Tutti gli uomini a prescindere dall’ estrazione socio- culturale e dalle coordinate spazio-temporali , si trovano prima o poi a confrontarsi con una donna e anche, almeno una volta nella vita, a dovere fronteggiare le ire di una donna. Forse per alcuni sarebbe più semplice destreggiarsi in una mareggiata che in una miriade di scuse e argomentazioni nel tentativo di ammansire la ferina dolce metà che, chissà perché, quando si adira ha una luce diversa negli occhi che la rende più bella e disarmante. Forse alcuni uomini riuscirebbero maggiormente ad orientarsi in una foresta tropicale che nei meandri della mente femminile, incapaci di capire che cosa possano avere mai detto di così grave da provocare un terremoto emotivo o che cosa mai sia stato interpretato come offensivo. Altri potrebbero sostenere fatiche immani di intensi ed estenuanti allenamenti sportivi ma rinuncerebbero a contenere e respingere le continue minacce, più o meno velate, sarcastiche, vendicative di una donna indignata.
Ma come sono le donne? Io le vedo così.
Donne- streghe sensuali e passionali, le più belle del reame che ammiccano da una foto, muse ammalianti del bel canto, della danza e dell’arte, donne disinvolte nella loro bruttezza cui fanno da contrappasso il sarcasmo e l’arguzia. Donne teneramente materne e donne matrigne che in una logica innaturale uccidono o vendono i loro piccoli, che rifuggono o inseguono il desiderio di maternità. Donne senza più lacrime per i figli massacrati o dai grandi occhi scuri, regalmente e dignitosamente mute e scarne in cerca di acqua e di un sostentamento nei deserti; alcune precipitate in fondo al mare, altre mercificate, sbattute su una strada, ma tutte abbagliate dalla stessa mendace promessa di una vita migliore. Donne ancorate alla fede e ai ricordi, mutilate da riti tribali e lapidate dal fanatismo religioso che mai potranno ammutolire i loro pensieri e le loro anime.
Donne alla ricerca di qualcosa o che hanno perso irrimediabilmente qualcosa, tradite dal tempo e sospese tra sogni e realtà, esauste ed entusiaste, sfrenate e disinvolte, fiere della loro ostentata nudità di corpo e di mente, conformiste dell’apparenza che si uniformano a stereotipati canoni estetici e anticonformiste dell’interiorità, donne solari e donne ombra , coraggiose o coraggiosamente vili, rassegnatamente incapaci di decidere e di reagire in un rapporto simbiotico con chi le vìola o aggressive e forti della loro dignità e dei loro ideali. Donne capaci di re-inventarsi con fantasia e voltare pagina per ricominciare o fossilizzate e timorose di fare il passo; lungimiranti se scelgono, dando astutamente l’impressione di essere scelte, o cristallizzate. Donne intraprendenti protagoniste da prima fila e donne silenziose, semplici comparse della quotidianità , donne di classe e declassate da chi toglie loro la stima e la speranza, donne che analizzano ma non fanno sintesi,vivacemente ironiche, loquaci e frizzanti, veramente sincere e sinceramente false, escluse dal pubblico ma elette a regine nel privato, sensibili e aperte alla vita ma gelose dei propri sentimenti. Donne accecate dalla rabbia e donne dagli occhi belli, limpidi e sognanti , serene e felici o malinconicamente sorridenti.
Tante donne tra tutti, poche Donne tra tante. Creature sensibili, vitali, sensualmente contagiose,energiche per la capacità di farsi carico di tanti ruoli, romanticamente ingenue se innamorate, forti della loro maturità e fragili nell’ acerba e dolce immaturità.
Siamo una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo, una luce che brilla. Ovunque!
P.S. non potevo non ripubblicare uno dei miei primi post. 🙂
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