Ieri, quel vento alto – Diego Valeri

bordighera

Ieri, quel vento alto

Ieri quel vento alto
scapigliava le nuvole rade;
e ci fu, verso sera, un grande
garofano rosa, rimasto solo,
in mezzo al cielo; mentre più in basso
si profilava uno spicchio di luna
appena nata.
Oggi, invece, il cielo è tutto pulito,
nudo, tutto bianco-oro di sole.
Bellissima luce, felicità sospesa
a mezz’aria su la terra in ombra.
Già cresciuta, con la sera, è la luna.

(da Calle del vento, Mondadori, 1975)

Nuvole – Wisława Szymborska

IMG-20150917-WA0003 (1)

Nuvole

 Dovrei essere molto veloce

nel descrivere le nuvole –

già dopo una frazione di secondo

non sono più quelle, stanno diventando altre.

La loro caratteristica è

non ripetersi mai

in forme, sfumature, pose, disposizione.

Non gravate della memoria di nulla,

si librano senza sforzo sui fatti.

Ma quali testimoni di alcunché –

si disperdono all’istante da tutte le parti.

In confronto alle nuvole

la vita sembra solida,

pressoché duratura e quasi eterna.

Di fronte alle nuvole

perfino un sasso sembra un fratello

su cui si può contare,

loro invece sono solo cugine lontane e volubili.

Gli uomini esistano pure, se vogliono,

e poi uno dopo l’altro muoiano,

loro, le nuvole,

non hanno niente a che vedere

con tutta questa faccenda

molto strana.

Al di sopra di tutta la tua vita

e della mia, ancora incompleta,

sfilano fastose così come già sfilavano.

Non devono insieme a noi morire,

né devono essere viste per fluttuare.

 

Wisława Szymborska (da “Elogio dei Sogni”)

Allegro ma non troppo- Wisława Szymborska

Allegro ma non troppo

Sei bella – dico alla vita –    arcobaleno
è impensabile più rigoglio,
più rane e più usignoli,
più formiche e più germogli.

Cerco di accattivarmela,
di blandirla, vezzeggiarla.
La saluto sempre per prima
con umile espressione.

Le taglio la strada da sinistra,
le taglio la strada da destra,
e mi innalzo nell’incanto,
e cado per lo stupore.

Quanto è di campo questo grillo,
e di bosco questo frutto –
mai l’avrei creduto
se non avessi vissuto!

Non trovo nulla – le dico –
a cui paragonarti.
Nessuno ha fatto un’altra pigna
né migliore, né peggiore.

Lodo la tua larghezza,
inventiva ed esattezza,
e cos’altro – e cosa più –
magia, stregoneria.

Mai vorrei recarti offesa,
né adirarti per dileggio.
Da centomila anni almeno
sorridendo ti corteggio.

Tiro la vita per una foglia:
si è fermata? Se n’è accorta?
Si è scordata dove corre,
almeno per una volta?

 Wisława Szymborska

(da Ogni caso, 1972 – Traduzione di Pietro Marchesani)

La coltura degli alberi di Natale – Thomas Stearns Eliot

image

 

 Quest’anno voglio ricordare quei Natali vissuti con l’ entusiasmo tipico dei bambini, mentre con papà  allestivo il presepe e addobbavo l’albero, infine ammirati con la soddisfazione e la gioia di avere realizzato qualcosa che era bello per me, per noi, e ci apparteneva e ci appartiene ancora.

 Libera è l’ interpretazione di questi versi, con i quali auguro un Buon Natale a tutti gli amici e lettori di questo blog.

 

La coltura degli alberi di Natale – Thomas Stearns Eliot

 

Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale,

e alcuni li possiamo trascurare:

il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale ,

il rumoroso (essendo i bar aperti fino a mezzanotte),

e l’infantile – che non è quello del bimbo

che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato

spiegante  l’ali alla cima dell’albero

non solo una decorazione, ma anche un angelo.

Il fanciullo di fronte all’albero di Natale:

lasciatelo dunque in spirito di meraviglia

di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto;

così che il rapimento splendido, e lo stupore

del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l’incanto

dei primi doni ricevuti (ognuno

con un profumo inconfondibile e eccitante),

e l’attesa dell’oca o del tacchino, l’evento

atteso e che stupisce al suo apparire,

e reverenza e gioia non debbano

essere mai dimenticate nella più tarda esperienza,

nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio,

nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento.

Nella pietà del convertito

che si potrebbe tingere di vanagloria

spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli

(E qui ricordo con gratitudine anche

Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco)

così che prima della fine, l’”ottantesimo” l’ultimo, qualunque esso sia

le accumulate memorie dell’emozione annuale

possano concentrarsi in una grande gioia

simile sempre a un grande timore, come nell’occasione

in cui il timore giunse ad ogni anima

perché l’inizio ci ricorderà la fine

e la prima venuta la seconda venuta

 

Thomas Stearns Eliot

(tratta da Il Natale. Antologia dei poeti del ‘900, traduzione di Giovanni Giudici)

 

Articoli correlati:

Arriva Natale

“Dipende da come ci si pone…”

Fanno la fantasia volare, nella magica notte di Natale

Caro Babbo Natale…

Auguri di Buon Natale

 

Cadenti dal cielo- Wisława Szymborska

kingabrit-530x718

 

Cadenti dal cielo

 

La magia se ne va, benché le grandi forze
restino al loro posto. Nelle notti d’agosto
non sai se la cosa che cade sia una stella,
né se a dover cadere sia proprio quella.
E non sai se convenga bene augurare
o trarre vaticini. Da un equivoco astrale?
Quasi non fosse ancor giunta la modernità?
Quale lampo ti dirà: sono una scintilla,
davvero una scintilla d’una coda di cometa,
solo una scintilla che dolcemente muore –
non io sto cadendo sui giornali del pianeta,
è quell’altra, accanto, ha un guasto al motore.

 

(da “ La gioia di scrivere- tutte le poesie”)

 

Antonio Porta : “Incamminarci”

100_0621

 

Incamminarci

Al giro di boa ancora fiammeggiano le querce,20140510_163522
celebriamo il passaggio dell’anno, del fuoco 
quello appena nato non può temere il gelo 
tutte le foglie lo trattengono nel calore 
fin che possa liberare le ali piumate 
ruotare sopra di noi che dormiamo, incamminarci.

  (Invasioni, 1984)

 

Auguro a tutti voi, amici e lettori, una buona fine anno e tanto tanto, tempo nel 2015 per ciò che desiderate di più. 

Maria

 

20131008_175730__3

Pur'ammè. Resistiamo!

Pur’ammè. Resistiamo!

 

Ciao, Tigro bello.

Tigrotigro bello

 

 Cortese maestà, nobile amica,

degnati di sedere accanto a me;

occhi ardenti nel lampo e nel sorriso,

occhi d’oro, fulgente paradiso,

dove leggo una pagina infinita.

Questo di pelo stupendo tesoro,

tra chiaro e scuro,

seta arruffata, morbida e lucente

come nubi e bagliori della sera

ripaga la carezza riverente

con gentilezza lusinghiera.

 

Algernon Swinburne

Tigro sornione

Sembra l’incarnazione di ogni cosa soffice, serica, priva di qualunque asperità nella sua struttura; un sognatore la cui filosofia di vita è dormi e lascia dormire.

 Saki

tigro 1

Di colpo, quasi come

se si svegliasse, si volta e fissa i suoi

occhi su di te, con stupore, ritrovi

di fronte a te il tuo stesso sguardo,

racchiuso nei suoi occhi tondi…

come un insetto estinto.

 

M.R. Rilke

 

Un affettuoso pensiero al mio maestoso, elegante e  peluscioso Signor Gatto di casa.

Grazie, Tigro bello. 

 

Specchio- Salvatore Quasimodo

gemme 1

Ed ecco sul tronco        

si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba

che il cuore riposa:
il tronco pareva gia’ morto,

piegato sul botro.

 
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era. 

Auguri di serena Pasqua! :)