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	<title>SkipBlog &#187; tradizioni</title>
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		<title>L&#8217;arte di dare i numeri</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 17:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[Sacro e profano, fede e superstizione confluiscono in molti rituali napoletani, compreso quello del gioco del lotto, cui il popolo napoletano è dedito da secoli e per il quale “ si corrompe e muore” (cit.). Non si tratta però di &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2020/12/28/larte-di-dare-i-numeri/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Sacro e profano, fede e superstizione confluiscono in molti rituali napoletani, compreso quello del gioco del lotto, cui il popolo napoletano è dedito da secoli e per il quale “ si corrompe e muore” (cit.). Non si tratta però di giocare numeri a caso, ma i “numeri buoni”, quelli ricavati attraverso una vera e propria arte d’interpretazione numerologica con la <strong><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Smorfia" target="_blank">Smorfia</a></span></strong>, cioè il libro dei sogni: un sogno, un fatto insolito, un evento straordinario, una persona stravagante offrono l’occasione di cercare i numeri da giocare al lotto. Ogni immagine, tratto saliente del fatto onirico o reale va associato a un numero, fino a un massimo di cinque numeri da giocare al lotto, di solito sulla ruota di Napoli a meno che non ci siano indizi o tracce riconducibili a un’altra città o regione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In origine i napoletani ricorrevano a un “assistito”, un intermediario tra i santi e i comuni mortali, un indovino che parlava con i morti affinchè comparissero in sogno e dessero numeri vincenti e  un po’ di  buona sorte. Questa specie di veggente però “dava i numeri” rispondendo  con frasi sibilline  o strane   azioni che dovevano poi essere interpretati con la smorfia e ricondotti ai numeri da giocare. Una volta ottenuti, il richiedente e il suo clan di tifosi, perlopiù familiari, iniziavano i rituali sacri e profani cimentandosi in tutti gli scongiuri e  le invocazioni possibili e immaginabili  alla Madonna, ai santi, alle anime pezzentelle, al munaciello, a tutte le entità adorabili  che potevano intercedere affinchè uscissero quei numeri.</span></p>
<p><em><span style="color: #000000;">“Oggi è luna e dimane è marte</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">’a ciorta mia mo’ se parte</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">vene pe’ mare</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;"> e vene pe’ terra</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;"> vieneme  ‘nzuonne ciorta mia bella</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;"> vieneme ‘nzuonne  e nun m’ appaurà</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000000;">tre  belli nummere famme sunnà”</span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">(oggi c’è Luna, domani c’è Marte/ la mia fortuna ora parte/ viene per mare, viene per terra/vienimi in sogno mia bella sorte, vienimi in sogno e non mi spaventare/ tre bei numeri fammi sognare).</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/a-mano.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2737" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/a-mano-300x225.jpg" alt="a mano" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">In passato l’estrazione era affidata a un orfanello dell’Albergo dei Poveri (orfanatrofio  detto anche il Serraglio), che per l’occasione  indossava la veste dell’innocenza sulla grigia uniforme, cioè una tunichetta e un berretto di lana bianca, ed estraeva i numeri dinanzi al consigliere di prefettura, al direttore del Lotto di Napoli e a un rappresentante del municipio, superbi con i loro mustacchi e cappelli a cilindro. Anima innocente esposta dinanzi al popolo, spaesata e ammutolita, veniva investita di benedizioni, preghiere e  invocazioni: “Bel figliolo, bel figliolo! Che tu sia benedetto! Mi raccomando a te e a san Giuseppe! ’A Maronna ti benedica e’ mmani! Benedetto, benedetto! Sant e viecch! Sant e viecch! ( “santo e vecchio” è un augurio di lunga vita)” .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Al bambinetto del Serraglio la gente innalzava i figlioletti, con voci appassionate e straziate “Famm ‘a grazia, famm’a grazia! Core’e mamma!” Il piccolo prescelto estraeva un numero e tanta era l’attesa fin quando non veniva pronunciato dall’usciere. E via…  “ a ogni numero il popolo applicava la sua spiegazione ricavata dalla Smorfia , o da quella leggenda popolare che si propaga senza libri, senza figurine. Ed erano scoppi di risa, grassi scherzi, erano interiezioni di paura  o di speranza: il tutto accompagnato da un clamore sordo, come se fosse il coro in minore di quella tempesta…”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Due..la bambina!&#8230;.la lettera!  Famm arrivà sta lettera, Signore!&#8230;&#8230;Cinque!&#8230;..La mano! ….in faccia a chi mi vo’ male!&#8230;Otto…otto!&#8230;..A’ MARONNNA! A’ MARONNNA! A’ MARONNNA!”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“I cabalisti, quelli non parlavano, non guardavano nemmeno i giri dell’urna: per essi non esisteva il bimbo innocente, né il senso dei numeri, né il giro lento o vivace della grande urna metallica: per essi esisteva solo la Cabala, la Cabala  oscura e pur limpidissima, la gran fatalità, dominante, imperante, che sa tutto, che può tutto e tutto fa, senza che niun potere, umano o divino, vi si possa opporre. Essi solo tacevano, pensosi, concentrati, anzi disdegnosi di quella forte gazzarra popolare, assorti in un mondo spirituale, mistico, aspettando con una profonda sicurezza….”.</span><span style="color: #000000;">In una crescente e contagiosa sovreccitazione, le donne stringevano i figli così forte da farli impallidire e piangere. Osannato, implorato, benedetto dal popolo che smaniava tra invocazioni e rituali superstiziosi in attesa dei numeri, alla fine delle estrazioni sfortunate il bimbo bendato veniva deplorato, era investito da urla d’ indignazione, da bestemmie, lamenti, esclamazioni colleriche e dolorose. Tutti avevano sperato in un magico terno, “un terno secco, speranza e amore del popolo napoletano, speranza e desiderio di tutti i giocatori, da quelli accaniti a quelli che giuocano una sola volta, per caso: il terno, parola fondamentale di tutti quei desideri, di tutti quei bisogni, di tutte quelle necessità, di tutte quelle miserie.”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Maledetti la mala sorte, il Lotto, il governo, il serragliuolo dalla mano disgraziata, non restava che fissare il tabellone con i numeri estratti, andare via adirati, delusi, scontenti, disperati, senza nemmeno la forza di pensare e parlare, estintasi in quel delirio collettivo. “Rimanevano i cabalisti per discutere fra loro, come tanti filosofi, come tanti loici, sempre concentrati nell’alta matematica del lotto, dove vivono le figure, le cadenze, le triple, la ragione algebrica del quadrato maltese e le immortali elucubrazioni di Rutilio Benincasa.” ( da Il paese di Cuccagna” di Matilde Serao). E immagino quell’orfanello, stordito e violato nella sua innocenza da tanta urlata disperazione, da aspettative e speranze  deluse, dall’incontenibile follia  popolare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/tombola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2738" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/tombola-300x223.jpg" alt="tombola" width="300" height="223" /></a>Quando nel 1734 una legge vietò il gioco d’azzardo durante le feste natalizie, i napoletani s’ingegnarono e  pensarono bene di inventare la tombola, una sorta di gioco del lotto da giocare  in casa e in famiglia. Ai novanta numeri, che vengono prima mescolati con maestria, poi estratti dal panariello e posizionati su un tabellone, viene associato un significato, declamato con mimica teatrale dal “banditore”. Ogni giocatore compra le cartelle e il ricavato viene distribuito in cinque premi. Ogni cartella ha 15 numeri distribuiti per cinque  su tre righe e bisogna coprire quelli estratti facendo ambo ( coppia di numeri sulla stessa riga), terno, quaterna e cinquina, alla fine tombola se si riesce a coprire tutti i numeri della cartella. A volte si prevede un tombolino se non anche un tombolicchio, un piccolo premio di consolazione per chi fa la seconda-terza tombola.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/femminiello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2736" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2020/12/femminiello-300x225.jpg" alt="femminiello" width="300" height="225" /></a>Famosissima è anche la tombolata dei femminièlle nei quartieri spagnoli di Napoli, espressione di autentica e spontanea teatralità popolare, cui partecipano solo donne e femminielli, mentre gli uomini possono assistervi in disparte e in silenzio . <strong><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Femminiello" target="_blank">O’ femminièllo, o femminèlla</a></span></strong>, è una figura riconosciuta e rispettata nella tradizione popolare, cui si demandano  rituali folkloristici e una sorta di posizione privilegiata nel tessuto sociale  in quanto ritenuto beneaugurante, portafortuna vivente, tant’è che gli si mettono subito in braccio i nuovi nati. Il femminiello estrae i numeri della tombola e ne pronuncia solo il significato e via via li concatena tra loro con abilità affabulatoria creando, recitando e mimando una storia improvvisata e ricca di pungenti allusioni, volgari doppisensi, acuta  ironia in un’escalation di  salaci e travolgenti battute.   </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ancor oggi nelle tombolate ( purtroppo a distanza) le figure tratte dalla Smorfia napoletana rivivono in interpretazioni originali, in un divertente girotondo di  personaggi, leggende, usanze, detti popolari e allegorie sessuali.</span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2012/12/19/la-tombola-napoletana/" target="_blank">La tombola napoletana</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2013/02/25/le-anime-pezzentelle-del-cimitero-delle-fontanelle-di-napoli/" target="_blank">Le anime pezzentelle del Cimitero delle Fontanelle di Napoli</a></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.skipblog.it/2012/12/10/lu-munaciello/" target="_blank">Lu munaciello</a></strong></span></p>
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		<title>Il presepe napoletano  come  porta rituale tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 05:00:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/Benevento-Giacomo-maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1690" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/Benevento-Giacomo-maestri-in-mostra-225x300.jpg" alt="Benevento Giacomo -maestri in mostra" width="225" height="300" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il presepe è la rappresentazione tangibile e visibile della tradizione, non solo come devozione per il Salvatore , ma anche come espressione di tutti i simboli del codice onirico della tradizione (quali il ponte, il pozzo, la fontana, il mulino, il fiume, l’osteria)  vissuti da personaggi tipici di leggende, credenze, superstizioni popolari in una commistione di sacro e profano, magia e religione.                              </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Tra i personaggi del presepe napoletano c’erano figure un po’ tetre, alcune demoniache, ritenute depositarie di messaggi terrificanti e perciò, probabilmente, pian piano sono scomparse ma sopravvivono nella costante presenza del pozzo, del ponte e dell’acqua.” (da<strong><span style="color: #800000;"> <a title="La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi in skipblog.it" href=" http://www.skipblog.it/2012/12/27/la-storia-infinita-del-presepe-napoletano-i-tetri-personaggi-del-presepe-ormai-scomparsi/"><span style="color: #800000;">“La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi” in skipblog.it</span></a></span></strong>)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tant’è che il presepe non è mai collocato in camera da letto e viene <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/pungitopo-1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1691" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/pungitopo-1-150x150.jpg" alt="pungitopo (1)" width="150" height="150" /></a>circondato da erbe magiche, che allontanano esseri maligni, quali la mortella, il muschio, il pungitopo, il rosmarino e il vepere (arbusto spinoso detto “restina” utilizzato nelle composizioni floreali) e a fine allestimento è irrorato da  incenso. Gesti rituali che sospendono il tempo quotidiano e fanno coesistere passato e presente, demoni e santi quasi in una  funzione  che esorcizza il male e gli spiriti della morte, perciò si potrà trovare un presepe   anche nelle cripte cimiteriali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"> Napoli è simbiosi di vita e di morte, entrambe celebrate e consacrate attraverso funzioni, devozioni e rituali  che confluiscono nel radicato culto dei morti e il presepe napoletano  è una porta rituale tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/12/natività-ulderico-pinfildi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-203" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2012/12/natività-ulderico-pinfildi-300x224.jpg" alt="natività -ulderico pinfildi" width="300" height="224" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"> La morte è rappresentata dalla farina, dal mulino, dagli orientali e dall’uomo sulla scala che raccoglie fichi. Nel presepe però compaiono spesso i <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/questuante-maestri-in-mostra.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1692" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/questuante-maestri-in-mostra-224x300.jpg" alt="questuante-maestri-in-mostra" width="224" height="300" /></a>mendicanti, i poveri, gli storpi, i ciechi che patiscono stenti, fame e privazioni nei quali prendono forma le anime “pezzentelle” (dal latino petere  che significa chiedere), anime che chiedono  ai vivi una preghiera e i vivi, in cambio di un favore, pregano per queste anime abbandonate del purgatorio che fanno da tramite tra la vita terrena e quella ultraterrena. Il limite tra la fede – tradizioni popolari e la superstizione è sottile, ma i devoti sentono più vicini a loro le anime pezzentelle di umili origini nelle quali ritrovano comuni miserie, sofferenze e solitudini. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche i bambini, che da poco hanno lasciato il limbo prenatale  e sono  più vicini degli adulti al mondo infero di provenienza, sono da considerarsi creature bisognose. Le offerte di dolci e di doni alimentari ai poveri e ai bambini durante le feste natalizie in fondo sono come offerte funerarie e non  a caso i mendicanti chiedendo l’elemosina spesso dicono “<em>refrisc</em> &#8216;e ll&#8217;<em>anime</em> d&#8217;o <em>priatorio oppure </em> facite bene ‘e ll&#8217;<em>anime</em> d&#8217;o <em>priatorio</em>”(fate bene all’anime del Purgatorio) .</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/01/maestri-in-mostra-1-3a-edizione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-223" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/01/maestri-in-mostra-1-3a-edizione-199x300.jpg" alt="maestri in mostra 1- 3a edizione" width="199" height="300" /></a>I questuanti compaiono nel presepe perché , secondo un’antica credenza napoletana, i morti vagano sulla terra dal 2 novembre al 6 gennaio, per poi tornare nell’oltretomba. Per questa ragione tanto tempo fa  in alcuni presepi  il 17 gennaio si toglievano  dalla grotta  i personaggi della Natività e vi si mettevano le figurine delle anime purganti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche la costante presenza delle pecore implica un collegamento con gli inferi. Nella favola di Mamma Sirena ( vedi<strong> <span style="color: #800000;"><a title="La storia infinita del presepe napoletano: i tetri personaggi del presepe, ormai scomparsi in skipblog.it" href=" http://www.skipblog.it/2012/12/27/la-storia-infinita-del-presepe-napoletano-i-tetri-personaggi-del-presepe-ormai-scomparsi/"><span style="color: #800000;">qui</span></a></span></strong>) il protagonista canta presso il  mare per  fare tornare la sorella prigioniera negli abissi. Le pecore che mangiano le perle che cadono dai capelli della fanciulla, acquistano il potere  di vaticinio riuscendo a svelare misteri e fare oracoli.  Anche nel cunto di Aniello e Anella del Basile, per effetto di un’acqua sorgiva, il protagonista diviene agnello e può  entrare in contatto col mondo sotterraneo  e acquistare capacità divinatorie. In fondo spesso nelle antiche  ninne nanne meridionali si parla di pecorelle sbranate da lupi, e la loro melodia è come quella delle lamentazioni funerarie proprio perché il sonno  indotto dalla ninna nanna è associato al sonno eterno della morte. Le pecore sono quindi o le anime dei morti dotate di poteri oracolari, o rappresentano bambini o defunti che rischiano di smarrirsi nelle tenebre degli inferi e infatti   antiche divinità dei defunti appaiono con bastoni pastorali e con la testa di cane, come custodi e guida delle anime. Secondo l’antica tradizione presepiale i due carabinieri o le sentinelle  non sarebbero altro che gli angeli carcerieri  che vigilano sulle  anime purganti rappresentate dalle prigioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Pietas  e culto  dei morti  sono radicati nella devozione popolare per le anime pezzentelle, praticata nel cimitero delle Fontanelle  nell’antico  quartiere della Sanità (<strong><span style="color: #800000;"><a title="Le anime pezzentelle del Cimitero delle Fontanelle di Napoli in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/02/25/le-anime-pezzentelle-del-cimitero-delle-fontanelle-di-napoli/"><span style="color: #800000;">qui</span></a></span></strong>) e negli ipogei , di <strong><span style="color: #800000;"><a title="Ipogeo di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in incampania.com" href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?Menu_ID=205&amp;Sub_ID=221&amp;Info_ID=4544"><span style="color: #800000;">Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco </span></a></span></strong>in via dei Tribunali, di sant’Agostino alla Zecca  e di san Pietro ad Aram. La  schiera delle più famose anime  purganti che per lungo tempo hanno vissuto e vivono nelle credenze popolari – come ricorda il più grande esperto delle tradizioni e della cultura napoletana, cioè  Roberto De Simone -annovera  Stefania, Lucia, monache e monaci, soldati , marinai e carabinieri,  coppie di  giovani  (Mario e Renato in sant’Agostino alla Zecca, Alfonsino e Ninuccio in Santa Maria delle Anime del Purgatorio), e ancora, nel cimitero delle Fontanelle, i due sposi  dipinti nelle catacombe di San Gaudioso, Concetta la lavandaia, Zi’ Pascale ‘o lucandiere, i  quattro bambini uccisi Peppeniello, Rituccia, Antonietta e Papiluccio, il dottor Giordano e D’Ambrosio, Pascale o’ marucchino, Luciella a’ zingara, mendicanti ciechi, la  monaca  uccisa, Zì Taniello ‘o farenaro, Zì Giustina ‘a pustiera, o’ Capitano e infine  nell’ipogeo di San Pietro ad Aram la lavandaia Candida, la monaca Lucrezia, la zingara Lucia, il pescatore dai capelli rossi, marinai e soldati, i due carabinieri i giovani Marettiello e Gennariniello, i due giudici sconosciuti e la famosa – aprite bene gli occhi- Maria ‘a purpettara (Maria che cucina le polpette), un’ostessa che puniva i mariti infedeli apparendo in  sogno con polpette avvelenate che causavano dolori simili alle doglie.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/anima-pezzentella-presepe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1693" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/anima-pezzentella-presepe-150x150.jpg" alt="anima pezzentella presepe" width="150" height="150" /></a>Tante anime pezzentelle, a volte lambite da fiammelle,  che sembrano darsi appuntamento   nel presepe “In conclusione, dalla frequente ricorrenza di medesimi personaggi che compaiono sia come figurine presepiali sia come immagini di defunti ritualizzati, si può individuare la presenza di un unico tessuto religioso di tipo animistico, composto da elementi archetipali che sembrerebbero riferirsi ad antiche divinità infere” (da “ il Presepe popolare napoletano” di Roberto De Simone)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel presepe napoletano si riproduce  anche questo mondo sommerso con il quale,  tra storia e leggende, fede e superstizione, i napoletani  si conciliano sia  per esorcizzare la paura della morte, sia  per accogliere  le anime purganti che lasciano intravedere non solo il destino dell’umanità  di sempre, ma anche una speranza di redenzione dei vivi e dei morti per scattare in avanti nella vita terrena e ultraterrena.</span></p>
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<p><strong><span style="color: #800000;"> </span></strong></p>
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		<title>Personaggi del presepe: gli angeli e Benino</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jan 2014 11:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete mai notato nei presepi quelli che Rainer Maria Rilke definì “i quasi mortali uccelli dell’anima?” E di fatto svolazzano in gruppo, a volte vegliano solitari. Sono gli angeli, sospesi in una sorta di vortice celeste sulla Natività. &#160; &#160; &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2014/01/05/personaggi-del-presepe-gli-angeli-e-benino/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Avete mai notato nei presepi quelli che Rainer Maria Rilke definì “<strong><span style="color: #800000;"><a title="quasi mortali uccelli dell’anima in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/04/16/quasi-mortali-uccelli-dellanima/"><span style="color: #800000;">i quasi mortali uccelli dell’anima?</span></a></span></strong>” E di fatto svolazzano in gruppo, a volte vegliano solitari. Sono gli angeli, sospesi in una sorta di vortice celeste sulla Natività.</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/angelo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1677" alt="angelo" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/angelo-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
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<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/angelo-gloria-del-padre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1678" alt="angelo gloria del padre" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/angelo-gloria-del-padre-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a> <span style="color: #000000;">La tradizione detta uno schema canonico sia per la posizione che per le vesti di questi personaggi del presepe. L’angelo centrale, che reca il cartiglio “Gloria in excelsis Deo” è “la Gloria del Padre” e indossa una veste giallo- dorata. Alla sua destra si colloca  l’angelo  di bianco vestito con l’incensiere in mano detto “la gloria del Figlio”. Completa la triade “la gloria dello Spirito Santo” , l’angelo di rosso vestito che suona la tromba e  rappresenta il soffio divino. A questi se ne possono aggiungere altri due con  le vesti azzurra o verde: uno con il tamburo canta l’osanna del popolo e per par condicio  l’altro, con i piatti metallici,  si cimenta nell’ osanna del re e del papa, cioè del potere politico e religioso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Agli angeli dell’ annunzio  si collega Benino, il pastorello dormiente che non manca mai nel presepe napoletano e lo sogna.  Di regola è sopra  il gruppo della Natività: “simboleggia il<a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/presepe-marcello-aversa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1679" alt="presepe marcello aversa" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2014/01/presepe-marcello-aversa-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a> cammino esoterico verso la grotta, il percorso in discesa attraverso il sogno, il viaggio compiuto da un giovinetto, da una guida iniziatica, da un bambino. In base a questa raffigurazione il senso del Natale è comprensibile solo mediante un viaggio onirico effettuato con la guida di un animo visionario che sprofonda nel mondo della conoscenza. da “Il presepe popolare napoletano” di <span style="color: #800000;"><strong><a title="Roberto De Simone in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_De_Simone"><span style="color: #800000;">Roberto De Simone</span></a></strong></span>)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla fine del viaggio, superate le paure e  le varie tappe, questo personaggio può identificarsi nel pastore della meraviglia, presso la Natività, che accecato dalla rivelazione, non trova parole per esprimerla e si abbandona a un muto senso di stupore. </span></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Articoli correlati:</span></strong></p>
<p><a title="i re magi in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2014/01/03/i-re-magi/?trashed=1&amp;ids=3754"><strong><span style="color: #800000;">I Re Magi</span></strong></a></p>
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		<title>Vischiosi auguri di Buon Anno</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Dec 2013 20:18:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Il vischio è una pianta particolare, alla quale sin dall&#8217;antichità si attribuivano magici poteri . Questo sempreverde semiparassita nasce su rami e tronchi di altre piante, qualora le sue  bacche vi cadano dentro, e cresce volentieri su alberi da &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/12/27/vischiosi-auguri-di-buon-anno/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>I<span style="color: #000000;">l vischio è una pianta particolare, alla quale sin dall&#8217;antichità si attribuivano magici poteri .<a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/12/vischio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1657" alt="vischio" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/12/vischio-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a> Questo sempreverde semiparassita nasce su rami e tronchi di altre piante, qualora le sue  bacche vi cadano dentro, e cresce volentieri su alberi da frutto ma anche su querce, pioppi, tigli e olmi . Secondo la tradizione il vischio, appeso alla porta di casa, è il simbolo di un potente mix beneaugurante di fecondità, longevità e fortuna, di cui si trova traccia in numerose leggende.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Una di queste narra del dio Baldr, figlio di Odino e della dea Frigg, un giovane forte, buono e benvoluto da tutti, ma angosciato da presagi di morte. Sua madre fece quindi giurare al popolo, agli animali, alle piante, ai minerali e agli  elementi di non nuocere a Baldr. Da allora gli dei si divertirono a lanciargli per gioco oggetti e frecce per dimostrarne l&#8217;invulnerabilità. Loki, dio del disordine mosso da invidia, si trasformò in ancella di Frigg e con l&#8217;inganno seppe  che la dea non aveva fatto giurare il giovane ed inoffensivo vischio. Loki si procurò quindi  un ramo di vischio, ne fece una freccia , la diede a Hoder, fratello cieco di Baldr, e guidò la sua mano per consentirgli di partecipare al gioco e uccidere, a sua insaputa,  Baldr. Frigg pianse amaramente la morte del figlio e le sue lacrime, a contatto col vischio, si trasformarono in perle . Secondo una versione della leggenda, l&#8217;amore suo, di tutte le creature e degli dei, escluso il perfido Loki che dopo varie peripezie  fu smascherato,  riportò in vita Baldr.  La dea Frigg  dichiarò sacro il vischio e di qui l&#8217;auspicio di  buona fortuna per coloro che, passando sotto i suoi rami, ricordano con un bacio il ritorno alla vita del dio nordico, il trionfo del Bene sul Male.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/12/druidi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1658" alt="druidi" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/12/druidi-185x300.jpg" width="185" height="300" /></a>Anche per i celti il vischio, che non aveva bisogno di radici in terra, era una pianta sacra . Se cresceva su una quercia poteva dare forza e vigore, rendere  fertili e guarire da ogni male. Nel sesto giorno dopo il solstizio d&#8217;inverno solo i druidi, di bianco vestiti , potevano tagliarlo con un falcetto d&#8217;oro per adagiarlo su teli bianchi,  dopo avere fatto un sacrificio ai piedi dell&#8217;albero. Anche Plinio il Vecchio, naturalista romano del I secolo d. C, in Naturalis Historia  afferma: ”&#8230;i druidi non avevano nulla di più sacro del vischio e dell&#8217;albero che lo porta, purchè sia una quercia, e che tutto ciò che spunta su quell&#8217;albero  è  inviato dal cielo&#8230;”</span><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oggi la tradizione lo privilegia come decorazione natalizia e festoso respingente di  fulmini e di mala sorte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Finalmente  l&#8217;appiccicoso 2013 sta per finire, mi invischio volentieri  in una foresta di vischiosi auguri per un Felice  Anno Nuovo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">Buona fine e buon inizio a tutti ! <img src="https://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La notte di San Giovanni</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jun 2013 17:21:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; La notte di San Giovanni  è nota per gli antichi riti propiziatori di inizio stagione che si svolgevano  in occasione del solstizio d’estate al quale veniva attribuiva il connubio di sole e luna e il conseguente riversamento sulla terra &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/06/23/la-notte-di-san-giovanni/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/notte_san_giovanni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1085" alt="notte_san_giovanni" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/notte_san_giovanni.jpg" width="320" height="240" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">La notte di San Giovanni  è nota per gli antichi riti propiziatori di inizio stagione che si svolgevano  in occasione del solstizio d’estate al quale veniva attribuiva il connubio di sole e luna e il conseguente riversamento sulla terra di grandi energie benefiche. Nella stessa  notte  però  le streghe (in napoletano dette anche janare da ianua- porta-  perché passavano invisibilmente sotto le porte oppure da Diana) confluivano a Benevento  da ogni parte per il grande Sabba. Le forze del bene e del male festeggiavano rispettivamente la  luce e l’ ombra  del ciclo della vita,  intersecandosi in antiche credenze popolari e tradizioni della civiltà contadina.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La  rugiada di questa magica notte difendeva la persona da ogni male e corruzione e le  erbe bagnate dalla rugiada potenziavano le loro proprietà terapeutiche e magiche. Infatti veniva  preparata l’acqua di San Giovanni utilizzando  foglie e fiori di lavanda, iperico mentuccia, ruta e rosmarino che, messi  in un catino pieno d’acqua, erano lasciati all’aperto per tutta la notte. Il giorno dopo le  donne si lavavano con quest’acqua per diventare più belle e preservarsi dalle malattie. Oltre all’acqua si ricorreva  al fuoco, accendendo falò propiziatori e purificatori, per ingraziarsi la benevolenza del sole affinchè rallentasse idealmente  la discesa e continuasse ad irrorare la terra con la sua energia o per allontanare malasorte, avversità, malefici di spiriti maligni e streghe vaganti in cerca di erbe ( spesso si bruciava  un fantoccio di paglia o si facevano  rotolare ruote di fascine lungo i pendii). Nella mattina del 24 giugno i contadini, che possedevano  alberi di noce, intrecciavano spighe di orzo e avena da legare ai tronchi degli alberi per poter garantirsi frutti buoni e  abbondanti. Invece   24 spighe di grano, conservate per tutto l’anno, fungevano   da amuleto contro le avversità.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Tutt’oggi a San Giovanni si prepara il nocino con noci,  racchiuse nel mallo verde, messe a macerare nell’alcool per circa un mese e mezzo. Poi si strizzano i frutti, si cambia e si zucchera l’alcool, che viene travasato in bottiglioni esposti all’aperto, dopo essere stato filtrato più volte con garze sottili. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> In  questa notte si svolgevano  anche forme di divinazione. Per esempio dall’albume d’uovo, coperto d’acqua ed esposto alla rugiada della notte, si traevano auspici sul futuro, anche sentimentale, o dalla forma che assumeva il  piombo fuso e versato nell’acqua, si facevano  previsioni  sul mestiere del futuro marito. E altri riti praticati nella “notte che  parla d’Amore”sono splendidamente descritti dalla <strong><span style="color: #993300;"><a title="San Giovanni: Stanotte sarà la Notte più Magica dell’Anno in placidasignora.com" href="http://www.placidasignora.com/2009/06/23/stanotte-sara-la-notte-piu-magica-dellanno/#comment-96300"><span style="color: #993300;">Placida Signora del web</span></a></span></strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Una curiosità: a San Giovanni molti mangiano le lumache, per preservarsi  dalla sfortuna e eventuali tradimenti amorosi. La lumaca è considerata un simbolo lunare  di rigenerazione periodica, rappresentata dalle  sue antenne  che si distendono e si ritirano come la luna che appare e scompare nel suo ciclo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Ma preferisco ricordare la notte di San Giovanni con  i versi  tratti da <b><i>Sogno di una notte di mezza estate</i></b> di Shakespeare</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La tua virtù è la mia sicurezza. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em id="__mceDel"> E allora non è notte se ti guardo in volto,<br />
e perciò non mi par di andar nel buio,<br />
e nel bosco non manco compagnia.<br />
Perchè per me tu sei l&#8217;intero mondo.<br />
E come posso dire di esser sola se tutto il mondo è qui che mi contempla?</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Intanto auguri a tutti i Giovanni e Giovanne e attenzione alle streghe!  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f609.png" alt="&#x1f609;" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Articoli correlati:</strong></span></p>
<p><a title="il nocillo (nocino) in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/06/16/il-nocillo-nocino/"><span style="color: #993300;"><strong>Il nocillo (nocino)</strong></span></a></p>
<p><a title="le erbe di San Giovanni:l' iperico in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/06/17/le-erbe-di-san-giovanni-liperico/"><span style="color: #993300;"><strong>Le erbe di San Giovanni: l&#8217;iperico</strong></span></a></p>
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		<item>
		<title>Le erbe di San Giovanni:  l’iperico</title>
		<link>https://www.skipblog.it/2013/06/17/le-erbe-di-san-giovanni-liperico/</link>
		<comments>https://www.skipblog.it/2013/06/17/le-erbe-di-san-giovanni-liperico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 20:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>
		<category><![CDATA[erbe]]></category>
		<category><![CDATA[iperico]]></category>
		<category><![CDATA[notte di mezza estate]]></category>
		<category><![CDATA[notte di San Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[riti propiziatori]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Nella magica notte di San Giovanni  tutto è possibile, reale ed immaginario, spazio e tempo  si confondono e le erbe assumono miracolose proprietà poiché il sodalizio tra il Sole  e la Luna, rispettivamente fuoco ed acqua, fa  sì che  &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/06/17/le-erbe-di-san-giovanni-liperico/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/giardino-dei-semplici.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1069" alt="giardino dei semplici" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/giardino-dei-semplici-238x300.jpg" width="238" height="300" /></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella magica notte di San Giovanni  tutto è possibile, reale ed immaginario, spazio e tempo  si confondono e le erbe assumono miracolose proprietà poiché il sodalizio tra il Sole  e la Luna, rispettivamente fuoco ed acqua, fa  sì che  la rugiada notturna  ne accresca le proprietà curative. In  passato gli esperti  conoscitori di erbe e di fiori  uscivano per raccoglierle durante la notte di mezza estate:  i monaci , antichi erboristi, selezionavano le “erbe  dei semplici” per preparare infusi, decotti, unguenti con i quali potevano poi curare i bisognosi;  le streghe e gli stregoni  si riunivano da ogni dove, accendevano grandi falò nei quali bruciavano le erbe, i cui resti servivano per preparare pozioni ed intrugli,  e nell’inquieta ed inquietante  notte del Sabba  si  mettevano in contatto con le forze oscure abbandonandosi  a  danze lascive.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">  Le forze del bene e del male  festeggiavano la luce e l’ombra del ciclo della vita, intersecandosi in antiche credenze popolari e tradizioni della civiltà contadina, e  sacro e profano si intrecciavano in riti propiziatori. Infatti sul sagrato delle chiese, dedicate al santo, si svolgeva la fiera delle erbe dette appunto di San Giovanni  quali  iperico, lavanda, detta  spiga di San Giovanni, verbena, menta, nota come  erba santa, rosmarino. Tra queste  un particolare primato spettava all’iperico, noto come scacciadiavoli e, per par condicio, scacciadiavolesse.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La pianta fu dedicata a San Giovanni  Battista  in quanto si credeva che l’olio rosso, <a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/iperico.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-1070" alt="iperico" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/iperico-201x300.jpg" width="201" height="300" /></span></a>prodotto dalle foglie e dai fiori (ipericina),  fosse il sangue del santo che, secondo una  leggenda, fermò diaboliche  legioni al galoppo cosicchè l’assatanato Satana perforò la pianta. Di questa vendetta  l’iperico porta traccia nei  piccoli fori  presenti sulle foglie.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Durante i riti propiziatori  del solstizio d’estate  anche i contadini danzavano intorno ai falò, indossando corone di iperico e lanciandone  rametti con la speranza di ottenere  un buon raccolto , un sano bestiame  ed una casa integra, in quanto pare che l’iperico allontanasse non solo demoni , malefici e sterilità  ma anche i fulmini.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<h4><span style="color: #000000;">Alcuni indossavano un mazzetto di fiori di iperico sotto le vesti  per   sbirciare  di nascosto gli  esseri demoniaci che comparivano nel buio, o per avere buona sorte durante i tornei  tra  cavalieri o ancora , durante la Grande Guerra, per  allontanare le malvagie intenzioni di violenza  a discapito delle donne. Pare che questa pianta fosse governata da Marte  e quindi   potesse sconfiggere  le insidiose possessioni diaboliche e curare i mali dell’anima come  l’isteria, la tristezza , la malinconia, l’insonnia, l’ansia.</span></h4>
<h4></h4>
<h4><span style="color: #000000;"> Zompettando tra usi e costumi, erbe e falò  aspettiamo la  magica notte di mezza estate.</span></h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il nocillo (nocino)</title>
		<link>https://www.skipblog.it/2013/06/16/il-nocillo-nocino/</link>
		<comments>https://www.skipblog.it/2013/06/16/il-nocillo-nocino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 10:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[nocillo]]></category>
		<category><![CDATA[nocino]]></category>
		<category><![CDATA[notte di San Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni gastronomiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Sin dall’antichità in Campania si producevano noci, come risulta documentato da resti carbonizzati di noce, ritrovati nella Casa di Argo ad Ercolano, e dai dipinti della Villa dei Misteri a Pompei . Esse sono un prodotto tipico di Sorrento: a &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/06/16/il-nocillo-nocino/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/nocillo-di-campania.jpg"><span style="color: #000000;"></span></a></p>
<h4><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/nocillo-di-campania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1061" alt="nocillo-di-campania" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/06/nocillo-di-campania.jpg" width="232" height="154" /></a>Sin dall’antichità in Campania si producevano noci, come risulta documentato da resti carbonizzati di noce, ritrovati nella Casa di Argo ad Ercolano, e dai dipinti della Villa dei Misteri a Pompei . Esse sono un prodotto tipico di Sorrento: a tutt’oggi in molti giardini o aranceti spicca un maestoso noce, oltre a una pianta di alloro. In passato si credeva che tagliarlo portasse male, sia perchè i frutti erano considerati una  riserva alimentare preziosa per l’inverno, sia perchè l’albero assumeva un significato propiziatorio (la noce è simbolo di fecondità) o inerente l’ occulto in quanto sui suoi rami si appollaiavano le streghe.</h4>
<h4></h4>
<h4> Ancor oggi nella penisola sorrentina è diffusa l’usanza di preparare il nocino in casa nella notte di San Giovanni (24 giugno) o a fine giugno, quando le noci sono ancora tenere, acerbe, poco legnose e quindi aromatizzano l’ alcool. Questo liquore, dal sapore intenso e corposo, può essere centellinato a fine pasto come digestivo oppure se ne può versare qualche goccia fredda anche sul gelato alla crema o alla panna.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4></h4>
<h4> <span style="color: #800000;"><strong>Ingredienti:</strong></span></h4>
<h4></h4>
<ul>
<li>
<h4> 1 litro di alcool</h4>
</li>
<li>
<h4>13 noci verdi col mallo</h4>
</li>
<li>
<h4>13 chicchi di caffè tostato</h4>
</li>
<li>
<h4>13 chicchi di caffè crudo</h4>
</li>
<li>
<h4>un bastoncino di cannella</h4>
</li>
<li>
<h4>3-4 chiodi di garofano</h4>
</li>
<li>
<h4>una noce moscata</h4>
</li>
</ul>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4>Pulire bene le noci col mallo e tagliarle in quarti. Schiacciare un po’ la noce moscata , servendosi di un martello, se necessario . Mettere tutti gli ingredienti in un barattolo di vetro, con una larga apertura, e chiudere bene con un coperchio. Lasciarlo all’ aperto per 40 giorni e 40 notti, agitandolo un po’ di tanto in tanto. Si possono trovare varianti sulla conservazione del nocino. Alcuni dicono che debba macerare al buio. Per altri il nocino deve essere esposto all’ aperto per catturare i raggi del sole di giorno e il chiarore  lunare di notte, come diceva <strong><span style="color: #800000;"><a title="la signora Gioconda in skipblog.it" href="http://www.skipblog.it/2013/04/08/la-signora-gioconda/"><span style="color: #800000;">mia nonna</span></a></span></strong>.</h4>
<h4></h4>
<h4>Al termine dei 40 giorni filtrare più volte con garze sottili di lino finchè non ci sono più residui degli ingredienti. In alternativa al lino si può utilizzare un colino con il fondo a retina sottile, o foderato con un po’ di carta assorbente da cucina.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4></h4>
<h4> <span style="color: #800000;"><strong>Ingredienti per lo  sciroppo</strong> </span></h4>
<h4></h4>
<ul>
<li>
<h4>mezzo litro di acqua</h4>
</li>
<li>
<h4>300g di zucchero</h4>
</li>
<li>
<h4>buccia sottile di un limone verde</h4>
</li>
</ul>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4> Per addolcire e diluire il nocino, preparare lo sciroppo con mezzo litro di acqua , 300 grammi di zucchero e la buccia sottile di un limone verde. Versare gli ingredienti in un pentolino sul fuoco, mescolare per fare sciogliere lo zucchero nell’acqua e spegnere non appena inizia a bollire. Aggiungere lo sciroppo freddo al nocino. Imbottigliare e lasciar riposare per altri 40 giorni prima di gustarlo.</h4>
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		<title>Sono Portentosi Questi Romani (2766 ° Natale di Roma)</title>
		<link>https://www.skipblog.it/2013/04/21/sono-portentosi-questi-romani-2766-natale-di-roma/</link>
		<comments>https://www.skipblog.it/2013/04/21/sono-portentosi-questi-romani-2766-natale-di-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 19:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>
		<category><![CDATA[21 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Circo Massimo]]></category>
		<category><![CDATA[corteo storico]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Natale di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi Roma ha festeggiato il suo 2766° anno dalla fondazione che si fa risalire al 21 aprile del 753 a. C , quando  Romolo tracciò il solco del perimetro della città sulle pendici del Palatino. Lo storico Marco Terenzio  Varrone &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/04/21/sono-portentosi-questi-romani-2766-natale-di-roma/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3882.jpg"><img class="size-full wp-image-878 aligncenter" title="SAM_3882" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3882.jpg" alt="" width="296" height="448" /></a></p>
<p>Oggi<span style="color: #000000;"> Roma ha festeggiato il suo 2766° anno dalla fondazione che si fa risalire al 21 aprile del 753 a. C , quando  Romolo tracciò il solco del perimetro della città sulle pendici del Palatino. Lo storico Marco Terenzio  Varrone e l’astrologo Lucio Taruzio furono i primi a definire approssimativamente  le origini della città, che però in seguito si fecero coincidere con i festeggiamenti dei <span style="color: #800000;"><strong><a title="Palilie in wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palilie"><span style="color: #800000;">Palilia</span></a></strong></span> del 21 aprile. Tra storia e leggenda per secoli si è festeggiato il Natale di Roma, caduto in disuso dopo il crollo dell’Impero , recuperato poi dalla breve  Repubblica Romana del Risorgimento e dal fascismo. </span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3842.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-880" title="SAM_3842" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3842.jpg" alt="" width="448" height="322" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche quest’anno  una serie di mostre, visite guidate, manifestazioni e spettacoli serali  sul Natale di Roma  hanno voluto rendere omaggio alla Città eterna.</span><span style="color: #000000;"> Non potevo perdermi il corteo di ben 2000 figuranti di oltre sessanta  associazioni,  provenienti da 12 paesi europei, che  hanno rievocato e fatto rivivere i fasti della Roma imperiale.  Centurioni  e soldati di ogni parte del vasto Impero Romano, matrone, cortigiane, danzatrici, vestali, la dea Roma, sacerdoti, senatori, pretoriani, gladiatori si sono riuniti nel Circo Massimo per attraversare la città passando davanti   al Colosseo. </span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_37831.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-889" title="SAM_3783" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_37831.jpg" alt="" width="294" height="448" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">L’anno scorso è stato interessante , a mio parere, lo scambio di doni tra  il Gruppo storico romano e  il sindaco Alemanno: il gruppo ricevette  una medaglia del Natale di Roma, dedicata  alla battaglia di Ponte Milvio di circa 1700 anni fa, e offrì al  sindaco ampolle piene d’acqua dei fiumi e dei mari d’ Italia e di  terra dei luoghi più significativi della penisola.  Quest’anno ha ricevuto una medaglia dal Presidente della Repubblica per la meritevole rievocazione storica  che, attraverso una fedele riproduzione  di  usi e costumi,   coinvolge gente di varia età e provenienza per  celebrare  Roma , caput mundi.  Oggi ci basta riconoscerla capitale d’Italia e centro delle istituzioni repubblicane .</span> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f609.png" alt="&#x1f609;" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/dea-roma1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-882" title="dea roma" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/dea-roma1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/DSCN0690.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-883" title="DSCN0690" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/DSCN0690-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3731.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-884" title="SAM_3731" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3731-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3758.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-885" title="SAM_3758" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3758-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3762.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-886" title="SAM_3762" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3762-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3880.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-887" title="SAM_3880" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3880-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3793.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-890" title="SAM_3793" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3793-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/DSCN03621.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-891" title="DSCN0362" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/DSCN03621-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3801.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-892" title="SAM_3801" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3801-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3813.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-893" title="SAM_3813" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3813-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3854.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-894" title="SAM_3854" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3854-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3858.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-895" title="SAM_3858" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3858-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3875.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-896" title="SAM_3875" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3875-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3742.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-898" title="SAM_3742" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3742-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3728.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-899" title="SAM_3728" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/04/SAM_3728-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Lo struscio : quando la gente elegante correva ai miserere per fare sfoggio di vestimenta.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 14:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<category><![CDATA[giovedì santo]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[settimana santa]]></category>
		<category><![CDATA[struscio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il rituale del giovedì  santo prevede la visita dei  sepolcri, cioè di un numero dispari di chiese, non inferiore a tre.  A  Napoli il giro dei  sepolcri si chiama “struscio”; letteralmente strusciare significa strofinare o trascinare qualcosa per terra, ma &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/03/28/lo-struscio-quando-la-gente-elegante-correva-ai-miserere-per-fare-sfoggio-di-vestimenta/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Il rituale del giovedì  santo prevede la visita dei  sepolcri, cioè di un numero dispari di chiese, non inferiore a tre.  A  Napoli il giro dei  sepolcri si chiama “struscio”; letteralmente strusciare significa strofinare o trascinare qualcosa per terra, ma può anche significare lisciare, adulare. Di qui si pensa che struscio possa significare adulare i santi, in riferimento alle  adorazioni, oppure assumere un altro e più condiviso significato risalente  ai tempi di Fernández Pacheco de Acun͂a, viceré spagnolo nella Napoli del Settecento. Questi  emanò un bando nel 1704 per vietare  la circolazione di carrozze dal mezzogiorno del giovedì  fino al tempo della messa solenne del sabato santo inizialmente per le vie centrali della città, poi solo per via Toledo, la strada principale di Napoli. Qui  la famiglia reale in pompa magna,  con l’intera compagnia delle Real Guardie del Corpo e un corteo di cortigiani al seguito, dopo il vespro del giovedì santo si recava a piedi nelle vicine chiese per visitare i sepolcri. Ben presto i napoletani  considerarono lo struscio  come la festa della primavera  durante la quale non solo i nobili, ma anche i borghesi si esibivano in uno struscio di piedi per terra e di abiti nuovi, eleganti e fruscianti. Lo struscio divenne una sorta di gara di sfarzo tanto che nel 1781 il re Ferdinando IV intervenne per frenarla, come racconta Florio in   “Memorie storiche”.  Infatti in occasione della visita dei sepolcri durante la Settimana Santa  sia “nobili che  moltissimi del ceto civile, erano soliti vestirsi pomposamente  di velluto nero col soprabito ricco di bottoni d’oro e d’argento. Le Dame poi adornate con somma gala, portate dentro ricche sedie indorate a mano (essendo vietate le carrozze) giravano quasi tutte le chiese della città con volanti, servi, paggi, e tutta la loro corte, vestiti con le più  ricche livree, con estremo lusso, e con le teste artificiosamente accomodate. Ed in tal maniera camminavano la città e visitavano i sepolcri in giorni cotanto sacrosanti, dando qualche scandalo piuttosto che edificazione. Fu dunque sovranamente ordinato che andassero semplicemente ornate di veli, e senza scandalo e fu così eseguito.”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il rito dello struscio sopravvisse durante la Repubblica Napoletana del 1799 e  il regno di Ferdinando II (1830-1859), divenendo sempre meno sfarzoso , seppure solenne.  Dopo i Borbone si distinse tra lo struscio del giovedì santo,  aperto al gaudente popolo che si riversava in via Toledo, e quello del venerdì  riservato ai nobili e  ai notabili della città.  Aitanti ed impettiti gentiluomini  indossavano la paglietta, cappello estivo, prontamente  tolta per ossequiare una bella dama che avanzava strusciando le vesti e i piedi . Le instancabili e “nferrùte” (tremende) mammà partenopee, di ogni estrazione sociale, agghindavano le figliole in età da marito e le accompagnavano in un interminabile struscio nella speranza di accasarle.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Oggi per struscio s’intende il  prolungato passeggio, soprattutto serale,  per la via principale di un paese o di una  città, non solo  in occasione di feste. Spesso  i ragazzi passano e spassano per fare bella mostra di sé o conquiste  e non  necessitano più né di onnipresenti mammà , né dei miserere della Settimana Santa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le palme di confetti</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 11:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[usi e costumi]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[confetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenica delle Palme]]></category>
		<category><![CDATA[leggende]]></category>
		<category><![CDATA[palme]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Sorrento]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante una domenica delle Palme  del XVI sec., mentre i sorrentini si avviavano a benedire i rami d’ulivo, le campane risuonarono e diedero l’allarme per la presenza di  navi saracene all’orizzonte, pronte ad assalire la costa per l’ennesima volta. Il &#8230; <a href="https://www.skipblog.it/2013/03/24/le-palme-di-confetti/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Durante una domenica delle Palme  del XVI sec., mentre i sorrentini si avviavano a benedire i rami d’ulivo, le campane risuonarono e diedero l’allarme per la presenza di  navi saracene all’orizzonte, pronte ad assalire la costa per l’ennesima volta. Il prete quindi invitò i presenti a benedire l’ulivo in chiesa, prima di correre a difendersi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un pescatore, fatto il segno della croce,  non partecipò al rito della benedizione, ma  andò sulla spiaggia di Marina Grande. All’ improvviso scoppiò una provvidenziale tempesta che affondò le navi nemiche. Al naufragio sopravvisse soltanto una schiava che, trascinata a riva dalle onde, prima fu tratta in salvo dal pescatore, poi fu accolta dai sorrentini. In segno di gratitudine la giovane  regalò una manciata di  confetti portati dalla sua terra e custoditi in un sacchetto legato al collo.   </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-719" style="color: #333333; font-style: normal;" title="palma confetti 7" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-71-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Da questo gesto di pace e  riconoscenza  sarebbe nata la tradizione delle palme di confetti, bianchi e colorati. Queste sono prodotti dell’artigianato locale e richiedono una complessa lavorazione e una precisa manifattura. Di solito intere famiglie si dedicano a quest’attività, che si svolge perlopiù in casa, e rischia di estinguersi perché è poco redditizia. Da qualche tempo si organizzano corsi per  imparare a creare le palme e mantenere viva la tradizione locale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-720" style="color: #333333; font-style: normal; line-height: 24px;" title="occorrente palme" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/occorrente-palme--300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></span></p>
<div></div>
<p><span style="color: #000000;">Dopo un’attenta selezione, i confetti sono infilati , uno alla volta , in fili di ferro riscaldati che  si lasciano ad asciugare sotto barattoli di vetro per almeno un giorno. Quindi i fili sono poi avvolti in apposite cartine e  infine sono adornati e assemblati  con merletti e foglie di carta in ramoscelli fioriti. Da bambina  ricevevo in regalo un alberello, una sorta di cono di confetti bianchi di varie dimensioni, costellato di confettini argentati…un piccolo e laborioso capolavoro artistico , soppiantato dai più diffusi e variopinti rametti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palme-confetti-5.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-721" title="palme confetti 5" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palme-confetti-5.jpg" alt="" width="448" height="268" /></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alcune composizioni decorative sono invece  create con un’altra tecnica che impiega e flette il midollo bianco della pianta di fico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/midollo-fico.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-722" title="midollo fico" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/midollo-fico.jpg" alt="" width="447" height="336" /></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Di recente si sono organizzati concorsi su “Le palme di confetti” per valorizzare l’arte e l’artigianato femminile, tutelare un’espressione della cultura tradizionale locale, divulgare la memoria di un rito sacro e civile, promuovere economicamente la palma come prodotto tipico locale e trasferire la tecnica produttiva tipica della palma per la realizzazione di altri prodotti con diversa destinazione alla conquista di  mercati più ampi, oltre quello locale e il tempo pasquale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Ecco alcune creazioni!</span></p>
<p><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-4.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-723" title="palma confetti 4" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-724" title="palma confetti 2" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-31.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-727" title="palma confetti 3" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-31-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palme-confetti-9.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-729" title="palme confetti 9" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palme-confetti-9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-11.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-731" title="palma confetti 1" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-8.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-732" title="palma confetti 8" src="http://www.skipblog.it/wp-content/uploads/2013/03/palma-confetti-8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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