“Avrei scritto un libro e quella sera avevo avuto il coraggio di confessarlo, almeno ai gerani” (Anna Marchesini)

geranio-zonale_NG4 Abbassasti lo sguardo sul geranio bianco che era il tuo preferito, era anche il più delicato e il più raro… Ciao, Anna!

 

“Se il terrazzino si fosse affacciato sulla strada anziché sul giardino incolto di una vecchia casa disabitata, con molte probabilità avrei visto un minor numero di cose e la mia vita sarebbe andata diversamente.

 Le finestre della sala e del corridoio, quelle si affacciavano sulla strada; lo sguardo prima di giungere a terra subiva l’interferenza dei gerani alle finestre del primo piano, allegri e ciarlieri; gerani abituati tutto il giorno a vedere un po’ di mondo.

I gerani esposti sulle facciate delle case erano tenuti in assai più ampia considerazione, non solo perché gerani di più larghe vedute ma soprattutto perché soggetti principali di confronti e di critiche dei vicini, dei dirimpettai e dei passanti. Erano anche soggetti privilegiati degli scatti di turisti in cerca di angolini caratteristici, che sapienti tendine di lindo merletto sapevano tenere al riparo da sguardi indiscreti di viaggiatori indifferenti.

Perciò sui davanzali affacciati sulla via, era tutto un mettere di vasi, rimetterli ma cambiando posizione in considerazione degli spostamenti del sole; era annaffiare e aggiungere terra e uno svasare le piante al momento opportuno e innestare sapientemente e sfogliare, staccare foglioline secche e ruotare le piante per esibirne il ciuffo, la parte più folta, verso l’esterno e sbriciolare i fondi del caffè sul terriccio; era un alternare i colori dei fiori, un contare i boccioli, pulire i vasi e togliere i vasi meno riusciti per relegarli all’interno, esporre al pubblico giudizio l’orgoglio e il trionfo dei più preziosi vasi di famiglia e poi fingere, fingere un’indifferente modestia davanti agli acidi e superstiziosi complimenti delle vicine di casa.”

Da ” Il terrazzino dei gerani timidi” di Anna Marchesini. 

Cianfotta alla sorrentina

Durante le vacanze estive, che trascorrevo da sola a casa della nonna, mi piaceva molto andare con il cane nel giardino di buon mattino, soprattutto per aprire da sola il cancello dell’orto e raccogliere pomodori, peperoni, melanzane, zucchine e basilico a volontà che servivano per il menu del giorno. Una piccola- grande incombenza per una bambina di 7- 8 anni. Ricordo che la nonna trascorreva tutta la mattina in cucina: innanzitutto cucinava ai suoi gattoni il pappone di riso con le  alici diliscate, poi puliva le verdure e preparava  il pranzo che noi nipoti trovavamo   nella credenza quando tornavamo stanchi ed  accaldati dal mare. Piatti tipici erano le frittelle di fiori di zucca, che in quattro e quattr’otto sparivano dalla tavola, e la cianfotta che mi limitavo ad assaggiare perché non amavo le verdure, che ho imparato ad apprezzare e a gustare anni dopo.

La cianfotta era ed è preparata esclusivamente d’estate per consumare le tante zucchine e zucchette dell’orto in un miscuglio colorato e profumato (pare che cianfotta derivi da chabrot, antico termine dialettale francese, che significa appunto miscuglio)

 

Ingredienti per 6 persone.

 400 g pomodori da salsa, preferibilmente San Marzano

300 g patate

200 g carote

1 kg tra zucchine, zucca lunga e zucchetta

una melanzana

4-5 prugne secche snocciolate

6 pere e’ Mast’Antuono  acerbe o  spadone

basilico

uno spicchio d’aglio

una cipolla

un peperoncino piccante

sale q.b.

olio d’oliva

 

Preparazione:

Pulire e lavare  gli ortaggi, tagliarli a pezzetti. In un tegame largo e dai bordi alti versare circa quattro cucchiai di olio d’oliva e rosolare la cipolla, finemente affettata, con lo spicchio d’aglio e il peperoncino. Aggiungere poi i pomodori e, dopo circa dieci minuti, le carote, le patate e un bicchiere d’acqua. In seguito le zucchine, le zucchette e la melanzana a pezzetti e coprire con acqua, salare e lasciare cuocere a fuoco basso per circa 50 minuti senza mescolare troppo; aggiungere le prugne snocciolate e le pere, sbucciate e a pezzi, e lasciare cuocere ancora per quindici minuti. Quando è ben cotta , aromatizzare la cianfotta con basilico fresco e lasciare intiepidire.

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