Che sia un anno …

Tempo di vacanze, di pause, di brindisi… perciò vi lascio l’ augurio skippesco delle S, a me caro,  la cui forma serpentina rappresenta la rottura simbolica del tempo con la speranza di arrestare eventi nefasti e rigenerare un tempo nuovo, più equo e giusto. 

L’Anno Nuovo alle porte sia strabiliante, splendente, sorprendente e sostanzioso ma  stracarico di salute, serenità e speranza, saggezza, simpatia e sincerità , sentimento e sensualità , sprint e successo, soldi , sogni e speranze , solarità e sorrisi, sesso sfrenato ma sicuro e ancora

senza sprechi e smog (per gli ambientalisti),

senza stop né stand by ma con scelte soddisfacenti e scommesse da vincere con se stessi e con la sorte

e soprattutto senza sfortuna né scosse  sismiche reali e non

In veritá mi accontenterei di un anno serenamente, semplicemente e silenziosamente  stelluminoso.

Auguri di Buon Anno a tutti!

 

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La coltura degli alberi di Natale – Thomas Stearns Eliot

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 Quest’anno voglio ricordare quei Natali vissuti con l’ entusiasmo tipico dei bambini, mentre con papà  allestivo il presepe e addobbavo l’albero, infine ammirati con la soddisfazione e la gioia di avere realizzato qualcosa che era bello per me, per noi, e ci apparteneva e ci appartiene ancora.

 Libera è l’ interpretazione di questi versi, con i quali auguro un Buon Natale a tutti gli amici e lettori di questo blog.

 

La coltura degli alberi di Natale – Thomas Stearns Eliot

 

Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale,

e alcuni li possiamo trascurare:

il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale ,

il rumoroso (essendo i bar aperti fino a mezzanotte),

e l’infantile – che non è quello del bimbo

che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato

spiegante  l’ali alla cima dell’albero

non solo una decorazione, ma anche un angelo.

Il fanciullo di fronte all’albero di Natale:

lasciatelo dunque in spirito di meraviglia

di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto;

così che il rapimento splendido, e lo stupore

del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l’incanto

dei primi doni ricevuti (ognuno

con un profumo inconfondibile e eccitante),

e l’attesa dell’oca o del tacchino, l’evento

atteso e che stupisce al suo apparire,

e reverenza e gioia non debbano

essere mai dimenticate nella più tarda esperienza,

nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio,

nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento.

Nella pietà del convertito

che si potrebbe tingere di vanagloria

spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli

(E qui ricordo con gratitudine anche

Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco)

così che prima della fine, l’”ottantesimo” l’ultimo, qualunque esso sia

le accumulate memorie dell’emozione annuale

possano concentrarsi in una grande gioia

simile sempre a un grande timore, come nell’occasione

in cui il timore giunse ad ogni anima

perché l’inizio ci ricorderà la fine

e la prima venuta la seconda venuta

 

Thomas Stearns Eliot

(tratta da Il Natale. Antologia dei poeti del ‘900, traduzione di Giovanni Giudici)

 

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Caro Babbo Natale…

Auguri di Buon Natale

 

Antonio Porta : “Incamminarci”

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Incamminarci

Al giro di boa ancora fiammeggiano le querce,20140510_163522
celebriamo il passaggio dell’anno, del fuoco 
quello appena nato non può temere il gelo 
tutte le foglie lo trattengono nel calore 
fin che possa liberare le ali piumate 
ruotare sopra di noi che dormiamo, incamminarci.

  (Invasioni, 1984)

 

Auguro a tutti voi, amici e lettori, una buona fine anno e tanto tanto, tempo nel 2015 per ciò che desiderate di più. 

Maria

 

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Pur'ammè. Resistiamo!

Pur’ammè. Resistiamo!

 

Vischiosi auguri di Buon Anno

 

Il vischio è una pianta particolare, alla quale sin dall’antichità si attribuivano magici poteri .vischio Questo sempreverde semiparassita nasce su rami e tronchi di altre piante, qualora le sue  bacche vi cadano dentro, e cresce volentieri su alberi da frutto ma anche su querce, pioppi, tigli e olmi . Secondo la tradizione il vischio, appeso alla porta di casa, è il simbolo di un potente mix beneaugurante di fecondità, longevità e fortuna, di cui si trova traccia in numerose leggende.

 Una di queste narra del dio Baldr, figlio di Odino e della dea Frigg, un giovane forte, buono e benvoluto da tutti, ma angosciato da presagi di morte. Sua madre fece quindi giurare al popolo, agli animali, alle piante, ai minerali e agli  elementi di non nuocere a Baldr. Da allora gli dei si divertirono a lanciargli per gioco oggetti e frecce per dimostrarne l’invulnerabilità. Loki, dio del disordine mosso da invidia, si trasformò in ancella di Frigg e con l’inganno seppe  che la dea non aveva fatto giurare il giovane ed inoffensivo vischio. Loki si procurò quindi  un ramo di vischio, ne fece una freccia , la diede a Hoder, fratello cieco di Baldr, e guidò la sua mano per consentirgli di partecipare al gioco e uccidere, a sua insaputa,  Baldr. Frigg pianse amaramente la morte del figlio e le sue lacrime, a contatto col vischio, si trasformarono in perle . Secondo una versione della leggenda, l’amore suo, di tutte le creature e degli dei, escluso il perfido Loki che dopo varie peripezie  fu smascherato,  riportò in vita Baldr.  La dea Frigg  dichiarò sacro il vischio e di qui l’auspicio di  buona fortuna per coloro che, passando sotto i suoi rami, ricordano con un bacio il ritorno alla vita del dio nordico, il trionfo del Bene sul Male.

druidiAnche per i celti il vischio, che non aveva bisogno di radici in terra, era una pianta sacra . Se cresceva su una quercia poteva dare forza e vigore, rendere  fertili e guarire da ogni male. Nel sesto giorno dopo il solstizio d’inverno solo i druidi, di bianco vestiti , potevano tagliarlo con un falcetto d’oro per adagiarlo su teli bianchi,  dopo avere fatto un sacrificio ai piedi dell’albero. Anche Plinio il Vecchio, naturalista romano del I secolo d. C, in Naturalis Historia  afferma: ”…i druidi non avevano nulla di più sacro del vischio e dell’albero che lo porta, purchè sia una quercia, e che tutto ciò che spunta su quell’albero  è  inviato dal cielo…” 

Oggi la tradizione lo privilegia come decorazione natalizia e festoso respingente di  fulmini e di mala sorte.

Finalmente  l’appiccicoso 2013 sta per finire, mi invischio volentieri  in una foresta di vischiosi auguri per un Felice  Anno Nuovo.

 Buona fine e buon inizio a tutti ! :)

 

È tempo di…

Il freddo ha rischiarato i  monti spargendo neve e gelo. La gente passeggia sotto le luminarie e si sofferma dinanzi a vetrine abbaglianti, chiacchiera tra saluti e convenevoli di incontri occasionali sbirciando nella vite proprie e altrui, nelle auto che si snodano sull’asfalto umido .Il cielo di dicembre preannuncia passi più lunghi di luce.

 È tempo di ricollocare la Madre, il Padre e il Figlio. I Magi predicono e traggono presagi da una mappa stellata e seguono la scia luminescente di ghiaccio, che li guida e li orienta. Da sempre provengono da tre diverse parti del mondo per rendere omaggio a un bambino appena nato che porta luce e amore, per alcuni nella storia dei popoli, per altri  nel  ricordo dell’infanzia, punto di partenza del cammino di tutti. La loro saggezza ed esperienza è racchiusa nelle tre stagioni della vita umana ( la giovinezza, la maturità e la vecchiaia) e paiono concretizzarsi nei simbolici doni dell’oro (regalità), dell’incenso ( divinità), della mirra (umanità), quasi a ricordare che quella vita appena sbocciata è sacra e preziosa, seppur destinata ad una ciclicità.  

natività -Pietro Molli e Teresa Arpaia

 

La famiglia si ricompone  con valigie cariche di nuovi progetti, da svuotare in trasferimenti a breve e medio termine in attesa di vivere altrove e percorrere nuove strade che si aprono sul futuro. La famiglia ritrova la madre e il padre riscoprendosi nel ruolo di figlio, con il semplice dono di una quotidianità che trasforma pian piano. Ci ritroveremo nuovamente tutti insieme riappropriandoci di ogni angolo vissuto della nostra casa, per raccontarci nella quiete degli affetti. Una pausa per abbracciarci, gustare i piaceri della tavola e degli aneddoti, condividere i cambiamenti avvenuti e quelli annunciati. Poi ripartiremo per altre case e città. La stella di ghiaccio ci seguirà dall’alto.

 Auguri di un sereno Natale a voi tutti! :)

 

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Grazie, grazie, grazie…

Io non so voi  ma  oggi  trovo questa immagine quando apro la pagina di Google . Ho pensato che qualcun altro condividesse con me quello che mia cugina aulicamente definisce  genetliaco  e che io, forse tardivamente,  solo da qualche anno ho scoperto  che significa  compleanno.

Poi ho spostato il mouse  per capire di chi era la festa  ed è inequivocabilmente apparsa la scritta “Buon compleanno maria!”. Ho  subito pensato che era diretto a me-modestia a parte-  perché i personaggi famosi sono festeggiati con tanto di nome e cognome e simboli della loro fama , e in google+  io sono maria  con la m minuscola e mi piacciono  i dolci  (ecco l’ho confessato).

 Allora non contenta ho preso i pad ho aperto pagina di Google e tac, ‘nata vota  (un’altra volta), “Buon compleanno maria!”  ( da leggere con voce di  monaciello ).

Qualche ignoto birbante  del web mi ha fatto uno scherzo innocente o forse è un automatico trucco tecnologico – non so-  , sta di fatto che per me è  una piacevole sorpresa , tanto gradita  da meritare un post e un pubblico ringraziamento.

E mo’ non mi dite che l’augurio non era per me  e l’ho sognato  😀

Un, due, tre…cinquantuno, pillicciò!

Ebbene sì, ci sono. Ci sono tutti e cinquantuno, tondi tondi. Sono nella traversata  dell’oltre  mezzo secolo, dei cinquant’anni. Caspita! Se li pronuncio lentamente,cin-quan-tu-no-an-ni  sembrano davvero tanti. Come mi sento? Come dagli -anta in su, forse solo più corazzata. Finalmente posso spaparanzarmi comodamente nella mezza età.

Ho sbirciato in un libretto sul linguaggio segreto delle date di nascita e riconosco che mi hanno “pittata” (dipinta) abbastanza bene.

Sono nata nel giorno dell’audacia (augh!). In pratica- come è scritto- ho il coraggio di essere me stessa (coraggio o incoscienza?) e di portare a compimento progetti ed idee (capatosta sono). Pur non avendo paura dell’opposizione altrui (dei figli pestiferi, vero?) o di dover combattere per affermare il mio modo di vita, non cerco quasi mai il confronto diretto (anche se a volte non è facile domare l’impulsività). La mia audacia non diventa mai temerarietà (meno male!): è piuttosto una forza morale basata su saldi princìpi e sul comune buon senso (almeno  ‘sti “-anta” servono a qualcosa). Ad un certo punto della vita, dovrò affrontare un radicale cambiamento di professione, quando l’insorgere della mia vera vocazione spazzerà via anni e anni di preparazione a un altro lavoro (vuoi vedere che mi ritirerò davvero in un convento senza preoccupazioni di casa, famiglia e lavoro , come auspico nei  momenti critici ?). Si tratta di un momento davvero importante nella mia vita (faciteme stà quiet che di recente ho cambiato città). Agli occhi altrui può sembrare che io corra troppi rischi (tranquilli, ho le spalle larghe), o che mi comporti in maniera sconsiderata (perché oso stanare?…lei mi capisce amme)

 È scritto che amo molto la mia professione (fin troppo…) e questo, insieme a una gran sete di indipendenza (chi fa da sé, fa per tre), rende alquanto difficile una normale vita familiare (le peregrinazioni lavorative del consorte ve le siete scordate?). Eppure paradossalmente avrei bisogno di sentirmi sistemata, per questo tenderò ad aggrapparmi a un homo comprensivo che dovrebbe sostenermi (mò appendo un cartello sul letto. “Consorte sostienimi” – ‘na parola sostenermi a cinquant’anni!  :D)

I nati nel mio giorno si distinguono in due tipi (mi ritrovo in entrambi, è grave?): il tipo solitario, che lavora da solo ai propri progetti, sviluppando uno stile, un’abilità, un talento tutto suo, in condizioni di relativo isolamento dagli altri (è vero perché ho bisogno di ritrovarmi nella solitudine); il secondo tipo è una luminosa stella sociale, un leader (direi piuttosto un panzer) animato da uno zelo missionario (e qui ricasca il convento…) che può galvanizzare gli altri attirandoli verso una comune grande impresa (di pulizia?). Benchè tenda a suscitare apprezzamento (o timore) e sia un po’ vanitosa (giàggià), da vera guerriera (augh!) conosco bene i miei limiti e anche se, per curiosità o desiderio di capire, mi spingo fino alla soglia del proibito (ehhhh?), raramente lo oltrepasso (ahhhhhh, volevo dire). Mi consigliano di:

calmare la mia intensità e tenere a freno il lato troppo ossessivo-costrittivo del mio carattere (posso uccidere il super ego?)

godere i semplici piaceri della vita (avete interrogato il mio frigorifero?)

seguire il cuore qualche volta, non sempre la testa (decapitatemi!), e imparare a spegnere, quando è necessario, il mio motore (quando lo spegnerò , vorrà dire che non ci sarà più tempo per nulla.)

Devo coltivare la capacità di rilassarmi (sante parole!), per non lasciarmi deprimere e debilitare da temporanei insuccessi (non mi arrendo! Doppio augh!).Sarà bene avere un’area privata e personale in cui rifugiarmi periodicamente per ricaricarmi (già fatto: ho tempi e interessi miei).

 Come arietina sono governata dal potente ed energico Marte (Er belligerante), sono fiera e dinamica, ostinata (e ci credo, oltre alle corna di sfondamento dell’ariete mi trovo pure quelle di attacco dell’ ascendente toro!) e curiosa (una vera scimmia).  Non la prendo molto bene quando vengo fraintesa (aprite bene le ‘recchie, no?) o scambiata per qualcosa che non sono (e ci credo!).

Avrei la forza di procedere nello sviluppo dei miei progetti (poi mi spiegate ch’aggia progettà di così importante), anche se non vengo notata (meno male!) prima o poi alcuni si accorgeranno della mia personalità (poveri loro) e delle mie doti (scarsette in verità) e quasi con devozione (è scritto proprio così…) saranno pronti ad adorarmi e a venerarmi (ma dico io, pure santa mi fanno diventare? Aspettate prima che vada in convento, no?). Non è detto che sia un’egocentrica (bontà vostra), è più facile che insegua i miei sogni ( o i sogni inseguano me, che dormo sempre meno) e tenda ad esteriorizzare le mie sfide personali e interiori (a cinquant’anni e più  non ho pudore di parlare di me). Di fronte a difficoltà che non prevedono la possibilità di soluzioni esterne, posso cercare risposte all’interno di me (scusate ma quale altra chance avrei ?), accettando una necessaria modificazione della personalità (la donna è mobileee…)

 E come quando si giocava a nascondino, si faceva la conta e si gridava trentuno pillicciò, che non so cosa significhi, oggi aggiorno il post e mi va di scrivere cinquantuno pillicciò, per scovare non i tanti  anni della mia vita, ma per rivedere la vita dei miei, tanto cari, cinquantun anni.

Auguri di Buon Natale

Voglio farti gli auguri a colori

perché sia Natale dentro e fuori,
e volino lievi tutti i pensieri
con sagge parole di oggi e di ieri.

Un monte di auguri verde brillante,
che diano gioia in cambio di niente,
una piccola gemma rosso lucente
che parli al cuore di tanta gente.

Un mare di auguri dipinto di blu,
che doni buona salute a chi vuoi tu,
perlato da qualche raggio di stelle
e lacrime di cose semplici, ma belle.

Infine auguri color arcobaleno
perché non solo Natale sia sereno
ma in ogni casa, città e stagione
brillino affetti e un po’ di commozione.

Maria