La porta rossa

Il rosso capta l’attenzione, ferma la corsa, espelle nel gioco, segnala neutralità e tregua per aiuti umanitari, richiede intervento immediato per imminente pericolo di vita.

Il  rosso simboleggia l’amore romantico e quello carnale dei sensi che, come un vino corposo, inebriano e sfrenano, scaldano e suggellano legami. Indica un debito da pagare in denaro o già  saldato col sangue del martirio , della Passione, della rivoluzione  che cambiò la storia, di un toro che rincorre il drappo traditore. Il rosso stoppa e ammutolisce quando avvampa sulle guance  per eccessiva timidezza e vergogna in cuori sensibili e preziosi come rubini .

Rosso è il fuoco che dà luce e calore, purifica o distrugge .

 Rosso è il colore di una porta, simile ad altre, ma questa  volta è tanto rossa. Mi siedo di fronte e, mentre aspetto che si schiuda, il suo rosso cinabro mi attrae. Segna un confine tra la vita normale e quella sospesa. È un varco che all’ inizio si teme di oltrepassare. Incute soggezione. Lì davanti si perde ogni ruolo, ogni condizionamento, età, esperienza.  L’anima si contrae nella sua nudità.  Si veste di speranza mentre il corpo scompare sotto un camice verde per accedere al limbo. 

L’atmosfera ovattata della sala regala risposte alle vanità di tutti i giorni. Non è un mondo fatato ma lì si riesce a credere a ogni benefico incantesimo e a trovare parole magicamente banali per distrarre e infrangere quella densità emotiva che paralizza. Poi l’anima  si riveste dei soliti panni  e, allontanandosi da quella frontiera, respira, si distende, si allarga,  diventa  leggera e più forte. E ogni cosa  è ridimensionata nei suoi colori e spessori, perché quella porta cambia prospettiva, recupera e filtra l’essenza della vita rendendola linearmente semplice e lieve.

 

9 pensieri su “La porta rossa

  1. Grande post mia cara, questa linea o porta , ti assicuro che in questo momento vorrei valicarla…
    E’ sempre la limitazione che vorremmo oltrepassare , ma sovente il timore ci assale e la guardiamo incantati , immobili, come pietrificati…
    Solo una grande scossa potrebbe farci decidere ad avanzare o indietreggiare….

  2. E’ da una vita che Ignazio De Rosas non ha imparato a fare il nodo alla cravatta. Spesso ha tentato ma senza riuscirvi. La stessa cosa di quando da bambino faceva salti di gioia. Rimaneva sempre un lato coperto da eccessivo entusiasmo. Ignazio un mattino d’inverno pieno di sole che assomigliava a un giorno di primavera caldissima, al centro del bivio, chiamato rotonda degli alberi in fiore, svolta nell’altro viale parallelo al principale e anch’esso fiancheggiato da alberi sempreverdi. E con il viso in fiamme e una sottile fitta di dolore Ignazio pensò: Almeno ci provo. E aprì la porta rossa. E ricordò quando gli piantarono due spade nel collo e pur non vedendo il sangue sgorgare dalla ferita, cadde in ginocchio in ginocchio, ma senza morire. Qualcuno, sbirciando di nascosto, gridò al miracolo e altre donne anziane aggiunsero rosso. Sul confine tra la vita e la morte Ignazio fu supportato dal silenzio de la Voce. Lei non si mostrava, ma lui vide in lontananza una porta, anch’essa rossa, di la da venire. In un estate piena di luce non soltanto solare Ignazio partì per un isola e fu lì che pitturò una casa tutta bianca e la porta d’ingresso, rossa. Il resto era azzurro come il cielo e il mare. E ricordò il sangue.

    • @Transit: la porta rossa cambia la vita, quella persa , ritrovata, conquistata o scoperta.
      Bella l’immagine della casa bianca con la porta rossa in un’isola sospesa tra l’azzurro del mare e del cielo ( il mio sogno in un cassetto)

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