Come ti senti?

“ I figli crescono e le mamme imbiancano” cantavano Gino Latilla e  Giorgio Consolini in  “Tutte le mamme del mondo”, nel lontano 1954. Deo gratias, c’è rimedio se non altro alla capigliatura! ;)

Nel primo  anno di vita  il pupetto cresce a vista d’occhio, muove i primi passi, azzanna di tutto,conosce ed esplora e  i genitori si destreggiano in allenamenti continui  per accudirlo, educarlo e salvaguardare l’ incolumità di tutti, poi precipitevolissimevolmente si cimenta in conquiste, progressi, delusioni, esperienze e i genitori arrancano dietro in una sorta di slalom, crescono e cambiano con lui, cercando di mantenere l’ equilibrio della coppia.

 All’improvviso un evento induce  il figlio a chiederti un completo, con  giacca e cravatta. Ti compare davanti, e per la prima volta lo vedi diverso dinanzi a te: alto, ben piazzato, con quei  capelli lunghi, ai quali concede di dare un abbozzo di forma dopo suppliche di mesi. A nulla valgono le esasperate ed esasperanti minacce parentali, ispirate  a  Dalila e Sansone, da attuare a tradimento nel suo placido sonno. Se non fosse per il viso quasi imberbe, per gli sbalzi d’umore e i picchi ormonali, gli daresti molti più anni e penseresti che sia apparso dal futuro il suo Avatar.

 Fa effetto scoprire un figlio diciassettenne vestito prematuramente  da homo,  invece che col solito  jeans e felpe informi. Sorprende. Non poco. Al mio  “ Come ti senti?”, mi ha fissato con uno sguardo al contempo imbarazzato e compiaciuto. Lo stesso di quando a sei anni scoprì che la signora del filmino, con  i capelli mossi e raccolti  e l’abito da sposa, era sua madre. L’Avatar del  mio passato. Strano come i figli a stento riescano a immaginare giovani i  loro genitori. E sembrano lontane le contese, le litigate, i suoi atteggiamenti ora provocatori e scanzonati, ora dolcemente protettivi e possessivi,  gli  inevitabili compromessi che ci mettono alla prova nel divario generazionale e nei rispettivi ruoli.

 Dopo due ore di preparativi e un’estenuante e sofistica discussione sulla lunghezza dei calzini,  quantità di indumenti e l’occorrente per il viaggio con annesse e connesse valutazioni probabilistiche di ogni evenienza ,variazioni atmosferiche comprese, finalmente ha chiuso la valigia. Di conseguenza  ho tirato un sospiro di sollievo, perché sono riuscita a fargli portare un paio di ciabatte nella speranza che abbandoni l’usanza della “Tribù dei piedi neri” di girare scalzo, perlomeno fuori casa. L’illusione è durata poco, perché si è lanciato alla ricerca  della sua maglia preferita. Quella stinta  che  non mi piace ma a lui sì, e tanto. Era nervoso, preoccupato- a suo dire-  dell’onda anomala ! E io che pensavo fosse il timore di questa sorta di iniziazione  nel suo primo viaggio per mare, che potrebbe essere l’occasione  per iniziare a capire se gli piacerà la strada intrapresa. Del resto è un viaggio di istruzione di soli nove giorni  e sarà sicuramente in bella compagnia. Chissà che cosa intendeva per onda anomala e chissà se me lo dirà mai.

 mare Capri 2Vederlo fare la prima valigia, quella che lo porta lontano e dovrebbe segnare –spero- una diversa autonomia, è una gioia che litiga con un naturale moto di ansia. Non è l’istintiva ansia del distacco di mammà  italica dal suo scarrafone. Un’ansia nata in un  lungo giorno d’estate, in cui  io e consorte  non riuscivamo a contattare mia figlia quindicenne che si trovava a Londra per motivi di studio, proprio  quando nel 2005 ci fu l’attacco terroristico nella metropolitana. Poi  dicono che le mamme ( e i padri)  imbiancano. Non sono mai stata dipendente tanto dal cellulare come in quel periodo.  Non ho mai desiderato tanto una telefonata in vita mia, proprio io che detesto lo squillo del telefono che  deve tacere, se tutto va bene. Se squilla fuori orario, potrebbe essere per qualche emergenza. Strano come certe circostanze lascino impronte emotive. Anni fa concordavo  appuntamenti telefonici col consorte  e l’attesa di averne notizie era vissuta  con un’emozione diversa e con la certezza che  era in grado di badare a se stesso. Un’agognata civetta di Harry Potter sarebbe stata un gradito ausilio per comunicare più spesso e in seguito  vi hanno sopperito la telefonia mobile e internet, che accorciano ogni distanza e non fanno tuttuì né spargono piume come la civetta.

 Mentre la vita corre su tanti fronti,  i figli crescono ed è giusto che vadano incontro alla loro vita con la voglia e il più o meno celato timore di investire se stessi  per scoprire questo mondo, al tempo stesso  meraviglioso e dannato. A pelle intuisci che le loro perplessità sono anche le tue,  nascoste dietro le solite, ammorbanti raccomandazioni. In fondo è bello vederli così, sospesi tra le acquisite certezze dell’infanzia e le incognite delle età successive.  È tempo di  seguirli a distanza con la mente e il cuore, di allungare sempre più quel cordone ombelicale finché non sarà reciso davvero. O forse sarà soltanto meno visibile e sentito.

 Certo che la Mammitudine, tacciata di iperprotezione viscerale, marchia a fuoco dentro  un tatuaggio indelebile e coesiste con quella trasmessa dai miei ansiosi e anacronistici caudilli (genitori), protagonisti e destinatari del sempiterno scontro generazionale. Quante volte leggo commenti e articoli di figli e di genitori, in un ruolo ribaltato a distanza di anni, nei quali si alternano la stessa insofferenza, le stesse intenzioni di non compiere gli  stessi errori, di vivere e lasciare vivere. Sono  talvolta tentativi di conciliazione con sé e con loro, dichiarazioni di affetto o rifiuto, accuse a lungo sopite o espresse, che non rinnegano, anzi sembrano riconoscere ancor più  quel legame sottile e profondo, a prescindere dalle reciproche aspettative, difficoltà a non deluderle, senso di inadeguatezza e gratificazione.

 Shanghai-night

“ Adesso come ti senti?” Qualche giorno fa  ha preparato un’altra valigia per  iniziare a vivere davvero la sua prima esperienza lavorativa per mare. Vedo ancora quella valigia, pesante e ben chiusa, come quella dei suoi nonni e di suo padre. Anche il passaporto, la sua giovinezza, il suo abbraccio.

uomini-mareOra è  più grande, con i capelli più corti e la barba più lunga, lo sguardo più determinato che tradisce un po’  di nervosismo e ansia . L’intraprendenza lo ha portato dall’altra parte del mondo su una petroliera che gli farà scoprire il mare, quel mare che lo farà tornare più uomo. Come mio padre, come suo padre. Quel mare che separa e unisce in una lontananza che avvicina i cuori e fortifica, quel  mare che ridimensiona ogni cosa e cambia  prospettiva. Questo distacco per me è diverso dagli altri, prima sapevo che partivano uomini già esperti del mare, ma sento che ce la farà, perché il lavoro è ormai un privilegio da cogliere al volo ed  è tempo di costruire con una svolta che gli  permetterà di progettare il suo futuro .  

In bocca al lupo, figlio mio, “ ‘A Maronn t’accumpagn” !

  

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Il mare 

Mea culpa  (prima parte l’infanzia) 

Ma culpa (seconda parte l’adolescenza) 

I figli sono le ancore nella vita di una madre (Sofocle)

La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. (Piero Calamandrei)

Artist Chris Buzelli“Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo, questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e pacifica, che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che spuntano lo stesso giorno, come certe piante subacquee che in tutti i laghi di una regione alpina affiorano nello stesso giorno alla superficie per guardare il cielo primaverile, come le rondini di un continente che lo stesso giorno s’accorgono che è giunta l’ora di mettersi in viaggio. Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.”

 (dal discorso tenuto al Teatro Lirico di Milano, 28 febbraio 1954, in Uomini e città della Resistenza: discorsi scritti ed epigrafi, Laterza) 

 

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“Ho semplicemente lottato per una causa che ho ritenuta santa: quelli che rimarranno si ricordino di me che ho combattuto per preparare la via ad una Italia libera e nuova.” (Lorenzo Viale, anni 27)

Specchio- Salvatore Quasimodo

gemme 1

Ed ecco sul tronco        

si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba

che il cuore riposa:
il tronco pareva gia’ morto,

piegato sul botro.

 
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era. 

Auguri di serena Pasqua! :)

 

Collocazione provvisoria

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERANel Duomo vecchio di Molfetta c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria.
La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito.
Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la Croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.

Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono. Non ti disperare, madre dolcissima che hai partorito un figlio focomelico. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.

Coraggio. La tua Croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”. Il calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della Croce.

“Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane.

Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.

Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. Coraggio, tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

 

Don Tonino Bello, Il parcheggio del calvario, in Omelie e scritti quaresimali

Villa Torlonia e la Casina delle Civette

Casino Nobile

Il noto quartiere Nomentano a Roma custodisce Villa Torlonia, che ha un fascino particolare sia per il giardino all’inglese che per i numerosi e splendidi edifici disseminati nel parco.

 parco villa torloniaLe prime notizie di Villa Torlonia risalgono al 1600 quando, come ampia  tenuta agricola abbellita da statue, fu venduta da Giuseppe Maturo all’abate Giovanni Bovier. Acquistata nel 1673 da Benedetto Pamphilj che ben presto diventò cardinale, il vigneto lasciò il posto ad un elegante palazzo grazie agli interventi degli architetti Giacomo Moraldo, Mattia de’ Rossi e infine di Carlo Fontana. Nel 1762 passò ai Colonna e più tardi nel 1797 a Giovanni Torlonia che, incrementando i beni di famiglia con prestiti di capitali  alle famiglie romane durante l’occupazione francese, ambì a un titolo nobiliare ed ottenne nel 1797 il titolo di marchese. Giovanni perciò acquistò la villa ed incaricò l’architetto Giuseppe Valadier di sistemare la tenuta perché fosse all’altezza del suo nuovo rango. Villa Colonna diventò quindi un elegante palazzo, furono costruite le Scuderie ma soprattutto si diede un nuovo assetto al parco con viali alberati e fontane.

 Alessandro Torlonia, figlio di Giovanni, volendo emergere  nell’aristocratica società romana, valorizzò  la villa che divenne famosa per feste e cerimonie. Si avvalse di Giovan Battista Caretti che ampliò il palazzo ed aggiunse il pronao alla facciata ,edificò nel parco le finte rovine, l’Anfiteatro, il Tempio di Saturno e la Tribuna con fontana. Più tardi Quintiliano Raimondi costruì il Teatro, oggi in fase di restauro, e la Limonaia. L’architetto Giuseppe Jappelli, noto per i giardini all’inglese, fu l’artefice di  innovativi interventi . Nella tenuta infatti furono realizzati il Campo dei  Tornei, la Capanna Svizzera, la Serra e la Torre moresca e il parco fu abbellito di piante  esotiche e laghetti.

 casina delle civette-villa torlonia roma

Nel 1842 Alessandro Torlonia fece erigere anche due obelischi, dedicati ai genitori, e in tale occasione organizzò una grandiosa festa cui parteciparono pure il papa Gregorio XVI e Ludwig di Baviera.. In seguito all’infermità della moglie Teresa Colonna , alla morte di casina delle civette1una delle due figlie e del fratello Carlo, Alessandro si ritirò dalla vita mondana ed interruppe i lavori nella villa.L’altra sua figlia , Anna Maria, sposò Giulio Borghese ed ereditò la villa ma, di carattere riservato, non amò i fasti e le ambizioni del padre. Solo con Giovanni, figlio di Anna Maria, si ebbero nuovi interventi nella proprietà e in particolar modo fu proprio lui a trasformare la Capanna svizzera in Casina delle Civette, dove si ritirò. Dal 1925 al 1943 la villa fu residenza stabile di Mussolini tant’è che nel piano interrato si realizzò un rifugio antigas ed un bunker antiaereo, e dal 1944 al 1947 fu occupata dal comando anglo-americano. La proprietà subì gravi danni e per molti anni versò in uno stato di trascuratezza, fino a quando nel 1977 il Comune di Roma l’acquistò e venti anni più tardi l’aprì al pubblico come spazio museale .

 

Villa Torlonia è infatti sede di due musei: il Casino Nobile e la Casina delle Civette, che mi Casino dei Principiha incuriosito non poco per il nome e ancor di più per l’aspetto. Casino Nobile è il palazzo principale, riccamente decorato da rinomati pittori, quali Podesti e Coghetti, e da scultori e stuccatori della scuola di Thorvaldsen e Canova, ed è anche  sede del  Museo della Villa e delle opere della scuola Romana. Il neocinquecentesco Casino dei Principi ospita l’Achivio della scuola Romana e mostre temporanee. A Villa Torlonia  si trovano anche le Catacombe ebraiche (III- IV secolo) della comunità giudaica romana.

Molto particolare ed originale è la Casina delle Civette, ideata nel 1839 da Giuseppe Jappelli come capanna svizzera, poi trasformata nei primi anni del Novecento in un bizzarro ed originalissimo villino, residenza del principe di Torlonia. Si chiama Casina delle Civette per decorazioni  su vetro che richiamano la civetta.

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Peculiarità di questa casina sono le vetrate policrome, realizzate in gran parte da Cesare Picchiarini tra il 1910 e il 1925, su disegni di Duilio Ciambellotti ,Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto.

vetrata villa torloniaOggi la casina ospita il Museo delle vetrate artistiche in stile liberty , arricchita da opere degli stessi autori e da disegni, bozzetti e cartoni preparatori. Trasparenze, colori brillanti, pavimenti maiolicati o decorati con motivi floreali ( stanza del trifoglio, dei ciclamini) arredano le stanze con gusto squisito. Qui si respira un’atmosfera quasi fiabesca, come si può intuire dalle foto.

vetrata 2vetrata 3vetratavetrata1rose,farfalle e nastri di Paolo Paschettocasina delle civette -villa torlonia

Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo

Dell’autismo ne ho parlato inAutismo : vivere dietro uno specchio dove ho riportato  lo scritto “Sono affetto da autismo, ecco che cosa che mi piacerebbe dirti”  di Angel Rivière, professore di psicologia evolutiva presso l’Università Autonoma di  Madrid, scomparso nel 2000 dopo aver dedicato tutta la sua vita professionale all’autismo.

Oggi come ieri penso  a un bambino di straordinaria intelligenza, che mi insegna a mettermi in gioco, a procedere a volte per intuizione e tentativi, a trovare nuove strategie, a captare il suo mondo e il suo modo di pensare e di sentire. Da grande vorrà fare il riciclaggio (dei rifiuti :) ), il bibliotecario, l’autista dei pullman (per le gite) e dei camion, il pizzettaro. Risposte che mi fanno apprezzare il mio lavoro.

Vi ripropongo Mon petit frère de la lune (Il mio fratellino dalla luna) di Frédéric Philibert , un video molto poetico come le parole dei bambini, semplici, essenziali, dolci e chiare.

“Dobbiamo essere pazienti per riuscire a catturare la luna con un filo d’oro e avvicinarla al nostro vecchio pianeta”

Il ramo rubato- Pablo Neruda

primavera

Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell’ombra.

Ancora non se n’é andato l’inverno,
e il melo appare
trasformato d’improvviso
in cascata di stelle odorose.

Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell’ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.

Le prescrivo un po’ di essenza femminina, vita natural durante. Vedrà che guarirà presto !

Un post ironico e provocatorio in parte elaborato con aforismi, da me reinterpretati.

La donna è come una medicina naturale per alleviare ogni male, fisico, psichico o psicosomatico e dare brìo e significato alla vita.

Composizione. Sensibilità, vitalità, energia, ingenuo romanticismo se innamorata, fragilità nella fase immatura, forza in quella della maturità, perpetua contraddizione, viva , splendente e completa armonia . Optional: bellezza, che è “il potere per mezzo del quale una donna affascina un amante e terrorizza un marito”; intelligenza (disarmante per tutti), ma forse è un pregio perché consente ad ogni uomo di essere stupido quanto vuole.

Forma farmaceutica e contenuto. Durante l’infanzia si sente una regina; in età adolescenziale si sente inadeguata: troppo grassa, troppo magra, troppo bassa, troppo alta, capelli troppo lisci o ricci; nella giovinezza, sebbene non abbia ancora conseguito un buon grado di autostima, si lancia nel costruirsi un futuro sentimentale e professionale; dai 30 ai 40 anni dedica il suo tempo ed energie nell’ affrontare la vita; dai 40 ai 50 anni fa un bilancio e decide di re-inventarsi incutendo soggezione ; dai 60 anni in poi non si volta indietro, non si cura dell’aspetto, va ovunque voglia andare, riesce a ridere e a godersi la vita. E’ auspicabile che ad ogni età impari saggiamente a fregarsene di tutto e a ridere col mondo!

Categoria farmacoterapeutica. La donna è bella da respirare,soprattutto se leva il fiato. E’ fatta per essere amata, non per essere compresa. “Non bisogna mai cercare di capire una donna. Se vuoi sapere che cosa una donna veramente intenda (il che comunque è sempre pericoloso) guardala, non ascoltarla.” (Oscar Wilde) anche perché alla maggior parte delle donne piacciono gli uomini silenziosi: pensano che stiano ascoltando. Una donna ambisce ad aver l’ultima parola in ogni discussione: i cavalieri l’accontentano ben consapevoli che ,qualsiasi cosa un uomo dica, è l’inizio di una nuova discussione. Una donna silenziosa è un dono divino , sì… ma molto raro.

Produttore e controllore finale. Sconosciuti ed irreperibili ( si sa solo che fu scoperta da un certo Adamo ) . Il controllo di una donna è arduo perché lei è difficilmente addomesticabile. Forse in taluni casi vi riesce soltanto la prole.

Indicazioni terapeutiche. “La donna ideale deve soddisfare l’anima, lo spirito, i sensi. Non trovando riuniti i tre requisiti nella stessa persona, è consentito il frazionamento.” Un proverbio cinese infatti dice che l’uomo ha bisogno di 3 donne per esser felice: una donna che lo accudisca ( moglie- surrogato di mammà) , una per il piacere e una da amare. Ma occorrono ottime capacità organizzative e attenzione costante per non fare sapere a nessuna delle tre l’esistenza dell’altra, se si vuol sopravvivere. La donna può esser un utile coadiuvante per il successo perché “Dietro ogni uomo di successo c’è una donna .” Questo finché vi è amica…in caso contrario , si rischia di precipitare dalle stelle alle stalle. Lenitivo di ogni stato febbrile o depressivo è la donna ironica. La donna ironica ma anche bella è potente ed ustionante: una miscela esplosiva da trattare con estrema cautela.

Controindicazioni. Sensualmente contagiosa può provocare dipendenza ed assuefazione perché nella donna ogni cosa è cuore, anche la testa. “Diffidate di una donna che vi dice la sua vera età. Una donna che vi dice ciò, vi dice (ahimè!) tutto.”

Precauzioni per l’uso. “Colui che accetta la donna come Dio l’ha fatta, le rende giustizia. Ascoltala quando ti guarda, non quando ti parla.” (Kahlil Gibran) . “Ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei.” “Se si sente trascurata o delusa, può subire un calo di desiderio, per cui lei non trova più gli stimoli giusti; a quel punto (allarme rosso!) della sessualità non gliene importa più niente.”( Ilona Staller). Meno male che lo dice lei !Generalmente i postumi sono le grandi manovre per il divorzio .

Se decidete di buttarvi nel fuoco per una donna, fatelo sempre dopo di lei !

Interazioni. Pare che niente sia più terribile per una donna che l’infedeltà del proprio uomo, per cui negate sempre se non ambìte ad un’impalcatura cervina e a insopportabili vendette trasversali perché “Ci sono certe cose che l’occhio femminile vede sempre più acutamente di cento occhi maschili.”  “Secoli or sono, in seguito a tale delusione amorosa, accadeva che la donna si chiudesse in un convento. Oggi se la delusione è forte , può accadere che si chiuda in un convento di frati.”(G. Covatta). Una donna sposa un uomo sperando che cambi, e lui non cambierà. Un uomo sposa una donna sperando che non cambi, e lei , nunc et semper et in saecula saeculorum, inevitabilmente cambierà , perché è una specie in continua evoluzione. “La donna, come i sogni, non è mai come si vorrebbe” : infatti dovrebbe avere almeno cinque sdoppiamenti di personalità al giorno in base alle aspettative altrui.

“Per andare d’accordo con una donna il segreto è uno solo: riconoscere di avere sempre torto.” La farete “fessa e contenta.” Se la accostate ad elementi migliori della sua specie, subisce un’immediata reazione chimica (inacidisce inspiegabilmente e diviene verde ). Se l’accostate a cose preziose, vi resta incollata; se l’accostate al denaro, rivela il magico potere detto “moneta riducente”.

Avvertenze speciali . Per l’uomo sano basta la donna. Per l’uomo erotico basta la calza per giungere alla donna. Per l’uomo fetishente basta la calza. Per evitare fraintendimenti esistenziali, ricordarsi che per la donna la cosmetica è la scienza del cosmo e che “le medesime passioni hanno nell’uomo e nella donna un ritmo diverso: perciò uomo e donna continuano a fraintendersi.” (Nietzsche)

“La donna per l’uomo è uno scopo ( da non confondersi con la scopa, please ), l’uomo per la donna è un mezzo” ( a qualsiasi età).

Dose, modo e tempi di somministrazione. Dall’ adolescenza in poi si consiglia di sorbirsene una alla volta. E’ illegale possederne più di una in forma ufficiale ( e se volete correre il rischio, abbracciando pure un’altra fede, dovete esser iperdotati , eh già…ma della pazienza di Giobbe e di molteplici e cospicui conti bancari) . Fate ridere la donna perché lei ricorda solo gli uomini che la fanno ridere. In caso contrario, piangerete voi e, per legge del contrappasso, ricorderete solo quelle che vi hanno infranto il cuore, il portafogli o gli zebedei. Tatuatevi bene nella mente “L’uomo crede di possedere la donna quando la possiede sessualmente, mai la possiede meno di allora.” (Carl Gustav Jung) perché “ l’uomo ama poco e spesso, la donna molto e raramente.”

Sovradosaggio. Un uso eccessivo e non corretto può provocare intossicazione, delusione e, a lungo andare, effetti devastanti . Non giudicate la donna facile : è quella che ha la moralità sessuale di un uomo . Anche la donna cosiddetta leggera, quando si innamora, diventa una zavorra pesantissima.

Effetti indesiderati . In caso di innamoramento si rischiano dipendenza e assuefazione con crisi incontrollate per astinenza inappagata. “Non è vero che non si possa vivere senza una donna. È vero soltanto che senza una donna non si può aver vissuto”. “Temete la donna che vi ama troppo” (Bertold Brecht) : dalla sana simbiosi , rischiate il parassitismo con risvolti pericolosamente vendicativi in caso di contrasti. E diffidate di una donna troppo virtuosa. Oggi fedele a te, domani a un altro!

Scadenza e conservazione. Dopo i 40 anni sarebbe opportuno conservare il prodotto in frigo perché “se un uomo ha molte stagioni, la donna ha diritto solo alla primavera.”( Jane Fonda). Se correttamente conservato e amato , il prodotto ha una scadenza illimitata. Ricordarsi bene che “se venti anni d’amore rendono una donna simile a un rudere, venti anni di matrimonio la rendono simile a un monumento pubblico” (Oscar Wilde) per aver avuto l’ardire di sopportarvi e di non esser scappate via !

Si consiglia di tener lontano dalla portata di maniaci , stupratori e da chi alla donna toglie rispetto, stima e ogni speranza.

 

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L’assoluta bellezza in Alma -Tadema e nei pittori dell’800 inglese

 

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Nel  chiostro del Bramante a Roma, fino al 5 giugno 2014, si possono ammirare cinquanta opere della collezione del mecenate messicano Juan Antonio  Pérez Simòn  che scrisse   “Io trovo nelle opere di questi pittori inglesi qualcuno di quei temi che tocca le mie emozioni più profonde e i miei interessi fondamentali: la donna, la bellezza, l’erotismo, la famiglia e l’amore” (Pérez Simòn). Dipinti che celebrano una  un’ideale bellezza femminile che   è fine a se stessa tra rievocazioni di un passato immaginato e nostalgico.

 

Nella rigida Inghilterra vittoriana ,  ove lo sviluppo industriale  fa coesistere  la floridezza economica e  la devastante  miseria  di una manodopera sfruttata e ben descritta  nei romanzi di Dickens,  prende corpo una rivoluzione come  forma d’arte, di gusto neoclassico  e di cultura con un  movimento di artisti  che negli anni ’60 dell’800 si rifugia e trova forza nella bellezza e orienta  la ricerca estetica verso il passato, spesso  con un vero e proprio culto dell’Italia, dell’antica Grecia e della Roma Imperiale.  

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L’ emergente borghesia  apprezza  sempre più le nuove opere di  grandi artisti, i padri  dell’Aesthetic  Movement, quali  sir Lawrence Alma Tadema, Frederic Leighton, Albert Joseph Moore, Edward John Poynter, Edward Burne-Jones, John William Godward, Arthur Hughes, Albert Moore, ben presto  dimenticati  e denigrati,  in quanto ritenuti poi  artefici di un’arte  reazionaria e antimodernista,  ma riscoperti  e riabilitati  più tardi da collezionisti e intenditori d’ arte.

Tra questi  cultori del bello  spicca Sir Lawrence Alma Tadema (1836-1912), originario dei paesi Bassi,  che studia all’Accademia delle Belle Arti di Anversa e presso pittori belgi. AntigoneleighDopo un  viaggio in Italia  e l’affascinante visita di Pompei,  conosce  Jean-Léon Gérôme  a Parigi così  che l’antichità entra  nelle sue tematiche. Si trasferisce a Londra nel 1870 e ne ottiene  la cittadinanza tre anni più tardi , insieme al successo  nelle esposizioni organizzate dalla Royal Accademy.

 Da ambientazioni mitologiche o medioevali  e da  drammi shakespeariani  emerge una straordinaria e delicata panoramica  sulle  donne. Sono  tante le donne  immortalate, donne  angelicate o tentatrici  che ancora incantano nella loro sublime sensualità e  rara, perfetta, enigmatica bellezza alla quale nel  percorso espositivo sono associati fiori diversi  a seconda che si tratti di femmes fatales,  di antiche eroine, streghe, principesse ,muse e modelle.

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La  digitale purpurea , fiore dolce e crudele, racchiude i sentimenti di attesa e dubbio che animano queste  due fanciulle in un interno pieno di fiori.  

 

 

 

 

la lontananza avvicina i cuori di Godward

 

Momenti di dolce attesa e malinconia in questi occhi che rincorrono   un’emozione o un ricordo in una lontananza che avvicina i cuori (Godward) 

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La peonia accompagna Crenaia , ninfa del fiume Dargle dipinta da  Frederick Lord Leighton , una rosa senza spine che trafigge con la sua inerme e splendida  nudità.

 

 

 

 

“Ha come miele che bagna l’anima di un oblio dolce e crudele” (Pascoli)

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Il caprifoglio , rampicante e odoroso, suggerisce atmosfere gotiche  con la seduzione di una donna  dalla rossa chioma.

 

 

 

 

Un mare di  rose ricopre gli ospiti dell’imperatore Eliogabalo  in un soffocante vortice di colore  che sottende la sottile spirale o del piacere  o della morte.

Un tripudio di leggera, invadente,assoluta bellezza.

The_Roses_of_Heliogabalus

ALMA –TADEMA E I PITTORI DELL’800 INGLESE

Collezione Pérez Simòn

16 febbraio-5 giugno 2014

Chiostro del Bramante-Via della Pace-Roma 

 

17 febbraio- Festa del Gatto

targa gatti

 

Il 17 febbraio è la festa  del Gatto, nata in Italia nel 1990. Quest’anno poche righe   per una delle mie piccole tigri,  che ci manca tanto. Giorgio Celli, che  ha avuto l’abilità di farci capire gli animali e le loro relazioni  con l’ambiente e  di  amalgamare   la poesia con  la scienza  della vita scrisse “Mentre il mondo dell’uomo è un mondo di razionalità e di emozioni, perché la nostra razionalità tende sempre a limitare le emozioni, nel caso degli animali il mondo è principalmente di emozioni, poi ci sono isole di razionalità”.

In questo senso Gri Gri ci ha insegnato tanto.

gri gri e fra

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