Il mare: quant’acqua – Nico Orengo

mare Capri 2

Il mare: quant’acqua
da millenni inquieta
capriola tra il fondale
e la riva, sgomitola
vele d’onde e piane,
strappandosi, da terra
all’orizzonte,
in voragine di viola
e veli azzurri,
respirando infantile
o in scoppi d’asma,
vivendo il ventre
di una madre, ampia.

 

Nico Orengo, Cartoline di mare vecchie e nuove, il mare: quant’acqua, 1999

 

10 pensieri su “Il mare: quant’acqua – Nico Orengo

  1. Bellissima poesia! C’è tutto il movimento circolare del mare nel ritmo degli accenti e nell’uso dell’iterazione delle consonanti fricative v e z, il legame che fluisce tra le parole scelte con raffinata cura (capriola/sgomitola/viola – orizzonte/ azzurri – ampia/asma- ventre/madre) sembra essere lo stesso che unisce le onde una all’altra in un moto che ricorre senza fine.
    Ho sempre apprezzato Orengo di più come poeta che come romanziere.
    Ciao Maria. :)

  2. Ho letto questa poesia la sera del 14 dicembre 2012 insieme alla persona più cara che fino ad ora e per ciò che mi resta da vivere, ho avuto.
    Ci ha fatto stare bene, un unica entità

      • Un immagine stupenda una sera meravigliosa dopo un giornata intera trascorsa insieme a Mili Moj ,come io chiamavo il mio amore l,unico amore.
        Bella la poesia di Orengo, dolce come le immagini che suscitano le poesie di Anna Spissu.

      • Bella la poesia di Orengo, dolce come le immagini che suscitano le poesie di Anna Spissu.
        Belle e dolci come Mili Moj

    • Bellissima la poesia di Orengo e molto dolce Mili Moj come tu Massimo Lupini chiamavi la tua amata. Ho conosciuto un uomo che mi chiama così e mi manda delle bellissime poesie!!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>