;"> per gettarvi le monete della notte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oh piccolo</span><br />
<span style="color: #000000;"> imperatore senz’orbe,</span><br />
<span style="color: #000000;"> conquistatore senza patria,</span><br />
<span style="color: #000000;"> minima tigre da salotto, nuziale</span><br />
<span style="color: #000000;"> sultano del cielo</span><br />
<span style="color: #000000;"> delle tegole erotiche,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il vento dell’amore</span><br />
<span style="color: #000000;"> all’aria aperta</span><br />
<span style="color: #000000;"> reclami</span><br />
<span style="color: #000000;"> quando passi</span><br />
<span style="color: #000000;"> e posi</span><br />
<span style="color: #000000;"> quattro piedi delicati</span><br />
<span style="color: #000000;"> sul suolo,</span><br />
<span style="color: #000000;"> fiutando,</span><br />
<span style="color: #000000;"> diffidando</span><br />
<span style="color: #000000;"> di ogni cosa terrestre,</span><br />
<span style="color: #000000;"> perché tutto</span><br />
<span style="color: #000000;"> è immondo</span><br />
<span style="color: #000000;"> per l’immacolato piede del gatto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oh fiera indipendente</span><br />
<span style="color: #000000;"> della casa, arrogante</span><br />
<span style="color: #000000;"> vestigio della notte,</span><br />
<span style="color: #000000;"> neghittoso, ginnastico</span><br />
<span style="color: #000000;"> ed estraneo,</span><br />
<span style="color: #000000;"> profondissimo gatto,</span><br />
<span style="color: #000000;"> poliziotto segreto</span><br />
<span style="color: #000000;"> delle stanze,</span><br />
<span style="color: #000000;"> insegna</span><br />
<span style="color: #000000;"> di un</span><br />
<span style="color: #000000;"> irreperibile velluto,</span><br />
<span style="color: #000000;"> probabilmente non c’è</span><br />
<span style="color: #000000;"> enigma</span><br />
<span style="color: #000000;"> nel tuo contegno,</span><br />
<span style="color: #000000;"> forse sei mistero,</span><br />
<span style="color: #000000;"> tutti sanno di te ed appartieni</span><br />
<span style="color: #000000;"> all’abitante meno misterioso,</span><br />
<span style="color: #000000;"> forse tutti si credono</span><br />
<span style="color: #000000;"> padroni,</span><br />
<span style="color: #000000;"> proprietari, parenti</span><br />
<span style="color: #000000;"> di gatti, compagni,</span><br />
<span style="color: #000000;"> colleghi,</span><br />
<span style="color: #000000;"> discepoli o amici</span><br />
<span style="color: #000000;"> del proprio gatto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Io no.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Io non sono d’accordo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Io non conosco il gatto.</span><br />
<span style="color: #000000;"> So tutto, la vita e il suo arcipelago,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il mare e la città incalcolabile,</span><br />
<span style="color: #000000;"> la botanica,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il gineceo coi suoi peccati,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il per e il meno della matematica,</span><br />
<span style="color: #000000;"> gl’imbuti vulcanici del mondo,</span><br />
<span style="color: #000000;"> il guscio irreale del coccodrillo,</span><br />
<span style="color: #000000;"> la bontà ignorata del pompiere,</span><br />
<span style="color: #000000;"> l’atavismo azzurro del sacerdote,</span><br />
<span style="color: #000000;"> ma non riesco a decifrare il gatto.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Sul suo distacco la ragione slitta,</span><br />
<span style="color: #000000;"> numeri d’oro stanno nei suoi occhi.</span></p>
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		<title>Ciao Gri Gri</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2014/01/15/ciao-gri-gri/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2014/01/15/ciao-gri-gri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 22:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[come stiamo combinati]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[Gri-Gri]]></category>
		<category><![CDATA[vita in famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; A febbraio dell’anno scorso scrivevo “Sono trascorsi circa quattordici anni, e i miei figli a quattro zampe ci hanno seguito nella nuova casa in città. Si sono adattati al nuovo ambiente anche se a volte scopro Gri Gri che, &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2014/01/15/ciao-gri-gri/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/gri-gri-estate-2013.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1710" alt="gri gri estate 2013" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/gri-gri-estate-2013.jpg" width="3264" height="2448" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">A febbraio dell’anno scorso scrivevo “Sono trascorsi circa quattordici anni, e i miei figli a quattro zampe ci hanno seguito nella nuova casa in città. Si sono adattati al nuovo ambiente anche se a volte scopro Gri Gri che, assorta, sbircia dietro la finestra. Forse rimpiange un po’ la terrazza dove amava sdraiarsi al sole.</span><span style="color: #000000;"><a title="In fondo i gatti non differiscono troppo dagli umani in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/17/in-fondo-i-gatti-non-differiscono-troppo-dagli-umani/"><strong><span style="color: #800000;">Sì, in fondo i gatti non differiscono troppo dagli umani</span></strong>.</a>”</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/gri-gri-giovane.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1711" alt="gri gri giovane" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/gri-gri-giovane-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Gri Gri ,  protagonista della nostra vita familiare e di alcuni dei  miei post preferiti sui gatti e sulle <strong><span style="color: #800000;"><a title="arriva natale in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2012/12/16/arriva-natale/"><span style="color: #800000;">sue prodezze natalizie  nel  presepe</span></a></span></strong>, è  ancora qui nelle mie riflessioni che telepaticamente voleranno   verso il  mondo verde e azzurro dei gatti. È stata una gatta  speciale, furba , a volte  troppo intelligente per essere un gatto, al punto tale che credevo fosse uno spiritello indomito e protettore della casa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Gri Gri, affettuosa con l’inseparabile Skip vero e il piccolo di casa, ormai ventenne, che vegliava durante il sonno stando accovacciata sul suo petto e guardandolo in viso . Mi accoglieva al rientro a casa miagolando, e mi precedeva in cucina di mattina, saltando sul marmo e fuseggiando .Se mi attardavo a scrivere al computer o a guardare la tv, si accoccolava in braccio e miagolando mi accompagnava in camera per acciambellarsi sul letto, pronta a riappropriarsi del suo  vero posto di guardiana del sonno ( letto del secondogenito)  non appena sentiva rientrare mio figlio. Gri Gri che, indispettita, al rientro dal week end ci guardava dall’alto del letto a ponte , tenendo le orecchie basse e l’aria offesa o, per dispetto e diffidenza nei confronti di estranei, rimaneva nascosta per qualche ora. La rivedo ancora quando  da cucciola si arrampicava  su fino al quarto piano di un palazzo vicino saltando sui  condizionatori d’aria. Tigro la seguiva , un po’ impacciato, e lei agilmente raggiungeva una signora anziana che li aspettava con i croccantini, per poi scendere giù in fretta e furia.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/gri-gri-sul-tetto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1712" alt="gri gri sul tetto" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/gri-gri-sul-tetto-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> Da giovane amava esplorare i tetti  e arrivava festosa con la coda incriccata portando come trofei una penna di piccione o un guscio d’uovo, poi ha preferito  stendersi al sole  sul tetto o stare seduta sul muretto della terrazza a godersi la fresca aria del mattino e  a contemplare le  prime ombre della sera, a volte mimetizzandosi tra i fiori. Quante volte di notte ha miagolato disperata, guidandomi in cucina, fino a quando non aprivo il balcone della terrazza per lasciare rientrare Tigro che, come al solito,  era rimasto chiuso fuori. Quante volte al mattino mi ha svegliata ,sfiorando i capelli, se tardavo ad alzarmi.</span><span style="color: #000000;"> Le piaceva  osservare dall’alto, di un pensile della cucina, di una libreria, di una tenda.  Non le sfuggiva mai nulla, anche di recente, anche quest’estate quando si stava arrendendo al brutto male che non l’ha resa molto diversa dagli umani.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Qualcuno ha scritto che “per soddisfare un gatto, deve essere creata una nuova condizione di esistenza: a metà strada tra dentro e fuori”. Con lei  sono stata in empatia più che con  tutte le<strong><span style="color: #800000;"><a title=" Non è facile conquistare l’amicizia di un gatto in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/15/non-e-facile-conquistare-lamicizia-di-un-gatto/"><span style="color: #800000;"> decine di gatti </span></a></span></strong>che hanno attraversato la mia vita, con nessun altro felino c’è stato  un rispetto reciproco di tempi e spazi, un’affettuosa complicità e  riconoscenza che si conclamava nel buongiorno del mattino e nel relax della sera. Quanta dignità hanno i gatti nella resa, si appartano in silenzio per non dare fastidio, anche se desiderano  protezione e rassicuranti carezze.  Se le è meritate  tutte, la mia cara Gri Grinella perché non è stata un  semplice gatto ma il mio Gatto, il Gatto della mia  famiglia, una costante e affettuosa presenza di questi ultimi </span>quindici<span style="color: #000000;"> anni che ci ha accompagnati tutti in un periodo di crescita ,non solo nel passaggio dall’infanzia alla giovinezza dei miei figli, ma negli anni  di slancio, di cambiamenti, di un’età più matura. Qualche giorno fa  ho constatato che non ero ancora  emotivamente pronta a questo distacco, per quanto razionalmente l’avessi previsto otto mesi fa e me lo ripetessi spesso.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/Gri-Gri.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1713" alt="Gri Gri" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/Gri-Gri-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ciao, piccola Gri Gri, ti rivedrò ancora sulla terrazza di casa nostra , quella dove prendevi  il sole, perché gli spiritelli felini ricompaiono  sempre nei posti che hanno amato di più.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Grazie per esserci stata, per avermi concesso la tua amicizia e per le cose belle che hai regalato a tutti noi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Articoli correlati:</span></strong></p>
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<p><a title="In fondo i gatti non differiscono troppo dagli umani in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/17/in-fondo-i-gatti-non-differiscono-troppo-dagli-umani/"><strong><span style="color: #800000;">In fondo i gatti non differiscono troppo dagli umani</span></strong></a></p>
<p><a title="Arriva Natale…in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2012/12/16/arriva-natale/"><strong><span style="color: #800000;">Arriva Natale…</span></strong></a></p>
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		<title>Orsù, animella mia!</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2013/09/17/orsu-animella-mia/</link>
		<comments>http://www.skipblog.it/2013/09/17/orsu-animella-mia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 19:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando sono giù di giri, mi trascino con l’animella sotto i piedi e mi pare che da un momento all’altro il cielo mi cada sulla testa come ad Abraracourcix. Allora provo a distrarmi in vario modo.   Mi dedico ad &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2013/09/17/orsu-animella-mia/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #000000;">Quando sono giù di giri, mi trascino con l’animella sotto i piedi e mi pare che da un momento all’altro il cielo mi cada sulla testa come ad Abraracourcix.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Allora provo a distrarmi in vario modo.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Mi dedico ad attività di puro autolesionismo, cioè alle grandi pulizie, così  le pessimistiche energie mentali servono a qualcosa. Ben arroccata sulla scala, a tre metri sopra …il pavimento di casa, smonto le tende bisticciando a braccia alzate con gli odiosi gancetti, poi le lavo e le rimonto continuando a imprecare contro gli irriducibili cosi tondi. In fondo però mi sento soddisfatta soprattutto se non mi sono arroccolata sui pioli della scala. Oppure sudo sette camicie, anzi sette camici, per sfoderare e rivestire i divani in tre manovre, che il più delle volte diventano trenta. Ma chi la dura, la vince. Il non plus ultra è quando decido di riordinare librerie, armadi e mobili della cucina. Allora i miei familiari si preoccupano davvero e richiedono l’ urgente intervento di uno specialista.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Penso se sia il caso di uscire con gli amici, rimasti in zona. Sì, sentire parlare delle loro diatribe familiari,di politica e assistere alle non sempre pacifiche schermaglie tra partner in crisi, potrebbe giovarmi e rafforzare la mia autostima. Potrei sentirmi come la spada nella roccia. Di solito però rinuncio, per evitare incidenti poco diplomatici da parte mia, presa e compresa dalla mia animella in pena.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Pratico un po’ di nuoto, che perlomeno fa bene alla salute. Il tutto sta nel decidermi a duellare contro l’indolenza di fine estate e non disertare i buoni propositi. Spesso deambulo nel mio pacifico regno con tappe obbligate dinanzi al frigo perché mi dimentico di bere, e bisogna bere tanto per liberarsi dalle tossine, di varia natura, gonfiando la pancia come la gobba di un cammello.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Guardo un bel film. Confesso che mi predispongo con tanta buona volontà per riuscire a vedere un po’ di televisione e finisco sempre col zappingare tra film, telefilm, documentari ove imperversano “ammazzamienti” di ogni genere. Umani, subumani, extraumani, animali, erbivori, onnivori, carnivori che scappano, strepitano, scalpitano, si dilaniano. È tutto un sanguinolento giacimento (si può dire?) di prede in fuga disperata , corse al galoppo di predatori e inseguimenti di agguerriti investigatori. Come variante c’è il filone medico sanitario ospedaliero, altrettanto consolante. Medici e forze dell’ordine sono sempre di un’intelligenza sorprendente, degna di premio Nobel. Alla fine l’altra sera mi sono immedesimata nel ruolo di investigatrice per rintracciare Gri Gri, che dopo avere osato sfacciatamente in mia presenza artigliarsi sul trolley, si è data a una pronta fuga. Durante la gimkana domestica ho cacciato pure Tigro, che di recente crede di essere uno scalatore dell’Himalaya e si sdraia su tavoli e cristalliere in cerca di frescura. Dopo un breve parapiglia, sono crollata sul divano. Però è stato bello perlomeno accendere il televisore, se non altro per gustare poi in santa pace una coppa super di gelato artigianale.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Mi dedico alla pet terapy, che non è una cosa scandalosa e funziona sempre. Le belve umane di casa  ormai sono cresciute e hanno perlopiù vita e uscite a sé. Negli animaletti stanziali di casa, quelli dell’associazione felina a delinquere- di cui sopra- che interloquiscono a modo loro, rivedo un po’ della mia animella infantile, curiosa, impertinente. Non so perché, ma  ovunque io mi stenda, mi ritrovo accanto o ai piedi i due peluche moventi. I gatti sono autonomi sì, ma cercano un contatto e trasmettono un caldo affetto, soprattutto alle mie zampe distese. Se oso sgranchire le dita dei piedi, Gri Gri  pensa bene di giocarci finché io, rapita da un fervido ammmore universale, scalcio al vento e faccio decollare pellicce tigrate e ciuffi di peli per riacquistare la mia libera astenia.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Leggo. Mi piace leggere romanzi, ma d’un fiato perché altrimenti perdo il filo della narrazione e rischio di librarmi in un volo pindarico inventandomi un finale a piacere. Così poi di quel libro faccio un bel collage ove confondo la trama vera con quella immaginata. Leggo a pancia in su e fatico a leggere da seduta. Solo che , a qualunque ora del giorno, mi capita di cascare  tra le braccia di Morfeo dopo circa una trentina di pagine. Non ho capito se sia la posizione rilassata o il meccanismo della lettura a farmi cadere in letargo. Sta di fatto che fatico a finire un libro, se non è ben scritto e ha un contenuto o trama interessanti. In caso contrario, finirà tra quelli da  portare al mare, ove mi imporrò di leggerlo  e mi riparerà il viso dai raggi UVA.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;"> </span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">Entro in sintonia col consorte. Impresa non da poco, primo perché è un peripatetico del mondo, secondo perché in fatto di dialogo è uno scoglio che non fa patelle, preso e compreso da altri pensieri. Ci manca pure che ascolti i miei complessi o meglio la mia orchestra sinfonica. Di recente siamo un po’ stanchi, al punto tale che stanotte ci siamo spaventati in due (leggasi bene due). Questo episodio, prova della nostra furbizia e collaudata simbiosi, passerà alla storia della famiglia. Svegliandomi gli ho chiesto se fosse rientrato nostro figlio; lui è andato nella camera e non l’ha trovato. Erano oltre le 3 di notte. Allarme rosso da defibrillazione. Uno di qua e l’altro di là abbiamo cercato di rintracciarlo. Il suo cellulare era irraggiungibile. Già pensavo al peggio perché, quando sono giù, penso sempre di bene in meglio. Un incidente, un galante imprevisto, un salto in discoteca e, a ogni possibile causa del ritardo, fermentavano sempre più i miei succhi gastrici. Chissà come, dopo un’ora circa di nostre girate e rigirate nel letto, intervallate da periodici controlli sul display del cell e affacciate alla finestra, lui ha riguardato e ha scoperto che lui dormiva seraficamente nella sua camera.</span></h4>
<h4><span style="color: #000000;">No- dico- mio figlio è molto ben visibile, è un armadietto in carne e ossa. Che sintonia! Dio ci fa e ci accoppia nella buona e nella cattiva sorte. Dopo quest’episodio notturno ho avuto una radiosa illuminazione. È il caso di  schiodarsi, riprendere le redini e spronare  la patetica animella… </span></h4>
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		<title>In fondo i gatti non differiscono troppo dagli umani</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 06:00:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tigro e Gri Gri fanno parte della mia tribù da oltre dieci anni e sono inseparabili compagni di Skip vero. Ogni tanto capita di ricordare quando ci recammo al canile e scoprimmo che c’era un reparto detto “gattile”, termine mai &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2013/02/17/in-fondo-i-gatti-non-differiscono-troppo-dagli-umani/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/Gri-Gri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-515" title="Gri Gri" alt="" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/Gri-Gri.jpg" width="448" height="336" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Tigro e Gri Gri fanno parte della mia tribù da oltre dieci anni e sono inseparabili compagni di Skip vero. Ogni tanto capita di ricordare quando ci recammo al canile e scoprimmo che c’era un reparto detto “gattile”, termine mai sentito, che ospitava mici abbandonati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In una gabbia divisa in tre piani, una mamma gatta allattava due gattini, mentre altri tre a stento trotterellavano con la codina alzata. Ero andata lì coi miei figli con l’intenzione di sceglierne uno, ma ne portai a casa soltanto due <img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f609.png" alt="&#x1f609;" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> , svezzati da poco. Tigro e Gri Gri appartenevano a due cucciolate diverse: la prima era stata affidata al gattile da una signora che non era riuscita a sistemarla diversamente; stessa sorte per Tigro e un suo fratello quasi gemello. La responsabile mi convinse a prendere due micetti perché, soprattutto da piccoli, non avrebbero sofferto la solitudine. Col senno del poi condivido che due gatti non solo si fanno compagnia ma sono uno spasso di scorribande, rincorse, nascondini, salti, fughe e capriole. Un’allegra associazione a delinquere <img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f600.png" alt="&#x1f600;" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> . Erano talmente piccoli da stare nel palmo della mano e perdersi nel trasportino, enorme per loro. Pensare che adesso c’entrano a stento.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/tigro-e-gri-gri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-516" title="tigro-e-gri-gri" alt="" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/tigro-e-gri-gri.jpg" width="448" height="299" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Impararono presto a esplorare la grande terrazza, a sconfinare sul tetto della casa a fianco, curiosando nelle abitazioni altrui, fino a raggiungere, con un’impervia arrampicata sui condizionatori d’aria, un’ anziana signora che li chiamava dal quarto piano offrendo loro croccantini. Conquistarono la stima dei vicini perché divennero presto il terrore dei piccioni che nidificavano sotto le tegole. Ogni tanto li scoprivo acquattati che puntavano possibili prede pennute, ma alla fine orgogliosamente impettiti si accontentavano di portare gusci di uova e qualche sparuta piumetta. Solo una volta dovetti intervenire tempestivamente, brandendo la scopa, per scacciare dall’antenna parabolica un gabbiano reale, con le ali spiegate, pronto  ad avventarsi su una temeraria ed incosciente Gri Gri che da dieci minuti si stava esibendo in miagolii e scodinzolamenti tipici del  rituale di caccia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Con il tempo sono cambiati anche i gattoni; hanno qualche chilo in più e sembrano gradire di più le coccole. In fondo non differiscono troppo dagli umani.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/tigro-dormiente1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-518" title="tigro dormiente" alt="" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/tigro-dormiente1-300x169.jpg" width="300" height="169" /></a><span style="color: #000000;">Tigro è diventato un placido gattone, elegante nel regale portamento di tigre in miniatura, impreziosito dalla pettorina e dai guanti bianchi. È il tipico gatto sornione che dorme o finge di dormire, sempre pronto a scattare non appena sente invitanti effluvi di pappatoria. Se non dorme, mangia. Cosa strana, si avvicina fuseggiando e fa gli onori di casa quando arrivano ospiti o persone a lui sconosciute.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Gri Gri invece è molto più vivace, ma timorosa e diffidente al punto tale che le basta sentire voci insolite per volatilizzarsi. È talmente furba che scova nascondigli sempre nuovi, anche perché sa aprire gli armadi con le ante scorrevoli. Cerca la nostra compagnia e si accoccola vicino a noi sul divano mentre guardiamo la tv o leggiamo. È tenera, ma diventa una furiosa  tigre in fuga non appena apro la fialetta antipulci: terrorizzata schizza in alto su un mobile non appena, credo, ne sente l’odore. Mi sono sempre chiesta cosa ci sia in quell’intruglio. Gri Gri è il peluche preferito di mio figlio, ormai “ piccolo” solo perché l’ultimo nato in famiglia, che mi sorprende non poco quando le parla dolcemente e la prende in braccio con delicatezza. Sono lontani i tempi in cui tagliò le vibrisse a Tigro che, saltando, perse l’equilibrio e volò dal terrazzo al piano di sotto miaolando così forte da fare affacciare diverse persone dei palazzi intorno. Un’avventura memorabile le operazioni di recupero del gatto spaventato e quelle di persuasione educativa per un figlio pestiferissimo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">L’anno dopo adottammo Skip vero e all’inizio la convivenza con i gatti non fu facile.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ancora ricordo lo storico incontro con le due tigri che con Skip avevano in comune solo la provenienza. Dal canile lui e dal gattile loro. I miei gatti non avevano mai visto un cane. Il cane non conosceva i gatti e fiducioso zompettò verso le belve spodestate. La loro immediata reazione fu una solenne soffiata, inarcata di coda e un repentino balzo su un mobile sul quale rimasero appollaiati per circa una settimana, scendendo solo di notte o quando la cosa rossa movente non era nei paraggi. Skip era più piccolo dei gatti, ma più robusto di corporatura e baldanzoso nei movimenti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Il famelico Tigro, pur di non rinunciare alla pappa, imparò presto a mantenerlo a distanza, soffiando e artigliando. Gri Gri invece ne era incuriosita, l’ osservava dall’alto e da lontano, finchè un giorno inavvertitamente si scontrò con il nuovo arrivato, che usciva trotterellando dalla cucina. Il cane, sorpreso, si fermò intimorito e si accucciò, come aveva ben presto imparato quando incrociava il signor Gatto. Gri Gri invece, con mia sommo stupore, non scappò via. Si sedette guardinga di fronte a lui. Stettero fermi a guardarsi per qualche minuto: lui con le orecchie basse e lei con le orecchie ben alzate, finchè  la guappa gatta  con nonchalance se ne andò. Quella notte Gri Gri annusò Skip che dormiva in una cesta ai piedi del letto, salì sulla vicina cassapanca e lì si addormentò. Da quel dì iniziò a vegliarlo, forse aveva capito che era piccolo e innocuo e il suo istinto materno vinse la diffidenza .</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"> In poco tempo sono diventati compagni di gioco e di malefatte. Ancor oggi lei si acquatta sulla sedia per allungare una  zampa sull’ ignaro amico che passa e si guarda intorno senza capire. C’è stato un periodo in cui i miei figli hanno subito ingiuste sgridate per le carte di caramelle o cioccolatini che trovavo sotto il tappeto o i cuscini del divano. Un pomeriggio, mentre guardavo la tv, sentii un rumore sulla credenza : Gri Gri spingeva una caramella con la zampa, giù verso il cane che, scodinzolando, stava in trepida attesa. Skip prontamente la ingoiò. La gatta continuò. Questa volta lui riuscì a scartarla e lei, come un pattinatore di hockey su ghiaccio, con l’involucro improvvisò uno slalom sul pavimento del salotto, finchè portò il suo trofeo sul divano. Quando osò tornare alla carica del porta bon bon fu paralizzata dal mio inatteso, urlato e  solenne “scendi giù” e si defilò di corsa. Occhio che non vede, cuore che non desidera: da quel giorno chiusi a chiave i dolci. </span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/Gri-Gri-di-Skip-300x224.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-519" title="Gri-Gri-di-Skip-300x224" alt="" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/Gri-Gri-di-Skip-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Sono trascorsi circa quattordici anni, e i miei figli a 4 zampe ci hanno seguito nella nuova casa in città. Si sono adattati al nuovo ambiente anche se a volte scopro Gri Gri che, assorta, sbircia dietro la finestra. Forse rimpiange un po’ la terrazza dove amava sdraiarsi al sole.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sì, in fondo i gatti non differiscono troppo dagli umani.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
<p><strong> </strong><span style="color: #800000;"><strong><a title="Non è facile conquistare l’amicizia di un gatto in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/?p=504"><span style="color: #800000;">Non è facile conquistare l’amicizia di un gatto</span></a></strong> </span></p>
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		<title>Non è facile conquistare l&#8217;amicizia di un gatto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 06:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festa Nazionale del gatto]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il 17 febbraio sarà la Festa Nazionale del Gatto. Alle mie belve di casa, che hanno adottato Skip vero stringendo con lui un’affettuosa amicizia da associazione a delinquere, allietata da allegre  scorribande, ho  dedicato qualche post che pubblicherò volentieri. Oggi &#8230; <a href="http://www.skipblog.it/2013/02/15/non-e-facile-conquistare-lamicizia-di-un-gatto/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/gatti.jpeg"><img class="size-full wp-image-511 aligncenter" title="gatti" alt="" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/02/gatti.jpeg" width="373" height="373" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Il 17 febbraio sarà la <span style="color: #800000;"><strong><a title="festa del gatto in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_del_gatto"><span style="color: #800000;">Festa Nazionale del Gatto</span></a>.</strong></span> Alle mie belve di casa, che hanno adottato Skip vero stringendo con lui un’affettuosa amicizia da associazione a delinquere, allietata da allegre  scorribande, ho  dedicato qualche post che pubblicherò volentieri. Oggi vorrei ricordare i  tanti gatti coi quali sono vissuta sin da bambina, prima a casa di nonna e poi a casa mia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">Vediamo da dove posso cominciare questa lunga saga felina.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La prima gatta della nonna, che ricordo, si chiamava Topa, però era una gatta. E io, a cinque anni, non riuscivo a capire perché mai si dovesse chiamare Topa; forse perché era colore orzo, mezza spelacchiata con occhi giallo senape. Amava molto ascoltare con il nonno le canzoni di Ornella Vanoni, trasmesse in tv.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Gegia era  una gatta che non si può definire una bella gatta. Aveva un pelo di un nero che sfumava nel viola. Invece di miagolare gnaognalava con una voce straziante Era molto indipendente e incuteva soggezione coi suoi grandi occhi gialli che brillavano al buio. Secondo me incarnava qualche monaciello, perché compariva e scompariva all’improvviso. A quel tempo c’era pure il bellissimo Bijoux, dal mantello vellutato d’argento con due occhioni verde smeraldo e il Rosso, famoso non solo per le prodezze venatorie ma anche per l’abilità a saltare sulle maniglie ed aprire le porte. Suo compagno era Caribù,  cosiddetto per la folta  pelliccia invernale,bianca con chiazze a strisce. Era il tipico gatto sornione  che finge di non vedere e non sentire.  Un giorno si addormentò dentro il  focolare della cucina, che fungeva da inceneritore,  e ne schizzò fuori bruciacchiato quando la nonna vi accese un piccolo falò. Fortuna volle che i suoi miagolii la indussero ad aprire lo sportello evitando così di cuocere un gattò al forno.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sandrino invece era un maestoso gattone dal pelo lungo. Amico inseparabile della nonna, sedeva sul tavolo tondo quando lei ricamava e pareva ascoltarla quando inscenava scherzosi dialoghi, chiamandolo Signor Gatto. Ogni mattina  condivideva con lei  il latte corretto con il whisky che lo faceva ondeggiare sul davanzale. Grazie a lui imparai molto presto a fare la spesa, perché la nonna non gli faceva mai mancare papponi di riso e alici.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Indimenticabile è Zigo Zago, una panterina  nera in miniatura con tondi occhi gialli, che mi  faceva intonare a squarciagola  il motivo “Ziiigo Zaaago , piccolo maaago”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">Molto più tardi arrivò Biòs (vita), una dolce micetta  bianca. Fu chiamata così perché  sottratta da mia zia al regno dei morti del cimitero. In verità era molto viva perché ben presto sfornò tre mici. In contemporanea il destino portò Bissi Bissi ,un micino bianco e nero che io e mia cugina estraemmo da un bidone della spazzatura, incuriosite dai suoi flebili lamenti.  Temendo di portarlo a casa della nonna, già popolata di gatti, spesso abbandonati da ignoti sul portone di casa , lo nascosi  in un deposito del  giardino. Quando mia zia usciva per andare al lavoro, io andavo in giardino e gli somministravo latte diluito col contagocce. Il micetto poi imparò a camminare , seguendomi ovunque. Quando rientravo in casa, lo lasciavo nel deposito. Ma i piccoli mici crescono e quindi  iniziò a esplorare i dintorni, venendo allo scoperto. Io e mia cugina confessammo l’accaduto  e mia zia, apprezzando il nobile gesto, lo accolse nella tribù felina.  Una volta tornò col pelo non più bianco,ma sporco e unto di grassa fuliggine, perché forse era andato a dormire su una caldaia. Così pensai bene di lavarlo. Lo pulii con estrema cautela per timore di un’artigliata,  inizialmente con una spugna inumidita, poi  osai immergerlo in una bacinella , piena di acqua e bagnoschiuma. È stato l’unico gatto di mia conoscenza, che non solo amava fare il bagno ma anche essere asciugato col phon.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Rugiò ( si legge alla francese , ora lo scrivo Rougeau) , come rivela il suo  nome, era un gatto rosso. Una mattina vidi tre gatti rossi, allineati su un pergolato . Le tre civette di Ambarabàciccicoccò mi richiamano quell’immagine. Per due giorni la zia pensò che  avessi le traveggole perché parlavo continuamente di statuari gatti sul pergolato che lei non riusciva a vedere. Finalmente al terzo giorno i tre compari si degnarono di farsi scorgere e fu salva la mia reputazione. Le tre anime rosse erano state abbandonate nel giardino da una signora che si era trasferita in un’altra città.  Rougeau pian piano si fece accarezzare e arrivò in casa. Dopo un iniziale assedio alla Maina, un merlo indiano che in seguito ai miei lunghi tentativi di addestramento riuscì a pronunciare “Maina”, “Marì” ( che soddisfazione! Ma giuro che le parlavo in italiano doc) e Ciccià ( nome del cane), Rougeau si mise l’anima in pace e desistette dalle voraci ambizioni. Imparò presto a coricarsi per terra, ad allungare le zampe per aprire un mobile basso della cucina e a rovesciare la scatola dei croccantini.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Romeo era invece  uno dei tre figli di Biòs. Per un paio di anni si comportò come un indolente gattone domestico, fino a quando  madre natura lo portò a scoprire il seducente mondo delle gatte e si inselvatichì. Divenne il boss del rione e cambiò pure voce. Che potere hanno le gatte morte innamorate! La voce roca ben si addiceva allo sfregio sotto l’occhio  e all’ orecchia mozza, forse trofei  di duelli notturni con qualche rivale in amore. A volte lo  incontravo per strada e lo chiamavo. Si avvicinava ma non si lasciava più accarezzare. Ne perdemmo le tracce, ma lo ricordiamo sempre con ammirazione per la conquistata libertà di gatto randagio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dei gatti della casa della nonna è sopravvissuto Fusarello che gode ancora di ottima salute. Un giorno nascose una biscia viva in un cesto. Di sera  andò a scovarla e  scatenò un putiferio e un fuggi fuggi generale, simile a quello causato dalla fuiuta del capitone dalle vasche delle pescherie nel periodo natalizio. Un suo fratello, Gri Gri, detto Capucchione,  è venuto a mancare poco tempo fa. Un gatto strano. Era talmente timido che stava sempre nascosto dietro una cristalliera. Si lasciava  prendere e accarezzare solo dalla zia. Col tempo imparò a vincere la timidezza e a volte entrava pure in cappella e ascoltava (?) la messa. Un giorno si ammalò e mia cugina lo portò dal veterinario. Un’altra zia,  trovandolo addormentato, pensò che fosse morto e così lo seppellì in giardino. In verità  l’ignaro Capucchione era sotto l’effetto dell’anestesia e mia cugina corse a salvarlo. Dopo la drammatica, non voluta esperienza, il redivivo visse ancora felice e contento a conferma del detto che a volte si può “ nascere sotto una buona stella”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando con la mia famiglia mi trasferii in Liguria, continuai a coltivare  il mio feeling felino. Un’unica e selvatica  gatta randagia approdò nel giardino di casa e da lei ebbe origine una lunga discendenza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ogni giorno Mamma Gatta si avvicinava al balcone della cucina in cerca di qualcosa da mangiare. Ogni sera la aspettavamo e ci impensierivamo se tardava a venire. A lei devo la più naturale lezione di educazione sessuale perché un pomeriggio , sentendola miagolare in modo strano, la vidi mentre partoriva un micetto. Grazie a lei capii che i gatti nascono dal culetto, mentre i bambini continuavano a nascere dalla pancia della mamma, perché gli umani non sono gatti. Beata ingenuità dei miei dieci anni che  mi faceva immaginare una straordinaria dilatazione dell’ombelico  dal quale uscivano i bebè. Non riuscivo a spiegarmi altrimenti l’utilità di quel buco che i gatti non avevano.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Mamma gatta non tornò più, quindi adottammo i suoi cuccioli. Pallino diventò  il raìs del rione. Lo inseguivo quando afferrava per la collottola i micini appena nati, cercando di avere per sé le attenzioni di mamma gatta. Un chiaro esempio di sciovinismo ed egoismo felino. Suo fratello, detto il Grigio, era molto diverso. Aveva  un pelo vellutato, color grigio scuro, e grandi occhi giallo-verdi,  come il più aristocratico  certosino,  e soffriva invece di  crisi di identità. Divenne l’ inseparabile amico del mio bassotto Dusky. Di sera lo aspettava sullo zerbino del portone e, camminandogli a  fianco, se ne andava a dormire con lui nella cuccia. Poi dicono “ cani e gatti…”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Celestina invece era una gattina dolcemente timorosa e molto silenziosa.  Mia madre aveva un debole per lei e le parlava di nascosto.  Alle 17. 30 Celestina si sedeva  sulla scala esterna e aspettava mio padre che rientrava dal lavoro. Riconosceva il clacson dell’auto e gli andava incontro, come fanno i cani. Poi lo seguiva fin sull’uscio di casa. Forse capiva che a breve avremmo cenato e le avremmo dato da mangiare. Chissà! Delle prodezze feline di quegli anni ricordo  un’insolita seduta di gatti in semicerchio. Sembravano ipnotizzati, quasi cementati per terra. All’interno dell’ assembramento c’era un riccio. Sì un porcospino ben avvoltolato, che era sconfinato nel mio giardino. Poveretto! Era circondato da una schiera di curiosi cacciatori che ci omaggiavano un giorno sì e uno no di cadaveriche prede ( uccellini, lucertole, insetti, gusci di uova, topolini, a volte pure qualche biscia). Dopo un quarto d’ora di silenzioso appostamento, l’incauto riccio osò  fare spuntare il naso. I gatti , sempre seduti,  concentrati  fissavano la nuova vittima. Non appena il riccio tirò fuori la testa, Celestina con un balzo gli si avventò sopra rimbalzando subito all’indietro, come se avesse ricevuto una scossa elettrica. Liberai la povera bestiola dall’assedio e la riportai nella pineta confinante col giardino.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> I gatti sono sempre stati i miei compagni di gioco e stavo ore intere a  osservarli, cercando di decifrare il linguaggio della coda e delle orecchie e  tentando di imitare i loro miagolii. Circa quattordici anni fa ho deciso di adottarne due, Tigro e <span style="color: #800000;"><strong><a title="arriva Natale in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/?p=100"><span style="color: #800000;">Gri Gri</span></a></strong></span>. Pure il consorte ha vinto l’iniziale diffidenza e ha imparato a parlottare coi gatti. Mio figlio non va a dormire se prima non ha salutato Gri Gri, che poi quatta quatta si appallottola ai suoi piedi. Che dire? Fanno ormai parte della famiglia, trasmettono affetto, ci si rispecchia un po’ in loro, si acquattano nel trolley quando captano immediate partenze, ci vengono incontro quando rientriamo a casa, ci fanno compagnia con la loro silenziosa presenza, ci coccolano con le fusa e ci logorano con miagolii insistenti. Ma quando si nascondono, ci mancano.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> I gatti sono regalmente eleganti, misteriosi e istintivi; scelgono chi <em>amare</em> e non dipendono da nessuno. Sono semplici nei loro bisogni primari ma eternamente cuccioli nell’ entusiasmo e curiosità, affascinanti quando ci osservano e sembrano capire. Interlocutori attenti, muti eppur presenti, abitudinari ma non facilmente addomesticabili .</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Un gatto è un gentiluomo. Sotto quel pelo morbido si trova ancora uno degli spiriti più liberi del mondo</em> ( Eric Gurney ) perché <em>Non è facile conquistare l’ amicizia di un gatto. Vi concederà la sua amicizia se mostrerete di meritarne l’ onore, ma non sarà mai il vostro schiavo.</em> (Théophile Gautier ).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">  </span></p>
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